Il Porto Pisano sul Don (conosciuto con molte altre varianti ortografiche, tra le quali: porto pissano, p. pissano, p. pisano, po. pisano, portto pisano, porto pisani, porto pissani, po. pisani, p. pizani, p. pisa, p. pissa, p. pisaz, p. piza, p. pixa, porto pixan, po pixam, p. pisan, porto pisam, p. pisam, porto pixam)Anton GORDIEVIEV, Place names of the Black Sea and Sea of Azov coasts from portolan charts of XIV-XVII centuries, Academia.edu Kiev, 2015 pp. 234-235, è un antico porto, fondato dalla Repubblica di Pisa, situato su un antico ramo settentrionale del fiume Don nel mar d'Azov a ovest dall’odierna Rostov sul Don, in Russia, probabilmente, tra le attuali cittadine di Nedvigovka e Sinjavskoe non lontano dalle vestigia greco-romane dell’antica Tanais. La prima carta che lo riproduce è datata 1318.
Storia
Pisa scelse di costruire un porto posto presso la foce del Don, che viene ricordato nelle carte nautiche a partire dai primi del ’300Silvano BORSARI, I rapporti tra Pisa e gli stati di Romania nel Duecento, in Rivista Storica Italiana, LXVII, 1955, IV, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, MCMLV, p. 491., probabilmente durante l’impero latino d’Oriente (detto anche impero latino di Costantinopoli 1204-1261). [...] Si ricorda anche l’esistenza all’inizio del Trecento di un Porto Pisano (attualmente Sinyavskoe / Синявское sul mare d’Azov). Questo luogo, citato da Pegolotti [...] come porto del grano della regione e da un manuale di mercatura del 1315 [... lo troviamo] per la prima volta nell’atlante di Pietro Vesconte, cioè nel momento in cui gli Occidentali riprendono le strade del Mar Nero settentrionale, da dove erano stati espulsi dalle armate del Khan tataro Tohtu nel 1307 [...]. Purtroppo la scarsità dei documenti non permette di approfondire il ruolo di questo stabilimento pisano nella prima metà del Trecento.[...]Micheal BALARD, “I pisani in Oriente dalla guerra di Acri (1258) al 1406” in Studi di storia pisana e toscana in onore del prof. Cinzio Violante, LX, 1991, Pisa, Bollettino Storico Pisano-Pacini, 1991 (Biblioteca del “Bollettino Storico Pisano”, Collana storica 38), p. 7. Citato in: Mario CHIAVERINI, Il ‘Porto Pisano’ alla foce del Don tra il XIII e XIV secolo, Pisa, Marich Studio storico editoriale, 2000, pp. 35-36 http://marich-edizioni.blogspot.com/, Pochi lustri prima del XIV secolo, tra Pisa e Venezia, si instaurò una sorta di alleanza in funzione anti genovese. Era, questo, uno ‘scambio di favori’, dato che Pisa, pur essendo ‘debole’ nel Mar Nero, in alcuni porti del Mar Mediterraneo orientale aveva una presenza pari o superiore a quella veneta e genovese.Mario CHIAVERINI, Il ‘Porto Pisano’ alla foce del Don tra il XIII e XIV secolo, Pisa, Marich Studio storico editoriale, 2000, pp. 24-25 http://marich-edizioni.blogspot.com/. Infatti, dal 1293 Venezia obbligò le proprie navi […] di innalzare accanto all’insegna di S. Marco quella di Pisa [...]Ugo TUCCI, Albertino Morosini podestà veneziano di Pisa alla Meloria, in Genova, Pisa e il Mediterraneo tra Due e Trecento. Per il VII centenario della battaglia della Meloria. Genova, 24-27 Ottobre 1984, Atti Società ligure di storia patria, n.s. Vol. XXIV (XCVIII), fasc. II, Genova, Società ligure di storia patria, MCMLXXXIV, p. 218. La maggior parte degli studiosi predilige individuare l’insediamento portuale su un antico ramo settentrionale del fiume Don nel mar d’Azov a ovest dall’odierna Rostov sul Don, in Russia, probabilmente, tra le attuali cittadine di Nedvigovka e SinyavskoyeLuigi SERRISTORI, Illustrazione