La serie di test nucleari denominata Operazione Hardtack I si riferisce alle detonazioni nucleari condotte dagli Stati Uniti d'America negli atolli Enewetak e di Bikini, appartenenti alle Isole Marshall, e nell'atollo Johnston dal 28 aprile al 18 agosto 1958. La serie fu la terza effettuata dagli Stati Uniti d'America nei Pacific Proving Grounds e, alla data della sua realizzazione, essa contava un numero di esplosioni maggiore della somma di tutte le esplosioni nucleari precedentemente avvenute nel Pacifico.
L'operazione fu diretta dalla Joint Task Force 7 (JTF 7), che incorporava sia personale civile che militare ma che era di fatto organizzata con una struttura militare. In tutto, essa contava elementi, tra cui militari dell'esercito, impiegati civili federali e operatori facenti parte del Dipartimento della Difesa (DOD) e della Commissione per l'energia atomica degli Stati Uniti d'America (AEC).
Scopi Gli scopi dell'operazione erano diversi ma fondamentalmente si possono identificare tre direzioni principali di ricerca. La prima verteva allo sviluppo di nuovi tipi di armi nucleari. A questo scopo furono fatti detonare dispositivi sperimentali realizzati dai laboratori nazionali di Los Alamos e dai laboratori nazionali Lawrence di Berkeley, entrambi sovvenzionati dalla AEC. In ognuna delle detonazioni in cui furono utilizzati tali ordigni anche il ministero della difesa portò avanti dei propri test ed esperimenti, senza comunque ostacolare le ricerche dell’AEC. Il secondo filone di ricerche, portato avanti dal ministero della difesa, era diretto a esaminare quanto le esplosioni sottomarine potessero danneggiare le navi della marina militare. L'ultimo dei tre scopi principali era infine lo studio delle esplosioni nucleari in alta atmosfera e l'ideazione di strumenti difensivi nei confronti di missili balistici intercontinentali. Per questi studi in particolare furono condotti tre test individuali (denominati Orange, Teak e Yucca), i primi di sempre a prevedere una detonazione nucleare in alta atmosfera.
Contesto storico
La progettazione e la realizzazione dell'Operazione Hardtack I furono influenzati non solo dai risultati ottenuti nei test nucleari precedenti ma anche dal contesto politico mondiale di quegli anni. A cominciare dal 1956, infatti, la preoccupazione dell'opinione pubblica al riguardo delle radiazioni nucleari derivanti dai test iniziò a farsi sentire, tanto che la questione della fine dei test nucleari e della sicurezza nucleare fu una di quelle che tenne banco durante le elezioni presidenziali del 1956, tanto più che anche l'Unione Sovietica aveva già pubblicamente proposto una moratoria sui test.
Nel giugno del 1956, in un rapporto intitolato The Biological Effects of Atomic Radiation, l'Accademia nazionale delle scienze statunitense (National Academy of Sciences, NAS) aveva raccomandato l'adozione di nuovi e più bassi limiti di esposizione alle radiazioni per la popolazione e l'AEC, ossia l'ente che supervisionava lo sviluppo delle armi nucleari statunitensi, aveva deciso di accettare tali raccomandazioni, anche se alcuni dei suoi membri asserirono che tali limiti erano stati calcolati erroneamente e che sarebbe stato meglio rivederli in un futuro prossimo per abbassarli ancora. Charles L. Dunham, direttore del reparto di biologia e medicina dell'AEC, dichiarò che l'adozione di tali nuovi limiti avrebbe posto fino alla realizzazione di test nel sito di test nucleari del Nevada e, assieme ad altri ufficiali dell'AEC, raccomandò di spostare tutti i futuri test nucleari previsti sul suolo statunitense nel Pacifico, così da eliminare del tutto la necessità di determinare una soglia di pericolosità del fallout nucleare.
