Il 3º Reggimento Bersaglieri è un'unità dell'Esercito Italiano di stanza a Teulada. È l'Unità delle Forze Armate più decorata d'Italia e il reggimento bersaglieri più decorato per "qualità" e per questo è soprannominato "il GLORIOSO". Il suo motto, dal 19 novembre 1933, è «Maiora viribus audere» (Osare più delle proprie forze).

Composizione Comando di reggimento (Suddiviso in Ufficio Maggiorità e Personale, Ufficio OAI, Ufficio Logistico, Sezione Amministrativa e Servizio Prevenzione e Protezione); Compagnia Comando e Supporto Logistico "Draghi"; 18º Battaglione Bersaglieri "Poggio Scanno" composto da: 1º Compagnia fucilieri "Falchi"; 2º Compagnia fucilieri "Leoni"; 3º Compagnia fucilieri "Aquile"; Compagnia supporto alla manovra "Tigri".

Storia Nascita Il Comando dei bersaglieri del III Corpo d'armata il 31 dicembre del 1861 prende nome di 3º Reggimento bersaglieri con soli compiti amministrativi e disciplinari. La prima sede del reggimento è Modena.. Il reggimento era costituito da sei battaglioni, due dei quali (III e V) costituiti nel 1848 e il XVIII, il XII e il XXV, costituiti nel 1860, con il XXV battaglione che si era distinto nelle operazioni per la presa di Ancona. Dal 1861 al 1866 il reggimento venne impiegato nella lotta contro il brigantaggio. Nel 1862 i bersaglieri del XXV battaglione nella battaglia dell'Aspromonte fermarono il tentativo di Giuseppe Garibaldi e dei suoi volontari di completare una marcia dalla Sicilia verso Roma e scacciarne papa Pio IX. Nella terza guerra d'indipendenza, nel 1866, il reggimento si distingue nella battaglia di Borgo Levico in Valsugana. Nel 1870, il XII Battaglione fu impegnato nelle operazioni per la presa di Roma.

L'unità il 1º gennaio 1871 assume anche fisionomia operativa ed è formata dai battaglioni XVIII, XX, XXV e XXXVIII e dal 1º ottobre 1910 dispone anche del III battaglione ciclisti, nelle cui file prestò servizio il bersagliere romano Enrico Toti.

Prima guerra mondiale Partecipa al primo conflitto mondiale e viene impiegato nell'ambito delle divisioni di fanterie, distinguendosi nel 1915 sul Col di Lana, sul Carso, a Vermegliano e Monte Sei Busi: nel 1916 a Selz, Monte Sief, sul Piccolo Colbricon. Val Cismon Jamiano a q. 144 nei mesi di agosto e settembre. Il 1917 vede il reggimento impegnato ancora sul Carso a Flondar, I Hermada, Monfenera, Piave, Zenson e Ponte Pinzano. Nel corso del 1918 è impiegato a Costalunga, Piave, Vittorio Veneto, Serravalle, Passo di Fadalto, e Pieve di Cadore perché inquadrato dal 29 agosto al 4 novembre nella VII Brigata Bersaglieri insieme al 2º Reggimento. Il suo III battaglione ciclisti invece opera come unità autonoma e si distingue in azioni di retroguardia nel 1917 e di resistenza sul Piave nel giugno 1918.

Tra le due guerre Alla fine del primo conflitto mondiale, il 3º Reggimento subisce diverse trasformazioni organiche tra cui la soppressione del III battaglione ciclisti nel 1919.

Nel luglio 1924 tutto il reggimento viene trasformato in unità ciclisti rimanendo tale sino al 1936. L'ordinamento del 1926 ne prevedeva la formazione su comando, XVIII e XX battaglione ai quali nel 1935 si è unito anche il XXV.

Il 23 marzo 1935 è mobilitato per partecipare alle operazioni in Africa orientale, in quella che passerà alla storia come guerra d'Etiopia, a tal scopo viene riformato su 4 battaglioni tutti appiedati: il XVIII, XX, XXV e il LXXXIII complementi. Il 3º giunge in Africa nel maggio 1935 e viene incorporato nella Divisione Sabaudia. I bersaglieri parteciparono all'avanzata prendendo parte a entrambe le battaglie di Tembien. La prima battaglia del Tembien venne combattuta tra il 21 e il 24 gennaio 1936 e vede impegnate le truppe del generale Badoglio che difendono il fianco dello schieramento italiano e sconfiggono due armate abissine guidate dai ras Cassa e Sejum. La seconda battaglia del Tembien viene combattuta tra il 27 e il 29 febbraio 1936 in cui i resti delle due armate abissine sono completamente distrutte dagli italiani che riconquistano la vetta dell'Amba Alagi. Al passo di Falagà il reggimento viene riordinato diventando il 3º Reggimento Leggero per andare a far parte della colonna Starace che avrebbe marciato su Gondar.

Nel 1939, il XX battaglione partecipa allo sbarco in Albania dove rimase per tre mesi..

