Il Patto verde europeo (o Green Deal europeo) è un insieme di iniziative politiche proposte dalla Commissione europea con l'obiettivo generale di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050. Sarà inoltre presentato un piano di valutazione d'impatto per innalzare ad almeno il 50% l'obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dell'Unione europea entro il 2030 e verso il 55% rispetto ai livelli del 1990. L'intenzione è quella di rivedere ogni legge in vigore in materia di clima e di introdurre nuove leggi sull'economia circolare, sulla ristrutturazione degli edifici, sulla biodiversità, sull'agricoltura e sull'innovazione.
Nel 2019 la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che il patto verde europeo sarà per l'Europa "come lo sbarco dell'uomo sulla Luna", poiché questo patto renderebbe l'Europa il primo continente ad aver raggiunto la neutralità climatica. Frans Timmermans è stato nominato da Von der Leyen vicepresidente esecutivo della Commissione europea per il patto verde europeo. Il 13 dicembre 2019, il Consiglio europeo ha deciso di mandare avanti il piano con una clausola di non partecipazione per la Polonia. Il 15 gennaio 2020 anche il Parlamento europeo ha votato a favore dell'accordo, con la richiesta di obiettivi più ambiziosi.
Obiettivi
Rispetto al pacchetto di incentivi Green New Deal proposto dagli Stati Uniti, il tasso di decarbonizzazione dell'economia previsto è più basso, in quanto l'Unione europea punta ad arrivare a emissioni nette zero in tre decenni anziché uno. L'obiettivo generale del Patto Verde europeo è rendere l'Unione europea il primo "blocco climaticamente neutro" entro il 2050. Gli obiettivi si estendono a molti diversi settori, tra cui l'edilizia, la biodiversità, l'energia, i trasporti e il cibo.
Il piano include inoltre possibili tasse sul carbonio per i Paesi che non riducono le loro emissioni di gas ad effetto serra alla stessa velocità degli altri. Il programma comprende anche: un piano d'azione per l'economia circolare; un controllo e un'eventuale revisione (ove necessario) di tutti gli strumenti politici pertinenti relativi al clima, compreso il sistema di scambio di quote delle emissioni (mercato delle emissioni europeo); la strategia "Dal produttore al consumatore" e uno spostamento dell'attenzione dall'adempimento alla prestazione (per premiare gli agricoltori per la gestione e lo stoccaggio del carbonio nel suolo, per una migliore gestione dei nutrienti, per la riduzione delle emissioni, ecc.); la revisione della "Direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici" (Direttiva 2003/96/CE) che esamini da vicino le sovvenzioni ai combustibili fossili e le esenzioni fiscali (trasporto aereo, trasporto marittimo); una strategia di mobilità sostenibile e intelligente e un piano forestale dell'UE. Quest'ultimo avrà come obiettivi fondamentali il rimboschimento, la tutela e il recupero delle foreste in Europa.
Inoltre, il Patto si appoggia a Orizzonte Europa per svolgere un ruolo centrale nella valorizzazione degli investimenti pubblici e privati nazionali. Attraverso partenariati con l'industria e gli Stati membri, punta a sostenere la ricerca e l'innovazione nelle tecnologie di trasporto, tra cui le batterie, l'"idrogeno pulito", la produzione di acciaio a basso contenuto di carbonio, i settori biobasati circolari e l'ambiente costruito.Communication from the commission to the european parliament, the european council, the council, the european economic and social committee and the committee of the regions.
L'UE intende finanziare le politiche stabilite nel Patto Verde attraverso il piano di investimenti InvestEU, che prevede fondi per almeno 1 trilione di euro. Sono anche stimati approssimativamente €260 miliardi all'anno, dal 2020 al 2030, per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti in tale accordo.
Qualora tutti i piani siano realizzati, si prevede che la quota di emissioni globali scenda dell'1%.
