Gli IS furono una serie di carri armati pesanti sovietici, sviluppata tra gli anni '40 e '50 il cui ultimo stadio fu il carro T-10M. Tratti comuni della serie sono l'armamento principale calibro 122 mm e una pesante corazzatura. I carri pesanti vennero progressivamente sostituiti nella dottrina militare russa dal più versatile concetto di carro armato da combattimento, ma molti esemplari rimasero operativi (per lo più come riserva strategica) fino agli anni novanta. La serie fu denominata "IS" ("ИС" nell'alfabeto cirillico) dalle iniziali di Iosif Stalin, che, all'atto della progettazione, era segretario del Partito Comunista dell'Unione Sovietica.
IS-1 Sviluppo L'apparizione dei carri armati tedeschi Panzer VI Tiger I sul fronte europeo orientale della seconda guerra mondiale ebbe un'influenza decisiva nello sviluppo dei carri armati pesanti sovietici. Il KV-1 (in onore del ministro della guerra Kliment Efremovič Vorošilov), già assillato da problemi di lentezza e armamento insufficiente, fu giudicato del tutto inadatto a confrontarsi col nuovo mezzo tedesco. Nel marzo 1942 venne messo allo studio nella fabbrica carri sperimentale di Čeljabinsk un nuovo carro denominato KV-13.
I collaudi del nuovo mezzo non furono soddisfacenti, nonostante offrisse un livello di protezione significativamente migliore dei suoi predecessori e, di conseguenza, l'esercito si disinteressò velocemente al nuovo carro armato. Tuttavia il gruppo proseguì lo sviluppo, assemblando due nuove varianti del KV-13 nel dicembre 1942. Rispetto al carro originale, i nuovi esemplari avevano una torretta completamente ridisegnata.
Nel febbraio 1943, per decreto del GOKO, le Officine Kirov e la fabbrica di trattori di Čeljabinsk produssero due esemplari sperimentali, che furono battezzati carri "Iosif Stalin" (Vorošilov era ormai in disgrazia dopo le debacle del 1941). Il modello armato con cannone da 76,2 mm fu chiamato JS-1, mentre l'altro, armato con un obice trasportabile U-11 da 122 mm fu battezzato JS-2'''.
Entrambi i modelli, testati a inizio primavera del '43, mostrarono buone prestazioni in generale: rispetto al KV-1S erano più veloci, meglio protetti e meno pesanti. Corretti alcuni difetti di gioventù, si stava per mettere l'IS-1 in produzione quando, a aprile inoltrato del '43, arrivò a Kubinka il primo Tiger I catturato, per sottoporlo a test comparativi. Il risultato fu che la migliore arma per contrastare il nuovo carro tedesco era il cannone antiaereo da 85 mm 52-K m 1939, che, a distanze uguali o inferiori a 1000 m, era in grado di perforare la piastra frontale spessa 100 mm.
Il Gabinetto Centrale per la Progettazione dei Pezzi d'Artiglieria (TsAKB) fu incaricato di sviluppare e installare un nuovo pezzo da 85 mm per l'IS-1. Fin dall'inizio fu chiaro che sarebbe stato impossibile installare un cannone da 85 mm nella torretta non modificata dell'IS-1 senza ridurre in maniera sensibile lo spazio interno per l'equipaggio. Fu necessario quindi ingrandire la torretta e, di conseguenza, lo scafo fu allungato di 42 cm. A seguito dell'allungamento, venne anche aggiunta un'ulteriore ruota al treno di rotolamento. La nuova versione dell'IS-1 venne denominata "Oggetto #237" e messa in produzione in via sperimentale – 2 esemplari – nel luglio 1943: uno armato col cannone S-31 (ottenuto combinando la canna da 85 mm con la base dello Zis-5 da 76,2 mm per semplificare la produzione) e l'altro col D-5T (sviluppato per il SU-85). Alla fine fu scelta la combinazione armata col cannone D-5T, che venne ribattezzata IS-85.
Una piccola serie di carri fu prodotta nell'estate del 1943. Esaminati e approvati dall'establishment del Cremlino, furono messi in produzione di massa e presero servizio nell'Armata Rossa a partire dal 4 settembre dello stesso anno. Il carro riassunse la sua denominazione originale di IS-1 a partire dal marzo 1944.
