Il mellah di Fès () è lo storico quartiere ebraico (mellah) di Fès, in Marocco. È localizzato a Fès el-Jadid, ossia il settore della città che comprende il Palazzo Reale (Dâr-al-Makhzen), e si stima che le sue origini risalgano al XV secolo. Sebbene da decenni nel quartiere non risieda più una significativa comunità ebraica, esso comprende importanti e significativi monumenti e testimonianze del retaggio ebraico della città.
Storia
Origini: la comunità ebraica prima dell'istituzione del mellah (dal IX al XIV secolo)
Fès è stata storicamente sede di una delle più vaste e antiche comunità ebraiche del Marocco, la quale vi ha risieduto sin dalla fondazione della città da parte degli Idrisidi (alla fine dell'VIII secolo)... La comunità ebraica viveva in molte zone della città accanto alla comunità musulmana, come evidenziato dal fatto che gli Almoravidi acquistarono case ebraiche in modo da demolirle per espandere l'Università al-Qarawiyyin (situata nel centro della città), e dalla residenza di Maimonide in quella che si dice sarebbe poi diventata Dar al-Magana (nella zona occidentale della città)... Ad ogni modo, sin dai tempi di Idris II (primi del IX secolo) la comunità ebraica era concentrata nel quartiere noto come Foundouk el-Yihoudi (letteralmente "albergo/magazzino dell'ebreo") vicino Bab Guissa nella parte nordorientale della città. L'originario cimitero ebraico era localizzato anch'esso nei dintorni, appena fuori dalle porte di Bab Guissa.
Come nel resto del mondo islamico, le comunità ebraiche vivevano nello stato protetto, ma subordinato, di dhimmi, in base alla quale era loro richiesto di pagare una jizya; alle comunità ebraiche era garantita la libertà di movimento e il poter intrattenere relazioni in altri paesi... Fès, insieme a Cordova costituiva uno dei centri della vita culturale e intellettuale ebraica tra il X e l'XI secolo in Marocco e in al-Andalus. Importanti figure come Dunash ben Labrat (poeta vissuto tra il 920 ed il 990), Judah ben David Hayyuj (Abu Zakariyya Yahya; grammatico vissuto tra il 945 ed il 1012) e il celebre talmudista Isaac al-Fasi (1013-1103) nacquero o vissero a Fès. Anche Maimonide visse in città tra il 1159 ed il 1165 dopo esser fuggito da al-Andalus.. Questo periodo di prosperità ebbe una battuta d'arresto con l'avvento della dinastia Almohade. Gli Almohadi, fautori di una visione radicale dell'Islam, secondo la dottrina riformista di Ibn Tumart, abolirono la jizya e lo status di dhimmi, istituendo misure repressive nei confronti dei non musulmani. Gli ebrei sotto il loro dominio furono costretti a scegliere tra la conversione e l'esilio; molti si convertirono, continuando a praticare la fede ebraica in segreto.
Il declino degli Almohadi e l'avvento della dinastia Merinide nel XIII secolo riportò un clima più tollerante che permise alla comunità ebraica di rinascere e di prosperare. In seguito ai pogrom in Spagna nel 1391 a Siviglia e in Catalogna, molti ebrei sefarditi (anche noti come megorashim) fuggirono nel Maghreb, stabilendosi in città come Fès.
Istituzione del mellah (XV secolo)
Nel 1276 i Merinidi fondarono Fès el-Jadid, una nuova città amministrativa fortificata che ospitasse il Palazzo Reale e le caserme militari.. Successivamente, nel periodo Merinide, gli ebrei di Fès el-Bali furono trasferiti in un nuovo distretto nella parte meridionale di Fès el-Jadid. Questo distretto, creato dopo la fondazione della città, era localizzato tra le mura meridionali interne ed esterne ed era in origine abitato da guarnigioni musulmane, in particolare dai contingenti mercenari di arcieri siriani del Sultano.. questi reggimenti furono sciolti attorno al 1325 sotto il Sultano Abu Sa'id Uthman II. Il distretto era conosciuto inizialmente come Hims, ma era noto anche come mellah (, letteralmente "sale") sia per la presenza di una fonte di acqua salina nella zona, che per la precedente presenza di un magazzino di sale. La seconda denominazione fu poi mantenuta per indicare il quartiere ebraico. Questo fu il primo mellah in Marocco, un fenomeno che si diffuse poi nei secoli successivi anche in altre città, come a Marrakech.. (un'eccezione notevole fu la vicina Sefrou).
