La battaglia di Fetterman ebbe luogo il 21 dicembre 1866 nell'ambito della cosiddetta 'guerra di Nuvola Rossa' combattuta tra il 1866 e il 1868 per il possesso della regione del fiume Powder, nell'allora Territorio del Wyoming. La battaglia prese il nome dall'ufficiale che comandava il contingente di soldati americani sterminato da forze congiunte di indiani Oglala Sioux, Cheyenne e Arapaho.

L'origine della guerra fu la costruzione, nell'estate di quell'anno, di tre avamposti militari (Fort Reno, Fort Phil Kearny e Fort C. F. Smith) lungo il corso del fiume Powder e ai piedi dei Monti Bighorn (Wyoming).Cyrus Townsend Brady, Indian Fights and Fighters - The Soldier and the Sioux, McClure, Phillips and Co., 1904, p. 9 La presenza dei soldati in quella regione aveva lo scopo di proteggere le carovane che percorrevano la pista aperta da John Jacobs e John Bozeman nel 1863 (Bozeman Trail o pista Bozeman)Susan Badger Doyle, Journeys to the Land of Gold: Emigrant Diaries from the Bozeman Trail, 1863-1866, Vol. 1, Montana Historical Society Press, 2000, p. 63 per raggiungere i campi auriferi del Montana. Quel percorso, se da un lato consentiva ai pionieri diretti a ovest una traversata più celere, era però estremamente pericoloso in quanto attraversava i tradizionali territori di caccia dei Sioux e delle tribù loro alleate, Cheyenne e Arapaho.Mario Monti, Passarono di qui, Bompiani, 1990, pp. 109-111

Antefatto Il Trattato di Fort Laramie del 1851Treaty of Fort Laramie with Sioux etc., 1851, su Digital Collections - OKState Library firmato tra rappresentanti del governo di Washington e capi delle tribù Cheyenne, Sioux, Arapaho, Shoshone e Crow, aveva come scopo di creare rapporti “fondati sull’amicizia e sulla buona fede e di fare una pace effettiva e duratura”Dee Brown, Seppellite il mio cuore a Wounded Knee, Arnoldo Mondatori Editore, 1989, p. 84. Il trattato aveva assegnato quel territorio alla tribù dei Crow mentre gli indiani si impegnavano a non farsi guerra tra di loro, né di farla ai bianchi e a consentire la “costruzione di piste e di postazioni militari”Kappler, Charles J.: Indian Affairs. Laws and Treaties. Washington, 1904. Vol. 2º, p. 594 nonché il transito delle carovane di migranti sull'Oregon TrailStephen E. Ambrose, Cavallo Pazzo e Custer, Rizzoli, 1978, p. 67. Ma nel decennio successivo anche Sioux, Cheyenne e Arapaho, tradizionali nemici dei Crow, si erano riversati nella regione a est del fiume Powder che era così diventata il loro ricco territorio di caccia.

Fort Phil Kearny L'arrivo dei soldati nella regione del fiume Powder e il numero crescente di coloni che vi transitavano per raggiungere il Montana, crearono le condizioni per innescare il conflitto. Nel mese di giugno del 1866 Nuvola Rossa era a Fort Laramie con altri capi indiani per colloqui di pace con i rappresentanti del governo. Il 16 giugno giunse notizia che una colonna di soldati, seguita da una lunga carovana di carri che trasportavano scorte e approvvigionamenti, era arrivata in quella regione per la costruzione di avamposti militari proprio nel cuore dei terreni di caccia dei Sioux. Nuvola Rossa, sentendosi ingannato, reagì con rabbia a questa notizia e affermò: «L'uomo bianco mente e ruba. Le mie tende erano molte, ma ora sono poche. L'uomo bianco vuole tutto. L'uomo bianco deve combattere, e l'indiano morirà dove è morto suo padre.»Margaret Irvin Carrington, Absaraka, Home of the Crows: Being the Experience of an Officer's Wife on the Plains, Lippincott, l868, pp. 79-80

Le trattative furono interrotte immediatamente e Nuvola Rossa si trasferì con il suo accampamento sul fiume Tongue nella regione del Powder River per meglio contrastare l'arrivo dei bianchi.George E. Hyde, Nuvola Rossa, Rusconi, 1990, pp. 164-165 Subito dopo diede il via a pesanti rappresaglie nei confronti di tutti coloro che transitavano lungo il Bozeman Trail.

