La viticoltura in Francia, quindi la coltivazione della vite per la produzione di vino, ha radici molto antiche. Attualmente nella produzione di vini a livello mondiale la Francia, con 46,4 milioni di ettolitri (dati OIV 2018), è seconda soltanto all'Italia. È il paese d'Europa che consuma più vino, con 23 milioni di ettolitri nel 2023 (secondo al mondo dopo gli Stati Uniti), ed è anche il secondo consumatore di vino pro capite al mondo, con 37,6 litri pro capite, dietro al PortogalloI consumi di vino nel mondo – aggiornamento 2023 OIV. Il vino fa parte integrante dell'identità nazionale francese e la Francia ha avuto una grande influenza sullo sviluppo delle tecniche moderne della viticolturaHugues Piolet, Matthieu Lecoutre et Jean-Robert Pitte, Atlas historique du vin en France : de l'Antiquité à nos jours, Éditions Autrement, 2019..

Storia Nonostante si ritenga che, come in molti altri paesi vitivinicoli europei, la pianta della vite fosse già presente in Francia allo stato selvatico, le prime testimonianze di coltura della vite sul territorio risalgono a 600 anni prima della nascita di Cristo. In quel periodo, con l'arrivo dei Greci e la fondazione della città di Massalia (attuale Marsiglia), si introdussero per la prima volta in territorio francese tecniche di viticoltura, vinificazione e conservazione del vino.

Furono i Romani, circa alla fine del secondo secolo a.C., a sviluppare in modo più decisivo l'enologia e la viticoltura nella parte meridionale della Gallia (Provenza e Gallia Narbonense). In Francia, i Romani fondarono la città di Narbo (attuale Norbonne) nel 118 a.C., considerata in quel periodo la più importante città della Gallia nel settore viticolo e enologico. Antecedentemente al loro arrivo le popolazioni locali (i Galli), anche se erano consumatrici di vino, non erano padrone di tecniche viticole e enologiche sviluppate, a differenza delle popolazioni della penisola italiana: gli Etruschi erano i principali produttori ed esportatori di vino famoso e pregiato di quel periodo.

Le prime testimonianze di viticoltura e produzione di vino di qualità in territorio francese sono riconducibili alla Valle del Rodano, citata anche nella Naturalis Historia come zona produttrice di vino resinato e costoso da parte dei Allobrogi, una tribù celtica della Gallia. Poco tempo dopo la diffusione della produzione di vino, oltre Marsiglia, nelle regioni mediterranee della Gallia, la cultura della vite fu introdotta più a nord, lungo i fiumi Garonna e Tarn, come attestato da ritrovamenti archeologici a GaillacJancis Robinson (editore), The Oxford Companion to Wine, quarta edizione, Oxford, Oxford University Press, 2015, p. 291..

Già nel III secolo d.C., le regioni di Bordeaux e della Borgogna producevano grandi quantità di vino.

Nel secolo VI prevalentemente per opera di monaci, i quali coltivavano nei loro monasteri la vite al fine di produrre vino da utilizzare durante le liturgie, la viticoltura era ben radicata e diffusa in quasi tutta Francia, persino a nord di Parigi e, verso ovest, fino alla Bretagna ; il vino della Francia era ormai da vari secoli considerato come una produzione di qualità e veniva esportato anche verso Roma. Le tecniche sviluppate dai monaci durante questo periodo diventeranno le tecniche padri della viticoltura e della enologia moderna.

La diffusione della vite e del vino francese ebbe una notevole crescita nel Medioevo e nell'età moderna anche grazie all'affermarsi di Bordeaux come potenza commerciale e mercantile: infatti la città, essendo geograficamente esposta sull'oceano Atlantico, divenne un punto focale per il commercio europeo e per la commercializzazione del vino di Bordeaux, prodotto nel territorio. Nel Medioevo, il vino era il primo prodotto d'esportazione della Francia: il vino di Bordeaux riscuoteva gran successo presso Inghilterra e Scozia (dove veniva chiamato claret) mentre quello di Borgogna veniva esportato nelle Fiandre e in Olanda (che da fine Trecento appartenavano ai duchi Valois di Borgogna)Jancis Robinson (editore), The Oxford Companion to Wine, quarta edizione, Oxford, Oxford University Press, 2015, p. 292..

