Le monete della lira italiana, insieme alle banconote della lira italiana, furono uno strumento di pagamento utilizzato dall'introduzione della lira come valuta del Regno d'Italia, dopo l'emissione del decreto del 24 agosto 1862, fino all'entrata in vigore dell'euro il 1º gennaio 2002.
Tipi di moneta durante il Regno d'Italia 1 lira La moneta da 1 lira ebbe 7 versioni.
Prima versione Questa moneta venne coniata nel 1861 e nel 1867. Fino al 1863 il titolo dell'argento era di 900/1000; successivamente divenne di 835/1000. Il peso era di 5 grammi, il diametro era di 23 millimetri e il bordo era liscio.
Dritto: La moneta riportava la dicitura Vittorio Emanuele II intorno alla testa nuda del re. Sotto il collo compariva il nome dell'incisore della moneta, Giuseppe Ferraris.
Rovescio: La moneta riportava lo stemma sabaudo con corona e con il collare dell'Annunziata entro rami d'alloro. Intorno comparivano la dicitura Regno d'Italia e il valore della moneta tra i marchi della zecca.
Seconda versione Questa moneta venne coniata a partire dal 1863. Anche questa moneta venne modellata e incisa da Giuseppe Ferraris. Il titolo dell'argento era di 835/1000. Il peso era di 5 grammi, il diametro era di 23 millimetri e il bordo era liscio.
Dritto: la moneta presentava lo stesso dritto della versione precedente.
Rovescio: sul rovescio compariva il valore della moneta circondato dalla dicitura Regno d'Italia in alto e da rami di alloro legati con un fiocco in basso.
Terza versione Questa moneta venne coniata nel 1883, fino al 1900. Il peso era di 5 grammi, il diametro era di 23 millimetri e il bordo era liscio.
Dritto: la moneta riportava la testa nuda del re con intorno la dicitura Umberto I re d'Italia. Comparivano inoltre il cognome dell'incisore Giuseppe Ferraris e l'anno di coniazione.
Rovescio: la moneta riportava lo stemma dei Savoia tra la dicitura che indica il valore della moneta, contornato da rami di alloro e quercia legati in basso da un fiocco. In alto era presente la stella d'Italia.
Quarta versione Questa moneta venne coniata a partire dal 1901, fino al 1907; fu disegnata da Filippo Speranza. Aveva un peso di 5 grammi, un diametro di 23 millimetri e presentava un bordo liscio dove compariva il motto Fert tra rosette e nodi di Savoia.
Dritto: la moneta riportava la dicitura Vittorio Emanuele III intorno alla testa nuda del re e il cognome dell'autore della moneta Filippo Speranza.
Rovescio: la moneta riportava la dicitura Regno d'Italia tra due nodi di Savoia intorno all'aquila sabauda e in esergo il cognome dell'incisore, Filippo Speranza. In basso erano rappresentati il marchio di zecca R (Roma) tra due stelle, l'anno di coniazione e il valore.
Quinta versione Questa moneta venne coniata a partire dal 1908, fino al 1913; fu modellata da Davide Calandra e incisa da Luigi Giorgi. Successivamente fu coniata a partire dal 1915, fino al 1917 e incisa da Attilio Motti. Aveva un peso di 5 grammi e aveva un diametro di 23 millimetri. Il titolo dell'argento era di 835/1000. Il bordo era liscio e presenta il motto Fert tra rosette e nodi di Savoia.
Dritto: la moneta presentava la dicitura Vittorio Emanuele III re d'Italia intorno al semibusto in uniforme del re. A destra compariva anche il cognome del modellista Davide Calandra.
Rovescio: la moneta presentava l'allegoria dell'Italia vestita con l'armatura, e con in mano un ramo di quercia, alla guida di una quadriglia di cavalli adornata da elementi floreali e araldici. Attorno al valore della moneta erano presenti due nodi di Savoia; a sinistra erano presenti il segno della zecca R (Roma) e il nome del modellista Davide Calandra e a destra il nome dell'incisore Luigi Giorgi.
Sesta versione Questa moneta venne coniata a partire dal 1922, fino al 1935; venne modellata da Giuseppe Romagnoli e incisa da Attilio Motti. Aveva un peso di 8 grammi e aveva un diametro di 26,5 millimetri. Il bordo era rigato e la moneta era composta da nichel.
