Picea martinezii T.F.Patt., 1988 è una rara specie di peccio, appartenente alla famiglia delle Pinaceae, originaria della Sierra Madre Orientale (Montemorelos, Aramberri), in Messico.
Etimologia Il nome generico Picea, utilizzato già dai latini, potrebbe, secondo un'interpretazione etimologica, derivare da Pix picis = pece, in riferimento all'abbondante produzione di resina. Il nome specifico martinezii fu assegnato in onore del botanico messicano Maximino Martínez.
Descrizione
Portamento Albero che può raggiungere i 35-40 m di altezza; i rami del primo ordine si sviluppano orizzontalmente, quelli del secondo ordine, negli esemplari maturi, possono essere pendenti. I germogli sono robusti, di colore marrone pallido o arancione-marrone.
Foglie Le foglie sono aghiformi, di colore verde lucido, lunghe 2,3-2,8 cm, con stomi non appariscenti e particolarmente appuntite con una piccola spina all'apice.
Frutti I coni femminili sono cilindrici, lunghi 11-16 cm e larghi fino a 6 cm, inizialmente verdi, poi marroni-arancioni. I macrosporofilli sono distanziati, circa 12-16 in 10 cm di lunghezza di cono a maturazione; sono lunghi 26-32 mm e larghi 21-25 mm, con apici arrotondati. I semi sono neri, lunghi 4-5 mm con parte alata lunga 15 mm.
Distribuzione e habitat Una delle due località dove vegeta P. martinezii è costituita da un canyon riparato, con sedimenti grossolani calcarei provocati da frane dei versanti, a circa 2100-2200 metri di quota. Questo habitat è privo di acque superficiali, ma le frequenti precipitazioni e le nebbie forniscono l'umidità necessaria a permettere la sopravvivenza di una foresta mista di montagna. Tra le conifere si ritrovano Abies vejarii, Taxus globosa e specie di Pinus; tra le caducifoglie sono presenti specie dei generi Quercus, Tilia, Ostrya, Cornus, Ilex, Juglans e Crataegus.
Tassonomia Considerata per parecchio tempo un sinonimo di P. chihuahuana da taluni autori tassonomici, questo taxon è stato incontrovertibilmente riconosciuto autonomo anche attraverso studi genomici più recenti (Ledig et al. 2004); essendo comunque imparentato con P. chihuahuana, è aperta la discussione se il rango di specie possa essere adeguato, o se piuttosto possa essere meglio classificato come sottospecie o varietà.
Usi Tradizionalmente sfruttato da segherie locali per il suo legno utilizzato in edilizia e carpenteria, attualmente è protetto da leggi conservative. Sono stati effettuati tentativi di introduzione in arboreti ubicati in Europa, Australia e Nuova Zelanda, ma pochi sono gli esemplari sopravvissuti.
Conservazione Con un areale primario stimato in 16 km² e un areale secondario stimato in 565 km², P. martinezii ha una popolazione di individui maturi di meno di 800 esemplari. Le due uniche località in cui vegeta sono sottoposte a deforestazione illegale e al rischio elevato di incendi boschivi per cui è possibile un ulteriore declino del 20 % di popolazione nelle due prossime generazioni. Un'ulteriore considerazione è legata ai cambiamenti climatici, in quanto le specie di pecci messicane sono relitti dell'era glaciale e pertanto molto sensibili agli stessi; per questi motivi è classificata come specie in pericolo nella Lista rossa IUCN.
Note
Voci correlate Picea
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Collegamenti esterni
Categoria:Pinaceae Categoria:Flora del Messico Categoria:Specie botaniche in pericolo di estinzione Categoria:Taxa descritti nel 1988