Biografia Spesso confuso con l'omonimo pittore,Luigi Menegazzi, Il manifesto italiano, Milano, Mondadori, 1989, p. 240, altrove, pp. 221-222, in Lucio Scardino, Sirene di carta - 120 manifesti e cartoline ferraresi dal 1860 al 1960, Edizioni d'arte M. G., Ferrara, 1984, pp. 209-210 L'autore chiarisce in parte il caso di omonimia ma pubblica un antico dipinto della parrocchiale di Sant'Egidio, confondendolo con la pala di Magrini nel santuario del Poggetto, andata distrutta negli ultimi giorni della seconda guerra mondiale nacque ad Argenta dal dottor Luigi (1826-1890) e Beatrice Dioli (1835-1928), che ebbero anche Guelfo (1856-1939). Come riporta Alfonso Sautto, il clima in cui crebbero Adolfo ed il fratello, era di un ambiente sereno, con genitori amorevoli e cugini amati come fossero figli, facendo in modo che Adolfo crescesse «tra fiori di virtù e poesia d'amore»,Adolfo Sautto, In memoria del Prof. Adolfo Magrini, Ferrara, Industrie Grafiche, 1931, p. 7 indicazione che seppur con toni enfatici, rispecchiava il clima di una famiglia agiata in cui i figli potevano seguire le proprie inclinazioni senza preoccupazioni riguardanti il reddito.
Residente a Ferrara dal 12 luglio 1872, dal 1889 si stabilì in via Boccacanale di Santo Stefano al n. 5 per poi trasferirsi dal 1898 in Largo degli Armari n. 3 (oggi piazzetta Combattenti), che rimarrà il suo studio: in ultimo, nel 1901 sposterà la sua dimora in via Palestro n. 107, dove rimarrà sino alla morte, senza nemmeno sposarsi per poter continuare a dedicarsi alla cura dei familiari, specialmente la madre rimasta vedova nel 1890.
Formazione e attività didattica Frequentò le Scuole Tecniche e successivamente l'Istituto Tecnico di Ferrara (1873-1880) e dopo aver ottenuto la licenza, si iscrisse all'Accademia di belle arti di Bologna dal 1880. all'anno successivo,. dalla quale uscì licenziato in Plastica nel 1882 dopo essersi perfezionato in architettura e decorazione con Luigi Domenichini, dal 1875 al 1877 e Gaetano Lodi, tra il 1881 ed il 1882 in decorazione con Albino Riccardi e in plastica con Giuseppe Pacchioni, seguendo anche le lezioni di Estetica di Enrico Panzacchi.
Iniziò l'insegnamento appena ventitreenne, nel 1881, venendo nominato insegnante della Lega Bolognese per l'istruzione del popolo, mentre l'anno dopo istituì ad Argenta una scuola gratuita di disegno applicato alle arti, con 24 allievi frequentanti, attività in cui traspariva il suo alto senso sociale verso la diffusione dell'istruzione, anche finalizzata all'apprendimento di un mestiere. Nel 1883Dal 1884 secondo e fino al 1903 ottenne l'incarico di coadiutore assistente alla cattedra di disegno del prof. Vincenzo Tosi nelle scuole tecniche ferraresi, divenendo poi docente di disegno e vicedirettore fino al 1909, anno in cui chiese il riposo. All'Istituto Tecnico di Ferrara, tra il 1885Ottenne l'incarico per deliberazione di Giunta, ed il 1919, fu coadiutore-assistente e in seguito titolare di disegno ornamentale, architettonico, costruzioni e topografia, divenendo anche vice preside.Nell'ordinamento scolastico dell'epoca, la scuola corrispondeva al successivo Istituto Tecnico per Geometri Dopo esser stato nominato membro del Consiglio Dirigente della Scuola Dosso Dossi nel 1907, l'anno dopo è titolare di insegnamento nella Scuola Tecnica Teodoro Bonati e nel 1909/1910, membro della Commissione di Belle Arti ed Edilità, come pure nel 1920/24. Rinuncia nel 1912 alla cattedra di Storia dell'arte al Regio Ginnasio Liceo ferrarese mentre l'anno successivo vinse il concorso per titoli divenendo professore di Disegno architettonico e ornamentale all'Università, rimanendovi quasi sino alla fine della sua vita. Durante questa attività, nel 1916 sostituì Giuseppe Ravegnani alla direzione della scuola ferrarese Dosso Dossi a causa di una malattia dello stesso. Nel 1919 venne nominato direttore del Museo del Risorgimento di Ferrara.