Energia rinnovabile
Lo scopo primario del patto verde europeo è quello di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Affinché ciò avvenga, uno degli obiettivi è quello di decarbonizzare il sistema energetico dell'Unione europea, con il fine di ottenere "zero emissioni di gas serra nette entro il 2050". La Direttiva sui prodotti energetici verrà esaminata e, qualora sorgessero dei problemi, adattata. Molti altri regolamenti in vigore saranno anch'essi esaminati e rivisti. Nel 2023, gli Stati membri aggiorneranno i propri piani climatici e energetici nazionali per aderire all'obiettivo dell'UE in materia di clima per il 2030. I principi chiave includono: "dare la priorità all'efficienza energetica", "sviluppare un settore energetico basato in gran parte su risorse rinnovabili", garantire un approvvigionamento energetico dell'UE a prezzi accessibili e disporre di un "mercato europeo dell'energia completamente digitalizzato, integrato e interconnesso".
Industria sostenibile Per raggiungere i propri obiettivi climatici, l'UE dovrà intervenire anche con l'introduzione di una politica di economia circolare a livello industriale. Nel marzo 2020, l'UE ha annunciato la sua strategia industriale avente come scopo quello di "responsabilizzare i cittadini, rivitalizzare le regioni e disporre delle migliori tecnologie". Tra i punti fondamentali di questo settore politico vi è il potenziamento degli aspetti moderni delle industrie, grazie a un intervento sull'esplorazione e la creazione di mercati dei beni a favore dell'economia circolare e climaticamente neutri. Ciò comporta, inoltre, la "decarbonizzazione e modernizzazione delle industrie ad alta intensità energetica come quella dell'acciaio e del cemento".
È prevista anche l'introduzione di una "Politica dei prodotti sostenibili " che si concentrerà sulla riduzione dello spreco di materiali. Ciò mira a garantire il riutilizzo dei prodotti e a rafforzare i processi di riciclo. Tra questi materiali vi sono, in particolare: "tessuti, materiali per l'edilizia, componenti elettronici e materie plastiche".
Costruzione edilizia e ristrutturazione Quest'area d'intervento si concentra sui lavori di costruzione edilizia e ristrutturazione e, nello specifico, riguarda i loro metodi non sostenibili. In questo settore vengono utilizzate molte risorse non rinnovabili, pertanto il piano promuove l'uso di metodi di costruzione efficienti dal punto di vista energetico come, per esempio, la progettazione di edifici "a prova di clima". Esso prevede, poi, un aumento della digitalizzazione e l'applicazione di regole relative al rendimento energetico degli edifici. Per quanto riguarda la ristrutturazione dell'edilizia popolare, questa avrà luogo al fine di ridurre il prezzo delle bollette energetiche per coloro che hanno più difficoltà a sostenere tali costi. Inoltre, si intende triplicare il tasso di ristrutturazione di tutti gli edifici per ridurre l'inquinamento emesso durante questi lavori.
Dal produttore al consumatore La strategia "Dal produttore al consumatore" si occupa di sostenibilità alimentare, nonché di sostenere i produttori (vale a dire agricoltori e pescatori). I metodi di produzione e trasporto di queste risorse vengono considerati ecologici dall'UE e hanno, inoltre, l'obiettivo di aumentare l'efficienza. Con l'adozione di queste nuove misure, resteranno invariati tanto i prezzi quanto la qualità dei prodotti. Si intende intervenire, poi, per ridurre l'uso di pesticidi chimici, rendere disponibile ai consumatori una varietà di scelta di alimenti salutari e aiutarli a comprendere la qualità dei prodotti e degli imballaggi sostenibili.
