Biografia Salamone nacque nella città di Leonforte, in Sicilia, nel 1897, figlio di Salvatore e Antonia D'Anna. Con la famiglia si trasferì in Argentina nei primi anni del '900. Decise di seguire le orme del padre nel settore edile e si iscrisse alla scuola Otto Krause di Buenos Aires, dove conseguì il diploma di capomastro. Successivamente intraprese gli studi prima all'Università Nazionale di La Plata e poi all'Università nazionale di Córdoba. Nel 1920 si laureò in architettura e ingegneria civile. Nel 1919 ottenne due medaglie come riconoscimento per i suoi progetti in occasione di esposizioni a Milano e Barcellona.
Nel 1928 sposò Adolfina Croft, di origini austriache, dalla quale ebbe quattro figli: Ricardo, Roberto, Ana María e Stella Maris.
Iniziò a lavorare come architetto e ingegnere — — negli anni '20 nella provincia di Córdoba, dove realizzò abitazioni private e piccole costruzioni. Nel 1923 Salamone entrò in politica, perdendo le elezioni interne dell'Unione Civica Radicale (UCR) per rappresentare il dipartimento di Punilla al Senato provinciale.
Nel 1934 iniziò i lavori per il municipio di Las Varillas, terminati due anni più tardi. Lavorò anche a Villa María, dove realizzò un'opera di pavimentazione, un mattatoio, il parco del cimitero e alcune piazze (come quella denominata Centenario). Tutte queste opere furono realizzate durante un mandato in cui gli furono attribuite accuse di corruzione. Salamone lasciò la città senza aver completato alcuni dei suoi lavori (ad esempio il macello, che presentava diverse carenze), mentre opere come l'asfaltatura delle strade non resistettero alle prime intemperie.
Successivamente si trasferì a lavorare nella provincia di Buenos Aires. Lì, con l’avvio della modernizzazione delle opere pubbliche nei comuni dell’entroterra, durante il governo di Manuel Fresco (1936-1940), la legge n. 4017 sui titoli di credito per le opere pubbliche fu lo strumento che rese possibile la realizzazione di tali opere. I comuni che non disponevano di personale tecnico potevano assumere professionisti e imprese edili per l'esecuzione delle loro opere pubbliche tramite bando di gara. In questo contesto, Salamone si occupò della progettazione e della direzione, insieme ad altri illustri architetti, di edifici comunali, piazze, portali di cimiteri, ecc. Durante questa fase di modernizzazione, Salamone organizzò una struttura tecnico-amministrativa, aggiudicandosi molte delle gare d'appalto. Per lo più, i municipi gli affidarono il compito di costruire diversi edifici pubblici, dandogli carta bianca per i suoi progetti. L'idea era quella di promuovere la crescita dei piccoli paesi e delle città dell'interno. Salamone arrivò a costruire più di 60 grandi opere in pochi anni, e altrettante opere minori. Nei suoi progetti si denota una commistione molto personale di Art déco, autoritarismo, funzionalismo, futurismo. L'uso del cemento armato ha permesso di costruire edifici maestosi che a quel tempo li ha resi simboli del potere e dell'autorità comunali.
Le città rurali in cui apparivano gli edifici di Salamone erano a 500 km o più dalla città di Buenos Aires, e erano o città di frontiera, costruite alla fine del XIX secolo ai margini del territorio indiano, o erano situate a intervalli regolari lungo collegamenti ferroviari di nuova costruzione.
L'opera di Salamone aveva il chiaro obiettivo di realizzare un'architettura al servizio di uno Stato forte e presente nei momenti salienti della vita degli abitanti della provincia di Buenos Aires. La sua caratteristica principale è il monumentalismo, uno stile molto in voga negli anni '30. La spettacolarità è una caratteristica distintiva delle sue costruzioni, che raggiungevano i trenta metri di altezza, in contrasto con il contesto urbano circostante, che generalmente non superava i cinque metri. L'architettura di Salamone non aveva nulla a che vedere con il contesto in cui eresse i suoi edifici, per cui ebbe un forte impatto sull'urbanistica provinciale.
Quando il mandato di Fresco come governatore provinciale terminò nel 1940, Salamone e la sua famiglia tornarono a Buenos Aires, dove progettò solo altri due edifici in stile razionalista. Morì l'8 agosto 1959, relativamente dimenticato, ma lasciandosi alle spalle un'eredità architettonica monumentale sulle pampas argentine. Fu sepolto nel cimitero della Recoleta.
Opere Il suo lavoro si caratterizzò per tre tipi principali di costruzioni: municipi, portali di cimiteri e mattatoi. Realizzò inoltre piazze, portici, arredo urbano e arredi interni dei palazzi municipali, marciapiedi e illuminazione pubblica, al fine di mantenere la coerenza del suo stile monumentale.
I palazzi municipali, le cui caratteristiche principali sono il monumentalismo e le torri che simboleggiano l'avanzata della «civiltà» sulla «barbarie» o sul «deserto». Si distinguono per originalità ed emblematicità i palazzi municipali di Carhué, Guaminí, Pellegrini, Rauch, Tornquist, Puán, Alberti, Laprida, Adolfo Gonzales Chaves, Vedia e Coronel Pringles. Il palazzo municipale di Carhué, la sua opera municipale più importante, inaugurata il 3 dicembre 1938, che combina elegantemente tre stili: art déco, futurismo italiano e funzionalismo ispirato alla scuola del Bauhaus, è stato dichiarato “monumento architettonico municipale”.
I cimiteri si distinguono anche per la loro imponenza e per gli enormi portali che simboleggiano il ritorno del corpo umano alla terra. Si tratta solitamente di opere complete e non solo di portici. Particolarmente suggestivi sono quelli realizzati nelle città di Azul, con l’arcangelo Gabriele raffigurato come un grande angelo della morte a guardia dell’ingresso e la gigantesca sigla RIP realizzata in cemento; e a Saldungaray, dove appare il Cristo crocifisso su una facciata circolare, e quella realizzata per la località di Laprida, un'enorme croce con un Cristo a figura intera, che è la seconda opera religiosa più alta del Sudamerica, dopo il Cristo Redentore di Rio de Janeiro.
I macelli erano edifici funzionali nella loro concezione architettonica. Uno dei principali esempi è quello di Coronel Pringles, la cui torre simboleggia la lama di un coltello.
Dopo molti anni, il lavoro dell'architetto Salamone viene rivalutato, e citato da studi specializzati di stampa, architettura, pianificazione urbana e ingegneria. Nel 2001 le sue opere sono state dichiarate dallo Stato argentino come "Patrimonio culturale della Provincia di Buenos Aires" e nel 2014 molte delle sue opere sono state classificate come "Monumenti storici nazionali" e "Beni di interesse storico e artistico nazionale".
Vita privata Salamone sposò Adolfina Croft, figlia del vice console austriaco-ungherese a Bahía Blanca, in Argentina, con la quale ebbe quattro figli: Ricardo, Roberto, Annie e Stella Maris.
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Mattatoi
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Note
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