Ceccano è un comune italiano di abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.
Geografia fisica Territorio Città nella Media Valle Latina, nel territorio comunale scorrono i fiumi Sacco e Cosa.
Clima Classificazione climatica: zona D,
Il clima di Ceccano è quello tipico delle quote più basse della Valle del Sacco: precisamente di tipo mediterraneo con influenze continentali a causa della sua distanza dal mare rispetto alle zone che godono di un classico clima mediterraneo. Le caratteristiche continentali si riscontrano maggiormente nei valori minimi invernali e nei valori massimi estivi. L'estate è calda con temperature massime medie tra i 31 e i e minime intorno ai mentre l'inverno è abbastanza freddo con valori minimi che in dicembre e gennaio scendono spesso sottozero in condizioni di soleggiamento e anticicloniche mentre le massime si attestano tra i 9 e i mediamente nei mesi più freddi. Le precipitazioni si concentrano nelle mezze stagioni ma sono generalmente sparse in tutto il corso dell'anno con minimi in Estate. Il mese più piovoso è novembre, quello meno piovoso è luglio (dove le precipitazioni sono spesso temporalesche). Generalmente si registrano accumuli pluviometrici annui compresi tra i 900 ed i . Anche l'umidità è un fattore protagonista nella zona: sono diffuse le nebbie o le foschie nelle notti invernali e autunnali. La neve non è un fenomeno abituale, la località registra mediamente di accumulo nevoso all'anno ma non sono rari inverni senza nevicate o con fioccate senza accumulo al suolo. Tra gli eventi nevosi di rilievo si sottolinea la grande nevicata del febbraio 2012 quando caddero oltre di coltre nevosa che causarono disagi in città con località rimaste senza energia elettrica. Ceccano come altre zone della Media Valle Latina gode dell'effetto del cuscinetto freddo in inverno: si tratta della permanenza prolungata nei bassi strati dell'atmosfera di aria fredda (in seguito a ondate di freddo o gelo) che mantiene le temperature costantemente basse a valle anche se nei piani alti c'è un rialzo termico, questo accade grazie all'orografia "a conca" che ha la zona: la presenza dei Monti Lepini a sud e sud-ovest e dei Monti Ernici verso l'Appennino.
Storia Storia antica Ceccano è considerata l'antica Fabrateria Vetus, città volsca, già esistente nel 330 a.C., situata lungo le rive del fiume Sacco denominato dai Romani Trerus o Tolerus. Il collegamento tra Ceccano e l'antica Fabrateria si fonda su antiche iscrizioni rinvenute tra il Settecento e l'Ottocento nel territorio comunale. Il mutamento del nome, secondo lo storico locale Michelangelo Sindici. avvenne nel VII secolo in onore di Petronio Ceccano Console di Campania, discendente di Tito Flavio e padre di papa Onorio I.
Nel Martirologio Romano del 2001 Fabrateria Vetus è menzionata in relazione a san Magno, patrono di Anagni, tradizionalmente ritenuto martirizzato a Fondi. La notizia ha riaperto il dibattito sull’ambientazione del martirio e si collega alle ipotesi formulate sulla base di antichi martirologi nei quali san Magno era associato a Ceccano.
Patria di san Silverio I Papa (come scritto da papa Gregorio XVI nella Bolla in cui elevava a collegiata la chiesa di S. Giovanni Battista in Ceccano) che nacque nella contrada di Campo Troiano, odierna Cantinella, la città fu per ordine del Pontefice cinta di mura difensive, in minima parte ancora visibili.
Storia medievale Conquistata dai Longobardi al tempo di Astolfo intorno al 750, la rocca di Ceccano ebbe, nel Medioevo, una grande importanza strategica in quanto posta ai margini dei possedimenti della Chiesa.
Tra il 900 e il 1450 Ceccano fu dominata da una potente famiglia detta dei Conti de Ceccano di probabile provenienza germanica, imparentata con le più importanti famiglie della nobiltà romana.
La contea ceccanese comprendeva i territori di Amaseno, Giuliano di Roma, Prossedi, Pisterzo, Villa Santo Stefano, Carpineto, Patrica, Morolo, Supino, Maenza, Ninfa, Monte Cacume, Monteacuto, fino a raggiungere, per un periodo, Terracina. I Conti de Ceccano vantavano possedimenti parziali anche in Frosinone, Ceprano e Alatri.
