Sacile (Sacìl in veneto, localmente anche Sazhìl) è un comune italiano di abitanti del Friuli-Venezia Giulia.

Geografia fisica

Sacile è la seconda città della provincia (di Pordenone) e la sesta della regione per numero di abitanti.

Il caratteristico centro storico sorge su due isole sul fiume Livenza, lungo le cui sponde si affacciano numerosi palazzi nobiliari del periodo veneziano. Per tale motivo viene spesso soprannominata come la piccola Venezia; molto utilizzato inoltre è l'appellativo di Giardino della Serenissima.

Sacile è suddivisa in numerose frazioni, fra cui: Camolli, Cavolano, Cornadella, Ronche, San Giovanni del Tempio, San Giovanni di Livenza, San Liberale, San Michele, San Odorico, Schiavoi, Topaligo, Villorba, Vistorta.

Storia In epoca romana il territorio di Sacile rientrava nella giurisdizione del municipio di Oderzo, ma non è provata l'esistenza di un vero centro abitato. Dopo la distruzione di Oderzo da parte dei Longobardi di re Grimoaldo (667), la zona assunse importanza strategica in quanto localizzata nel punto in cui la strada che collegava Pavia (capitale del regno longobardo) a Cividale superava il Livenza tramite un ponte; in aggiunta, il fiume era divenuto un confine naturale tra i neoistituiti ducati di Ceneda e del Friuli.

Il primo riferimento alla zona di Sacile è contenuto nell'Historia Langobardorum di Paolo Diacono, dove è ricordato uno scontro tra i friulani fedeli a re Cuniperto e le truppe del ribelle Alachis avvenuto sul finire del VII secolo presso il ponte, posto nella selva di Capulanus (Cavolano). Si può supporre - con qualche riserva - che ancora Sacile non esistesse.

Alla luce di ciò, si ipotizza che Sacile sia stata fondata nell'VIII secolo come avamposto militare collocato presso un'isola artificiale (un "sacco", da cui il toponimo) ottenuta grazie all'escavo di una diversione del Livenza. Mantenne a lungo una condizione di centro di confine, stretto tra le giurisdizioni del castello di Cavolano, a sud, e del castello di Caneva, a nord e, dal punto di vista ecclesiastico, tra le diocesi di Ceneda e di ConcordiaPer questo la pieve di San Lorenzo, fondata dal conte Enrico del Friuli, non dipendeva né dalla diocesi di Ceneda, né da quella di Concordia, ma era direttamente sottoposta al patriarcato di Aquileia (situazione che si mantenne intatta sino al 1926). Tuttora la frazione San Odorico appartiene alla diocesi di Concordia-Pordenone, mentre il resto del comune è compreso nella diocesi di Vittorio Veneto..

Il fortilizio doveva essere ancora in piena attività nel X secolo, quando avrebbe sostenuto l'invasione degli Ungari, tuttavia con il tempo cominciò ad affiancare alle funzioni militari quelle di centro industriale e commerciale. Grazie alla presenza del Livenza che forniva l'energia meccanica necessaria, il borgo poté arricchirsi di impianti per la lavorazione dei metalli e la molitura. Lo stesso fiume, grazie ad alcune opere idrauliche, venne reso navigabile fino al mare, aprendolo ai traffici.

Discorso diverso per i mercati i quali, per questioni soprattutto igieniche, non potevano tenersi all'interno della città. La zona extramuraria, come si è visto, ricadeva però sotto altre giurisdizioni e i Sacilesi dovettero quindi faticare non poco per ottenere concessioni dai vicini, che talvolta si risolvevano in violenti liti.

A partire dall'XI secolo la città poté godere di ulteriori vantaggi in concomitanza con la formazione dello Stato patriarcale. I principi-vescovi, infatti, scelsero Sacile per trascorrervi lunghi soggiorni durante i quali emettevano sentenze, incontravano ambasciatori, organizzavano feste. Nel 1190 l'abitato ottenne le libertà comunali, ovvero la concessione dell'autonomia amministrativa mediante la stesura di propri statuti. In età medievale, dunque, Sacile rappresentava un centro aperto e dinamico, decisamente opposto alle ristrette realtà dei feudi confinantiComune di Sacile - Storia di Sacile..