La contemporanea attività di Magrini in scuole di vario ordine e grado, ebbe un rilievo a livello nazionale per la sua attività all'interno dell'Associazione Nazionale degli Insegnanti di Disegno e soprattutto per la pubblicazione del manuale di disegno geometrico rivolto alle scuole, opera di grande e duraturo successo. Nel V° Congresso Nazionale dell'associazione, presentò una relazione in cui esplicava il diritto all'istruzione per ciascun individuo, sia per se stesso che come membro della collettività, indicando negli apprendimenti artistici il contributo nella formazione del sentimento estetico sin dalla giovane età dell'alunno, citando i contributi di diversi psicologi e pedagogisti, mentre per gli alunni dai 12 anni in su, sosteneva che occorresse mostrare molte opere d'arte. Caldeggiava infine l'istituzione di musei didattici volti a costituire collezioni di svariata natura, visitabili dal docente assieme agli allievi come a quei tempi avveniva nelle scuole di Manchester, prevedendo anche il prestito di libri e quadri agli allievi stessi per non interrompere il loro contatto con l'arte e far divenire le loro case un proseguimento della scuola. Prevedeva inoltre escursioni in luoghi rappresentativi per poter confrontare l'arte con le sue interpretazioni ma anche per far comprendere come ogni manufatto fosse espressione della bellezza della modernità ed elemento che riuniva in sé sia estetica che funzionalità. Nelle ultime pagine dell relazione accorpa i numerosi consigli pratici rivolti all'attuazione del progetto scolastico precedentemente illustrato, vedendo coinvolti enti pubblici e privati, associazioni culturali e le famiglie, quest'ultime considerate il luogo primario per la partenza di ogni formazione.
Associazionismo Oltre al lavoro declinato tra insegnamento e progettazione architettonica, attività sempre tra loro collegate, questo non gli impedì di far parte di varie associazioni locali e nazionali. Tra le più significative ed oltre quelle già citate, fu anche consigliere comunale. Fu membro della Commissione di Antichità e Belle Arti del Comune di Ferrara (per la quale esaminò e corresse la maggior parte dei progetti inerenti alle sepolture sia in città che nel forese, nel periodo compreso tra le due guerre) e lAssociazione Nazionale degli Insegnanti di Disegno, da lui fondata, per la sezione ferrarese, nel 1911 e di cui divenne segretario Augusto Droghetti mentre negli ultimi anni di vita, dal 1919 al 1931, fu presidente onorario della Pinacoteca civica a Palazzo dei Diamanti a Ferrara, succedendo a Droghetti, deceduto nel 1918. Nel 1920 riordina cronologicamente le opere della raccolta, pubblicandone il catalogo assieme a cenni sull'origine della galleria e sul palazzo che la ospita.Nello stesso anno, esegue lo studio storico sulla collezione dei ritratti Villa, A questa istituzione, lasciò la sua intera biblioteca "di indole artistica" nel segno del legame creatosi con essa: consisteva in libri, alcuni antichi e di indubbio valore, opuscoli, riviste, tavole a stampa di disegni. Il lascito avvenne il 1º ottobre 1931 e fu posta nell'ufficio della Direzione su esecuzione testamentaria del rag. comm. Tito Ferranti, direttore della Banca Popolare di Ferrara. Il lascito fu suddiviso in nove sezioni in base agli argomenti trattati: disegno ornamentale, geometrico, architettura, illustrazioni artistiche, arte e storia, pubblicazioni d'arte, Ferrara nell'arte e nella storia, guide turistiche, cataloghi e varie, trovandosi in una ricca manualistica che va da tutto il XIX secolo, oltre ai testi di Francesco Milizia e Andrea Palladio (in un'edizione del 1616 di Carampello, Venezia), la Regola delli 5 ordini di Architettura di Jacopo Barozzi in quattro diverse edizioni (1736, 1814, 1845, 1885) ed un'edizione tedesca della Prospettiva (1708) di Andrea Pozzo, innumerevoli tavole di cancelli e di lavori