L'Oko (, ossia "Occhio"),È conosciuto anche come SPRN () da "спутник для предупреждения о ракетном нападении" ossia "satellite di allarme per attacco missilistico", anche se comunemente questa sigla è utilizzata come acronimo di "система предупреждения о ракетном нападении", ossia "sistema di allarme missilistico", per descrivere l'intero sistema, che include sia il sistema Oko che il sistema di rilevamento radar. è un sistema di prima allerta russo (e precedentemente sovietico) basato su una costellazione di satelliti posti in orbite Molniya e geosincrona. I satelliti del sistema Oko sono utilizzati per rilevare il lancio di missili balistici attraverso la rilevazione agli infrarossi dei gas di scarico prodotti dai loro motori e sono complementari agli altri sistemi di prima allerta come i radar Daryal, Dnepr e Voronezh. Le informazioni fornite dai satelliti vengono poi passate al sistema ABM A-135, un sistema antimissile balistico progettato per intercettare e distruggere i missili balistici nella fase finale di discesa attualmente schierato alla periferia di Mosca. A partire dal settembre 1972 e fino al 2012 il sistema ha utilizzato un totale di 101 satelliti mentre a partire dal 2015 è iniziata la sua sostituzione con il sistema satellitare EKS.

Storia Lo sviluppo del sistema Oko, oggi gestito dalle forze aerospaziali russe, iniziò nei primi anni 1970 da parte dell'ufficio progettazione dell'istituto nazionale di ricerca sovietico, che poi diventerà il TsNII Kometa, sotto la direzione di A. I. Savin, mentre la progettazione dei satelliti veri e propri fu effettuata dalla NPO Lavochkin. Il primo satellite della costellazione, identificato come Cosmos 520, fu lanciato il 19 settembre 1972 ma fu solo nel 1978 che il sistema divenne operativo e nel 1982 che esso venne messo in servizio. Il 26 settembre 1983 il sistema sperimentò un grave malfunzionamento quando scambiò il riflesso della luce solare su alcune nubi di alta quota per un attacco missilistico proveniente dalla base di Malmstrom, in Montana. Fortunatamente Stanislav Petrov, al tempo ufficiale di servizio al bunker Serpukhov 15, con il compito di monitorare il sistema satellitare interpretando e verificandone i dati, intuì che quello che aveva davanti era un falso allarme basandosi sia sulla sua conoscenza del sistema Oko, sia sul fatto che i dati satellitari non erano stati corroborati dai sistemi radar, sia sul fatto che ritenne inverosimile che un vero attacco nucleare fosse portato dagli USA con un solo missile.

La grande maggioranza dei satelliti del sistema Oko, ben 86 su 101, sono satelliti della prima generazione del modello US-K operanti su orbite Molniya. Si tratta di satelliti dalla forma cilindrica, alti circa 2 m e dal diametro di 1,7 m, pesanti circa senza carburante e dotati di sedici motori per il controllo di assetto e di altri quattro per le manovre. Tra le strumentazioni dei satelliti, alimentati da due pannelli solari che forniscono un totale di 2,8 kW, spicca un telescopio a infrarossi pesante 350 kg, lungo 4 metri e con uno specchio del diametro di 50 cm, costantemente puntato verso la Terra e coadiuvato da altri telescopi più piccoli che consentono di avere una visione più ampia.Dal modello US-K fu poi derivato il modello US-KS, ottimizzato per operare su orbite geosincrone, che fu utilizzato per sette satelliti lanciati a partire dal 1975. Con una legge del 3 settembre 1979, il governo sovietico diede il via libera alla creazione della seconda generazione di satelliti per il sistema Oko, chiamati US-KMO, che furono utilizzati a partire dal 1991 e la cui vita utile era stimata dai 5 ai 7 anni. Rispetto al telescopio dei satelliti US-K, quello del modello US-KMO è più lungo di 0,5 metri e ha uno specchio largo il doppio.

I satelliti US-K furono lanciati dal cosmodromo di Pleseck utilizzando razzi vettori Molnija-M dotati di un quarto e ultimo stadio modello Blok 2BL. I satelliti US-KS e US-KMO, operanti in orbite geosincrone, furono invece lanciati dal cosmodromo di Bajkonur utilizzando razzi Proton dotati di un ultimo stadio modello DM o DM-2. Come detto, il primo US-K, identificato come Cosmos 520, fu lanciato il 19 settembre 1972, mentre l'ultimo, il Cosmos 2469, fu lanciato il 30 settembre 2010; il primo US-KMO, il Cosmos 2133, fu invece lanciato il 14 febbraio 1991, e l'ultimo, il Cosmos 2479, il 30 marzo 2012.

La vita dei satelliti risultò essere estremamente breve, tanto che dei primi tredici satelliti lanciati tra il 1972 e il 1979, solo sette funzionarono per più di 100 giorni. Il tutto era dovuto al fatto che i satelliti erano dotati di un sistema di autodistruzione che si attivava automaticamente quando il satellite perdeva la comunicazione con la stazione di terra, per questo, nel 1983 l'Unione Sovietica decise di disattivare tale dispositivo, quando già 11 satelliti su 31 erano andati persi per questo motivo.

Il sistema Oko ha bisogno di avere almeno 4 satelliti attivi per poter mantenere una copertura 24 ore su 24 di tutta al Terra. Con il passare del tempo e la dismissione dei vari satelliti, il sistema ha quindi via via perso la sua piena operatività, così, ad esempio a partire dal febbraio 2010, con la messa fuori operatività del Cosmos 2440, i satelliti attivi erano rimasti soltanto due. Da allora sono stati messi in orbita altri due satelliti, l'ultimo dei quali, il Cosmos 2479, è stato lanciato nel 2012 ma ha smesso di funzionare solo due anni dopo, nell'aprile 2014, lasciando nuovamente il sistema con due soli satelliti attivi. A partire dal 2015 è infine iniziata la sostituzione del sistema Oko con il nuovo sistema EKS che, alla fine del suo sviluppo, dovrebbe contare un totale di 80 satelliti.

Strutture di controllo Il sistema Oko ha due centrali di controllo a terra. La centrale occidentale si trova nel bunker Serpukhov-15 (), vicino al villaggio di Kurilovo, alla periferia di Mosca, mentre quella orientale è nel bunker Pivan-1 (), vicino alla città di Komsomol'sk-na-Amure, nell'Estremo Oriente Russo.

Il 10 maggio 2001 all'interno della base Serpukhov-15 si sviluppò un incendio talmente grave che il contatto con i satelliti (all'epoca erano presenti sei satelliti US-K in orbita Molniya) fu perso per 12 ore, mentre la base tornò in piena solo il 20 agosto dello stesso anno. Poiché i satelliti hanno necessità di avere un contatto con una base a terra ogni 2 o 3 orbite al fine di mantenere la propria orbita, a causa dell'incendio quattro di loro andarono persi, due (il Cosmos 2340 e il Cosmos 2351) immediatamente e due (il Cosmos 2368 e il Cosmos 2342) dopo meno di un anno.

Satelliti Di seguito una lista dei satelliti che hanno fatto o fanno ancora parte del sistema Oko.