La Cittadella degli Archivi è il polo archivistico del Comune di Milano.
Il suo patrimonio attuale consiste in circa 100 km lineari di documentazione e comprende pratiche e fascicoli prodotti dall'amministrazione comunale, da enti pubblici e privati, nonché manifesti, pratiche relative a mostre e spettacoli.
Dotata di un sistema meccanizzato unico in Europa, gestito dai due robot archivisti "Eustorgio" e "Ansperto", la Cittadella si distingue per l'applicazione di tecnologie avanguardistiche di conservazione e tutela.
La Cittadella è inoltre luogo di promozione sociale e culturale e ospita mostre storiche e documentali, esposizioni e installazioni artistiche, considerando centrale per la sua identità la valorizzazione del proprio patrimonio documentale e del tessuto urbano del quartiere Niguarda, dove ha sede.
Storia
Gli archivi comunali prima di Cittadella Prima della fondazione di Cittadella degli Archivi, la custodia del patrimonio archivistico del Comune di Milano era conservata in diverse sedi ed edifici dislocati nel territorio comunale: la creazione di un polo centralizzato risponde finalmente all’esigenza di correggere un sistema disarticolato e dispersivo, che non garantiva una gestione coerente ed organica della produzione documentale. La frammentazione era esito del complesso percorso di definizione di un luogo di sistemazione del patrimonio archivistico del comune, caratterizzato sia dal frequente mutare dei criteri archivistici sottostanti le scelte di conservazione, sia dalle travagliate vicende storiche vissute dal Comune di Milano nel corso del XX secolo, in particolar modo dal 1928, anno in cui entra in vigore il nuovo regolamento stabilsce la creazione di un unico archivio “civico amministrativo”, che continuò ad essere custodito principalmente in Via della Signora (dopo il trasferimento da Via San Carpoforo), anche dopo la distruzione parziale causata dall'incendio del 1924, ma con sedi secondarie in altri locali di proprietà del Comune e nel Castello Sforzesco; quest’ultima parte, che consisteva di materiale più antico, nel 1935 si costituì come Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana, in seguito al trasferimento della Raccolta Trivulzio all'Archivio Storico.
Durante la seconda guerra mondiale, per far fronte al pericolo e alla distruzione materiale dalla città di Milano, come i bombardamenti che nel 1943 distrussero parte degli archivi di Via della Signora, quanto dell’archivio era sopravvissuto e destinato alla conservazione permanente fu oggetto di ulteriori sistemazioni e trasferimenti, prima temporanei e poi permanenti. A seconda delle esigenze e delle disponibilità di archiviazione, parte della documentazione fu custodito all'Archivio Storico Civico, parte al Palazzo di Giustizia, mentre sezioni vennero trattenute dalle ripartizioni. Dalla fine degli anni Cinquanta, l'Archivio Civico trova sistemazione in via Grazia Deledda, in un immobile progettato dall'architetto Arrigo Arrighetti; i trasferimenti iniziati dagli anni Sessanta resero presto gli edifici di via Deledda inadeguati ad una quantità crescente di documenti, che continuarono quindi ad essere conservati in sedi diverse, quali il Palazzo di Giustizia, gli scantinati di via Larga e gli edifici di Via Foldi.
La fondazione di Cittadella e del polo archivistico centralizzato Nel 2007, con la giunta di Letizia Moratti, l’esigenza di razionalizzare una gestione degli archivi problematica e disomogenea porta, tra il 2010 e il 2011, alla nascita della Cittadella degli Archivi, attivata nel 2013 e aperta al pubblico nel marzo del 2016.
