La pagina illustra e castelli dell'Abruzzo e una lista di fortificazioni, torri, piazzeforti e rocche.

Storia

Castelli I primi incastellamenti ufficiali dei centri d'Abruzzo ci furono nel IX-X secolo nell'area della Val Pescara, del Sangro, della Piana Peligna e nella Marsica, dopo che le obsolete torrette di guardia dei Longobardi (Torre della Fara di Celenza, Torre di Bussi, Torre di Crecchio) non servivano più a contrastare le invasioni dei Saraceni e degli Ungari; sicché i Franchi che conquistarono l'Abruzzo, costruirono attorno ai villaggi e ai monasteri benedettini dei presidi militari più solidi.

Un nuovo massiccio fenomeno di incastellamento ci fu con l'arrivo dei Normanni nell'XI secolo, i quali edificarono delle fortezze vere e proprie sopra i villaggi sorvegliati dalla torre di controllo longobarda; i Normanni realizzarono la vera e propria residenza fortificata, ossia un dongione o torrione abitabile, di cui sono visibili vari esempi nella valle dell'Aterno, nella piana di Navelli, la stessa Rocca Calascio e il torrione di Introdacqua o il torrione di Guardiagrele. A un paesaggio costantemente mutevole, come quello abruzzese, corrisponde una non comune varietà di tipi e forme di architettura fortificata diffusi nel territorio, qualificato da singolari rielaborazioni di modelli importanti, e da espressioni del tutto originali.

Si parla del castello di Rocca Calascio o del Forte spagnolo dell'Aquila, il primo sorto nell'epoca normanna come presidio centrale fortificato sopra un borgo, il cui elemento più antico è la torre quadrata centrale, o maschio, mentre le torri angolari a scarpa sono più tarde, del XV-XVI secolo, costruite durante la dominazione mediceo-farnesiana; il forte cinquecentesco è un caso del tutto particolare per la città, poiché si adottarono tecniche innovative da parte dell'architetto Pedro Luis Escrivá (1534), e venne edificato come presidio militare per contrastare eventuali attacchi dei cittadini contro i nuovi dominatori spagnoli, piuttosto che elemento costituente del tessuto edilizio ed economico sociale della città.

Torri Numerose sono le torri isolate nei boschi e nelle montagne abruzzesi, quasi tutte di origine medievale (Torre della Fara, Torre di Goriano Valle, Torre di Beffi Vecchio, la Torre di Sperone Vecchio, Torre di Forca di Penne), dall'impianto quadrangolare, circolare o poligonale (come la torre del Castello Piccolomini di Pescina, o del Castello Mediceo di Capestrano), usate come punti di avvistamento. Con il sopraggiungere di nuove esigenze tattiche, le torri dapprima isolate, sono divenute elementi di più ampie e articolate fortificazioni. Si parla del sistema di fortificazione militare delle coste del Regno di Napoli voluto da Carlo V d'Asburgo, e poi dal successore Duca D'Alba, che a intervalli regolari e in base alla caratteristica orografica del territorio (alture, punti aspri e difficilmente conquistabili dal mare), eresse varie torri di guardia per prevenire attacchi via mare (tipo da Venezia) da pirati turchi.

In Abruzzo soprattutto nella costa teramana si hanno le torri meglio conservate (Torre della Vibrata, del Vomano, la torre Carolina di Martinsicuro); il punto divisorio dei "due Abruzzi" costituito dalla foce della Pescara, presso l'antica città romana di Aternum rifatta nel XIII secolo attorno a un sistema fortificato bizantino-longobardo, fu ampiamente fortificato dal 1510 al 1563 circa dal Duca D'Alba sotto il progetto di Gian Tommaso Scala, e venne così edificato il mastodontico fortino del Pescara, a pianta trapezoidale irregolare, con sette grandi bastioni lanceolati, cella stessa tecnica del Castello Cinquecentesco dell'Aquila, che racchiudeva in sostanza il piccolo abitato di Pescara, l'attuale quartiere Porta Nuova, posto a sud del fiume, benché all'epoca fosse quasi completamente abitato da una parte dai militari alloggiati nelle casermette, e dall'altro parte del forte, a nord del fiume, dalla caserma di guardia con la gabella del dazio del sale.

