La , meno nota con la designazione di Type A , era costituita da diciannove cacciatorpediniere di squadra e appartenne alla Marina imperiale giapponese.
Si trattava di una ripetizione della precedente e acclamata classe Kagero, pur con dimensioni e pesi leggermente superiori e la possibilità, per le torrette dell'armamento principale, di impegnare bersagli aerei. Completati pressoché tutti quanti nel corso della guerra nel Pacifico, parte degli Yugumo potenziò la contraerea già in cantiere; furono, più tardi, man mano dotati di radar e ulteriori cannoni contraerei. La classe combatté soprattutto nella seconda metà del conflitto in condizioni sempre più difficili e pericolose, dovute all'aumento esponenziale di numero e qualità delle forze aeree statunitensi e al netto miglioramento delle tattiche e degli strumenti della United States Navy; diverse unità furono colate a picco nelle battaglie notturne e nelle fitte operazioni navali che caratterizzarono la campagna delle isole Salomone, compreso il capoclasse Yugumo. La vita media di questi cacciatorpediniere si attestò su un anno circa, ancorché non mancarono alcune eccezioni – il Takanami e il Suzunami, ad esempio, furono distrutti un paio di mesi dopo l'entrata in servizio, ma il Kazagumo e il Naganami sopravvissero oltre due anni – e spesso si registrarono perdite gravose tra gli equipaggi. Furono presenti in particolare nella battaglia del Mare delle Filippine (19-20 giugno 1944), alla battaglia del Golfo di Leyte (23-25 ottobre 1944) e nelle successive, complesse operazioni tra le Filippine sino agli ultimi giorni dell'anno. Soltanto lAsashimo vide il 1945 e andò perduto nel corso dell'operazione Ten-Go, nel primo pomeriggio del 7 aprile, a causa di problemi alle macchine che lo lasciarono facile preda dei gruppi imbarcati statunitensi.
Progetto
Dopo la denuncia unilaterale dei trattati navali nel 1936, l'Impero giapponese avviò l'intensiva produzione di naviglio militare e, in specie, di nuove classi di cacciatorpediniere di squadra Type A, ovverosia navi di notevole dislocamento per la categoria, armate con sei pezzi da 127 mm in torretta e otto tubi lanciasiluri da 610 mm.. Alla fine del decennio fu messo a punto un nuovo gruppo di cacciatorpediniere, seconda incarnazione del concetto Type A, molto simile alla classe Kagero e battezzato classe Yugumo. Le unità di questa classe erano più pesanti di 45,70 tonnellate e con uno scafo leggermente più lungo; inoltre la porzione inferiore della torre di comando era stata progettata con una certa inclinazione verso l'esterno, una soluzione che, nelle intenzioni, serviva a incrementare la stabilità e a diminuire la resistenza aerodinamica. Le dotazioni offensive erano identiche ancorché i cannoni principali potessero essere usati in funzione contraerea, macchine e strumenti di controllo furono lasciati invariati, ma sin dalla progettazione fu previsto un cavo di demagnetizzazione che correva lungo tutto il perimetro superiore di prua, poppa e murate e che diminuiva la vulnerabilità alle mine.. Gli Yugumo costituirono la 2ª, 10ª, 31ª e 32ª Divisione.
Caratteristiche tecniche Scafo e dotazioni
I cacciatorpediniere tipo Yugumo presentavano una lunghezza tra le perpendicolari di 111,55 metri, alla linea di galleggiamento di 117 metri e una lunghezza fuori tutto di 119,17 metri. La larghezza massima dello scafo ammontava a 10,82 metri e il pescaggio era pari a 3,76 metri.. Il dislocamento standard era un poco aumentato a tonnellate e le prove in mare furono condotte con un dislocamento di tonnellate; a pieno carico la classe arrivava a tonnellate. All'entrata in servizio l'equipaggio di ogni nave era formato da 228 uomini tra ufficiali, sottufficiali e marinai. Una fonte parla invece di 225 uomini.