Racconta il direttore della Cittadella Francesco Martelli: “La Cittadella degli Archivi nasce nel 2011 […]. Su un’area di circa 22.000 metri quadrati, custodisce circa 90 chilometri lineari di documenti, per un arco cronologico che va dal 1928 (ma con precedenti ottocenteschi) fino quasi a oggi. Attivata nel 2013, è stata aperta al pubblico nel marzo 2015. […] La struttura è stata di fatto allestita tra il 2010 e il 2011. Dal 2013 sono iniziati i primi trasferimenti di fondi e serie dai preesistenti archivi di deposito del Comune: in primis l’Archivio civico generale di via Deledda e – in misura minore – da via Mambretti; poi gli archivi dell’Edilizia privata e dell’Urbanistica dalle sedi di via Pirelli, via Catone e via Edolo; a seguire gli archivi della Presidenza e della Segreteria generale da Palazzo Marino; e poi via via quelli di altri settori e uffici dell’Amministrazione.”
La sede sorge in via Gregorovius, nel quartiere Niguarda, in un complesso architettonico progettato negli anni Sessanta sempre da Arrighetti e originariamente concepito come sede di magazzini delle Depositerie Civiche. Per garantire la fruibilità dei documenti, vengono allestite due sale di consultazione, poi ulteriormente ampliate, e due sale per le scansioni.
Nel 2011, il Comune di Milano ha adottato un Manuale di gestione documentale, recentemente aggiornato, contenente un massimario di conservazione e un titolario, che permette un corretto ordinamento delle carte secondo un'articolazione in titoli e classi.
Dal 2014, l'amministrazione guidata da Giuliano Pisapia avvia una serie di trasferimenti dagli archivi delle sedi comunali cittadine, inclusi quelli dell’Archivio Civico, dell’edilizia privata e dell’urbanistica e degli archivi della gestione ERP (Edilizia Residenziale Pubblica).
La nascita dell'archivio meccanizzato
La crescita del patrimonio documentale e le sempre più complesse esigenze di conservazione portano la Cittadella ad investire in tecnologie sempre più avanguardistiche: dal 2016 è attivo un impianto meccanizzato archivistico unico in Europa, che permette una gestione automatizzata di otto corsie di scaffali in acciaio, corrispondenti a 50 km lineari di archivio, tramite il lavoro del robot archivista "Eustorgio": questo meccanismo consente la rapida estrazione e restituzione dei documenti agli utenti e garantisce la tutela e l’accesso al patrimonio documentale.
Con l’attivazione del nuovo impianto, l’archivio meccanizzato viene destinato alla conservazione di fondi a conservazione perenne, mentre la documentazione soggetta a scarto periodico viene temporaneamente dislocata in un edificio multipiano.
Nel 2025, con la costruzione di nuovi spazi di conservazione e l’aumento del patrimonio documentale, l’impianto meccanizzato viene ulteriormente ampliato con la realizzazione di un nuovo robot, chiamato “Ansperto” e con l’implementazione di nuove tecnologie quali scanner per la digitalizzazione e un sistema informatizzato di tracciamento dei flussi basato su NFC e RFID.
La Nuova Cittadella
Nel 2021, la giunta di Giuseppe Sala approva le linee guida di un progetto di ampliamento e modernizzazione della Cittadella degli Archivi di Milano, volto a trasformarla nel più grande archivio cittadino meccanizzato d’Europa. I lavori sono avviati nel 2024 e completati nel 2026, quando la nuova sede viene inaugurata, rendendo l’archivio milanese un centro di archiviazione e ricerca unico in Italia e in Europa, destinato a ospitare non solo la documentazione del Comune, ma anche quella di altri enti pubblici.
Il progetto, affidato a MM S.p.a., ha comportato la riqualifica degli edifici adiacenti la struttura principale, che ospitano il nuovo impianto meccanizzato, gestito dal robot archivista "Ansperto": l’ampliamento della sede e l’investimento in nuove tecnologie di tutela e digitalizzazione documentale portano alla realizzazione di un sistema avanguardistico di conservazione, in grado di garantire condizioni ambientali controllate e in cui i tradizionali sistemi di archiviazione sono integrati da tecnologie di tracciamento NFC e RFID.