Caratteristiche tecniche Il carro è convenzionale, con torretta montata in posizione centrale leggermente avanzata e motore da 600 cv montato posteriormente in posizione longitudinale.
La corazzatura è di acciaio omogeneo, fusa, spessa 120 mm in corrispondenza della porzione superiore della piastra frontale e 100 mm allo scudo della torretta. Sono molto protetti anche i lati, con 90 mm.
L'armamento principale è costituito da un cannone D-5T da 85 mm, mentre una mitragliatrice da 7,62 mm può essere montata (anche se, di fatto, non sempre l'equipaggio lo faceva) in un cupolino sul retro della torretta, analogamente al KV-1. Un'altra mitragliatrice da 7,62 mm è montata coassialmente al cannone.
L'equipaggio è di 4 persone (capocarro, cannoniere, pilota e servente). Il pilota siede anteriormente in posizione centrale, con le leve per il comando dei cingoli (per avanzamento e sterzata) alla sua destra e alla sua sinistra. La visibilità anteriore a portello chiuso è assicurata da una feritoia. I proiettili dell'armamento principale sono stivati in riservette intorno all'anello e sui lati della torretta. Il peso complessivo è di circa 46 t. L'autonomia è di circa 250 km.
Impiego operativo Tra settembre 1943 e gennaio 1944 vennero prodotti un po' più di 100 IS-1. Nel febbraio 1944, tutti i reggimenti di carri pesanti da sfondamento esistenti, equipaggiati coi carri KV, furono riequipaggiati con nuovo materiale. Simultaneamente, furono creati nuovi reggimenti coi nuovi carri IS. Durante l'addestramento i nuovi equipaggi ricevettero lo status di "guardie", a causa dell'importanza che veniva attribuita al loro compito. Cosa abbastanza peculiare, sui carri IS-1 di questi reggimenti erano presenti due ufficiali: il capocarro e il pilota avevano il grado di tenente. Il cannoniere e il servente erano sottufficiali, col grado di sergente. Non tutti gli equipaggi avevano esperienza di combattimento su carri pesanti; questo si tradusse in performance disastrose alla loro entrata in servizio. Una delle prime unità entrate in battaglia fu il 13º reggimento guardie carri pesanti da sfondamento, armato con 21 carri IS-1. Il 15 febbraio 1944 dovettero aiutare la 109ª brigata carri durante l'assalto del villaggio di Lysisanka, nella regione di Fastov; gli avversari erano il III. Panzerkorps. Il comandante distaccò 5 carri IS-1 e li mandò all'assalto del villaggio. I tedeschi lasciarono avvicinare i russi fino a circa 600 m prima di aprire il fuoco da postazioni mimetizzate. Tutti i carri furono messi fuori combattimento, due bruciati e irrecuperabili. Ogni carro ricevette fino a sette colpi. Il villaggio fu catturato il giorno dopo in maniera più saggia, circondandolo e attendendo che i tedeschi finissero il carburante.
Il primo scontro verificabile tra IS-1 e Tiger avvenne il 4 marzo 1944. In Ucraina il 1º Reggimento guardie fu coinvolto in uno scontro con un raggruppamento di carri Tiger. Un IS-1 fu distrutto dalla distanza di 1500–1800 m mentre altri due furono immobilizzati. Durante lo scontro furono messi fuori combattimento, ma non distrutti, due Tiger. L'8 marzo un paio di IS-1 furono distrutti da una batteria di PaK 40 da 75 mm da cortissima distanza. Il primo carro ricevette otto colpi e il secondo quattro. Il 15 marzo, quindici IS-1 del 13º Reggimento guardie sostennero un attacco della 50ª Brigata carri, vicino all'Uman'. Cinque IS-1 furono messi fuori combattimento dai cannoni contraerei da 88 mm, altri tre furono immobilizzati da guasti meccanici e uno cadde in un fiume. Durante la battaglia successe anche un fatto piuttosto raro: la corazzatura inferiore di un IS-1 fu perforata dal colpo del fucile anticarro Panzerbüchse da 7,92 mm. Il 16 marzo una compagnia di Tiger colse in un'imboscata un gruppo di IS-1. Due carri bruciarono coi loro equipaggi.