Nel 915 i ceccanesi ebbero un importantissimo ruolo nella battaglia del Garigliano, quando le truppe alleate del Papa sconfissero i saraceni che minacciavano Roma.
I Conti de Ceccano furono tra i protagonisti delle vicende storiche dell'area meridionale dello Stato pontificio fino alla seconda metà del XV secolo, quando la famiglia si estinse e i possedimenti della vecchia contea furono assegnati da papa Alessandro VI al piccolo Rodrigo Borgia e, in seguito, furono feudo della famiglia Colonna.
Già nel X secolo la contea ceccanese era tenuta in gran conto nella curia. Il conte Amato è citato come potente benefattore dell'abbazia di Montecassino e, in seguito, (1099) Gregorio de Ceccano fu uno dei più potenti cardinali della Chiesa del tempo, mentre il conte Gregorio, omonimo del primo, influente personaggio, scortò con i suoi uomini, nel 1104, papa Pasquale II nel suo viaggio nel Sorano.
Nel 1168 i ceccanesi inflissero una dura sconfitta alle truppe papali guidate dall'arcivescovo di Magonza, Corrado, schieratosi con Papa Alessandro III dopo che l'Imperatore Federigo Barbarossa lo aveva sostituito con Cristiano.
Tra gli uomini illustri dei de Ceccano, che nella loro storia vantano importanti personaggi nell'Ordine dei Cavalieri di Malta, oltre a sei cardinali va citato il cardinale Annibaldo, potentissimo personaggio della Chiesa del XIV secolo, che durante la cattività avignonese fu inviato dal papa a Roma per aprire il Giubileo del 1350.
Già arcivescovo di Napoli, ottimo diplomatico, spesso il Papa lo inviò in missione per dirimere importanti controversie tra i sovrani d'Europa. Fu protagonista di un tentativo di mediazione tra Inghilterra e Francia durante la guerra dei cent'anni, in un conflitto che sarebbe stato decisivo per la storia dell'umanità. Nonostante le difficoltà, Annibaldo riuscì a ottenere una, seppur breve, tregua. Inviato in Ungheria fu mediatore di un accordo tra il sovrano di quel paese e la regina di Napoli. Gli fu inoltre affidato l'incarico di risolvere "il problema" Cola di Rienzo.
Prima di Annibaldo, che ebbe contatti con Francesco Petrarca e con Giotto, al quale commissionò lavori per la chiesa di S. Maria a Fiume, Ceccano aveva dato i natali ad altri illustri personaggi.
Non si può non ricordare il cardinale Stefano, già abate presso l'abbazia di Fossanova, camerlengo di papa Innocenzo III, amico di san Domenico di Guzmán il quale operò un miracolo in favore di Napoleone de Ceccano, nipote dello stesso cardinale Stefano. Così descrive l'avvenimento il padre Pierantonio da Trevi:
Tutti gli storici di san Domenico di Guzmán citano questo miracolo. Fatto cardinale da papa Innocenzo III nel 1206, Stefano de Ceccano fu tra i fondatori dell'abbazia di San Galgano, nonché benefattore di quelle di San Domenico a Sora e Terracina ed ebbe importanti riconoscimenti dal Re d'Inghilterra, Giovanni Senza Terra.
Altri cardinali della famiglia de Ceccano furono importanti nella storia della Chiesa: tra tutti Teobaldo, tra le cui braccia, in Fossanova, morì il grande Tommaso d'Aquino, parente dei conti ceccanesi in quanto la sua nipote, Francesca, sposò il conte Annibaldo de Ceccano.
È opportuno ricordare la figura del Conte Giovanni che, nominato cavaliere dall'imperatore Enrico, giurò fedeltà a papa Innocenzo III nel 1200.
Tra le imprese di questo conte, fondatore della chiesa di Santa Maria a Fiume consacrata da suo zio cardinale Giordano, nonché ispiratore della celebre Cronaca di Fossanova, scritta dal suo "notaio" Benedetto, c'è la lotta contro Ruggero dell'Aquila, conte di Fondi, il quale, il 23 maggio del 1216, invase la Contea ceccanese. Inseguito e raggiunto nei pressi di Castro-Vallecorsa dalle truppe ceccanesi, Dell'Aquila fu sconfitto e dovette rinunciare ai suoi propositi di espansione.