Nel 1366, precisamente l'8 novembre, a Sacile furono promulgate le Constitutiones Patriae Foriiulii (Costituzioni della Patria del Friuli) una delle più antiche costituzioni scritte della storia.

Nel 1420 Sacile, come il resto del Friuli, venne annessa alla Repubblica di Venezia; durante il periodo veneziano ci fu un grande sviluppo grazie ai commerci, soprattutto fluviali e molte famiglie nobili eressero i loro palazzi lungo il fiume e i suoi canali. Nel 1797, alla caduta della Serenissima, Sacile perse il potere sui territori dei paesi vicini ed entrò in una crisi economica.

Il 3 aprile 1809, a Camolli nei pressi di Sacile ci fu una battaglia tra le truppe austriache e quelle francesi ed italiane che furono sconfitte e furono costrette a ritirarsi.

Nel 1816 con la Restaurazione Sacile entrò a far parte del Regno Lombardo-Veneto; nel 1855 arrivò la ferrovia Venezia-Udine che contribuì a rilanciare l'economia.

Con l'annessione al Regno d'Italia nel 1866 sorsero anche le prime attività industriali. Il terremoto del 18 ottobre 1936 provocò gravi danni agli edifici, danneggiando anche l'antica cinta muraria.

Simboli

Logistica militare

Nello scacchiere geopolitico del Friuli, Sacile è stata considerata dalla Forze armate italiane una località strategica dal punto di vista militare, dotata di una autonoma stazione sull'importante linea ferroviaria Venezia-Udine. Il distretto militare di Sacile fu istituito nel 1907 ed ebbe importanza durante la prima guerra mondiale (esiste una cartolina con le "nuove caserme" spedita nel 1916) e fino agli anni 1960.

Una prima caserma fu eretta sui resti di un antico convento acquistato dal Comune e ospitò un reparto di bersaglieri e un distaccamento del terzo cavalleggieri "Savoia". Dopo il primo conflitto la caserma fu intitolata allo scrittore triestino e volontario irredentista Scipio Slataper. Da allora la caserma ha ospitato sempre importanti reparti militari di fanteria. Dal 1949 al 1976 è stata sede del 182º Reggimento Fanteria Corazzata Garibaldi. Attualmente ospita il "7º Reggimento Trasmissioni".

A causa dell'importanza logistica di Sacile fu ripetutamente bombardata sia durante la prima che nella seconda guerra mondiale.

Onorificenze Sacile è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della medaglia di bronzo al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondialehttp://www.istitutonastroazzurro.it/istituzionidecoratemedagliabronzovalormilitare.html:

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Duomo. Il Duomo di San Nicolò, costruito da Beltrame e Vittorino da Como tra il 1474 e il 1496 in stile rinascimentale (anche se si possono notare delle reminiscenze dell'arte gotica, come ad esempio negli archi; è stato restaurato nelle forme originarie dopo il terremoto del 1976) custodisce al suo interno opere di Andrea Vicentino, Francesco da Bassano, Palma il Giovane, Pino Casarini e di altri artisti; Chiesa di Santa Maria della Pietà. La Chiesa di Santa Maria della Pietà, (XVII secolo): questa piccola chiesa a pianta esagonale si affaccia sul Livenza, al suo interno si trova una statua in pietra arenaria raffigurante la Pietà; Chiesa di San Gregorio. La Chiesa di San Gregorio (XVI secolo), ora chiusa al culto ed adibita a mostre e concerti, era la chiesa del vecchio ospedale di origine medievale; Oratorio di San Giuseppe. L'Oratorio di San Giuseppe si trova in piazzetta 4 novembre. Si tratta di un piccolo gioiello di chiesetta risalente al Seicento. All'interno vi si trova la lapide di sepoltura di Bellavite, risalente al 1680. La struttura, tuttora di proprietà privata, viene aperta al culto nei mesi di maggio, ottobre e il 19 marzo, giorno di commemorazione del santo a cui è dedicata; Chiesa di San Liberale. Edificio religioso risalente al ventesimo secolo è "copia perfetta" del grande tempio dipinto da Raffaello Sanzio nell'olio su tavola "Sposalizio della Vergine" custodito alla Pinacoteca Brera di Milano; Chiesetta della Madonna delle Grazie. L'antico luogo di culto, in località Vistorta, conserva al suo interno alcuni affreschi di fine duecento e inizi Seicento; Chiesa di San Lorenzo. Chiesa parrocchiale nella frazione Cavolano. Ex convento di Sant'Antonio Abate.