IS-2 e IS-2m
Storia Sviluppo Dai primi impieghi operativi dell'IS-1 risultò subito evidente che non era né armato né protetto per i compiti assegnati. In pratica, pur essendo superiore al KV, non era nettamente migliore del carro che avrebbe dovuto sostituire e non era neppure marcatamente migliore dei suoi avversari. Si procedette ad un miglioramento dell'armamento e della protezione.
Dall'analisi della battaglia di Kursk emerse che l'arma controcarro migliore era il cannone divisionale da 122 mm A-19. Fu possibile installarlo anche sui carri armati, grazie all'adozione di ammortizzatori di rinculo, meccanismi per controllare l'alzo e altri sottosistemi mutuati dall'obice sperimentale U-11. Il progetto di massima fu approvato il 31 ottobre 1943.
Fu necessario installare un freno di bocca per ridurre vampa e polvere sollevata durante lo sparo. Il tipo impiegato inizialmente fu un modello a T, giudicato presto insoddisfacente e sostituito con uno di disegno tedesco in prima battuta e in seguito con uno nuovo e più pesante. I test si succedettero rapidamente con esito soddisfacente. In particolare, durante i test di fuoco, la corazza laterale di un Panther fu completamente perforata e il lato opposto fu strappato dalle saldature. Il cannone così modificato fu adottato come 122 mm D-25T.
La prima produzione fu consegnata nel dicembre del 1943, appena tre mesi dopo i primi IS-1. A partire da febbraio 1944 la produzione dei IS-1 fu sospesa e si produssero solo IS-2. Si evidenziarono presto problemi dell'armamento. In primo luogo, il carro poteva trasportare solo 28 colpi, non i 59 del IS-1. Poi la cadenza di fuoco era bassa, a causa di munizioni costituite da proietto e carica separata. Per correggere il difetto fu adottata una culatta di differente disegno e parzialmente automatica, che consentiva una cadenza di 1,5 – 2 colpi al minuto, contro l'1 originario. Inoltre, durante il primo incontro tra i IS-2 e i carri tedeschi, si vide che il proiettile APHE BR-471 penetrava la piastra frontale dei Panther solo a meno di 700 m. La corazza frontale dei Tiger I, invece, poteva essere perforata fino a 1200 m. Questo perché il proiettile, molto appuntito, tendeva a perforare più efficacemente corazze verticali (tipo Tiger), ma rimbalzava da quelle inclinate del Panther. Le performance migliori le aveva il proietto ad alto esplosivo OF-471, che a volte riusciva a sradicare completamente la piastra frontale dalle saldature. A partire dall'estate del 1944 il problema della scarsa penetrazione dei proiettili AP scomparve. Questo fu dovuto, più che altro, alla sostituzione da parte dei tedeschi dell'acciaio al manganese con acciaio ad alto tasso di carbonio legato con nickel. Le corazze così composte tendevano ad essere più fragili, specialmente lungo le saldature. Per quanto riguarda la protezione passiva, a partire dai primi mesi del 1944 fu resa più robusta la corazzatura del carro, sottoponendo le lastre a tempra drastica per innalzarne la durezza superficiale. Questo portò a un accresciuto numero di componenti necessari per la produzione dello scafo, oltre a costi più elevati. Alla fine si giunse a un nuovo disegno della parte frontale del carro, più filante e con un'inclinazione costante di 60° rispetto alla verticale. La nuova piastra frontale, prodotta dal maggio 1944, risultò impenetrabile all'88 mm KwK 36 anche se colpita da breve distanza. La parte inferiore del muso, inclinata di 30°, rimase più vulnerabile. Dal luglio 1944 pezzi di cingolo vennero attaccati ad essa come soluzione "artigianale". La torretta risultò impossibile da modificare. Disegnata per il cannone da 85 mm, risultava sbilanciata dal peso del 122 mm. Un'accresciuta corazzatura l'avrebbe ulteriormente sbilanciata, rendendo necessario un nuovo meccanismo di brandeggio.
Dopo queste modifiche il carro rimase sostanzialmente inalterato fino al 1954-55, quando fu intrapreso un programma di modernizzazione che diede origine al IS-2M.Talvolta indicato erroneamente come IS-2m, la designazione non compare nei rapporti ex-sovietici.
Caratteristiche tecniche del IS-2