Sia le ragioni che la data precisa dell'istituzione del mellah di Fès non sono accertate. Fonti storiche affermano che a metà del XIV secolo gli ebrei di Fès vivessero ancora a Fès el-Bali ma che alla fine del XVI secolo si fossero stabiliti nel mellah a Fès el-Jadid. Alcuni studiosi ipotizzano che il trasferimento della comunità avvenne in più fasi nel corso del periodo Merinide (tra il XIII ed il XV secolo), in particolare in seguito a episodi di violenza nella città vecchia. La struttura del mellah sembra essersi sviluppata progressivamente ed è probabile che una piccola comunità ebraica vi si sia stabilita appena dopo la fondazione di Fès el-Jadid, raggiunta in seguito da ulteriori nuovi gruppi. Alcuni studiosi attribuiscono il trasferimento alla "riscoperta" della salma di Idris II nella sua zawiya nel 1437, nel centro della città. L'area attorno alla moschea, localizzata nel principale distretto commerciale della città, fu resa un horm (santuario) dove ai non musulmani non era permesso accedere, il che portò al trasferimento della comunità ebraica. Molti studiosi datano il trasferimento a metà del XV secolo, il quale, ad ogni modo, fu fonte di difficoltà e disagi. Molte famiglie ebraiche decisero di convertirsi (almeno ufficialmente) piuttosto che abbandonare le proprie dimore ed attività nel cuore della città vecchia, fatto che portò alla formazione di una nuova comunità nel tessuto sociale di Fès, gli al-Baldiyyin (famiglie musulmane di origine ebraica, che portano cognomi tipici ebraici marocchini).
Il trasferimento della comunità ebraica a Fès el-Jadid, vicino al Palazzo Reale, era dovuto probabilmente anche a motivazioni politiche più ampie, tra le quali il desiderio dei sovrani di avvantaggiarsi delle abilità degli artigiani e delle relazioni commerciali con le comunità ebraiche europee e di altri paesi. Il cimitero ebraico del mellah fu stabilito nell'angolo sudorientale (quella che oggi è la Place des Alaouites, accanto alle porte del Palazzo Reale) in un terreno donato alla comunità ebraica da una principessa Merinide, Lalla Mina, nel XV secolo.
Il XV secolo fu anche un periodo di instabilità politica, con i visir Wattasidi che assumevano il controllo effettivo della dinastia dei Merinidi, competendo con altre fazioni locali a Fès. Nel 1465, il mellah fu attaccato dalla comunità musulmana di Fès el-Bali durante la rivolta del 1465 contro il Sultano Merinide Abu Muhammad Abd al-Haqq II e contro il visir ebreo Harun ibn Battash. L'attacco provocò migliaia di vittime ebraiche; molti ebrei dovettero convertirsi all'Islam. Ci volle un decennio affinché la vita ebraica potesse rinascere, riprendendo a prosperare sotto il regno del Sultano Muhammad al-Shaykh al-Wattasi (1472-1505).
Storia successiva del mellah (fine XV-XIX secolo)
Nei secoli successivi le condizioni del mellah e della comunità ebraica di Fès variarono in base alle circostanze, che in generale interessavano tutti gli abitanti di Fès, incluse le carestie e le guerre. La posizione del mellah, entro le mura fortificate di Fès el-Jadid e accanto al Palazzo Reale garantì una relativa sicurezza.