In poche settimane di guerriglia Sioux e Cheyenne rubarono bestiame, attaccarono carovane, uccisero e ferirono viaggiatori, distrussero una quantità enorme di merci. Queste incursioni resero molto rischioso il transito sulla pista, anche perché l'esercito non riusciva a garantirne la sicurezza, e lasciarono una lunga scia di sangue su quello che è stato in seguito ribattezzato ‘Bloody’ Bozeman Trail.

L'attenzione degli indiani si spostò poi su Fort Phil Kearny che, a partire da luglio, fu sottoposto quasi ad un assedio con numerosi attacchi che ne tennero la guarnigione in uno stato di allarme continuo.Charles Eastman, Indian Heroes and Great Chieftains, Little, Brown and Company, 1919, pp. 14-16 I raid degli indiani si ripetevano sempre alla stessa maniera. Essi arrivavano in gruppi non molto numerosi, attaccavano il forte o i soldati che ne erano usciti per rifornirsi di legna e poi si ritiravano rapidamente. Gli indiani erano maestri in questa tattica di hit-and-run (colpisci e fuggi) e inoltre la loro abilità di combattere cavalcando li rendeva oltremodo temibili.

Nel forte i giovani ufficiali erano insofferenti e desiderosi di passare all'offensiva, ma questa loro insofferenza si scontrava con l'atteggiamento prudente e attendista del colonnello Henry B. Carrington, comandante del presidio, che invece cercava di evitare qualsiasi scontro con gli indiani.Robert M. Utley, Frontier Regulars: The United States Army and the Indian, 1866-1891, University of Nebraska Press, p. 102 La prudenza di Carrington era giustificata dal fatto che i due terzi dei soldati di fanteria erano reclute non addestrate, per di più armate con i vecchi e pesanti fucili ad avancarica Springfield calibro 58 usati durante la guerra civile americana, scomodi da maneggiare e lenti da caricare. Per questo motivo i soldati erano incapaci di contrastare i loro avversari e di assolvere il compito di proteggere i migranti che attraversavano quel territorio.

La situazione mutò agli inizi di novembre quando, a rafforzare la guarnigione di Fort Phil Kearny, da Fort Laramie arrivò il tenente Horatio S. Bingham con una compagnia di 63 cavalleggeri del 2º Reggimento di cavalleria tutti dotati di carabine Spencer a retrocarica. Queste carabine usavano cartucce metalliche ed avevano una potenza di fuoco e precisione di tiro di gran lunga superiori a quella degli obsoleti fucili Springfield.Henry B. Carrington, History of Indian Operations on the Plains, Materiale d’archivio, Western Americana Collection, Beinecke, 1866, p. 14

Con i cavalleggeri c'erano anche 45 soldati di fanteria, i capitani William J. Fetterman e James Powell e il tenente George W. Grummond,George Washington Grummond (ca. 1835- 1866) figura controversa della storia americana con una carriera militare travagliata a causa del suo carattere sconsiderato, crudele e violento. Durante la Guerra civile, fu sollevato dal suo incarico e processato dalla corte marziale con l'accusa di brutalità e ubriachezza in servizio. Negli ultimi decenni alcuni storici hanno cominciato a considerarlo corresponsabile del massacro di Fetterman.(v. Frances C. Carrington, My Army Life and the Fort Phil Kearney Massacre: With an Account of the Celebration of "Wyoming Opened", University of Nebraska Press, 2004, p. XXI) tutti ufficiali esperti perché avevano combattuto nella Guerra di secessione americana che divennero subito i più feroci critici dell'operato di Carrington.Dee Brown, The Fetterman Massacre, University of Nebraska Press, 1962, pp. 147-150Robert M. Utley, op. cit., p. 107 In particolare, il capitano Fetterman era un giovane e stimato ufficiale che si era distinto nella guerra civile e aveva un'encomiabile carriera militare alle spalle, ma nessuna esperienza di lotta contro gli indiani. Testardo e determinato, Fetterman era fermamente convinto che la stretta osservanza della tradizionale strategia militare lo avrebbe portato alla vittoria, come sempre gli era accaduto in passato. Considerava un codardo il nemico che scappava e un debole l'ufficiale che assumeva una posizione difensiva. Con atteggiamento guascone parlava di «prendere il cuore di Nuvola Rossa» e con tracotanza amava ripetere «Datemi un’ottantina di soldati e spazzerò via tutta la nazione Sioux»Stephen E. Ambrose, op. cit., p. 251Stanley Vestal, Warpath: The True Story of the Fighting Sioux Told in a Biography of Chief White Bull, University of Nebraska Press, 1984, p. 59.