Durante la seconda metà dell'800 nella Francia del Sud, alcune zone viticole in cui ancora non si praticava una lotta chimica a base di zolfo, vennero colpite da importanti infezioni di oidio. I viticoltori notarono che alcune varietà di vite americana risultavano alquanto immuni alla malattia e perciò vennero introdotte varietà americane di vite come la Isabella e altre denominate volgarmente 'Uva Fragola' nelle colture francesi attraverso gli innesti. Con l'importazione delle barbatelle di queste viti americane, avvenne l'importazione di un terribile parassita che avrebbe poi devastato la viticoltura europea: la Filossera.

Poco dopo, le zone viticole francesi ed europee furono colpite da una nuova crittogama, la peronospora la quale diede un altro tragico colpo alla viticoltura e all'economia vitivinicola. Con l'impiego della 'poltiglia bordolese', ovvero un trattamento a base di rame e calce ideato dai francesi Gayon e Millardet, i danni di questo parassita sulla vite vennero ridotti.

Sistema di qualità

Nei primi decenni del secolo XX divenne sempre più necessaria la costruzione di un sistema di produzione di qualità dei vini: dato lo sviluppo della produzione di vini da tavola ordinari e le numerose frodi atte a offuscare il prestigio dell'enologia francese nel 1930 venne creato l'AOC (Appellation d'Origine Controlée) ovvero il primo sistema di controllo qualità enologica al mondo, dal quali molti altri Stati prenderanno spunto.

Nel 1935 venne fondato l'INAO (Institut National des Appelations d'Origine) con lo scopo di definire, stabilire e rafforzare i disciplinari di produzione delle singole AOC.

Per essere individuato come AOC, un vino deve rispettare sette criteri:

Territorio: viene definito il tipo di terreno, l'ubicazione del terreno e l'altitudine del terreno; Uva: viene definito il tipo di uva utilizzata; Resa: viene definita la quantità massima di vino che può essere raccolta e prodotta da un singolo vigneto; Pratiche colturali: vengono definite le modalità di potatura e di fertilizzazione del vigneto, nonché il numero massimo di viti per ettaro; Tecniche enologiche: vengono definite le tecniche e le procedure enologiche; Grado alcolico: viene definita la percentuale alcolica minima; Controlli organolettici: dal 1979 i vini candidati AOC vengono valutati da una commissione apposita.

Il Sistema di Qualità francese si suddivide in quattro livelli di qualità, dal più alto al più basso:

Appellation d'Origine Controlée, AOC; Vin Délimité de Qualité Supérieure, VDQS; Vin de Pays; Vin de Table.

Regioni vitivinicole

Le zone viticole francesi vengono suddivise in tre macroaree differenti da un punto di vista geografico e climatico: il Nord della Francia è caratterizzato da un clima continentale, da inverni rigidi e freddi e autunni piovosi; il Sud della Francia è caratterizzato da un clima mediterraneo favorevole alla produzione di vini corposi; la parte Occidentale della Francia è caratterizzata da un clima umido e piovoso.

L'AOC individua in queste macroaree quattordici zone di produzione di qualità:

Alsazia

L'Alsazia è situata nel nord-est della Francia, al confine con la Germania: è rinomata per la produzione dei vini bianchi talvolta con nomi tedeschi. Essa è l'unica zona di produzione che specifica sull'etichetta dei suoi vini i vitigni da cui sono composti.

Vitigni Gewürztraminer; Muscat; Pinot Blanc; Pinot Gris; Riesling Renano; Sylvaner; Kerner; Scheurebe; Elbling; Knipperlé; Auxerrois; Müller Thurgau; Pinot Noir; Chasselas;

Vini bianchi AOC Alsace; Alsace Grand Cru; Gewurztraminer d'Alsazia; Vins d'Alsace;

Spumanti AOC Crémant d'Alsace.

Bordeaux

Bordeaux si trova sull'Oceano Atlantico, sulla costa occidentale francese, ed è famosa nel mondo per la produzione di vini rossi e per le singolari caratteristiche climatiche: la zona vitivinicola è attraversata da due fiumi, la Dordogna e la Garonna, i quali sfociano nell'estuario della Gironda; la loro presenza attribuisce alla zona un clima temperato seppur umido.