di una carta del mar Nero del MCCCLI e ricordi sul Caucaso, sulla Spagna, sul Marocco..., Firenze, Società editrice fiorentina, 1856, pp. 11, 36; W. HEYD, Histoire du Commerce du levant au Moyen-Âge. II, Amsterdam, Adolf M. Hakkert, 1967, ristampa dell’edizione 1885-86 pubbl. a Leipzig, pp. 167, 178. Micheal BALARD, Génois et Pisans en Orient (fin du XIIIe-début du XIVe siècle), in Genova, Pisa e il Mediterraneo tra Due e Trecento. Per il VII centenario della battaglia della Meloria. Genova, 24-27 Ottobre 1984, Atti Società ligure di storia patria, n.s. Vol. XXIV (XCVIII), fasc. II, Genova, Società ligure di storia patria, MCMLXXXIV, p. 185, Giuseppe CANESTRINI, Il Mar Nero e le colonie degli italiani nel Medio Evo, in Archivio Storico Italiano, N.S. t. V, parte 1.a, Firenze, G. P. Vieusseux, 1857, pp. 8-9.. Alcuni studiosi propongono invece la città di Taganrog non lontano dall'antica Tanais. A sud di Porto Pisano e Tanais si trovava un’isola ormai scomparsa conosciuta nell'antichità con il nome di AlopékiaW. HEYD, Histoire du Commerce du levant au Moyen-Âge. II, Amsterdam, Adolf M. Hakkert, 1967, ristampa dell’edizione 1885-86 pubbl. a Leipzig, p. 167..
Porto Pisano sorse in un’area della foce del fiume Don (oggi interrata dai sedimenti del fiume) diventata zona di smistamento di ricchi prodotti provenienti dalla via della seta divenuta da tempo sicura, sperimentata e abbastanza rapida per un gran numero di mercanti. Probabilmente Porto Pisano aveva anche una pertinenza territoriale munita di factorerieW. HEYD, Histoire du Commerce du levant au Moyen-Âge. II, Amsterdam, Adolf M. Hakkert, 1967, ristampa dell’edizione 1885-86 pubbl. a Leipzig, p. 166, cit. in Mario CHIAVERINI, Il ‘Porto Pisano’ alla foce del Don tra il XIII e XIV secolo, Pisa, Marich Studio storico editoriale, 2000, p. 36. http://marich-edizioni.blogspot.com/ ad esso, secondo quanto affermato da BratianuG. I. BRATIANU, Recherches sur le commerce génois dans la Mer Noir au XIIIe siècle. Avec 5 planches et 1 carte, Paris, Librairie orientaliste Paul Geuthner, 1929 p. 243, si giungeva con difficoltà a causa della scarsa profondità che caratterizza i fondali del Mar d’Azov. Tuttavia, tale circostanza non impedì alle navi pisane di raggiungere agevolmente il Porto, in quanto imbarcazioni prevalentemente di medio tonnellaggio.Mario CHIAVERINI, Il ‘Porto Pisano’ alla foce del Don tra il XIII e XIV secolo, Pisa, Marich Studio storico editoriale, 2000, p. 36. http://marich-edizioni.blogspot.com/
Porto Pisano forse riuscì a scampare alla grande catastrofe del 1343Giuseppe MULLER, Documenti sulle relazioni delle città toscane coll’oriente cristiano e coi turchi fino all’anno MDXXXI, Roma, Società Multigrafica editrice, 1966; Ristampa invariata dell’edizione pubblicata a Firenze nel 1879, p. XLI nota 2 di p. XL., che vide i genovesi ei veneziani cacciati da Tana dal temibile Tamerlano (Timur-bey)Steven RUNCIMAN, A History of the Crusade, London, Cambridge University Press, 1951, (trad. it. del primo libro di Emilio Bianchi e Aldo e Fernanda Comba, del secondo e terzo libro di Aldo e Fernanda Comba in Steven RUNCIMAN, Storia delle Crociate, vol. II, Torino, Einaudi, 19932 (Einaudi Tascabili. Saggi 133) p. 1079.. Infatti risulterebbe che, circa a metà del XV secolo, Firenze si preoccupasse di trasferire su di sé i diritti commerciali di Porto Pisano, dato che aveva conquistato Pisa qualche decennio prima.
Note
Bibliografia
Voci correlate Pisa Repubblica di Pisa Repubbliche marinare Storia di Pisa
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