Il 18 settembre dello stesso anno il Conte Giovanni guidò l'assalto alla fortezza di Morolo. L'azione fu decisa per i contrasti esistenti con la famiglia Colonna che aveva appoggiato il Conte Ruggiero. Morolo fu conquistata e bruciata, i membri della famiglia Colonna fatti prigionieri e ben 424 morolensi furono giustiziati.
Una situazione così cruenta si ebbe soltanto nel 1324 quando il Conte Francesco De Ceccano, in piena cattività avignonese, conquistò Alatri occupandola per ben 35 anni e creando, di fatto, uno stato di guerra contro la Chiesa.
L'ultimo dei De Ceccano può essere considerato il cavaliere dell'Ordine di Malta, Stefano, negli archivi vaticani ricordato come frater S. Ioannis de Hierusalem individuato recentemente come Gran Priore di Roma nei primi anni del XV secolo.
Storia moderna Passata per eredità femminile durante il XV secolo alla famiglia Caetani, nel 1501 da Alessandro VI fu concessa a Rodrigo Borgia dal quale a seguito della decadenza della sua famiglia nel 1504 passò, insieme alla contea di Fondi a Prospero Colonna che la trasmise alla sua famigliaSabrina Pietrobono, Carta archeologica medievale - Frosinone. Forma Italiae Medii Aevi. F°. 159-I, pp. 41-42.. Risale ai primi anni del XVII secolo il primo Statuto Comunale concesso da Marcantonio Colonna, discendente dell'eroe di Lepanto, Conte di Ceccano.
Nell'ottocento il marchese Filippo Berardi acquistò i beni dei Colonna e divenne in poco tempo il vero "padrone" del paese. Nominato senatore del Regno, fu l'artefice del passaggio della ferrovia nonché promotore di stanziamenti di tipo industriale nel territorio.
Nel XIX secolo Ceccano conferma i suoi stretti legami con la Chiesa grazie al cardinale Giuseppe Berardi, fratello del marchese, e al cardinale Tommaso Pasquale Gizzi, altro grande ceccanese, segretario di Stato di papa Pio IX, protagonista della diplomazia vaticana negli anni del Risorgimento.
Storia contemporanea Nel corso del XX secolo Ceccano fu interessata dal processo di industrializzazione della Valle del Sacco, favorito dalla presenza di collegamenti infrastrutturali, dalla vicinanza con altri poli produttivi del Lazio meridionale e dagli interventi pubblici per lo sviluppo del Mezzogiorno. Un primo impulso derivò dall’espansione della Bombrini Parodi Delfino di Colleferro, che nel 1939 acquistò un vasto patrimonio boschivo nel territorio ceccanese per avviare un nuovo insediamento industriale.
Nel corso della seconda guerra mondiale Ceccano fu pesantemente bombardata dagli angloamericani. Dal 3 novembre 1943 al 31 maggio 1944 il paese subì 38 incursioni aeree che ebbero come obiettivo, tra l'altro, la chiesa di Santa Maria a Fiume, monumento nazionale, e la chiesa di San Pietro, entrambe rase al suolo. Anche la medievale chiesa di San Nicola subì danneggiamenti. I bombardamenti risultarono particolarmente feroci.
Nelle ultimissime fasi della seconda guerra mondiale, gli abitanti del comune di Ceccano subirono diversi episodi riferibili alle marocchinate, stupri di massa compiuti dalle truppe marocchine all'interno del contingente alleato francese; in totale furono stupatre 20 donne e 1 uomoE. Ciotti, "Le marocchinate". Cronaca di uno stupro di massa, Roma, 2018, p. 199..
Tra gli anni sessanta e settanta l’area conobbe una forte crescita produttiva e occupazionale; accanto ad aziende già presenti o insediate nella zona, come Permaflex, Italbed e Snia Viscosa, si svilupparono numerosi stabilimenti legati alla meccanica, alla chimica, alla componentistica e alla produzione industriale, tra cui Mallory Timers Continental, APD - Accumulatori Piombo Derivati, Forgia Nuova, Hen Med e BPD-SIGME. Alla fine degli anni sessanta il nucleo industriale contava decine di imprese attive o in corso di realizzazione, con alcune migliaia di addetti, mentre il piano regolatore dell’area industriale, approvato nel 1970, ampliò in modo significativo le superfici destinate agli insediamenti produttivi.