Suio, località termale di antica origine, è l'unica frazione del comune di Castelforte, in provincia di Latina. Il nome degli abitanti è suiari (in dialetto “sujari”).
Geografia Suio si colloca sulle estreme propaggini dei monti Aurunci, presso il fiume Garigliano. L'abitato è suddiviso in due agglomerati principali: Suio Paese con l'antico castello medievale, in altura, e Forma di Suio, ai piedi del castello e accanto al fiume, dove sgorgano acque sulfuree termali. La località Valle di Suio, a circa 200 , ha grandi pregi naturalistici; a Terme di Suio sono concentrati gli stabilimenti balneari.
Storia La zona, in epoca pre-romana, fece parte del territorio della Pentapoli Aurunca. I primi insediamenti sull'attuale territorio di Suio, che si fanno risalire al popolo degli Aurunci, sono legati all'uso delle acque termali che sgorgano spontaneamente. I Romani presero il controllo del territorio nel periodo compreso fra la battaglia del Veseris del 340 a.C. e la distruzione delle città aurunche di Ausona, Vescia e Minturnae, nel 314 a.C.Livio, Ab Urbe condita libri, IX, 25. Alcuni storici, fra cui Giuseppe Tommasino, ritengono che il toponimo Veseris etimologicamente derivi proprio dalle caldane locali. La particella ves, in antiche lingue italiche, indicava luoghi ove si verificavano emissioni geologiche, da cui forse anche il toponimo Vesuius da cui deriverebbe a sua volta Sujus.
Giungono dall'epoca romana-imperiale alcune delle prime notizie relative al paese: Settimio Severo, con capitali propri, fece lastricare la strada che conduceva da Minturnae (presso l'odierna Minturno) ad Aquas Vescinas, ovvero le terme di Vescia, cioè Suio; due servi dispensatores offrirono ex voto al Genio Aquarum Vescinarum perché fosse garantito il ritorno da vincitori di Caracalla e Geta da una spedizione militare in Britannia.
I ritrovamenti archeologici, insieme con lo studio dei documenti storici, indicano che presso la Forma di Suio vi fosse la villa di Zethos, allievo del filosofo Plotino. Zethos lasciò in eredità la villa al suo maestro, che voleva edificare una città ideale di filosofi nell'area, Platonopoli, e che dal luogo traeva sollievo grazie alle acque termali; qui il filosofo morì nel 270 d.C. Secondo altre fonti Plotino morì invece a Minturno, o genericamente nella Campania romana.
Il nome Suio è legato al castello, il Castrum Suji, sorto per il controllo della foce del Garigliano nel decimo secolo d.C. La fortificazione sorge infatti su di una altura a ridosso della sponda nord del fiume da cui si ha una visuale da monte Orlando (Gaeta) al monte Massico. Il ruolo del castello, realizzato prima del 1040 (data del primo documento che fa riferimento al Castrum Suji), era legato al controllo delle incursioni dei corsari saraceni e del loro insediamento nella valle. Dopo la fine della presenza saracena, con la battaglia del Garigliano del 915, Suio e il suo territorio entrarono a far parte del Ducato di Gaeta governato da Giovanni I insieme con il figlio Docibile II.
Nel 1023 venne fondata la Contea di Suio, di proprietà del conte Ugo. A questa data si fanno risalire anche le prime fortificazioni del castello. Nel 1078, a seguito di successive parziali donazioni, la contea fu acquisita dall'abbazia di Montecassino. A Suio v'era un porto fluviale, per il trasporto merci verso il cenobio cassinate, ed una scafa per l'attraversamento del fiume. In quanto nuova terra acquisita dalla Signoria dell'abbazia di Montecassino, nell'ottobre del 1079 l'abate Desiderio concesse agli abitanti di Suio le Chartae libertatis, delle carte di franchigia, come aveva già fatto nel 1061 per Traietto, che includevano una serie di diritti e privilegi. Desiderio ampliò anche le fortificazioni, e lo stesso fece l'abate Gerardo (1111-1123). Suio entrò nell'orbita normanna nel 1140 insieme a Gaeta, e quindi nel Regno di Sicilia e poi in quello di Napoli.