Lista dei castelli e roccaforti dell'Abruzzo L'Aquila Castello spagnolo e porte murarie

Forte spagnolo: Detto anche "Castello Cinquecentesco", costituisce un particolarissimo esempio dell'architettura militare cinquecentesca., edificato secondo le efficienti e moderne tecniche dell'epoca spagnola. Fu edificato sopra il "Castelletto" nel 1535, quando il viceré don Pedro di Toledo commissionò la progettazione a Pedro Luis EscrivàAA.VV., L'Aquila. Guida storico-artistica della città, Carsa edizioni, Pescara 2007, p. 34, con finanziamento diretto dagli aquilani, per la punizione di essersi ribellati alla corona spagnola. L'edificio presenta una pianta quadrata con cortile interno, circondata da quattro grandi bastioni angolari dai profili affilati, i quali si contraddistinguono per la singolare presenza di doppi lobi di raccordo al corpo quadrato, che avevano la funzione di raddoppiare il numero delle bocche da fuoco. Il perimetro dell'intera costruzione è contornato da un enorme fossato, non destinato a essere allagato, dal quale si erge a scarpata il recinto poligonale a bastioni. All'ingresso di sud-est si arriva attraverso un punto in muratura, impostato su piloni a pianta romboidale; è interessante notare come il parallelismo dei lati dei piloni corrisponda a quello delle linee di tiro delle feritoie, situate nei bastioni, così da impedire la presenza di punti morti dove agli aggressori avrebbero potuto trovare riparo.

La facciata principale è molto decorata dal portale in pietra con il fregio centrale dello stemma asburgico di Carlo V con l'aquila bicipite, e di due aperture con timpani triangolari. L'architettura interna è costituita al piano terra da un ampio porticato a robusti pilastri quadrati, dai vari locali del corpo di fabbrica e da una cappella. Una scala conduce al piano superiore dove si trovano grandi sale decorate con soffitti lignei e motivi ornamentali in pietra, destinate a ospitare il Governatore Militare. Il parco attuale dove il castello si trova è stato realizzato negli anni '30, poiché in precedenza era un arido campo usato come foro boario, mentre dopo la seconda guerra mondiale (allestimento nel 1949-51AA.VV. Op. cit., p. 35, fino al 2009, la fortezza ospitò la sede del Museo Nazionale d'Abruzzo, dal 2015 riaperta nell'ex mattatoio di Borgo Rivera.

Valle Aternina - Campo Imperatore

Castello di Ocre: l'antico borgo fortificato sorgeva sopra una grande dolina del Monte Circolo, da cui dominava in posizione strategica la valle dell'Aterno e l'altopiano delle Rocche. Non ci sono notizie precise sulle origini, ma la prima testimonianza che attesta il feudo è del 1178, relativa alla bolla papale di Alessandro III, dove il possedimento era tra le proprietà del vescovo di Forcona. Nel 1254 è nominato "Cassari Castro", e contribuì alla fondazione dell'AquilaAA.VV., Guida ai Castelli d'Abruzzo, Carsa edizioni, Pescara 2000, pp. 48-49. Monastero-fortezza di Santo Spirito (Ocre): l'abbazia benedettina fu fondata nel 1226 dal beato Placido da Roio, che stava in eremitaggio presso una grotta vicino al monte del castello di Ocre, in località Peretola. Il terreno gli fu donato da Berardo di Ocre e dalla madre Roalda perché vi fosse eretta una casa religiosa intitolata allo Spirito Santo. Nel 1248 il beato Placido morì e l'abbazia passò all'osservanza cistercense, dipendente dall'abbazia di Santa Maria di Casanova nell'Abruzzo vestino. La sua fortuna, legata ad alcuni miracoli del beato Placido, terminò presto e cadde in commenda ai primi anni del '300, una prima volta nel 1310, e l'altra nel 1331 insieme alla Badia di Casanova. Ridottosi il numero dei monaci, entrò a far parte della Congregazione Regolare Romana nel 1632 e nel 1692 le attività abbaziali furono soppresse da papa Innocenzo X. Dopo un periodo di semi-abbandono nell'800-'900, quando la chiesa era un cimitero, il monastero fu completamente recuperato. L'antica chiesa dentro le mura si presenta a navata unica, coperta originariamente da volta ogivale, sostituita poi da travature in seguito al terremoto del 1703. Il perimetro murario è quadrangolare irregolare, in pietra concia irregolare. Sul lato s'ingresso si aprono delle piccole finestre bifore ad arco ogivale, e un portale molto semplice, a sesto acuto.