Importanti svolte avvennero nel 1492, quando la corona spagnola uspulse gli ebrei dai suoi territori, seguita dal Portogallo nel 1497. Le successive ondate di ebrei sefarditi (arrivati insieme ai moriscos) migranti verso Fès e verso il resto del Maghreb incrementarono la popolazione ebraica della regione, alterandone la composizione sociale, etnica e linguistica. Secondo uno studioso belga che visitò il mellah a metà del XVI secolo, il quartiere ebraico ospitava circa 4.000 abitanti. L'arrivo degli immigrati sefarditi rinforzò la vita culturale ebraica, dividendo però la comunità secondo linee etniche per molte generazioni. I megorashim di origine sefardita mantennero per secoli il loro retaggio e la loro lingua giudeo-spagnola (evolutasi poi nello haketia), mentre gli indigeni toshavim, di lingua araba e di retaggio arabo e berbero, seguivano le loro tradizioni. I membri delle due comunità mantenevano sinagoghe e cimiteri separati. Fu solo a partire dal XVIII secolo che le due comunità cominciarono a mescolarsi; l'arabo divenne la lingua dell'intera comunità, mentre il minhag sefardita divenne dominante in ambito liturgico.
Nel XVII secolo giunsero in città numerosi ebrei delle regioni di Tadla e di Sous, arrivati rispettivamente sotto i regni dei sultani Alawiti Mulay al-Rashid e Mulay Isma'il. Vi furono serie difficoltà tra il 1790 e il 1792 durante un periodo di turbolenze generali e di declino sotto il Sultano Mulay al-Yazid ibn Muhammad. Durante questi due anni, il Sultano obbligò la comunità ebraica a trasferirsi nella periferica Kasbah Cherarda dall'altra parte di Fès el-Jadid. Il mellah fu occupato da truppe tribali fedeli al sovrano, la sinagoga sostituita con una moschea e il cimitero ebraico spostato vicino a Bab Guissa. Inoltre, il Sultano ridusse in modo permanente le dimensioni del quartiere demolendo le mura della città vecchia e ricostruendole lungo un perimetro molto più contenuto. Fu solo dopo la morte del sultano che il qadi musulmano di Fès ordinò la restaurazione del mellah e la demolizione della moschea costruita dalle truppe di Yazid.
Le condizioni della comunità ebraica migliorarono considerevolmente nel XIX secolo, quando l'espansione degli scambi commerciali permise ai mercanti ebrei di acquisire una posizione importante nel commercio internazionale in Marocco. Questo fenomeno portò a una maggiore apertura sociale e a un cambiamento dei gusti e degli atteggiamenti, specialmente tra gli ebrei più ricchi, che realizzarono lussuose residenze nel mellah superiore. Alla fine del XIX secolo, il quartiere comprendeva quindici sinagoghe. Nel 1894, il Sultano ordinò che il vecchio cimitero ebraico, situato alla base del muro esterno del Palazzo Reale, venisse spostato per permettere un ampliamento del palazzo. Il cimitero fu quindi spostato nell'angolo sudorientale del mellah, dove è situato tuttora. Tuttavia, alcuni studiosi attribuiscono lo spostamento del cimitero ai lavori dell'amministrazione francese nel 1912, sottolineando la presenza di tombe nell'area del vecchio cimitero fino al 1912. L'attuale cimitero sudorientale esisteva probabilmente dall'inizio del XIX secolo ed era ancora in gran parte libero nelle sue parti orientali prima del XX secolo.
Il XX e il XXI secolo
In seguito al trattato di Fès del 1912, venne istituito in Marocco il protettorato francese. Una delle reazioni immediate furono violente rivolte scoppiate a Fès nel 1912, che portarono a numerosi attacchi alla comunità europea e a quella ebraica.. Fès e il suo Palazzo Reale cessarono di essere la sede del potere in Marocco, e la capitale fu trasferita a Rabat. Vi furono vasti cambiamenti nel corso del periodo coloniale. Iniziata sotto il generale Hubert Lyautey, la realizzazione della Ville Nouvelle ("città nuova"), a ovest, ebbe un significativo impatto sullo sviluppo della città..