La stagione degli uragani atlantici del 2020 è stata una stagione iperattiva e distruttiva, iniziata il 16 maggio 2020, con la formazione della tempesta tropicale Arthur, e terminata il 18 novembre 2020, con il dissipamento dell'uragano Iota. Per la seconda volta, dopo la stagione del 2005, la lista di nomi predefinita è stata esaurita e il NHC è dovuto ricorrere alla lista ausiliaria con i nomi delle lettere greche.

Durante la stagione si sono formati 30 cicloni tropicali o subtropicali, battendo il precedente record di 28 stabilito nel 2005, e dei quali 11 sono approdati negli Stati Uniti continentali, superando il record di 9 risalente al 1916. Dei 14 uragani della stagione, sette sono diventati uragani maggiori, eguagliando il record stabilito nel 2005. Inoltre, 10 cicloni tropicali sono andati incontro a una rapida intensificazione, stesso numero record del 1995.

Per il sesto anno consecutivo la prima tempesta si è sviluppata prima del 1º giugno, inizio ufficiale della stagione così come definito dalla NOAA. A causa della pandemia di COVID-19, diversi funzionari negli Stati Uniti avevano espresso preoccupazione su come l'impatto della stagione avrebbe potuto esacerbare il problema dei contagi.

Previsioni +Previsioni per la stagione degli uragani 2020FonteDataTempestetropicaliUraganiUraganimaggioriNoteTSR19 dicembre 20191574CSU2 aprile 20201684TSR7 aprile 20201683NOAA21 maggio 202013–196–103–6TSR28 maggio 20201783CSU4 giugno 20201994CSU7 luglio 20202094TSR7 luglio 20201884CSU5 agosto 202024125TSR5 agosto 202024104NOAA6 agosto 202019-257–113–6–––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––Attività stagione 202030137Attività media (1981–2010) 12,1 6,4 2,7Record attività massima28157Record attività minima420 Ogni anno, prima e durante la stagione, diversi servizi meteorologici nazionali ed agenzie scientifiche cercano di stimare il numero di tempeste tropicali, uragani e uragani maggiori che andranno a formarsi. Tra questi ci sono il consorzio Tropical Storm Risk dell'University College di Londra (TSR), la Colorado State University (CSU) e la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). In media, tra il 1981 e il 2010, una stagione degli uragani ha prodotto dodici tempeste tropicali, sei uragani e tre uragani maggiori, con un accumulated cyclone energy (ACE)L'accumulated cyclone energy o ACE è un'unità di misura utilizzata dalla National Oceanic and Atmospheric Administration per esprimere l'attività delle singole tempeste tropicali o dell'intera stagione. L'ACE della stagione è calcolato attraverso la somma dell'ACE delle singole tempeste, che a sua volta viene misurato tenendo conto della loro intensità e della loro durata. tra 66 e 103.

La prima previsione è stata pubblicata dal TSR il 19 dicembre 2019 e preannunciava una stagione leggermente superiore alla media, con 12 tempeste tropicali, 7 uragani e 4 uragani maggiori, a causa di una temperatura superficiale marina leggermente sopra la media nell'Atlantico centrale e di una fase neutra di El Niño nel Pacifico equatoriale. Il 2 aprile 2020, la Colorado State University ha pubblicato la sua previsione, stimando una stagione leggermente superiore alla media con 16 tempeste tropicali, 8 uragani, 4 uragani maggiori e un ACE di 150. Cinque giorni più tardi, il TSR ha rivisto la sua previsione a rialzo, con 16 tempeste tropicali, 8 uragani, 3 uragani maggiori e un ACE di 130. Il 21 maggio, la NOAA ha rilasciato la sua prima previsione, che pronosticava il 60% di probabilità di una stagione sopra la media con 13-19 tempeste tropicali, 6-10 uragani, 3-6 uragani maggiori e un ACE tra il 110% e il 190% di quello medio stagionale.