Vitigni Cabernet franc; Cabernet-Sauvignon; Merlot; Petit Verdot; Malbec; Carmenere; Sauvignon; Sémillon; Muscadelle;

Vini bianchi AOC Sauternes et Barsac; Céronsù; Cadillac; Loupiac; Sainte-Croix-de-Mont; Entre-Deux-Mers;

Vini rossi AOC Médoc; Haut-Médoc; Graves; Pessac-Léognan; Libournais. Saint-Émilion

Borgogna e Beaujolais

La Borgogna è situata nella zona centro-orientale della Francia. La Borgogna è suddivisa in cinque zone di produzione principali che prevedono complessivamente più di cento AOC. Il clima è oceanico semi-continentale e varia a seconda dell'altitudine del territorio. La regione della Borgogna è divisa in cinque parti principali:

Chablis, a metà strada tra la Côte d'Or e Parigi, dove i vini bianchi vengono prodotti su terreni calcarei donando uno stile più frizzante e d'acciaio rispetto al resto della Borgogna. La Cote de Nuits (da Marsannay-La-Cote fino a Nuits-Saint-Georges) La Côte de Beaune (dal nord di Beaune a Santenay) La Côte Chalonnaise La Mâconnais

Il Beaujolais, più a sud e confinante col Mâconnais, appartiene amministrativamente ad un'altra regione, il Rodano-Alpi. Viene di solito considerata una zona vinicola a parte, per via della sua storia e delle caratteristiche diverse dei suoi vini:

Nel Beaujolais, lungo il percorso della Saona, tra la Borgogna e Lione, sono prodotti principalmente vini rossi dallo stile fruttato che vengono solitamente consumati giovani. Il "Beaujolais nouveau" è l'unico vino che può essere legalmente consumato nell'anno di produzione (terzo fine settimana di novembre).

Vitigni Pinot nero; Pinot bianco; Chardonnay; Gamay; Aligoté;

Vini bianchi AOC Chablis; Puligny-Montrachet; Chassagne-Montrachet; Aloxe-Corton; Pouilly-Fuissé; Saint-Véran; Montagny; Rully; Bourgogne Aligoté Bouzeron;

Vini rossi AOC Gevrey-Chambertin; Vosne-Romanée; Nuits Saint-Georges; Aloxe-Corton; Pommard; Santenay; Mercurey; Givry; Rully; Beaujolais; Beaujolais-Villages; Fleurie; Brouilly; Moulin-à-Vent.

Champagne

La Champagne (provincia), antica provincia francese, è una zona di produzione di rinomati vini spumante omonimi prodotti con la Méthode Champenois (metodo champenoise in italiano), utilizzando esclusivamente uva da tre vitigni: Chadronnay, Pinot noir e Pinot Meunier. Creato verso metà Seicento, lo Champagne è diventato famoso in tutto il mondo ed è comunemente associato ai concetti di lusso e di festa. La zona è situata a circa 150 km a nord-est di Parigi ed è divisa in cinque regioni: Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte de Blancs, Côte de Sézanne e Côte de l'Aube, quest'ulitma anche chiamata Côte des Bar . La Champagne produce anche vini fermi, il rosé des Riceys (AOC) e i Côteaux-champenois (AOC), che possono essere bianchi o rossi.

Vitigni Chardonnay; Pinot Nero; Pinot Meunier;

Vini Spumante AOC Champagne.

Vini fermi AOC Côteaux-champenois; Rosé des Riceys.

Jura e Savoia

Il Jura è situato nel centro-est della Francia in Franca Contea, ai confini con la Svizzera. Situato nel dipartimento del Giura intorno alla città di Arbois, nonostante le sue dimensioni ridotte, offre una ampia varietà paesaggistica: i suoi vigneti infatti si trovano in parte su terreni pianeggianti, in parte su altipiani e in parte su montagne ai cui piedi si trova un'area vinicola nota come Revermont. È la zona di origine dei famosi vin jaune, ossia vino giallo, e vin de paille, ossia vino di paglia.

Vitigni Savagnin; Chardonnay; Pinot noir; Poulsard; Trousseau;

Vini AOC Arbois; Chateau-Chalon; Étoile; Côtes Du Jura; Macvin Du Jura; Crémant Du Jura; Vin Jaune; Vin de Paille.