Le mura di Cittadella sono un museo a cielo aperto corrispondente al sito storico-archeologico di fondazione bassomedievale delle mura di Cittadella. La cinta muraria è stata coinvolta negli ultimi anni in un progetto di restauro, conservazione, valorizzazione e ri-animazione assieme ad alcuni edifici storici e aree urbane del centro storico di Cittadella. Il progetto di restauro si è svolto concretamente dalla fine del 1994 al 2013 su progetto dell'architetto Patrizia Valle dello studio Valle Urbanistica e Architettura di Venezia, su commissione del Comune di Cittadella e realizzato dalla ditta Lares Restauri di Venezia. Il progetto ha permesso, soprattutto, il ripristino con messa in sicurezza e la riattivazione del Camminamento di Ronda delle mura. Oggi, la cinta muraria di Cittadella, perfettamente conservata nel tempo, è l'unica in Europa di forma ellittica con l'intero Camminamento di Ronda medievale totalmente percorribile.
Storia Cittadella, paese prossimo a tre grandi città, quali Padova, Vicenza e Treviso, è stata costruita all'incrocio tra la Postumia e la strada della Valsugana. Si tratta di una cittadina fondamentale per difendere gli interessi della zona padovana, soprattutto nell'area tra il Brenta e il Musone al fine di sostenere gli scambi tra la Pianura Padana e il territorio alpino (lungo l'asse da Venezia-Lombardia).
Cittadella si trova in una zona denominata “regno della foresta e della palude” e si pensa che fosse stata meta di transumanti e una sorta di recinto barbarico e che nel 1200 venne utilizzata come fortezza su medio Brenta da parte dei padovani. Dal punto di vista giuridico, tale città era prospera, dotata di propri statuti rilasciati nel 1236 da Padova.
Per quanto riguarda la componente urbanistica, unica nel suo genere in tutto il Veneto, è caratterizzata da due traverse perpendicolari racchiuse da una cinta muraria di forma ellittica. Il restauro da poco terminato del Camminamento di Ronda, permette ai visitatori di ammirare la città dall'alto, nella sua integrità e da più punti di vista. Da qui, infatti, si può notare come al suo interno la città sia organizzata secondo il sistema geometrico a scacchiera delle tipiche stradelle romane; in questo modo mercanti e artigiani erano fortemente motivati a difendere i propri interessi, tra cui il libero passaggio delle merci.
Durante l'età veneziana (XV-XVIII sec.) le mura di Cittadella furono ripetutamente abusate e manomesse, provocando a lungo andare numerosi danni e alterazioni alla loro stabilità. Infatti, i cittadini per riempire buche e avvallamenti del territorio causarono l'assottigliamento del contrafforte in terra battuta che si trovava all'interno delle mura, incentivando così la perdita dell'importante sostegno alle mura. L'asporto ripetuto e continuo del contrafforte interno, ovvero del terrapieno dalla base delle mura, provocò nel 1774 il crollo di un lungo tratto di mura compreso tra Porta Vicenza e Porta Bassano. Franarono oltre quaranta metri di mura sopra alcune abitazioni, mentre un'altra parte era rimasta sospesa con il rischio di un'ulteriore rovina. La cinta, infatti, fu riparata alla meno peggio, al punto che non essendo stato ricostruito il tratto rovinato a terra, nel 1785 si registrò un nuovo crollo.
In quegli anni, dopo una serie di restauri della torre dell'orologio di Porta Padova, anch'essa franò al suolo, e si decise di ripristinare in seguito solo la campanella. Inoltre, a causa dell'assenza, per omessa manutenzione, di protezioni in legno o in pietra dei quattro ponti d'accesso alla città, seguirono una serie di incidenti (nel XVIII sec.) che coinvolsero gli abitanti, indicando quindi la necessità di interventi di restauro e di protezione anche di questi quattro ponti. Furono poi rifatti integralmente anche tutti e quattro i battenti lignei delle porte; nel maggio 1797, con la fine della Repubblica di Venezia, le mura di Cittadella divennero bene demaniale, per cui iniziò un lungo periodo in cui le comunità locali furono costrette a rivendicarne il possesso per difenderle dall'usura, dalle intemperie e per conservare la loro bellezza militare.
Dal momento in cui, in età moderna, la cinta muraria iniziò progressivamente a perdere la sua originaria funzione difensiva e militare, essa andò in corso ad un lento ma continuo processo di deterioramento strutturale. Nel corso del primo Ottocento fu avvalorata addirittura l'idea di demolire le mura., tuttavia dalla seconda metà dell'Ottocento esse tornarono ad essere un punto di riferimento per la comunità cittadellese e parte integrante del paesaggio urbano.. Soprattutto a partire dal Novecento le mura acquisirono un notevole interesse turistico grazie al ritrovato valore storico-culturale e per questo già dai primi decenni vennero avviati una serie di progetti e interventi atti alla conservazione, al restauro, alla promozione e alla valorizzazione di questo monumento e di alcuni edifici storici.