Tra maggio e luglio, sia la Colorado State University che il TSR hanno continuato ad aggiornare le loro previsioni a rialzo. Il 5 agosto, la Colorado State University ha rilasciato la sua ultima previsione, in cui si stimava un'attività vicina a quella record del 2005, con 24 tempeste tropicali, 12 uragani e 5 uragani maggiori, a causa di un debole wind shear e di temperature decisamente oltre la media nell'Atlantico e dello sviluppo di La Niña. Lo stesso giorno anche il TSR ha rilasciato la sua ultima previsione, che preannunciava un'attività record con 24 tempeste tropicali, 10 uragani e 4 uragani maggiori. Il 6 agosto, la NOAA ha rilasciato il suo secondo bollettino previsionale, che pronosticava una stagione "estremamente attiva" con 19-25 tempeste tropicali, 7-11 uragani e 3-6 uragani maggiori; una delle previsioni più alte mai rilasciate dalla NOAA per il bacino Atlantico.

Nomenclatura La seguente lista di nomi è stata utilizzata per le tempeste tropicali che si sono formate nell'Atlantico nel 2020. Si tratta della stessa lista del 2014 e verrà riutilizzata, esclusi i nomi ritirati, nel 2026. I nomi Isaias, Paulette, Rene, Sally, Teddy, Vicky e Wilfred sono stati usati per la prima volta. Isaias e Paulette avevano rimpiazzato Ike e Paloma dopo il 2008, ma non erano stati impiegati nel 2014, gli altri invece non erano mai stati utilizzati dalla loro introduzione con la stagione del 1984. Per la seconda volta dopo la stagione del 2005, essendo stata esaurita la lista di nomi predefinita, si è dovuti ricorrere, così come previsto dai protocolli dell'organizzazione meteorologica mondiale (OMM), alla lista ausiliaria formata dai nomi delle lettere dell'alfabeto greco.

Arthur Bertha Cristobal Dolly Edouard Fay Gonzalo Hanna Isaias Josephine Kyle Laura Marco Nana Omar Paulette Rene Sally Teddy Vicky Wilfred Lista ausiliaria Alpha Beta Gamma Delta Epsilon Zeta Eta Theta Iota

Il 17 marzo 2021, l'organizzazione meteorologica mondiale ha ritirato il nome Laura, che sarà rimpiazzato da Leah a partire dalla stagione del 2026, insieme alle lettere greche Eta e Iota. L'OMM ha anche stabilito che l'uso delle lettere greche sarebbe stato interrotto e che, a partire dalla stagione del 2021, se la lista di nomi predefinita dovesse essere esaurita sarà utilizzato invece un elenco ausiliario composto da 21 nomi aggiuntivi.

Tempeste Tempesta tropicale Arthur

La mattina del 14 maggio 2020, il National Hurricane Center ha iniziato a monitorare un'area temporalesca localizzata sopra lo stretto della Florida, in vista di una possibile ciclogenesi tropicale. La perturbazione ha continuato a muoversi verso nord-est, nell'area a nord delle Bahamas, organizzandosi gradualmente, e alle 18:00 UTC del 16 maggio ha dato origine alla depressione tropicale uno. Poche ore più tardi, alle 00:00 UTC del 17 maggio, come evidenziato dai dati raccolti da un volo di ricognizione, la depressione si è rafforzata a tempesta tropicale, ricevendo il nome Arthur.

Durante il 17 e il 18 maggio, Arthur ha continuato a muoversi lungo la corrente del Golfo, dove tuttavia l'intensificazione è stata impedita da un aumento del wind shear. Dopo aver sfiorato la costa della Carolina del Nord alle 15:00 UTC del 18 maggio, passando 32 km al largo di Capo Hatteras, Arthur ha raggiunto il picco di intensità alle 06:00 UTC del 19 maggio, con venti massimi di 95 km/h e una pressione centrale minima di 990 mbar. Poco dopo, la tempesta ha iniziato a interagire con un fronte non-tropicale e alle 12:00 UTC del 20 maggio è diventata un ciclone extratropicale. Il sistema ha poi portato venti di burrasca su Bermuda, prima di dissiparsi all'inizio del 21 maggio.

La perturbazione da cui si è poi formata Arthur ha generato pesanti piogge sulle Florida Keys e la Florida meridionale, con accumuli fino a 146,3 mm registrati a Marathon in 24 ore, e ha portato forti raffiche sull'isola di Grand Bahama, danneggiando alcune delle strutture temporanee costruite dopo il passaggio del devastante uragano Dorian l'anno precedente. In Carolina del Nord sono stati rilevati accumuli fino a 127,3 mm e una modesta onda di tempesta ha interessato gli Outer Banks e la costa sud-orientale della Virginia.

