La chiesa di Santo Stefano (in francese Église Saint-Étienne) è un edificio di culto cattolico situato nel centro di Lilla, nel dipartimento del Nord, in Alta Francia. Costruita tra il 1743 e il 1748 come cappella del collegio dei gesuiti, fu destinata al culto parrocchiale e dedicata a Stefano protomartire nel 1796.

L'edificio, caratterizzato da un'architettura ispirata al barocco romano, è classificato monumento storico di Francia dal 15 settembre 1987.

Storia Il collegio dei gesuiti e la prima cappella La storia dell'edificio è legata alla presenza della Compagnia di Gesù a Lilla. Nel 1529 il magistrato cittadino aveva istituito un collegio municipale, la cui direzione fu affidata ai gesuiti dopo il loro insediamento in città nel 1562. All'inizio del XVII secolo fu quindi intrapresa la costruzione di un nuovo complesso destinato al collegio.

Nel 1605 iniziarono i lavori per una prima cappella, progettata dal fratello gesuita Hoeymaker di Tournai. La prima pietra fu posta nel 1606 e l'edificio, dedicato all'Immacolata Concezione, fu consacrato nel 1611 dal vescovo di Tournai. La cappella costituiva parte integrante del collegio gesuitico e rimase in uso fino alla prima metà del XVIII secolo.

Nella notte tra l'8 e il 9 ottobre 1740 un incendio devastò il collegio e distrusse la cappella. La ricostruzione del complesso portò alla realizzazione dell'edificio religioso attuale.

Costruzione della chiesa attuale Nel 1743 i superiori della Compagnia di Gesù approvarono la ricostruzione della cappella secondo il progetto dell'architetto lillese Dominique Delesalle. La direzione dell'esecuzione fu affidata a François-Joseph Gombert e la prima pietra venne posta il 6 giugno 1743.

Nel 1744 le operazioni militari connesse alla guerra di successione austriaca provocarono un rallentamento del cantiere. I lavori ripresero nel 1745 e il corpo principale dell'edificio fu completato il 14 ottobre 1747; successivamente furono realizzate le volte della navata centrale e di quella laterale destra.

Nel giugno 1748 furono collocate nelle finestre le strutture metalliche destinate a sostenere le vetrate, mentre nel settembre successivo il santuario fu pavimentato con marmi bianchi e neri provenienti dalla precedente cappella. L'inaugurazione e la benedizione dell'edificio ebbero luogo il 29 novembre 1748. La consacrazione avvenne nel 1750 per opera del vescovo di Tournai.

Dall'espulsione dei gesuiti alla Rivoluzione In seguito alla soppressione della Compagnia di Gesù in Francia, i gesuiti lasciarono il collegio di Lilla nel 1765-1766. La cappella rimase inizialmente legata al collegio, passato sotto amministrazione civile.

Nel 1778 gli edifici dell'antico collegio furono destinati a ospedale militare e nel 1783 anche la chiesa venne assegnata all'ospedale come cappella, assumendo il titolo di San Luigi. Nel 1791, durante la Rivoluzione francese, l'edificio fu chiuso al culto; tra il 1793 e il 1796 fu utilizzato come maneggio militare.

Nel frattempo l'antica chiesa parrocchiale di Santo Stefano, che sorgeva presso la Grand'Place, era stata distrutta durante il bombardamento austriaco di Lilla del 1792. Quando l'ex cappella gesuitica fu riaperta al culto nel 1796, essa assunse quindi il titolo di chiesa parrocchiale di Santo Stefano, ereditando la funzione e la dedicazione dell'edificio scomparso.

Interventi del XIX secolo Nel corso del XIX secolo l'interno fu progressivamente rinnovato e arricchito di nuovi arredi. Una parte considerevole dell'attuale decorazione risale proprio a questa fase.

Nel 1828 fu collocato il monumentale pulpito, realizzato con il concorso di diversi artisti. Secondo i registri della fabbriceria, il lavoro fu commissionato allo scultore e intagliatore Désiré Buisine, mentre François Rude realizzò le statue e il bassorilievo; César Théodore Huidiez-Tierce eseguì i panneggi del baldacchino, Charles Stalars ne curò parti della decorazione pittorica e il fabbro Morizot realizzò la cancellata.

Verso la metà del secolo il pittore lillese Charles Stalars realizzò nel coro e nelle cappelle laterali un complesso di decorazioni pittoriche a trompe-l'œil, eseguite prevalentemente in tonalità verdi e concepite per simulare elementi architettonici.

Gli scultori Théodore Huidiez-Tierce e Désiré Buisine parteciparono inoltre alla realizzazione di numerosi elementi dell'arredo interno, tra cui rivestimenti lignei del coro, balaustre, confessionali e altre opere decorative.

Nella seconda metà del secolo il coro fu ulteriormente rinnovato. Tra il 1875 e il 1877 Charles Buisine-Rigot realizzò una nuova recinzione lignea neogotica su progetto dell'architetto Charles Maillard; allo stesso Buisine-Rigot si devono gli stalli neogotici del coro, datati 1876-1877.

Tutela monumentale La chiesa fu inizialmente iscritta nell'inventario supplementare dei monumenti storici con decreto del 13 gennaio 1987. Tale provvedimento fu successivamente annullato e l'intero edificio venne classificato monumento storico con decreto del 15 settembre dello stesso anno.