Lo scafo ospitava quattro lance di salvataggio in fasciame sulla destra e a babordo della torre di comando e del fumaiolo posteriore: ciascuna era appesa a un proprio argano. Le alberature consistevano in un albero prodiero tripode, sito dietro la torre di comando, e in un albero di maestra tripode di altezza inferiore, che si elevava dall'alloggiamento dei siluri di ricarica sistemato dietro alla torretta sopraelevata di poppavia. Al centro dello scafo, immediatamente dietro il secondo fumaiolo, era stata inchiavardata una piattaforma circolare ospitante un proiettore da ricerca da 90 cm e un radiogoniometro..
Impianto propulsivo L'apparato motore degli Yugumo era sostanzialmente identico a quello della classe precedente. Si componeva di tre caldaie Kampon e di due turbine a ingranaggi a vapore Kampon; a queste erano vincolati due alberi motore dotati di elica. Due caldaie erano accoppiate ed erano state sistemate in testa, seguivano la terza caldaia e infine le turbine, affiancate in senso longitudinale allo scafo. I condotti di scarico erano convogliati in due fumaioli, uno anteriore di grandi dimensioni che serviva due caldaie, uno posteriore meno largo e dedicato alla terza. Il modello Kampon in uso era modificato e costruito, ove possibile, con leghe leggere, oltre a beneficiare di un'attenta analisi delle guarnizioni per far sì che bolle d'aria o lubrificanti non si mischiassero con l'acqua; fu così possibile adoperare senza problemi vapore surriscaldato ad alta pressione. Questa serie di interventi si tradussero in una pressione di 426 psi (30 kg/cm²) e in una temperatura di 662° F (350 °C).. Ciò permise una potenza totale di shp e in generale un miglior funzionamento delle componenti; era raggiungibile una velocità massima di 35 nodi o 66,5 km/h. L'impianto era alimentato a olio combustibile, la cui riserva di bordo ammontava a 508 tonnellate, e permetteva di percorrere miglia nautiche alla velocità di crociera di ben 18 nodi (poco più di chilometri a 34,2 km/h).
Armamento Gli Yugumo ebbero le stesse armi dei predecessori. Sei cannoni Type 3 da 127 mm lunghi ciascuno 50 calibri (L/50) erano distribuiti in tre torrette binate Type D – più precisamente si trattava di tre affusti completamente chiusi, la cui corazzatura era limitata a 3 mm su tutti lati, utile quindi a proteggere solo da intemperie e schegge. Una torre era installata a prua dinanzi alla torre di comando, le altre due erano sovrapposte e si trovavano verso poppa, dietro il secondo apparato lanciasiluri e il relativo magazzino per gli ordigni di scorta.. Il cannone Type 3 sparava un proietto pesante 23 chili alla velocità iniziale di 913 m/s, con una gittata massima di oltre metri; la cadenza di tiro era di un colpo ogni 6-12 secondi.. La torretta Type D che ospitava i pezzi era manovrata da un equipaggio di sedici uomini e aveva un alzo compreso tra -7° e +75º, come sulla classe Shiratsuyu: consci della minaccia aerea, ma volendo risparmiare peso e mantenere intatta la capacità di lotta di superficie, i giapponesi vollero rendere polivalente l'armamento principale degli Yugumo; ciò spiega perché nessun esemplare fu mai privato della torretta sopraelevata, cosa invece comune a tutti i cacciatorpediniere precedenti che, così, liberavano spazio per la contraerea. Alla prova dei fatti le Type D si rivelarono troppo lente per mirare e seguire bersagli sfuggenti come gli aeroplani.. In ogni caso il Type 3 si confermò un'eccellente arma contro bersagli di superficie, sebbene saltuariamente fossero denunciati alcuni problemi di dispersione delle salve.. Ciascuna delle tre torrette era servita da un proprio magazzino munizioni sottostante, dove le granate erano preparate e dunque inviate ai serventi mediante un paranco meccanico, permettendo più rapidi tempi di ricarica e un fuoco più sostenuto. Inoltre il modello erano impenetrabile ai gas venefici.. Le torri erano equipaggiate con propri dispositivi di visione e, per l'ingaggio di unità nemiche, facevano riferimento ai dati forniti da un telemetro e da un direttore del tiro, installati sul tetto della torre di comando.