Sempre nel 1956, l'AEC aveva progettato una serie di test che includeva detonazioni nucleari per cui era previsto un fallout non trascurabile. La serie, denominata Operazione Plumbbob, incluse alla fine 29 detonazioni, realizzate dal 24 aprile al 7 ottobre 1957, e fu, al tempo della sua realizzazione, la più costosa mai condotta nel sito nevadese. A questa seguì poi la serie Project 58/58A (che vide lo svolgimento di quattro test di sicurezza svolti dal 6 dicembre 1957 al 14 marzo 1958 sempre in Nevada) e quindi l'Operazione Hardtack I. Già ai tempi dell'Operazione Plumbbob, il Presidente Eisenhower fu piuttosto dubbioso nel firmare l'approvazione, tanto che l'AEC tenne diverse riunioni, poi rivelatesi infruttuose, riguardanti lo spostamento di alcuni dei test dell'Operazione Plumbbob nei siti pacifici in cui era stato pianificato di realizzare quelli della seguente operazione Hardtack I, in modo da minimizzare la ricaduta di materiale nucleare sul suolo statunitense.
Quando l'Operazione Plumbbob prese il via, nella primavera del 1957, il processo di organizzazione per l'Operazione Hardtack I era già stato avviato e prevedeva già un numero di detonazioni maggiore rispetto alla suddetta operazione. Allo stesso tempo, comunque, le preoccupazioni del mondo intero sulla proliferazione nucleare e sulle conseguenze dei test atomici aveva condotto a incontri ufficiali tra gli Stati Uniti d'America, l'Unione Sovietica e le altre nazioni in cui furono discussi la messa al bando globale dei test nucleari e la messa a punto di un piano di disarmo. Il 9 agosto 1957, il direttore dell'AEC Lewis L. Strauss consegnò un piano preliminare dell'Operazione Hardtack I al Presidente Eisenhower, il quale mosse alcune obiezioni circa la durata di ben quattro mesi del programma di test e circa il fatto che il numero di test previsti, 25, fosse maggiore rispetto ai 24 dell'Operazione Plumbbob. Il risultato dell'incontro fu che Eisenhower alla fine permise di effettuare test con una potenza non superiore ai 15 megatoni e ordinò che il tutto fosse condotto nel minor tempo possibile.
Come detto, all'Operazione Plumbbob fece seguito la serie di test Project 58/58A, che prese il via il 6 dicembre 1957. Si trattò di 4 test di sicurezza volti a verificare che gli ordigni non avrebbero dato accidentalmente origine a detonazioni nucleari in caso di esplosioni accidentali dell'esplosivo convenzionale contenuto in essi. Sebbene quindi non fosse previsto alcun rilascio di materiale nucleare nel corso dei quattro test, il test denominato Coulomb-C, condotto il 9 dicembre 1957, non andò come previsto e ci fu una detonazione nucleare imprevista della potenza di 0,5 chilotoni. L'esplosione creò una nuvola radioattiva che si diresse verso Los Angeles e, anche se i valori di radioattività testati in città si mantennero sempre al di sotto della soglia di sicurezza, tale evento provocò molta preoccupazione nell'opinione pubblica, la quale iniziò a interessarsi molto di più alla sicurezza nucleare.
Al fine di venire incontro alle richieste di Eisenhower, alcuni test previsti per l'Operazione Hardtack I furono cancellati, ma ben presto altri presero il loro posto. Strauss, comunicò quindi al Presidente che un così elevato numero di test era dovuto alle richieste del ministero della difesa di un numero maggiore di tipi diversi di armi nucleari e alla fine, nel gennaio del 1958, Eisenhower approvò la realizzazione di 25 test. Il 31 marzo 1958 l'Unione Sovietica annunciò la sospensione di tutti i test nucleari, invitando gli Stati Uniti d'America a fare altrettanto. Il 9 maggio, il leader sovietico Nikita Sergeevič Chruščëv accettò l'invito di Eisenhower a prendere parte a incontri in cui si discutesse di una moratoria dei test nucleari e le negoziazioni iniziarono così il primo giorno di luglio dello stesso anno. Come risultato, il 22 agosto 1958 Eisenhower annunciò al mondo che gli USA avrebbero sospeso i test a partire dal 31 ottobre 1958. Poiché, quindi, sembrava che l'Operazione Hardtack I sarebbe stata l'ultima possibilità di testare ordigni nucleari, gli scienziati atomici statunitensi decisero di aggiungervi altri test, che arrivarono così a un totale di 35.
