Kfar Etzion (; letteralmente "villaggio di Etzion") è un kibbutz israeliano di orientamento religioso ortodosso situato sulle colline della Giudea, nella regione del Gush Etzion, in posizione intermedia fra le città di Gerusalemme ed Hebron. Sotto il profilo amministrativo, la comunità rientra nella giurisdizione del Consiglio regionale di Gush Etzion.
La storia dell'insediamento è contraddistinta da ripetuti cicli di fondazione e abbandono. L'originario nucleo abitativo sorse nel 1927 con la denominazione di Migdal Eder per iniziativa di un gruppo di immigrati yemeniti, ma l'area venne abbandonata nel 1929 a causa dei violenti moti arabi scoppiati in quell'anno. Un secondo tentativo di ripopolamento fu avviato nel 1934, ma i residenti furono costretti a lasciare nuovamente la località a seguito dell'insurrezione legata alla grande rivolta araba del 1936-1939. Nel 1943 il sito venne reinsediato per la terza volta, divenendo il fulcro del cosiddetto "Blocco di Etzion". Nel corso della guerra arabo-israeliana del 1948, la posizione strategica espose l'insediamento ad attacchi e assedi militari; a seguito dell'evacuazione preventiva di donne e bambini, la guarnigione rimasta a difesa della struttura capitolò il 13 maggio 1948, evento culminato nel massacro di Kfar Etzion e nella distruzione totale del villaggio.
Nel 1967, in seguito alla guerra dei sei giorni e al passaggio dell'area sotto il controllo israeliano, i discendenti e i sopravvissuti del nucleo originario sono tornati a edificare il centro abitato sul medesimo sito storico all'interno del territorio della Cisgiordania. In epoca contemporanea, la località ospita un complesso museale e documentario dedicato alla conservazione della memoria storica e delle vicende belliche del Gush Etzion.
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