Diritto: la moneta presentava l'allegoria dell'Italia seduta rivolta a sinistra che tiene in mano un ramo d'alloro; dietro di lei era presente una vittoria alata e sullo sfondo compariva la dicitura Italia e l'anno di coniazione.
Rovescio: la moneta presentava lo stemma sabaudo coronato al fianco della dicitura Bvono da L.1. In esergo era rappresentato il marchio R della zecca di Roma. Tutto era contornato da una corona d'alloro.
Settima versione Questa moneta venne coniata a partire dal 1936 con un diametro di 26,5 millimetri e composta da nichel (975/1000). Dal 1939 al 1943 venne coniata in Acmonital con un diametro di 26,7 millimetri. Questa moneta venne modellata da Giuseppe Romagnoli e incisa da Pietro Giampaoli. Aveva un peso di 8 grammi e aveva il bordo rigato.
Diritto: la moneta riportava la testa di Vittorio Emanuele III circondata dalla scritta Vittorio Emanuele III re imp. In esergo compariva il nome del modellista Giuseppe Romagnoli.
Rovescio: la moneta presentava l'Aquila romana ad ali spiegate di fronte ad un fascio littorio, con attorno la scritta Italia. In esergo a sinistra comparivano l'anno di coniazione e il marchio R della zecca di Roma; a destra compariva l'anno fascista in numeri romani e al centro era presente lo stemma sabaudo coronato tra il valore della lira.
2 lire La moneta da 2 lire ebbe 11 versioni.
Prima versione Questa moneta venne coniata a Torino e Napoli tra il 1861 e il 1863.
Dritto: la moneta presentava l'effigie di Vittorio Emanuele II volta a destra; intorno era presente la dicitura Vittorio Emanuele II e in basso si trovava la data di coniazione. Sotto il collo del re era riportata la scritta Ferraris, cognome dell'incisore Giuseppe Ferraris.
Rovescio: la moneta presentava lo stemma sabaudo con la corona e con il collare dell'Annunziata entro rami d'alloro. In basso era presente l'indicazione del valore con a sinistra il segno della zecca e a destra la sigla BN (per Banca Nazionale) in incuso dentro un rettangolo; intorno era rappresentata la dicitura Regno d'Italia.
Seconda versione Questa moneta venne coniata nel 1863 a Torino e Napoli.
Dritto: la moneta presentava lo stesso dritto della moneta precedente.
Rovescio: la moneta presentava in alto la dicitura regno d'Italia e in basso i rami d'alloro e il simbolo della zecca con accanto la sigla BN in incuso dentro un rettangolo.
Terza versione Questa moneta fu coniata a Roma dal 1881 al 1899 e raffigurava Umberto I.
Dritto: la moneta presentava la testa nuda del re volta a destra; intorno era presente la dicitura Umberto I re d'Italia e in basso compariva la data di coniazione. Sotto al collo compariva Speranza, cognome dell'incisore Filippo Speranza.
Rovescio: la moneta presentava lo stemma sabaudo coronato e il collare dell'Annunziata e intorno erano presenti rami di lauro e di quercia. Il valore era ai lati dello stemma. In basso era presente il segno di zecca.
Quarta versione Questa moneta fu coniata nel 1890 e nel 1896 per l'Eritrea appena annessa. La moneta valeva anche 2/5 di tallero.
Dritto: la moneta presentava il busto coronato del re volto a destra in uniforme. Intorno appariva la dicitura Umberto I re d'Italia. Sotto il busto compariva la dicitura Speranza, cognome dell'incisore Filippo Speranza.
Rovescio: la moneta presentava il proprio valore in italiano, arabo e aramaico su tre righe sotto la stella italiana. Intorno compariva la scritta colonia Eritrea e, in basso, comparivano rami di alloro e il segno di zecca R (Roma).
Quinta versione Questa moneta fu coniata con Vittorio Emanuele III a partire dal 1901, fino al 1907. La moneta era in argento e rispondeva alle deliberazioni dell'Unione Monetaria Latina.
