LOlocausto in Lituania comportò la decimazione pressoché totale degli ebrei lituani (Litvaks) e polacchi,Oltre agli ebrei lituani morti sul suolo lituano, vanno considerati anche i semiti lì trasferiti coattivamente dall'estero (si parla di decine di migliaia di persone) e nel resto del Reichskommissariat Ostland. Nella conta delle vittime straniere si annoverano: Ebrei polacchi che cercavano rifugio in Lituania dopo l'invasione della Polonia nel 1939; Ebrei provenienti da vari paesi occidentali trasferiti in luoghi di sterminio in Lituania. Per approfondire: Katy Miller-Korpi, (1998). residenti nel Generalbezirk Litauen, la suddivisione amministrativa interna al Reichskommissariat Ostland creato dai tedeschi durante i tre anni di occupazione del Paese baltico (1941-1944). Dei circa 220.000-250.000 cittadini ebrei che popolavano la Lituania prima della seconda guerra mondiale, ne furono uccisi 190.000–195.000, la maggior parte dei quali tra giugno e dicembre 1941. Più del 95% della popolazione ebraica della Lituania perse la vita durante l'occupazione, una percentuale di gran lunga superiore a qualsiasi altro paese interessato dalla Shoah. Gli storici ritengono che ad influenzare il dato fu la massiccia collaborazione nel genocidio dei paramilitari locali non ebrei, sebbene le ragioni di questa collaborazione siano ancora oggetto di dibattito.. Mai tante vittime si erano registrate in un così breve arco temporale nella storia della Lituania. L'avanzata tedesca nelle regioni occidentali dell'URSS, compresa la Lituania, avvenne di pari passo con un forte radicamento dell'antisemitismo...Alcuni studiosi fanno notare che la soluzione finale e l'Olocausto sono effettivamente iniziati in Lituania. Dina Porat: "La soluzione finale - la sistematica e completa eliminazione fisica delle comunità ebraiche una dopo l'altra - è iniziata in Lituania: . Konrad Kwiet: "Gli ebrei lituani sono stati tra le prime vittime dell'Olocausto. [...] I tedeschi hanno eseguito esecuzioni di massa [...] comportando l'inizio della "soluzione finale": . Così anche il The Avraham Harman Institute of Contemporary Jewry: Merkaz Le'onid Nevzlin et al., p. 58.

La propaganda nazista cavalcò il mito del bolscevismo ebraico, una ricostruzione secondo la quale la Lituania era stata precedentemente occupata dall'Armata Rossa a causa dello stretto legame tra ebrei e sovietici. Un altro elemento che permise la realizzazione di uno sterminio su vasta scala si deve all'ingente meccanismo messo in atto dai nazisti in termini di manodopera, logistica, propaganda e coordinamento con i simpatizzanti lituani...

Contesto storico

Dopo l'invasione tedesca e sovietica della Polonia del settembre 1939, l'Unione Sovietica firmò un trattato con la Lituania il 10 ottobre, consegnando la città in gran parte abitata da polacchi ed ebrei di Vilnius (ribattezzata Vilna) ai baltici: in cambio, si prevedeva l'insediamento di truppe sovietiche. A seguito di un ultimatum, in Lituania si svolsero delle elezioni manovrate da Mosca nell'estate del 1940 e, dopo esserne uscito vincitore il Partito Comunista, il nuovo esecutivo della Lituania "chiese" l'annessione alle altre repubbliche sovietiche. L'attacco sferrato da Berlino all'Unione Sovietica il 22 giugno 1941 giunse dopo un anno di occupazione sovietica, culminato con deportazioni di massa in tutti i Paesi baltici solo una settimana prima. I tedeschi furono accolti come liberatori e ricevettero sostegno dalla milizia irregolare della Lituania contro i sovietici in ritirata. Molti lituani speravano che la Germania avrebbe consentito il ripristino dell'indipendenza del paese. Per dimostrarsi ben disposti nei confronti dei nuovi arrivati, alcuni baltici espressero la propria adesione all'antisemitismo.. La Germania conquistò i territori lituani nella prima settimana dell'offensiva, sfruttando il buon andamento delle operazioni a proprio vantaggio: nei primi giorni permise infatti la creazione di un governo provvisorio sotto la supervisione del Fronte attivista lituano. Per un breve periodo, cominciò a farsi strada l'idea che i tedeschi stessero per concedere alla Lituania una notevole autonomia, paragonabile a quella conferita alla Repubblica slovacca. Tuttavia, nel giro di un mese, le organizzazioni lituane che abbracciavano posizioni indipendentiste furono sciolte tra agosto e settembre 1941, in concomitanza con la maggiore presa di potere dei tedeschi sui territori acquisiti.