Descrizione Architettura La chiesa costituisce un esempio di architettura religiosa settecentesca ispirata al barocco romano. L'edificio presenta una pianta longitudinale a tre navate, con una navata centrale di sette campate conclusa dal coro con abside semicircolare e affiancata da due navate laterali terminate da cappelle.

La navata centrale è coperta da una volta a botte a tutto sesto con lunette, mentre le coperture del coro e delle navate laterali adottano differenti sistemi voltati. L'elevazione interna si articola su due livelli ed è priva di tribune.

L'edificio utilizza pietra calcarea, pietra da taglio e mattoni. All'interno assumono particolare rilievo gli elementi strutturali e decorativi realizzati in pietra blu proveniente dall'area di Soignies.

Facciata La facciata, realizzata in pietra da taglio, costituisce la parte più elaborata dell'esterno. La sua composizione risente dell'architettura barocca romana ed è impostata sulla sovrapposizione degli ordini architettonici: il livello inferiore presenta l'ordine ionico, mentre quello superiore utilizza l'ordine corinzio.

Il corpo centrale è concluso superiormente da un frontone curvilineo. Nel frontone compare il monogramma IHS, emblema tradizionalmente associato alla Compagnia di Gesù, insieme alla data 1747, corrispondente al completamento del corpo principale dell'edificio.

Le elevazioni laterali sono invece caratterizzate da una maggiore sobrietà, con muri-contrafforti che emergono sopra le coperture delle navate laterali formando profili concavi.

Campanile Sul fianco settentrionale, presso il coro, sorge il campanile, costituito da una massiccia torre a pianta quadrata sormontata da una struttura campanaria. La torre raggiunge un'altezza complessiva di circa 57 metri e costituisce l'elemento verticale dominante dell'edificio.

Patrimonio artistico Pulpito Tra gli arredi più significativi figura il monumentale pulpito del 1828. La struttura lignea fu realizzata sotto la responsabilità di Désiré Buisine, mentre François Rude, uno dei maggiori esponenti della scultura francese dell'Ottocento, ne eseguì le statue e il bassorilievo.

La composizione coinvolse inoltre César Théodore Huidiez-Tierce, autore dei panneggi del baldacchino, il pittore Charles Stalars e il fabbro Morizot. Il pulpito è classificato come monumento storico a titolo di oggetto dal 23 marzo 1971.

Arredi del coro Il coro conserva una parte significativa dell'apparato decorativo realizzato durante le campagne ottocentesche. Huidiez-Tierce e Buisine intervennero nei rivestimenti lignei, nelle balaustre e negli altri elementi dell'arredo liturgico.

Tra il 1876 e il 1877 Charles Buisine-Rigot eseguì gli stalli lignei in stile neogotico, caratterizzati da elementi scolpiti e traforati. Alla stessa fase appartiene la recinzione del coro, realizzata tra il 1875 e il Natale del 1877 dallo stesso Buisine-Rigot sulla base di un progetto di Charles Maillard.

Confessionali La chiesa conserva un complesso di otto confessionali ottocenteschi in legno di quercia. Ciascuno è articolato in tre vani, con quello centrale concluso superiormente da un frontone semicircolare; la decorazione comprende capitelli corinzi, motivi vegetali e le chiavi di san Pietro.

I confessionali furono progettati da Charles Benvignat ed eseguiti da Désiré Buisine; le decorazioni scultoree sono opera di César Théodore Huidiez-Tierce, mentre Morizot realizzò le parti in ferro e Charles Stalars si occupò della verniciatura e della decorazione pittorica.

Pitture Una parte della decorazione del coro e delle cappelle laterali è costituita dalle pitture monumentali a trompe-l'œil realizzate da Charles Stalars intorno al 1850. Dipinte prevalentemente in diverse tonalità di verde, raffigurano architetture illusionistiche e sono integrate da cornici lignee che accentuano l'effetto prospettico.

La chiesa conserva inoltre un insieme di dipinti di diversa provenienza, alcuni dei quali provenienti da edifici religiosi cittadini scomparsi o soppressi. Tra le opere tutelate figura una Déploration, conservata nella prima campata della navata laterale meridionale e classificata come monumento storico a titolo di oggetto.

Notre-Dame d'Annay Tra le opere più antiche conservate nell'edificio figura la statua nota come Notre-Dame d'Annay, databile tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo e originariamente appartenente all'abbazia cistercense di Brayelle-lez-Annay.

Durante la Rivoluzione francese la statua fu salvata da una religiosa, Louise Reys, originaria di Haubourdin, e nel 1852 venne donata alla parrocchia di Santo Stefano. Nel 1853 Charles Buisine-Rigot intervenne sull'opera ricostruendo alcune parti mancanti o deteriorate, mentre Charles Stalars ne curò la pittura e la doratura.

Durante la seconda guerra mondiale la commissione dei monumenti storici dispose il trasferimento della statua in Bretagna per proteggerla da possibili distruzioni; il suo ritorno nella chiesa di Santo Stefano fu celebrato nel 1946. L'opera è classificata monumento storico a titolo di oggetto dal 7 ottobre 1935.

Note

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