Architetture civili e militari Il territorio presenta cinque edifici tutelati dall'Istituto regionale ville venete:

Palazzo Candiani; Palazzo Carli; Palazzo Ettoreo, databile alla prima metà del XVI secolo; Palazzo Ragazzoni-Flangini-Biglia. Il Palazzo Ragazzoni-Flangini-Biglia (XV secolo) fu abitato e ampliato dalla famiglia veneziana Ragazzoni, signori del feudo di S.Odorico. Al suo interno si trova un ciclo di affreschi di Francesco Montemezzano raffiguranti la storia della famiglia; Villa Brandolini d'Adda (frazione di Vistorta), complesso risalente al XIX secolo, caratterizzato da uno dei parchi più rinomati del Friuli occidentale. Palazzo Bellavitis. Il Palazzo Bellavitis si trova in Via XXV Aprile civico nº2. Si tratta di un palazzo di campagna risalente al 1600 con pavimenti a terrazzo veneziano, bel cortile interno con pozzo ed un bellissimo oleandro di oltre 50 anni a fiori bianchi. A metà scalinata centrale due affreschi, posti uno di fronte all'altro con gli stemmi delle famiglie Conti Bellavitis e Frangipane, sovrastano rari dipinti di giardini all'Italiana; Teatro Zancanaro; Fazioli Concert Hall; Teatro V. Ruffo.

Il centro storico conserva inoltre i resti delle antiche fortificazioni trecentesche, tra cui i torrioni di Prà Castelvecchio e largo Salvadorini.

Altro Monumento ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale, opera di Giuseppe Berti, e risalente alla prima metà del XX secolo;

Economia Nella città ha sede uno dei maggiori produttori di pianoforti da concerto del mondo, la Fazioli Pianoforti S.p.A., fondata nel 1981 da Paolo Fazioli; produce mediamente dai 120 ai 150 strumenti all'anno con una costruzione completamente artigianale. Per quanto riguarda l'artigianato, la città è rinomata soprattutto per la lavorazione del ferro battuto.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2025 gli stranieri residenti nel comune erano , ovvero il 10,6% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:

Albania, 531 Romania, 368 Ucraina, 211 Senegal, 110 Marocco, 94 Cina, 83 Pakistan, 77 Moldavia, 58

Lingue e dialetti A Sacile viene parlato il liventino, una varietà della lingua veneta appartenente ai dialetti settentrionali e tipico dell'area compresa tra Piave e Livenza. Una ricerca eseguita da Renato Appi nel 1968 constatava una notevole differenza tra il dialetto dei giovani e il dialetto degli anziani e che anche tra gli emigranti si conservava una parlata arcaica.

Cultura

Istruzione

Musei Raccolta di opere d'arte del Duomo di Sacile (Piazza Duomo) Galleria d'Arte Moderna Pino Casarini (Piazza Duomo, 4) Centro Studi Biblici della città di Sacile (Piazza Duomo, 4)

Eventi Dal 1274, la prima domenica dopo ferragosto a Sacile si tiene la Sagra dei Osei, fiera-mercato di uccelli e animali da cortile, mostra nazionale canina, eventi e concorsi cinematografici. È la più antica fiera d'Europa. Particolare è la gara di chioccolo in cui i concorrenti imitano il canto degli uccelli. La manifestazione si svolge anche in forma ridotta in primavera.

Tra giugno e agosto viene organizzata una rassegna di musica da camera nell'ambito del Friuli Venezia Giulia International Music Meeting. Si tratta di un festival con concerti aperti al pubblico e seminari riservati ai musicisti.

Per alcuni anni la città ha ospitato le Giornate del Cinema Muto: si tratta di un'iniziativa partita nei primi anni 2000 contestualmente alla ristrutturazione del Teatro Verdi nella città di Pordenone, sede originale della manifestazione. Il festival di cinema è ora condotto in concomitanza in entrambe le città.