Sterminio della comunità ebraica

Computo stimato di vittime

Prima dell'invasione tedesca, la popolazione ebraica era stimata tra 220.000 e 250.000 abitanti:. il dipartimento statistico lituano affermava che il numero si aggirasse addirittura 1 milione il 1º gennaio 1941.. Una simile stima, calcolata sulla base del tasso di emigrazione prebellico di cui si avevano notizie ufficiali dall'URSS (circa 8.500), in virtù di chi riuscì a fuggire dai ghetti di Kaunas e Vilnius (1.500–2.000), nonché i sopravvissuti nei campi di concentramento quando furono liberati dall'Armata Rossa (2.000–3.000), colloca il numero di ebrei lituani morti nell'Olocausto tra 195.000 e 196.000.. È difficile azzardare una cifra esatta e incontrovertibile. Le statistiche fornite dagli storici differiscono significativamente da 165.000 a 254.000, con quest'ultimo totale dovuto probabilmente all'inclusione di ebrei non lituani uccisi tra i dissidenti del Reich e, invece, etichettati come ebrei uccisi in Lituania.

Nel corso della guerra, si eseguirono alcuni tentativi di salvare le comunità locali. Nel periodo tra il 16 luglio e il 3 agosto 1940 il console onorario olandese Jan Zwartendijk di stanza a Kaunas fornì a oltre 2.200 ebrei una terza destinazione ufficiale a Curaçao, un'isola caraibica e colonia olandese che non richiedeva il visto d'ingresso, o in Suriname (ai tempi non ancora indipendente). A Kaunas, capitale provvisoria della Lituania nel periodo interbellico, operava anche un funzionario in quel frangente vice console del governo giapponese, Chiune Sugihara. Durante la seconda guerra mondiale, Sugihara aiutò circa seimila ebrei a fuggire dall'Europa rilasciando loro dei visti di transito in modo che potessero viaggiare attraverso il territorio giapponese, conscio di rischiare per questo il lavoro e la vita della sua famiglia. I fuggitivi erano rifugiati allontanatisi dalla Polonia occidentale occupata dai tedeschi e dalla Polonia orientale occupata dai sovietici, nonché residenti della Lituania.

Gli eventi dell'Olocausto

La città portuale lituana di Klaipėda (Memel in tedesco) era stata storicamente membro della Lega anseatica ed era appartenuta alla Germania e alla Prussia orientale prima del 1918. La città, semi-autonoma durante il periodo interbellico e sotto la supervisione della Società delle Nazioni, era popolata da circa 8.000 ebrei quando questa fu assorbita dal Reich il 15 marzo 1939. L'espulsione dei giudei li spinse a trovare rifugio in Lituania, decisione che si rivelò decisamente amara dopo l'invasione dell'Asse nel giugno 1941.

Cronologicamente, il genocidio in Lituania può essere diviso in tre fasi: Dall'estate alla fine del 1941; Dicembre 1941-marzo 1943; Aprile 1943-metà luglio 1944..