Negli anni Trenta del secolo scorso la cinta muraria fu inserita all'interno del programma di rilancio del turismo nella provincia di Padova da parte del Comitato Turistico Provinciale.. Nel Piano Regolatore Generale comunale del 1957, che non fu mai applicato, oltre alla necessità di conservare e valorizzare la cinta muraria si propose di istituire una passeggiata turistica all'interno delle mura attraverso gli orti e i giardini.. In seguito a numerosi interventi volti a rallentare il degrado della cinta, ma rivelatisi insufficienti., il 1986 fu un anno importante per la pianificazione del restauro delle mura. Alcune vedute aeree pubblicate nel 1988 mostrano che il Camminamento era completamente crollato. pertanto necessitava di essere nuovamente reso fruibile. Il 29 luglio 1986 il consiglio comunale approvò un primo progetto di restauro presentato dall'architetto Ballardini. Il 12 maggio 1988, il CIPE con una delibera approvò un finanziamento di circa quindici miliardi di lire per il restauro, consolidamento, recupero, valorizzazione della cerchia muraria di Cittadella e delle aree adiacenti... Questo primo progetto fu poi accolto dalla Regione Veneto e dalle istituzioni italiane ed europee. In questi anni i lavori proseguirono a rilento e solo in parte: fu avviato il restauro della chiesa del Torresino, della Torre di Malta, di alcune porte, e l'avvio della riqualificazione di Campo della Marta e dell'attuale Palazzo Mantegna, edificio polifunzionale. Alcuni scavi in Campo della Marta, oggi Campo dei Giganti, riportarono alla luce l'esistenza di un villaggio arginato risalente all'Età del bronzo. Il finanziamento fu poi revocato dalla Commissione Europea a causa di alcuni ritardi nell'avvio dei lavori.
Dal 1994 l'architetta Patrizia Valle dello Studio Valle Architettura e Urbanistica di Venezia ha avviato concretamente il restauro delle mura attraverso progetti d'intervento suddivisi in quattro fasi, coincidenti con i settori del sistema fortificato. I lavori sono proseguiti quasi ininterrottamente fino al 2013 e terminati con il recupero del quadrante sudest delle mura e il completamento del restauro dell'intero perimetro della cinta muraria. In particolare il progetto dello studio Valle ha permesso di rendere fruibile il cammino di ronda a 15 metri di altezza, rendendo Cittadella l'unica città murata percorribile in quota attraverso un filo di Arianna, che ha caratterizzato le sue mura e che permette l'accesso in quota alla casa del Capitano, alla chiesa del Torresino e le 4 Porte, anch'esse restaurate da Patrizia Valle. Patrizia Valle è un'architetta italiana nota per interventi di restauro e valorizzazione del patrimonio storico-architettonico, nonché per la sua attività di ricerca e pubblicazioni nel campo dell’architettura. Tra i progetti di rilievo figurano il restauro e la valorizzazione delle mura di Cittadella e altri interventi nelle città murate del Veneto. È attiva in ambito nazionale e internazionale tramite collaborazioni con enti pubblici, associazioni di patrimonio e organismi europei. Membro del Consiglio scientifico nazionale dell’Istituto Italiano Castelli (dal 2010), Consiglio scientifico di Europa Nostra (2010–2019) e Consiglio di Europa Nostra (dal 2019), Comitato Internazionale ICOMOS (dal 2010); Comitato Scientifico dell’associazione “Città Murate del Veneto” (2008–2019).
La struttura La cerchia murata che circonda Cittadella (1220 d.C.) ha forma di ellisse irregolare e con l'abitato costituisce un complesso organico del più alto interesse storico, non solo per gli studi sui castelli ma anche per quelli di urbanistica. Lo spazio interno che le mura delimitano è ordinato da due traverse che raccordano le quattro porte con il centro, dividendo l'abitato in quartieri, a loro volta suddivisi a scacchiera dalle caratteristiche stradelle. La cortina murata comunica con l'esterno attraverso quattro ponti in corrispondenza delle porte (a loro volta costruite sui quattro punti cardinali), rivolte verso le vicine città di Padova, Vicenza, Bassano del Grappa e Treviso (di qui la denominazione Porta Padovana, Porta Vicentina, Porta Bassanese, Porta Trevisana). I ponti levatoi, mantenuti in servizio fino al secolo XVI, gradualmente vennero sostituiti con altri in muratura. Gli attuali risalgono alla prima metà del secolo scorso. La cinta è stata costruita su una base di appoggio fatta di sabbia-ghiaia, pertanto è priva di fondamenta: ciò che la sostiene sono i terrapieni, costruiti attraverso materiali di riporto delle fosse, le quali originariamente erano molto più larghe. La cinta muraria è dotata di porte fortificate, le quali costituiscono un canale di accesso alla città, fortezza o castello, ed erano protette da strutture esterne, come torri o rivellini. Questi ultimi, nello specifico caso di Cittadella, sono estremamente prossimi alle quattro porte, ognuna delle quali è articolata in più rivellini, e sono finalizzati a ricoprire la base o l'ingresso delle stesse, rinforzando la difesa principale.
La costruzione delle mura ha richiesto una serie di fasi, in cui inizialmente fu creata la struttura difensiva di terra e di legno, delle porte di accesso e del fossato; in seguito venne sviluppata l'opera in muratura, con l'impianto delle quattro porte, delle torri e dei torresini, poggianti su cortine murarie piuttosto basse. Infine, si completò la costruzione con l'innalzamento della muraglia e con l'inserimento di archetti e di merli. Con molta probabilità furono proprio le torri ad essere costruite per prime in un periodo antecedente o simultaneo alla realizzazione delle porte, tutto ciò è testimoniato dal fatto che esistono delle cesure verticali tra cortina e torre. Si pensa inoltre che l'opus murario sia stato costruito in modo graduale nel corso del tempo, il borgo però era organizzato fin dal principio come lo si vede ora.
Nel 1223, i lavori erano iniziati da ben tre anni, nonostante ciò c'era ancora molto da fare; è probabile che una prima base di cortina muraria sia stata costruita fino all'altezza del ballatoio mediano. L'altezza si aggira intorno agli 8-9 metri; solo con il passare degli anni l'opera venne completata con merli e archetti fino a raggiungere l'altezza attuale. Con l'avanzare dei secoli, soprattutto a causa di conflitti bellici, le mura vennero periodicamente fortificate.