Graptopetalum (Rose, 1911) è un genere di piante succulente appartenente alla famiglia delle Crassulaceae, originario di Messico e Stati Uniti sud-occidentali.
Etimologia e nomi comuni
L'epiteto Graptopetalum è un nome composto da due termini derivanti , che vuole evidenziare la caratteristica di avere petali segnati o macchiati di rosso, comune alle specie che appartengono al genere.
Il sinonimo tassonomico Byrnesia fu introdotto da Joseph Rose nel 1922 per la specie G. paraguayense; si tratta di un eponimico che intendeva omaggiare Edward M. Byrnes, che probabilmente curava la serra delle Cactacee del giardino botanico di New York., 1986. Anche Tacitus ("silenzioso" in latino) è un eterotipo, introtto da Reid Moran nel 1974, quando con Jorge Meyrán descrisse la specie G. bellum. In questo caso, l'epiteto faceva riferimento ad una caratteristica del fiore di G. bellum, la cui corolla permane parzialmente chiusa per un periodo maggiore rispetto ad altre piante del genere Graptopetalum., 1974.
Per il genere Graptopetalum non c'è un nome comune in italiano, se non la forma italianizzata "graptopetalo" utilizzata in riferimento soprattutto a G. paraguayense. In modo del tutto analogo, in spagnolo è presente la forma graptopétalo. In inglese, invece, si è attestato il nome comune leatherpetal per le piante del genere Graptopetalum. Si tratta di una parola composta da leather ("cuoio") e petal ("petalo"), che richiama la consistenza dei petali di queste piante. Più desueto è riferirsi alle specie presenti nel territorio statunitense con il termine stonecrop, utilizzato inizialmente per le borraccine (specificatamente, il Sedum acre) ed esteso al genere Sedum, ma più in generale utilizzato per le piante succulente capaci di crescere tra le rocce.
Distribuzione Le specie comprese nel genere Graptopetalum sono tutte endemismi messicaani salvo che G. bartramii, attestato principalmente in Arizona, e G. rusbyi, diffuso nel Messico settentrionale, in Arizona e in Nuovo Messico. Inoltre, G. paraguayense, che è stata oggetto di un'ampia diffusione come pianta ornamentale, risulta naturalizzata nella penisola iberica, in Italia e in Australia.
Adattate a climi aridi o semi-aridi, le specie di Graptopetalum occupano specifiche nicchie ecologiche, formando delle colonie laddove si realizzano le condizioni microclimatiche adatte al loro sviluppo (spesso di tipo montano). Sono piante che si sono adattate per crescere su pareti e pendii rocciosi, raggiungendo anche altitutidi elevate (superiori ai metri).Non risulta disponibile una fonte che tratti in modo organico l'ecologia delle specie appartenenti al genere Graptopetalum. Il database presente sul sito , curato da M. Bischofberger, riporta informazioni sui limiti di altitudine a cui sono propserano le singole specie; si invita a consultare le schede sulle singole specie per verificare tale informazione.Per apprezzare la particolare distrubuzione delle specie di Graptopetalum si rimanda alla descrizione data per G. bartramii e al seguente lavoro, su G. pachyphyllum: Alcune specie hanno una distribuzione ristretta ad un numeri limitato di rilievi montuosi.
Tassonomia Il genere Graptopetalum conta, all'aprile del 2026, 17 specie ed una varietà(fonte: Catalogue of Life):
Graptopetalum amethystinum (Rose) E.Walther Graptopetalum bartramii Rose Graptopetalum bellum (Moran & Meyran) D.R.Hunt Graptopetalum bernalense (Kimnach & Moran) V.V.Byalt Graptopetalum filiferum (S.Watson) Whitehead Graptopetalum fruticosum Moran Graptopetalum grande Alexander Graptopetalum irmasoniae García-Mend., Pérez-Calix & D.Sandoval Graptopetalum macdougallii Alexander Graptopetalum marginatum Acev.-Rosas & Cházaro Graptopetalum mendozae Glass & M.Chazaro Basanez Graptopetalum pachyphyllum Rose Graptopetalum paraguayense (N.E.Br.) E.Walther Graptopetalum pusillum Rose Graptopetalum rusbyi (Greene) Rose Graptopetalum saxifragoides Kimnach Graptopetalum saxifragoides var. fariniferum Kimnach Graptopetalum sinaloensis Vega
Nel 2023, il sottogenere Graptopetalum subg. Glassia, che includeva le specie G. glassii, G. pentandrum e G. superbum, è stato elevato a genere come Quetzalcoatlia.
Usi Molte specie del genere Graptopetalum sono utilizzate come piante ornamentali perché richiedono poca cura, resistono bene a periodi di siccità, tollerano elevate insolazioni, possono essere diffuse facilmente per talea (anche foliare) ed hanno un aspetto accattivante, con le rosette di foglie che sembrano esse stesse dei fiori, con sfumature colorate che variano tra specie e specie e nel corso dell'anno.
Da questo punto di vista, le specie di maggior successo sono G. paraguayense, che produce rosette foliari di colore grigio-violaceo al termine di lunghi gambi carnosi che possono svilupparsi anche pendenti; G. bellum, che non si distingue tanto per l'aspetto, quanto per la fiorita di particolare bellezza, caratterizzata da fiori più grandi di quelli delle altre specie di Graptopetalum, di colore purpureo e che perdurano per circa due settimane; G. filiferum, con un'ampia rosetta basale; G. rusbyi, che sviluppa rosette basali raccolte che passano dal blu al purpureo in base all'insolazione; G. macdougallii; e G. bernalense.
Dalle specie naturali sono state ottenute vari cultivar, anch'esse ampiamente commercializzate. Inoltre, una caratteristica della Crassulacee è quella di formare ibridi sia interspecifici, cioè prodotti da due piante appartenenti a specie differenti, ma dello stesso genere, sia intergenerici, cioè generati da piante appartenenti a generi differenti. Alcuni ibridi ottenuti dall'incrocio di specie di Graptopetalum con specie dei generi Sedum e Echeveria hanno avuto essi stessi ampio successo come piante ornamentali, e sono descritte nei notogeneri × Graptosedum e × Graptoveria.
Note
Bibliografia
Voci correlate Piante succulente Lista di piante succulente Quetzalcoatlia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Crassulaceae Categoria:Piante succulente Categoria:Taxa classificati da Joseph Nelson Rose Categoria:Taxa descritti nel 1911