La maggior parte degli ebrei lituani morì nella prima fase durante i primi mesi dell'occupazione e prima della fine del 1941. Quando la Wehrmacht si spinse verso est il 22 giugno 1941, in contemporanea si verificò un'insurrezione in Lituania. Durante i giorni precedenti all'occupazione tedesca della Lituania, il Fronte attivista lituano attaccò le forze sovietiche, assunse di fatto il potere in diverse città, diffuse messaggi di natura antisemita ed eseguì massacri di polacchi e ebrei lituani. Un massacro su scala maggiore si verificò nella notte tra il 25 e il 26 giugno, quando Algirdas Klimaitis comandò agli 800 uomini ai suoi ordini di dare inizio al pogrom di Kaunas. Franz Walter Stahlecker, comandante delle SS dell'Einsatzgruppe A, affermò che prima del 28 giugno 1941 si uccisero 3.800 cittadini a Kaunas e altri 1.200 nelle città circostanti della regione. I lituani guidati da Klimaitis distrussero diverse sinagoghe e una sessantina di case abitate da ebrei: negli anni '90 il numero delle vittime dichiarate da Stahlecker venne messo in dubbio e ritenuto probabilmente esagerato.

Gli squadroni della morte tedeschi, le Einsatzgruppen, seguirono l'avanzata delle unità della Wehrmacht nel giugno 1941 e iniziarono immediatamente a organizzare lo sterminio. La prima azione di cui si ha notizia dell'unità Einsatzgruppen (Einsatzgruppe A) ebbe luogo il 22 giugno 1941 nella città di confine di Gargždai (chiamata Gorzdt in yiddish e Garsden in tedesco), ovvero uno dei più antichi insediamenti ebraici nel paese situato a soli 18 km da Memel: a morire furono circa 800 ebrei (si parla di massacro di Garsden) e 100 lituani rei di aver tentato di aiutare chi doveva essere eseguito. Quasi 80.000 ebrei furono uccisi entro ottobre e circa 175.000 entro la fine dell'anno.

A gran parte degli ebrei in Lituania non fu richiesto di spostarsi in ghettiNon onnipresenti come altrove, i tre principali ghetti in Lituania furono quello di Vilnius (ospitava 20.000 persone), quello Kovno (17.500) e quello di Shavli (5.000); vi erano anche altri centri minori oltre a campi di lavoro forzato: . né lì si inviò in lager, a quel tempo ancora non pienamente operativi. Si preferì invece effettuare le esecuzioni in autorimesse o nei pressi dei luoghi di residenza (emblematico il massacro di Kaunas del 29 ottobre 1941), nel Nono forte della fortezza di Kaunas e nella foresta di Ponary vicino a Vilnius. Nel 1942 sopravvivevano circa 45.000 ebrei, in gran parte quelli inviati nei ghetti e nei campi.

Nella seconda fase, la velocità di esecuzione dell'Olocausto rallentò, poiché i tedeschi decisero di impiegare gli ebrei nella produzione di materiale bellico.. Nella terza fase, alla distruzione degli ebrei venne assegnata priorità assoluta e perciò si predispose la liquidazione dei ghetti e dei campi ancora attivi.

Due fattori contribuirono alla rapida decimazione degli ebrei lituani: il significativo sostegno alle operazioni di "de-ebrezzazione" della Lituania ad opera della popolazione lituana e il Generalplan Ost, ovvero il piano tedesco di colonizzazione dei paesi europei orientali. Su quest'ultimo punto, essendo la Lituania al confine con la Prussia orientale tedesca, l'eliminazione della comunità ebraica lituana costituiva un passaggio imprescindibile.

Collaborazionismo

Dina Porat, storica direttrice di Yad Vashem, scrive che "I lituani mostrarono [alle Einsatzgruppen] come uccidere donne e bambini, e forse li abituarono a farlo [...] In verità, all'inizio dell'invasione le unità tedesche uccisero soprattutto uomini, mentre i lituani assassinavano senza seguire un criterio preciso".