Tempesta tropicale Bertha

Il 25 maggio 2020, il National Hurricane Center ha iniziato a monitorare una perturbazione localizzata sopra la Florida. Benché inizialmente le possibilità di una ciclogenesi tropicale fossero molto ridotte, la perturbazione ha iniziato ad organizzarsi, mentre si muoveva verso nord. Il 27 maggio, alle 12:30 UTC, i dati ottenuti dal radar Doppler di Charleston e da alcune boe hanno portato il NHC a classificare la perturbazione come tempesta tropicale, che ha ricevuto il nome Bertha. Nonostante la vicinanza alla costa, Bertha ha continuato a rafforzarsi, e alle 13:30 UTC, nel momento del picco di intensità, è approdata in Carolina del Sud, nei pressi di Mount Pleasant, con venti massimi di 80 km/h e una pressione centrale di mbar.

Una volta nell'entroterra, Bertha si è indebolita rapidamente e alle 18:00 UTC è stata declassata a depressione tropicale. Il 28 maggio, alle 09:00 UTC, mentre si trovava sopra la Virginia Occidentale, la depressione si è disgregata in un ciclone post-tropicale, che dopo aver attraversato la regione dei Grandi Laghi è stato assorbito da un ciclone extratropicale posizionato sopra il Québec meridionale.

Nella Florida meridionale, la perturbazione da cui si è poi generata Bertha ha portato pesanti piogge con accumuli fino a 200–250 mm in alcune località nel corso di 3 giorni. La città di Miami ha registrato un accumulo di 190 mm in 24 ore, superando il precedente record di 89 mm del 1905. In Carolina del Sud, alcuni allagamenti hanno interessato la città di Charleston, mentre blackout di piccola entità sono stati riportati in varie parti dello stato. A Myrtle Beach, si è registrata una vittima a causa delle correnti di risacca generate dalla tempesta. In totale i danni della tempesta sono stati stimati in almeno 200 milioni di dollari.

Tempesta tropicale Cristobal

Il 1º giugno 2020, il National Hurricane Center ha evidenziato come i resti della tempesta tropicale pacifica Amanda, in movimento verso la penisola dello Yucatán, avrebbero potuto generare una depressione nel bacino atlantico nel corso dei giorni successivi. Lo stesso giorno, alle 21:00 UTC, i resti di Amanda hanno dato origine alla depressione tropicale tre, localizzata sopra la baia di Campeche. La depressione ha quindi lentamente iniziato a rafforzarsi, e alle 18:00 UTC del 2 giugno, come evidenziato dai dati raccolti dai voli di ricognizione, la depressione si è rafforzata a tempesta tropicale, ricevendo il nome Cristobal. Cristobal è diventata quindi la terza tempesta stagionale più precoce di sempre, battendo il precedente record stabilito dalla tempesta tropicale Colin nel 2016. Dopo essere rimasta quasi stazionaria per un giorno intero sulla baia di Campeche, intensificandosi, Cristobal si è mossa verso sud, approdando in Messico, a ovest di Ciudad del Carmen, alle 13:35 UTC del 3 giugno, nel pieno del primo picco di intensità, con venti di 97 km/h e una pressione centrale minima di 994 mbar.

Muovendosi lentamente nell'entroterra, la tempesta ha iniziato ad indebolirsi, e alle 15:00 UTC del 4 giugno è stata declassata a depressione. La mattina del 5 giugno, Cristobal ha quindi iniziato a dirigersi verso nord, ritornando sulla penisola dello Yucatán, dove alle 18:00 UTC si è nuovamente intensificato a tempesta tropicale, poco prima di muoversi sulle acque del golfo del Messico in direzione della costa statunitense. Il 7 giugno, alle 22:10 UTC, Cristobal è approdato in Louisiana, a est di Grand Isle, nel momento del secondo picco di intensità, con venti di 85 km/h e una pressione centrale minima di 992 mbar. Dopo essersi indebolito a depressione tropicale, Cristobal ha continuato a risalire lungo il bacino del fiume Mississippi, attraversando l'Arkansas, il Missouri, l'Illinois e l'Iowa, per poi diventare extratropicale alle 03:00 UTC del 10 giugno sopra il Wisconsin meridionale.