Eliminazione dell'inquinamento Il "Piano d'azione ad inquinamento zero" sarà adottato dalla Commissione nel 2021 e ha come obiettivo quello di annichilire qualsiasi forma di inquinamento, ripulendo l'aria, l'acqua e il suolo entro il 2050Schaible, C. (2020). EU Industrial Strategy for Achieving the ‘Zero Pollution’ Ambition Set with the EU Green Deal (Large Industrial Activities). Brussels: European Environmental Bureau.. I parametri di qualità ambientale dovranno essere pienamente rispettati e lo saranno attraverso l'obbligo per tutte le attività industriali di garantire al proprio interno ambienti privi di sostanze tossiche. Le politiche di gestione delle risorse idriche delle industrie agricole e urbane saranno esaminate e adattate alla strategia "nessun danno". Materiali e prodotti chimici dannosi, come le microplastiche e i prodotti farmaceutici, che stanno minacciando l'ambiente, verranno sostituiti per raggiungere l'obiettivo inquinamento zero. La strategia "Dal produttore al consumatore" favorisce da un lato la riduzione dell'inquinamento dovuto all'eccesso di nutrienti e dall'altro l'uso di metodi di produzione e mezzi di trasporto sostenibili.
Mobilità sostenibile La riduzione delle emissioni causate dai mezzi di trasporto è un altro importante obiettivo del patto verde europeo. A tal proposito, si intende attuare una mobilità intelligente, con determinati parametri di emissione per i veicoli con motore a combustione. Inoltre, si intendono sviluppare, come soluzione, sistemi e applicazioni per la gestione intelligente del traffico. I metodi di consegna delle merci verranno modificati con percorsi preferenziali via terra o acqua. Le modifiche ai trasporti pubblici, poi, mireranno a ridurre la congestione stradale e l'inquinamento. L'installazione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici incoraggeranno l'acquisto di veicoli a basse emissioni. Infine, il progetto "Cielo unico europeo" è incentrato sulla gestione del traffico aereo al fine di aumentare la sicurezza e l'efficienza del volo e di favorire condizioni rispettose dell'ambiente.
Biodiversità
Nel 2021 verrà proposta una strategia relativa alla protezione della biodiversità dell'Unione europea. La gestione delle foreste e delle aree marittime, la protezione dell'ambiente e l'intenzione di affrontare il problema della perdita di specie e di ecosistemi sono tutte tematiche di cui quest'area di intervento si occupa. Il ripristino degli ecosistemi danneggiati avverrà attraverso l'implementazione di metodi di agricoltura biologica, il favoreggiamento del processo di impollinazione, il ripristino di 25.000 km di fiumi a flusso libero, la riduzione dell'uso di pesticidi che danneggiano la fauna selvatica circostante e il rimboschimento. L'UE vuole proteggere un 30% di terra e un 30% di mare, creando al contempo tutele più rigorose per le nuove foreste e per quelle secolari. L'obiettivo è di piantare 3 miliardi di alberi entro il 2030, in modo tale da poter ripristinare gli ecosistemi e i loro livelli biologici.
Le ragioni del Patto verde europeo Le ragioni che sottendono alla creazione del patto verde europeo si basano su questioni ambientali come il cambiamento climatico, la perdita della biodiversità, la riduzione dell'ozonosfera, l'inquinamento idrico, lo stress urbano, la produzione di rifiuti e altro ancora. Le statistiche seguenti evidenziano le problematiche legate al clima all'interno dell'Unione europea: per quanto riguarda i cambiamenti climatici, si prevede che, entro il 2030, i livelli di anidride carbonica raddoppieranno e in estate la temperatura del mare in Europa aumenterà di 2-3 °C; oltre il 50% di tutta la superficie in cui si trovano gli ecosistemi in Europa è minacciato da problemi di gestione e da altri fattori di pressione. In media, ogni anno bruciano 700.000 ettari di boschi all'interno dell'Unione Europea a causa di incendi che portano al degrado delle foreste e che sono "spesso provocati da fattori socioeconomici".
Perché l'energia pulita Oltre il 75% delle emissioni di gas a effetto serra è legato alla produzione e all'uso di energia all'interno dell'UE. Nel 2017 le risorse rinnovabili hanno raggiunto il 17,5% del consumo lordo di energia dell'UE.
Perché un'industria sostenibile