ornamentali in ferro battuto, decorazioni per edilizia privata, riviste contemporanee nazionali ed internazionali di architettura civile e preziose monografie, tra cui i due volumi di Roberto Martinenghi Il villino moderno (Milano, 1915), dell'arch. Cavazzoni, Il villino, (Milano, s.d.) o dell'arch. Venceslao Borzani Caseggiato Gambaro in Genova (Torino, 1913) ed I villini di Celle Ligure (Torino, 1924). Quest'ultimo, si occupò anche della sistemazione in stile neo-medievale della facciata del Palazzo comunale ferrarese. Si può riassumere il modus operandi di Magrini dicendo che vedere tanti esempi, era il suo metodo per rielaborare nuovi modelli.Adolfo Magrini, Corso di Disegno Geometrico per le Scuole Secondarie, Bologna, Pongetti, 4ª edizione, 1906, fu l'edizione donata alla civica Pinacoteca, citata in , risulta dapprima pubblicato in proprio presso l'abitazione di Magrini mentre successivamente vi sono riportate lettere di ringraziamento di alcuni illustri docenti universitari ai quali l'autore fece omaggio del libro stesso, riportando anche alcune recensioni uscite sulla stampa sia a carattere locale che nazionale
Il manuale Corso di Disegno Geometrico per le Scuole Secondarie Nel suo Corso di Disegno Geometrico per le Scuole Secondarie del 1905, utilizza la sua esperienza didattica per realizzare la parte strettamente scolastica del modello di scuola che aveva in mente, costruendo con testi teorici ridotti all'essenziale, assieme ad un ricco repertorio di tavole riproducenti il disegno di ogni elemento architettonico, decorativo e progettuale, utili a chi affronta la materia o a chi dovesse affrontare un lavoro più complesso: in termini di completezza dell'opera, si giustificano quindi le ben 32 edizioni e il grandissimo successo nonché la massima diffusione dell'opera.Adolfo Magrini, Corso di Disegno Geometrico per le Scuole Secondarie, Bologna, Pongetti, 4ª edizione, 1906, citato in Il manuale inizia coi primi rudimenti del disegno geometrico, proiezioni di rette, sviluppo di figure lineari e di solidi fino ad arrivare, dopo una classificazione degli stili in ordine cronologio, alla progettazione di edifici ed alla composizione architettonica vera e propria, con in primis la casa di civile abitazione, assieme a tutto l'apparato che ne consegue. Le immagini a correlamento sono chiare e nitide, assieme ad un'impaginazione che lo rende fruibile e di facile consultazione anche per chi non ha alcuna esperienza. Le testate che riportarono la recensione al libro di Magrini furono: a Ferrara La Rivista e La Provincia di Ferrara, La Corrente (Milano), Periodico di Matematica (Livorno), Il Momento (Torino), La Provincia di Padova, Il resto del Carlino (Bologna), La Scuola pareggiata (Arezzo) e a Roma La Patria, Il Cittadino, La via letteraria e Mare Nostrum.
Di diverso carattere rispetto al manuale di Disegno geometrico, sono invece le Lezioni di disegno architettonico tenute da Magrini all'Università ferrarese e raccolte dagli studenti Giuseppe Guidi e Arnoldo Fogagnolo in un volume da loro poi donato alla Biblioteca comunale Ariostea il 7 giugno 1916. Il testo è diviso in due parti, in cui la prima è costituita da una vera e propria storia dell'architettura dalle origini agli inizi del '900 completata da esemplificazioni eseguite dallo stesso professore, seguita da una tavola cronologica distinta per secoli mentre la seconda è dedicata più specificatamente al disegno architettonico,Da pagina 73 a pagina 179 alla cui teoria segue immediatamente la pratica, per la quale vengono utilizzate soprattutto le tavole di illustrazione del suddetto manuale di disegno geometrico.Note e schizzi raccolti dagli studenti Giuseppe Guidi e Arnoldo Fogagnolo sul Corso di Disegno Architettonico svolto dal Prof. Adolfo Magrini nell'Università degli Studi di Ferrara, opera poligrafata, s. d., compilata tra il 1913 ed il 1916,