A fronte di un così elevato numero di test, negli USA ci furono diverse proteste pubbliche al riguardo dell'operazione. A destare maggior preoccupazione erano in particolare i test in alta atmosfera; alcuni studi pubblicati nel marzo del 1958, infatti, avevano ipotizzato che persone lontane fino a 640 km dall'epicentro dell'esplosione avrebbero potuto subire danni alla retina nel caso di due dei tre test di questo tipo previsti, ossia nel caso dei test Orange e Teak. Per calmare le proteste, l'AEC decise quindi di spostare il sito di realizzazione di quei test sull'atollo Johnston, distante 866 km dall'isola abitata più vicina. I test nucleari in alta atmosfera causarono i primi impulsi elettromagnetici nucleari ad alta quota mai realizzati dall'uomo e, tanto per dare un'idea del loro effetto, si pensi che il test Teak, che vide una detonazione di 3,8 megatoni a 76,8 km di quota, produsse l'effetto di un'aurora polare visibile sin dalle isole Hawaii, distanti , portando a un totale black-out delle comunicazioni radio ad alta frequenza che durò 9 ore in Australia e non meno di due ore alle Hawaii.
Test in alta atmosfera L'Operazione Hardtack I comprese tre test nucleari condotti in alta atmosfera che furono svolti con lo scopo di verificare quali effetti avrebbe avuto quel tipo di esplosioni nucleari sui materiali e sui sistemi elettronici. Prima dello svolgimento dei test ci fu anche una certa preoccupazione data dal fatto che non si sapeva se una detonazione nucleare a simili altitudini avrebbe potuto creare un buco nell’ozonosfera. Alla fine si decise comunque di procedere con i test poiché i capi del progetto reputarono che un'eventuale distruzione dell'ozono presente in alta atmosfera sarebbe stata ricompensata dall'ozono che si sarebbe venuto a creare nelle esplosioni, cosa che era risultata dai diversi test sottomarini condotti in precedenza. Inoltre si concluse che, se anche tale teoria si fosse rivelata inesatta, un eventuale buco nello strato di ozono sarebbe stato di natura trascurabile. Al termine dell'Operazione Newsreel, nome con cui è conosciuto l'insieme dei due test Orange e Teak, analisi dello strato di ozono rivelarono che effettivamente esso era stato danneggiato solo in minima parte dalle esplosioni.
Yucca Il primo dei tre test ad essere effettuato fu lo Yucca, che fu condotto nei pressi dell'atollo di Enewetak il 28 aprile 1958. L'ordigno fu agganciato a un pallone aerostatico e fu fatto esplodere a un'altezza di 26,2 km, rilasciando una potenza di 1,7 kt. Onde evitare che il pallone fosse deviato dai forti venti presenti nell'atollo, esso non fu fatto partire da terra, bensì fu lanciato da aereo e poi lasciato salire fino alla quota desiderata e, per essere sicuri del risultato, furono testati ben 86 palloni prima di quello recante l'ordigno. Quest'ultimo era poi stato dotato di misure di sicurezza particolari che prevenissero il verificarsi di una detonazione nucleare prima del decollo e anche nel caso in cui esso si fosse sganciato dal pallone e fosse precipitato in mare. Per quest'ultima evenienza, ad esempio, erano stati predisposti nella bomba dei rilevatori di acqua salata che, in caso di evenienza, avrebbero distrutto il sistema elettrico impedendo che l'acqua salata, conduttrice, potesse causare un cortocircuito e far detonare l'ordigno.
Teak