Del XIII secolo è la chiesa romanica dedicata a "Santa Maria in Pensulis", probabilmente costruita sui resti della villa di Zethos. L'edificio religioso aveva annesso un locale per gli infermi, che venivano qui a curarsi. La chiesa apparteneva alla commenda dei cavalieri ospitalieri di Gaeta: si scorge ancora la croce ottagona impressa sul primo gradino. L'attuale chiesa di San Michele arcangelo in Suio Alto risale al XV secolo.
A Suio si svolse un'importante fase della battaglia del Garigliano del 1503, fra francesi e spagnoli.
Nel 1807 il paese fu aggregato al Comune di Castelforte per mancanza di popolazione. Parte della storica Terra di Lavoro e del Regno delle Due Sicilie, Suio entrò nel Regno d'Italia nel 1861, passando nel 1927 dalla provincia di Caserta (all'epoca detta provincia di Terra di Lavoro) alla provincia di Roma e poi, nel 1934, alla provincia di Littoria, poi ridenominata Latina.
Durante la Seconda guerra mondiale, trovandosi sulla linea Gustav, il castello è rimasto in parte danneggiato. Grazie proprio a Suio e alle sue acque sulfuree, essendo la sua maggiore frazione, Castelforte fa parte dell'Associazione nazionale comuni termali (ANCOT).
Le terme Le terme di Suio sono le antiche Aquae Vescinae, citate anche da Plinio e Lucano, molto frequentate soprattutto durante il periodo dell'Impero romano. Testimonianza dei fasti dell'epoca è, ad esempio, la cosiddetta "vasca di Nerone", piscina Duratorre in località Sant'Antonio, in cui fu rinvenuta una sedia balneare di porfido. Sembra accertato l'utilizzo di tali acque termali anche in epoca pre-romana. Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente l'uso delle acque termali si è ristretto via via alla sola popolazione locale. Dopo la Seconda guerra mondiale, la località è stata rilanciata nel settore turistico grazie alla costruzione di stabilimenti balneari e strutture accessorie.
Dalle numerose ed eterogenee sorgenti, in una fascia tra il crinale aurunco ed il fiume Garigliano, sgorgano acque ipertermali (39-63 °C) a varie concentrazioni sulfuree, con presenze bicarbonato-alcalino-terroso-calciche; vengono impiegate a scopo terapeutico, ma anche estetico-rilassante, per bagni, fanghi, inalazioni, irrigazioni ed insufflazioni per curare malattie respiratorie, otorinolaringoiatriche, artrosiche, cutanee e ginecologiche. Le acque, a diversi gradi di concentrazione di minerali, vengono anche commercializzate in bottiglia come acqua da pasto.
Il territorio offre strutture sportive e ricreative a carattere naturalistico e culturale; in un raggio di pochi chilometri si trovano siti archeologici (come il comprensorio di Minturno), borghi medioevali (in particolare lo stesso castello di Suio e quello di Castelforte), l'ippodromo del Garigliano (comune limitrofo di Santi Cosma e Damiano) e le spiagge (comune limitrofo di Minturno).
Sono da evitare alcune fonti (peraltro in area recintata) dove le emissioni sulfuree, ad elevatissima concentrazione di zolfo, possono risultare letali.
Sport È presente il campo sportivo comunale "A. Falso". La S.S.D. Suio è rinata nel 2010, ripartendo dal campionato di terza categoria. Dopo tre anni di seconda categoria, la squadra ha disputato il campionato di prima categoria 2014-2015, aggiudicandosi il primo posto, e nel campionato 2015-2016 ha militato in promozione, girone D. Il campo si trova a Coreno Ausonio.
Note
Bibliografia
Voci correlate Castelforte
Collegamenti esterni
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