Dritto: la moneta presentava la testa nuda del re rivolta verso destra; intorno era presente la dicitura Vittorio Emanuele III. Sotto compariva il nome dell'incisore Filippo Speranza.
Rovescio: la moneta presentava un'aquila araldica coronata con scudo sabaudo sul petto. Intorno era presente la dicitura Regno d'Italia. Il valore era in basso ai lati del segno di zecca (Roma).
Sesta versione Questa moneta fu coniata con Vittorio Emanuele III a partire dal 1908, fino al 1912. La moneta era in argento e rispondeva alle deliberazioni dell'Unione Monetaria Latina.
Dritto: la moneta presentava la testa nuda del re in uniforme voltata verso destra; intorno la dicitura Vittorio Emanuele III re d'Italia. Sotto era presente il nome dell'autore Davide Calandra.
Rovescio: la moneta presentava una quadriga guidata di cavalli che si impennano. In esergo comparivano il nome dell'incisore Luigi Giorgi e il segno di zecca (R).
Settima versione Questa moneta fu coniata con Vittorio Emanuele III a partire dal 1911. La moneta era in argento e rispondeva alle deliberazioni dell'Unione Monetaria Latina.
Dritto: la moneta presentava la testa nuda del re volta a sinistra; intorno era presente la dicitura Vittorio Emanuele III re d'Italia. Sotto comparivano i nomi degli incisori Domenico Trentacoste e Luigi Giorgi.
Rovescio: la moneta presentava due figure allegoriche che simboleggiano l'Italia (figura femminile) e la città di Roma (la figura maschile era posta su di un piedistallo al cui lato si intravede un aratro). Sullo sfondo era presente la prora di una nave mercantile; a destra erano presenti le date 1861-1911 e a sinistra comparivano l'indicazione del valore e il segno di zecca (R).
Ottava versione Questa moneta fu coniata con Vittorio Emanuele III a partire dal 1914, fino al 1917. La moneta era in argento e rispondeva alle deliberazioni dell'Unione Monetaria Latina.
Dritto: la moneta presentava la testa nuda del re in uniforme rivolta verso destra; intorno era presente la dicitura Vittorio Emanuele III re d'Italia. Sotto compariva il nome dell'autore Davide Calandra
Rovescio: la moneta presentava una quadriga di cavalli che corrono. In esergo erano presenti i nomi degli autori Davide Calandra e Attilio Motti e il segno di zecca (R).
Nona versione Questa moneta venne coniata dopo la prima guerra mondiale. Aveva un diametro di 29 millimetri e pesava 10 grammi.
Dritto: la moneta presentava il fascio littorio a destra e il valore della moneta a sinistra. In basso era presente il segno della zecca.
Rovescio: la moneta presentava il semibusto del re volto a destra in uniforme. Intorno era presente la dicitura Vittorio Emanuele III re d'Italia.
Decima versione Questa moneta venne coniata nel 1936 in nichelio.
Dritto: la moneta presentava la testa nuda del re volta a destra e intorno era presente la dicitura VITT EM III RE E IMP. In basso compariva il nome dell'autore Giuseppe Romagnoli.
Rovescio: la moneta raffigurava un'aquila con ali spiegate e il fascio tra gli artigli; intorno comparivano una corona di alloro e la scritta: Italia. In basso era presente lo stemma sabaudo tra il valore della moneta; a destra erano presenti la data fascista e il segno di zecca. Aveva un diametro di 29,1 millimetri e aveva un peso di 10 grammi.
Undicesima versione Questa moneta venne coniata a partire dal 1939 in lega di acmonital-nichelio (una lega poco ferromagnetica) a causa delle leggi autarchiche imposte dal governo fascista; successivamente venne coniata in solo acmonital (una lega ferromagnetica).
5 lire La moneta da 5 lire ebbe 10 versioni.
Prima versione Questa moneta fu coniata a partire dal 1861. Il titolo era di argento 900/1000, il diametro era di 37 millimetri, il peso era di 25 grammi. Il contorno era contraddistinto dal motto FERT in incuso tra nodi e rosette.
Dritto: la moneta presentava la testa nuda del re volto a destra ed intorno la dicitura Vittorio Emanuele II re d' Italia. Sotto il collo era presente il nome dell'incisore Luigi Gori e nel basso compariva un monte con sei cime.