Gli Yugumo mantennero l'armamento silurante tradizionale per l'epoca. Erano equipaggiati con due installazioni quadrinate Type 92 da 610 mm, una tra i fumaioli su un rialzo e una a mezzanave, complete di una ricarica ciascuna per un totale di sedici siluri a bordo. Gli impianti adoperavano il noto Type 93, introdotto con la classe Hatsuharu. Sviluppato nella prima metà degli anni trenta, si trattava di un siluro propulso a ossigeno puro, il che garantiva grande autonomia, notevole spinta e anche una scarsa scia di bolle, molto più evidente se si adoperava l'aria compressa come propellente. Il Type 93 era lungo circa 9 metri e pesava chili, compresa la testata di guerra da 490 chili di alto esplosivo, di gran lunga maggiore rispetto a quella in uso sul Mark 15 statunitense; poteva essere lanciato alla velocità di 48, 40 o 36 nodi e raggiungere rispettivamente una portata di , e metri. Anche in questi casi il Type 93 rivelò di avere un raggio d'azione superiore alle armi americane e, in generale, rimase insuperato sino alla conclusione della seconda guerra mondiale.. Gli affusti Type 92 erano scudati, brandeggiabili grazie a motori elettrici incorporati ed erano serviti da un sistema di ricarica rapido, capace di inserire nei tubi nuovi siluri in 17 secondi cadauno. Gli ordigni di riserva erano suddivisi in due compartimenti sul ponte di coperta, allo stesso modo dei Kagero: uno si trovava tra le torrette di poppavia e l'impianto lanciatore posteriore; l'altro era stato piazzato davanti al lanciatore anteriore.. I serventi ai lanciasiluri prendevano ordini direttamente dagli ufficiali in plancia, alla quale erano collegati mediante telefono: infatti era stata eliminata la camera di comando e combattimento che, nelle classi precedenti, svettava sul tetto. I siluristi facevano inoltre riferimento a un telemetro Type 14 da 2 metri, inchiavardato al tetto del magazzino siluri poppiero..
La contraerea era costituita da due coppie di cannoni automatici Type 96 da 25 mm L/60, disposti su altrettante piattaforme sopraelevate ai lati e davanti al secondo fumaiolo. Queste armi erano afflitte da alcuni problemi, quali ad esempio le vibrazioni e le esagerate vampate durante le operazioni di sparo, oppure la necessità di cambiare i poco capienti caricatori; considerata la rapida evoluzione dell'aeronautica militare durante la seconda guerra mondiale, divennero progressivamente sempre più inefficaci. Le armi per la lotta antisommergibile erano concentrate nel giardinetto e, in sostanza, si trattava delle classiche bombe di profondità, impiegabili o mediante due lanciatori Type 94 oppure facendole cadere da due pedane poste ai lati del rotondo di poppa: al contrario dei Kagero, erano disponibili trentasei ordigni. Per localizzare i bersagli subacquei gli Yugumo continuarono a usare il sonar Type 93, introdotto con gli Asashio, e non si rinunciò a dotarli di due paramine..
Costruzione La classe Yugumo fu ordinata in due gruppi, uno da undici unità per il programma navale del 1939 e il relativo anno fiscale (numeri di scafo 116-124, 126-127), l'altro da sedici navi per il programma navale del 1941 e relativo anno fiscale; quest'ultimo era informalmente indicato come "gruppo Hamanami" dal nome del primo cacciatorpediniere. Tuttavia solo otto esemplari della seconda commessa furono costruiti, gli altri non furono neppure impostati. I giapponesi pensarono di fabbricare otto Yugumo con il programma navale modificato del 1942 ma, di nuovo, furono presto cancellati:. una decisione dalle notevoli conseguenze, considerando la grave penuria di cacciatorpediniere cui andò incontro la Marina imperiale già nel corso del 1943. Sono comunque noti i nomi che avrebbero avuto gli otto esemplari del 1941: Kawagiri, Kiyokaze, Murakaze, Satokaze, Taekaze, Tanigiri, Umigiri, Yamagiri.