Castello di Fossa: si trova nella parte più alta del paese, lungo la dorsale rocciosa della montagna che scende dalla dolina del castello di Ocre. L'intero borgo nacque sulle rovine della città romana di Aveia, il toponimo ha origine dalla "Fossa" del Monte Circolo, alle cui pendici si trova il comune odierno. Il castello fu costruito per garantire il controllo più in basso tra la valle Aternina e quella Subequana, presenta una pianta trapezoidale con quattro torri quadrate che contornano l'intero perimetro, e un torrione circolare maggiore, posto in direzione della montagna. Quest'ultimo dovrebbe rappresentare la costruzione più antica, riferibile ai secoli XII-XIII, come testimonia la differente tecnica costruttiva.

La parte restante del castello è più tarda, e di interesse si notano la balestriera, che si apre nel torrione cilindrico, le varie archibugiere, l'arco di accesso caratterizzato dal motivo a ogiva. Castello Dragonetti- De Torres (Pizzoli): è una costruzione residenziale del XVI secolo, eretta sopra l'antico castello medievale che sovrasta il comune. Ha pianta quadrata con torrette angolari, una delle quali risale all'antica struttura medievale del XII secolo, e ha pianta pentagonale. Le casermette da tiro sono leggermente sporgenti dagli angoli, e dotate di una serie di feritoie e archibugiere. Le facciate sono spartite da tre cornice marcapiano e su una di esse è dipinta una meridiana. L'aspetto attuale è frutto del rimaneggiamento della famiglia aquilana dei Dragonetti, che affidò il progetto all'architetto francese Pietro Labitro, il quale demolì gran parte delle mura che circondavano la torre pentagonale, usata all'epoca come rimessa per il bestiame.

Castello di Sant'Eusanio Forconese: si trova sopra un colle che sovrasta l'attuale abitato. Sulla cima del Monte Cerro si trova il recinto fortificato, a guardia del fiume Aterno, nella direzione di Poggio Picenze e San Demetrio ne' Vestini. La planimetria è abbastanza irregolare, e mostra cinque torrioni di forma semi-circolare e quattro quadrati, che hanno la caratteristica difensiva a rompitratta, molto vicini tra loroAA.VV. Op. cit., p. 61.

Castello di Barisciano: sorge sulle pendici del Monte Selva, fuori dal paese, a 1500 metri di altezza. Esso era l'ultimo posto di controllo al confine della valle Aternina con la piana di Navelli, ed era una garanzia per il presidio sul grande tratturo che dall'Aquila portava a Foggia, e sulla biforcazione per Centurelle-MonteseccoAA.VV. Op. cit., p. 66. Il castello probabilmente esisteva già nell'VIII secolo e fu potenziato nel XIII, partecipando alla fondazione diell'Aquila. Fino al 1529 appartenne a nobili famiglie, per poi essere abbandonato, e tra le vicende militari si ricorda il tremendo assedio di Braccio da Montone nel 1423 che lo ridusse più o meno alle condizioni attuali, compromettendo per sempre la sua funzione militare. Nel XVI secolo, dato che il castello non serviva più a difesa dell'abitato sottostante, sempre in continua espansione, fu riutilizzato per mezzo di un torrione per l'edificazione di una cappella dedicata a San Rocco, protettore contro la peste. Tale castello, insieme a quello coevo di San Pio delle Camere, rappresenta il tipico esempio di castello-recinto