L’intero progetto si fonda sui principi di rispetto ecologico e inclusione sociale, confermando il ruolo di Cittadella non solo come polo archivistico, ma come centro propulsivo sociale e culturale per il quartiere Niguarda e per l’intera città di Milano. Con l’inaugurazione del nuovo polo, infatti, Cittadella arricchisce il quartiere con la realizzazione di installazioni artistiche e nuovi murales, come quello regalato da Campari per il progetto “The Red View – Beyond The Surface”, realizzato in occasione dell’inaugurazione.
Attività Accesso ai documenti e consultazione
Oltre alla tutela e alla conservazione, Cittadella si occupa di garantire l'accesso al patrimonio documentale e la consultazione dei documenti e delle pratiche, anche tramite un sistema informatizzato di prenotazione e presentazione delle richieste. A tale fine, la sede di Via Gregorovius offre degli spazi per la ricerca e lo studio, con sale di consultazione dedicate alla visione dei documenti. Digitalizzazione archivistica
La Cittadella degli Archivi è da anni impegnata in un progetto di digitalizzazione dei fondi archivistici, tramite la scansione e la virtualizzazione di documenti attraverso l'uso di tecnologie avanzate, in grado di di realizzare migliaia di digitalizzazioni al giorno e di garantire migliore accessibilità ai documenti e di tutelare il supporto materiale, spesso deperibile o fragile.
A questo riguardo, il Comune ha dato avvio in Cittadella a un progetto pilota per favorire la socialità e l'inclusione nel mondo del lavoro di ragazzi e ragazze con sindrome di Asperger, che ogni giorno digitalizzano migliaia di documenti per consentire una migliore fruibilità e un accesso più rapido e semplice, nell'ottica di una completa trasformazione digitale degli archivi.
L'attività di digitalizzazione è anche al centro dei percorsi di formazione scuola lavoro (FSL, ex PCTO) che coinvolgono ogni anno decine di studenti e studentesse di numerosi istituti locati in tutta la regione.
Dal 2025 è attivo un progetto di digitalizzazione massiva delle pratiche edilizie, corrispondenti a circa 14,5 km lineari, in collaborazione con la direzione di Rigenerazione urbana per facilitare l'attività di visura da parte dei professionisti interessati.
Ricerca e divulgazione La Cittadella è attiva nella cooperazione con i principali poli universitari cittadini ed è attualmente coinvolta in progetti con il Dipartimento di Studi Storici "Federico Chabod" dell'Università degli Studi di Milano e con il Dipartimento di Architettura Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano.
Tale sinergia ha permesso l'attivazione di un progetto di internship che ha portato alla realizzazione di oltre cento tirocini universitari, finalizzati allo sviluppo di competenze professionali e conoscenze tecniche nell'ambito dell'archivistica, dei beni culturali e dell'amministrazione pubblica, con esperienze lavorative dirette offerte agli studenti sotto il tutoraggio di professionisti e docenti, che li guidano anche nella realizzazione di progetti di ricerca, mostre, pubblicazioni e tesi di laurea.
Inoltre, dal 2020, l'archivio è cofondatore e partner del Master in Digital Humanities dell'Università Statale di Milano.
Patrimonio documentale e fondi archivistici Il patrimonio di Cittadella consiste della documentazione prodotta e custodita dall’Amministrazione comunale e dalle istituzioni pubbliche della città di Milano a partire dal XIX secolo; è in corso di pubblicazione una Guida ai fondi di interesse storico conservati dalla Cittadella degli Archivi, a cura di Stefano Twardzik e Aurora Masci.
Il patrimonio ottocentesco è in buona parte racchiuso nel cosiddetto “Fondo storico”, che copre il periodo precedente il 1928, anno in cui entra in vigore il nuovo regolamento archivistico e che segna uno spartiacque nell’organizzazione della conservazione della produzione documentale del comune; la documentazione riguardante questo periodo, inoltre, è raccolta nel fondo delle delibere di Giunta e Consiglio dei Comuni aggregati, che arriva fino al 1923, e nei registri della leva militare, che corrispondo al periodo 1837-1918.