A causa del crescente numero di casi di COVID-19 durante la pandemia del 2020, il Governo spagnolo, nella sessione straordinaria del sabato 14 marzo 2020, ha dichiarato lo stato di emergenza, decretando in questo modo l'imposizione della quarantena nazionale. La misura, entrata in vigore il giorno stesso alle 23:48, ha avuto come principale obiettivo la riduzione del numero di contagi.

La quarantena ha costretto tutti i cittadini spagnoli e stranieri residenti in Spagna, fatta eccezione per i diplomatici, a stare rinchiusi nelle proprie residenze abituali, permettendo l'uscita solo in situazioni particolari, tra cui: l'acquisto di beni alimentari e medicinali, recarsi sul posto di lavoro o in caso di emergenza. Inoltre, le restrizioni hanno imposto la chiusura di attività considerate non essenziali, tra cui, bar, ristoranti, discoteche, cinema, centri commerciali e vendite al dettaglio. Di fatto, molte aziende e PYME spagnole, sono state costrette a ricorrere agli ERTE, per mettere in cassa integrazione i propri dipendenti.

In seguito all'annuncio della quarantena è stato registrato un significativo aumento dei casi confermati di COVID-19 in Spagna (66%), con 3146 casi rispetto ai 5232 casi censiti in data 13 marzo 2020. La "decisione straordinaria", come l'ha definita il presidente del Governo di Spagna, Pedro Sánchez, è stata necessaria da prendere dal momento che si è trattato di una questione di "salute, crisi sociale ed economica".

Per buona parte della popolazione spagnola è stato difficile rispettare le misure della quarantena: infatti, al 20 marzo sono state registrate 31100 denunce per il mancato rispetto delle misure di contenimento e 315 arresti per oltraggio a pubblico ufficiale.

Storia e sviluppo

9 marzo: il Governo Basco annuncia il blocco, a tutti i livelli educativi, dell'attività didattica in presenza nella capitale Vitoria a partire dal 10 marzo. Qualche ora più tardi, il Governo della Comunità di Madrid (regione con il maggiore numero di casi in quel momento) ha approvato le stesse misure straordinarie per un periodo iniziale di 15 giorni (dall'11 al 26 marzo), incoraggiando la realizzazione dei corsi online, qualora fosse possibile. 10 marzo: il Governo di Spagna cancella tutti i voli dall'Italia fino al 25 marzo. Il giorno stesso, il Governo della Rioja approva le stesse misure, con entrata in vigore dall'11 marzo. 12 marzo: il Governo di Aragona ordina la chiusura di tutte le scuole e università della comunità a partire dal lunedì 16 marzo, per un periodo di 15 giorni. Il rettore dell'università di Castiglia - La Mancha (UCLM) ne ordina la chiusura a partire dal lunedì 16 marzo, per un periodo di 15 giorni, e la Generalitat di Catalogna ordina la chiusura di scuole, licei e università a partire dal 13 marzo, per un periodo non inferiore a 14 giorni. 13 marzo: il presidente del Governo, Pedro Sánchez, con un comunicato istituzionale, ha decretato lo stato di emergenza per la seconda volta nella storia recente del paese, come misura eccezionale per il contenimento della pandemia da coronavirus (COVID-19) che ha colpito la Spagna a partire da metà febbraio, con applicazione dal giorno successivo, sabato 14 marzo. Al momento della pubblicazione del comunicato, la Spagna contava più di 4200 casi positivi e 120 decessi ed, essendo la Comunità di Madrid la regione maggiormente colpita con più della metà dei casi positivi del paese e 64 decessi, il governo autonomo aveva già provveduto alla chiusura sistematica di strutture ricettive ed attività commerciali, fatta eccezione per le farmacie e i negozi di alimentari.

Qualche ora prima dell'annuncio del comunicato, sono state varate misure urgenti, approvate dal consiglio dei ministri straordinario, per lo stanziamento di 14 miliardi di euro, pubblicate per decreto nel BOE: quest'ultimo includeva misure come il rinvio per le aziende, i pymes e i lavoratori autonomi (fino al 30 maggio), di una somma totale di 30.000 euro nel pagamento delle tasse, per sei mesi con un periodo di grazia di tre mesi.

