Linea Schlageter (in tedesco Schlageter-Kurs o Schlageter-Linie) è il nome attribuito alla linea politica adottata dal Partito Comunista di Germania (KPD) negli anni 1920 nei confronti del risorgente nazionalismo tedesco. Prende il nome da un discorso del politico sovietico Karl Radek del 20 giugno 1923, contenente un elogio di Albert Leo Schlageter, un nazionalista tedesco che, per aver resistito all'occupazione della Ruhr da parte dei francesi, era stato da questi fucilato il 26 maggio. Il discorso di Radek fu pubblicato con il titolo Leo Schlageter, il viandante del nulla (Leo Schlageter, der Wanderer ins Nichts) o, secondo un'altra traduzione meno letterale, il pellegrino del nulla, ed è anche noto semplicemente come discorso Schlageter (Schlageter-Rede).

La linea Schlageter, tentando di coniugare liberazione sociale e liberazione nazionale, mirava a incanalare verso la causa rivoluzionaria del KPD l'ondata di nazionalismo che si stava diffondendo in Germania. Le conseguenze politiche furono tuttavia del tutto opposte alle aspettative dei comunisti, che adoperando un frasario nazionalista e anche antisemita di fatto favorirono la propaganda delle forze di estrema destra, soprattutto del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP) di Adolf Hitler.

I risultati dannosi costrinsero ben presto il KPD a stemperare il linguaggio sciovinista e antisemita, che tuttavia non fu mai del tutto abbandonato. Fu quindi riproposto con rinnovato vigore durante il nuovo corso nazionalista intrapreso dai comunisti nei primi anni 1930, quando essi si trovarono nuovamente a convergere con i nazisti contro i socialdemocratici, considerati i primi nemici del proletariato in virtù della teoria del socialfascismo. Gli strascichi della linea Schlageter e la teoria del socialfascismo contribuirono a scavare un profondo solco tra comunisti e socialdemocratici, impedendo la formazione di un solido fronte antinazista.

Contesto storico

Schlageter, membro di Freikorps dell'Alta Slesia fusisi nel 1921 con l'emergente NSDAP, partecipò a diverse azioni di sabotaggio contro l'occupazione francese della Ruhr. Catturato dai francesi a seguito di un tradimento il 2 aprile 1923 a Essen, fu condannato a morte da una corte marziale francese il 9 maggio e fucilato nella brughiera di Golzheim nei pressi di Düsseldorf il 26 maggio. L'esecuzione di Schlageter suscitò un'ondata di protesta in Germania e il governo del Reich protestò inviando una nota al capo del governo francese Raymond Poincaré..

Il discorso di Radek Il 20 giugno Karl Radek, esperto dell'Internazionale Comunista per la Germania, in un discorso tenuto a Mosca dinanzi al III Plenum del Comitato esecutivo elogiò Schlageter: nonostante fosse un «fascista tedesco, nostro nemico di classe, condannato a morte e fucilato dai sicari dell'imperialismo francese, quella potente organizzazione di un altro settore del nostro nemico di classe», Radek definì Schlageter un «martire del nazionalismo tedesco» e «coraggioso soldato della controrivoluzione», che merita «di essere onestamente apprezzato con virilità da noi, soldati della rivoluzione». Radek continuò:

Il discorso di Radek fu pubblicato il 26 giugno dall'organo di stampa del KPD, Die Rote Fahne, con il titolo Leo Schlageter, il viandante del nulla (Leo Schlageter, der Wanderer ins Nichts) o, secondo un'altra traduzione meno letterale, il pellegrino del nulla.

Sempre nel 1923, il discorso di Radek fu pubblicato nel volumetto Schlageter. Comunismo e questione nazionale. Un confronto, insieme ai principali contributi al dibattito che ne seguì, a firma del comunista Paul Fröhlich e dei nazionalisti Ernst zu Reventlow e Arthur Moeller van den Bruck..

Valutazioni critiche Il discorso di Radek fu criticato dall'ex capo del Partito Comunista d'Italia Amadeo Bordiga:

Peter Petroff e sua moglie Irma, militanti trockisti emigrati nel Regno Unito dalla Germania dopo l'avvento del regime nazista, analizzarono le cause della vittoria di Hitler in un volume pubblicato nel 1934 dagli scrittori Leonard e Virginia Woolf. I Petroff rilevano che la posizione ambigua dei comunisti verso l'estrema destra tedesca si era manifestata ancora prima del discorso di Radek su Schlageter. In occasione del Putsch di Kapp del marzo 1920, un tentativo dei Freikorps di abbattere la Repubblica di Weimar, il KPD si era inizialmente rifiutato di sostenere lo sciopero generale contro il Putsch. Inoltre, la stampa sovietica aveva pubblicato un articolo, scritto dal medesimo Radek, che guardava con favore alla sollevazione di Kapp per ragioni geopolitiche, in quanto la Francia sarebbe stata obbligata a distogliere la Polonia dalla guerra contro la Russia sovietica per schierarla contro la Germania..

Lo storico tedesco Heinrich August Winkler definisce gli eventi dell'estate 1923 «uno spettacolare tentativo di formare un'alleanza» tra l'estrema sinistra e l'estrema destra..

Note Note esplicative e di approfondimento

Note bibliografiche

Bibliografia

Studi storici

(Edizione elettronica a cura di progettofahrenheit.it)

Scritti politici

Voci correlate Karl Radek Albert Leo Schlageter Marxismo e questione nazionale Nazionalismo di sinistra Nazionalismo tedesco

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