Biografia Dal 1984 insegna antropologia presso il Museu Nacional dell'Università federale di Rio de Janeiro. È stato anche professore di Latin American Studies presso l'Università di Cambridge tra il 1997 e il 1998 e direttore della ricerca al CNRS tra il 1999 e il 2001.
Nel 1998, a partire da un ciclo di lezioni tenute a Cambridge, segna l'inizio della cosiddetta Ontological Turn. Il suo lavoro ha offerto una inedita riflessione sulla costituzione delle comunità amerinde. Avanzando l'idea di un multi-naturalismo, Viveiros De Castro ha tentato un approccio in grado di aprire l'antropologia alla filosofia, sebbene il lessico utilizzato (a cominciare dal termine "ontologia") sia declinato in maniera non ortodossa.
In Par-delà nature et culture, l'antropologo francese Philippe Descola riprende e discute diversi aspetti della ricerca di Viveiros de Castro.
Il prospettivismo e il multinaturalismo Allo scopo di "prendere sul serio l'alterità, Eduardo Viveiros de Castro teorizza sotto il nome di "prospettivismo" o di "multi-naturalismo" il fatto che alcuni popoli non solo credano che gli animali si comportino come gli esseri umani, ma che gli animali stessi percepiscano gli esseri umani come animali, come se il punto di vista di una specie sulle altre dipendesse sempre dal corpo in cui questa risiede. Philippe Descola ha collegato questa concezione all'animismo.
Nelle sue parole, l'antropologia dovrebbe - per abbandonare l'etnocentrismo - adottare una "multi-ontologia" in grado di compiere il passaggio da credenza del nativo a concetto filosofico del nativo, cioè da epistemologia soggetta ai nostri pregiudizi a una valida ontologia.
L'Ontological Turn è oggetto di critiche e di accesi dibattiti accademici.
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