Il Governo ha inoltre modificato la Legge 50/1997 del 27 novembre, con l'aggiunta di una disposizione finale:

Questa misura è stata adottata dopo che due Ministri del Governo, delle Pari Opportunità, Irene Montero, e dell'Interno , Carolina Darias, sono risultati positivi al COVID-19.

14 marzo: il Consiglio dei Ministri dichiara lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale per un periodo di 15 giorni, indicando come autorità competente il Governo di Spagna, sotto le direttive della Presidenza del Governo, sospendendo:

l'apertura al pubblico dei locali di vendita al dettaglio, fatta eccezione per le rivendite al dettaglio di alimentari, bevande, prodotti e beni di prima necessità, farmacie, rivenditori di dispositivi medici, ottici e prodotti ortopedici, prodotti per l'igiene, stampa e cartoleria, di carburanti, tabacchini, di apparecchiature tecnologiche e di telecomunicazioni, di alimenti per animali da compagnia, acquisto online, per telefono o corrispondenza, tintorie e lavanderie.«Real Decreto 463/2020, de 14 de marzo, por el que se declara el estado de alarma para la gestión de la situación de crisis sanitaria ocasionada por el COVID-19». 

15 marzo: in seguito alle critiche dell'opposizione, il governo ordina la chiusura dei saloni di bellezza. 28 marzo: il Governo inasprisce le misure di quarantena, costringendo i lavoratori dei servizi considerati non essenziali a permanere nelle proprie case per il periodo tra il 30 marzo e il 9 aprile. Inoltre, è stato stabilito che, durante questo periodo, le aziende non avrebbero potuto licenziare il personale a causa delle problematiche derivate dalla quarantena. 12 aprile: il Governo prolunga lo stato di emergenza fino al sabato 25 aprile. Si tratta di misure meno rigide, dato che viene data la possibilità di tornare al lavoro anche ai lavoratori di alcuni settori non essenziali. 26 aprile: l'esecutivo prolunga nuovamente lo stato di emergenza (fino al 10 maggio), permettendo l'uscita di casa ai minori di 14 anni. Così, a partire da suddetta data, ai bambini appartenenti a questa fascia d'età viene data la possibilità di uscire un'ora al giorno per passeggiare, giocare e fare esercizio fisico, nonostante si continui a tenere il divieto d'accesso ai parco giochi e si permettano le uscite solo durante la fascia oraria che va dalle ore 9:00 alle ore 21:00. I minori devono sempre essere accompagnati da un adulto che viva nella stessa abitazione.

Il permesso di uscire per i minori di 14 anni segna l'inizio della cosiddetta fase de desescalada (fase di attenuazione). Il processo di passaggio dalla quarantena fino alla fase definita come la nuova normalità , verrà portato avanti con il contributo di tutte le comunità autonome, nel rispetto delle linee guida del potere esecutivo. La fase di attenuazione sarà portata avanti in maniera asimmetrica, in base alle necessità di ogni comunità autonoma. Alcune di queste reclamano maggiore autonomia in questo processo, presentando ognuna il proprio piano di contenimento.

6 maggio: il Congresso dei Deputati vota per il prolungamento dello stato di emergenza (dal 10 fino al 24 maggio). Come nelle occasioni precedenti, si rende necessaria una maggioranza semplice, ossia, un numero maggiore di voti a favore rispetto a quelli contrari. Rispetto alle votazioni per le precedenti proroghe, i voti a favore sono inferiori: il Partito Popolare, seconda forza politica, si è astenuto; Vox, ERC, JxCat e la CUP hanno votato contro e il Governo ha dovuto negoziare con Ciudadanos e il PNV affinché votassero a favore. 20 maggio: il Congresso dei Deputati approva il prolungamento dello stato di emergenza per la quinta volta. Nonostante l'intenzione iniziale di prolungare lo stato di emergenza per un mese, fino al 26 giugno, l'accordo tra il Governo e Ciudadanos include il limite della proroga a 15 giorni, fino al 7 giugno. Come nelle votazioni per le precedenti proroghe, è stata necessaria una maggioranza semplice, ossia, più sì che no, con il voto contrario di Ciudadanos alla proroga di un mese e del Partito Popolare e Vox, è stato necessario l'appoggio del PNV e l'astensione di ERC o EH Bildu affinché venisse approvata la proroga.