Jim Bridger, il famoso esploratore e mountain man che svolgeva funzioni di guida per il colonnello Carrington, così commentò le parole spregiudicate di Fetterman. «I tuoi uomini che hanno combattuto giù nel sud [nella Guerra civile] sono pazzi! Non sanno nulla su come combattere gli indiani».Frances C. Carrington, My Army Life and the Fort Phil Kearny Massacre, Westwinds Press, 1990, p. 253 E la prova che l'abilità e l'audacia degli indiani come guerrieri fosse stata pericolosamente sottostimata ce la fornisce Margaret, la prima moglie di Carrington «Questi indiani sono ovunque, là dove pensi che non ci siano; ed è certo che non ci sono da nessuna parte, là dove supponi che ci siano. Splendidi negli agguati e nelle trappole; perfetti nel cavalcare; astuti nella strategia; diffidenti e attenti alla vita in battaglia; esultanti nella vittoria; diabolici e terribili nella vendetta».Margaret Irvin Carrington, op. cit., p. 182

Primi tentativi degli indiani Il 6 dicembre ci fu uno dei tanti attacchi dei guerrieri di Nuvola Rossa a un gruppo di soldati che erano su un'altura nei pressi del forte per approvvigionarsi di legna. Lo scopo era quello di far uscire altri soldati dal forte per attirarli in una trappola. Il colonnello Carrington alla testa di 40 uomini uscì dal forte per dar l'impressione di aver abboccato, ma nel contempo aveva ordinato al capitano Fetterman di portarsi con un contingente di 240 cavalleggeri sul versante opposto del colle per prendere gli assalitori alle spalle.B.F. McCune and Louis Hart, The Fatal Fetterman Fight, articolo in Wild West, Dicembre 1997, p. 3 In realtà lo scontro che ne seguì fu di portata minima con perdite ridotte a due morti e sette feriti tra i soldati e una situazione pressappoco analoga tra gli indiani.Dee Brown, Fort Phil Kearny, An American Saga, G. P. Putnam's Sons, 1962, pp. 162-167 Fu questa la premessa allo scontro cruento che ci sarebbe stato due settimane dopo. Rientrati al forte, i soldati sembravano ansiosi di tornare subito a combattere per saldare i conti con i pellerossa e Fetterman era il più baldanzoso di tutti. Non aveva alcuna considerazione per la capacità di combattere degli indiani e quella prima schermaglia lo aveva reso ancora di più certo della propria superiorità, cosa che desiderava ardentemente ribadire in battaglia. Per questo motivo non mancava di mostrarsi apertamente sprezzante nei confronti di Carrington che invece aveva una posizione, a suo dire, eccessivamente attendista.Stephen E. Ambrose, op. cit., pp. 262-263

Dal canto loro, gli indiani dopo l'episodio del 6 dicembre erano convinti di poter attirare i soldati fuori dal forte per poterli poi sterminare in un agguato. Il 19 dicembre misero in atto di nuovo il vecchio trucco dell'esca. Attaccarono la carovana del legno e quando una forza di soccorso guidata dal capitano Powell uscì dal forte, si ritirarono sperando di attirare i soldati in un'imboscata dall'altra parte di un'altura, il Lodge Trail Ridge. Powell, tuttavia, ottemperando agli ordini ricevuti, non inseguì gli attaccanti oltre la cresta del colle e per quel giorno l’imboscata fallì.

La trappola