Spostamenti permessi Il Decreto Reale 463/2020 limita gli spostamenti con l'obiettivo di diminuire le possibilità di contagio, ma riconosce eccezioni considerate di forza maggiore:

Per l'acquisto di alimenti, prodotti farmaceutici e di prima necessità; Per assistenza nei centri, servizi e strutture sanitarie; Spostamento presso il luogo di lavoro per svolgere la propria prestazione lavorativa, professionale o aziendale se permessa; Ritorno al luogo di residenza abituale; Assistenza e cura ad anziani, minori, persone a carico, persone con handicap o persone in condizione di vulnerabilità; Spostamento presso strutture finanziarie e assicurative; Per cause di forza maggiore o situazione di necessità (come emergenze nel domicilio); Qualsiasi altra attività di analoga natura che dovrà svolgersi individualmente, fatta eccezione per casi in cui si accompagnino persone con handicap o per un'altra causa giustificata.

Inizialmente, il Decreto Legge permetteva la apertura delle seguenti sedi di lavoro: attività commerciali di rivendita al dettaglio di alimentari, bevande, prodotti e beni di prima necessità, dispositivi farmaceutici, medici, ottici ed ortopedici, prodotti per l'igiene, per la stampa e la cartoleria, di carburanti, tabacchini, di apparecchi tecnologici e per le telecomunicazioni, di alimenti per animali da compagnia, acquisto online, per via telefonica o per corrispondenza, tintorie e lavanderie.

Riapertura Il 28 aprile il Presidente del Governo ha annunciato il Piano di contenimento per la Spagna, il quale si articola in quattro fasi e divide il paese in diverse unità territoriali, che avanzano o retrocedono di fase in maniera indipendente. Queste unità territoriali sono:

Le isole Canarie e Baleari, La regione sanitaria della Catalogna, Il dipartimento di salute della Comunità Valenciana, L'area sanitaria di Castiglia e Leone, Le città autonome di Ceuta e Melilla, Nel resto di Spagna, la provincia.

Le 4 fasi saranno avviate in ogni unità territoriale se soddisferanno determinati requisiti e, nel caso in cui dovesse registrarsi un notevole aumento di casi, l'unità territoriale rischierebbe la retrocessione alla fase precedente. Il meccanismo alla base del cambio di fase è, pertanto, di natura epidemiologica e non puramente matematica.

Fasi della riapertura +Fasi di contenimentoAnexo II.- Previsión orientativa para el levantamiento de las limitaciones de ámbito nacional establecidas en el estado de alarma, en función de las fases de transición a una nueva normalidad en lamoncloa.gob.esFaseData minimaAttività permesse0 Di preparazione—Fino al 17 maggio:

Apertura di piccole attività come saloni di bellezza, con capienza limitata e previo appuntamento Passeggiate individuali all'interno del proprio comune di residenza e attività sportive non agonistiche ( vedi in basso)A partire dal 18 maggio:

Apertura di piccole attività con capienza limitata, ma senza previo appuntamento Passeggiate individuali all'interno del proprio comune di residenza e attività sportive non agonistiche (vedi in basso) Apertura di centri di culto e musei con capienza limitata a un terzo Apertura di biblioteche pubbliche per prestito, restituzione, lettura e consultazione Apertura di laboratori universitari ed edifici di ricerca scientifica Sono permessi funerali e sepolture con un massimo di 10 persone in luoghi chiusi e di 15 in luoghi all'aperto1 Iniziale11 maggioOltre le disposizioni precedenti:

Apertura con capienza limitata al 30 % di piccole attività commerciali senza previo appuntamento Apertura, su previo appuntamento, di concessionarie, centri di revisione veicoli e vivai Apertura di Centri di Alto Rendimento e altri centri sportivi