Seconda guerra mondiale Rientrato in patria dall'ottobre 1939 viene inquadrato nella 3ª Divisione Celere "Principe Amedeo Duca d'Aosta" con la quale al comando del colonnello Aminto Caretto, prende parte al secondo conflitto mondiale. Dopo una permanenza sul fronte alpino occidentale e dopo aver partecipato alle operazioni contro la Jugoslavia, nella primavera del 1941, il 24 luglio 1941 il reggimento viene inviato in Unione Sovietica, facente parte del CSIR dove il 5 settembre del 1941 entrò in contatto con il nemico nella zona del fiume Dnepr. Il 28 settembre, partecipa alla prima battaglia combattuta e vinta da soli reparti italiani a Petrikovka sul Don,. proseguendo verso il bacino del Donez in condizioni ambientali proibitive conquistando prima la testa di ponte di Uspenowka e il 20 ottobre il centro industriale e ferroviario di Stalino, precedendo la IV Divisione alpina tedesca, impadronendosi poi il 1º novembre del centro industriale di Rjkowo, con un ingente bottino di uomini e materiali. Successivamente l'11 e 12 novembre i bersaglieri XVIII e del XX battaglione si lanciarono in aiuto dell'80º Reggimento fanteria, sottraendolo all'annientamento. Sul fronte orientale il 3º Reggimento bersaglieri ha combattuto per quasi due anni dando prova di valore e di sacrificio. Il giorno di Natale 1941 i sovietici scatenarono una pesante offensiva, poi denominata battaglia di Natale, che investì in pieno il 3º Reggimento bersaglieri, con un battaglione di bersaglieri accerchiato per dieci ore prima di riuscire a ritirarsi.

Nel maggio 1942, il reggimento, con gli altri reparti della 3ª Divisione Celere, penetra profondamente nello schieramento avversario occupando il 19 luglio Millerovo, centro del bacino minerario di Bocovo Antrazit e raggiungendo il 29 luglio, dopo una marcia di oltre 450 chilometri, la riva destra del Don, nell'ansa di Serafimovič, con l'obiettivo di recidere una consistente testa di ponte russa. Il 30 luglio, il XX Bettaglione occupa Serafimovic, dopo un attacco notturno a sorpresa, mentre il XVIII Battaglione occupa Belajewski e il XXV Battaglione occupa Bobrowski. Nel corso del combattimento il comandante del reggimento, colonnello Aminto Caretto, cadde colpito a morte e venne decorato di medaglia d'oro al valor militare.

Il 30 agosto malgrando fosse ridotto a un quarto degli effettivi il reggimento, coperto dal fuoco degli artiglieri del 120º Reggimento artiglieria difese le posizioni di Jagodnij arginando e respingendo l'offensiva russa.

Dopo essere stato schierato il 17 novembre sul Don, nella zona di Meskow, il 19 dicembre, il reggimento affronta la sua ultima battaglia e ridotto all'osso, riesce a sfondare lasciando sul terreno centinaia di bersaglieri caduti, per affrontare la strada del ripiegamento di fronte a una schiacciante superiorità avversaria.

Rientrato in Italia dal fronte russo verso la fine di marzo del 1943 il reggimento viene dislocato per riordinarsi in Emilia dove verrà sciolto a seguito della proclamazione dell'armistizio dell'8 settembre.

A seguito delle vicende che seguirono l'armistizio e allo scioglimento del reggimento, elementi dei vari battaglioni bersaglieri parteciparono alla guerra di liberazione a fianco degli Alleati, combattendo a Montelungo e Monte Marrone. Con i resti di questi reparti, il 1º ottobre 1944, viene costituito il Battaglione “Goito” che inquadrato prima nel Corpo Italiano di Liberazione e poi nel Gruppo di Combattimento "Legnano" si distinse sul fronte di Bologna e a Poggio Scanno.. Altri volontari al comando del tenente colonnello Alfredo Tarsia ricostituirono il 3º Reggimento all'interno delle forze armate della RSI.

Ordine di battaglia in Russia (luglio 1941) 3º Reggimento Bersaglieri Comando di Reggimento Compagnia Comando XVIII Battaglione Bersaglieri Ciclisti Compagnia Comando 1ª Compagnia Bersaglieri Plotone Comando 1º Plotone Bersaglieri 1ª Squadra Bersaglieri (12 bersaglieri) 2ª Squadra Bersaglieri 3ª Squadra Bersaglieri 4ª Squadra Bersaglieri 5ª Squadra Bersaglieri 6ª Squadra Bersaglieri 7ª Squadra Bersaglieri 8ª Squadra Bersaglieri 9ª Squadra Bersaglieri 10ª Squadra Bersaglieri 11ª Squadra Bersaglieri 12ª Squadra Bersaglieri 2º Plotone Bersaglieri 3º Plotone Bersaglieri 4º Plotone Bersaglieri 2ª Compagnia Bersaglieri 3ª Compagnia Bersaglieri 4ª Compagnia Mitraglieri con Breda Mod. 30 XX Battaglione Bersaglieri Ciclisti XXV Battaglione Bersaglieri Ciclisti 2ª Compagnia Motociclisti 3ª Compagnia Motociclisti 172ª Compagnia Cannoni Controcarro da 47/32 Mod. 1935 173ª Compagnia Cannoni Controcarro da 47/32 Mod. 1935 122º Autoreparto 76ª Autosezione 77ª Autosezione

Le Compagnie Bersaglieri erano armate con fucile Carcano Mod. 91 e ogni Squadra Bersaglieri aveva 1 fucile mitragliatore Breda Mod. 30 calibro 6,5 mm.

Nel dopoguerra Il Reggimento viene ricostituito il 1º luglio 1946, presso la Caserma Teulié di Milano inquadrando anche il Battaglione Goito che aveva preso parte alla guerra di liberazione e, articolato su tre battaglioni (XVII, XX e XXV) venne inquadrato prima tra le Truppe di Corpo d'Armata del III Comando Militare Territoriale e successivamente nella Divisione corazzata "Centauro", ricostituita nel 1951. Dopo il passaggio alle dipendenze della Divisione "Centauro" ai tre battaglioni, che vennero riequipaggiati con VTT semicingolati M3 Half-track si è aggiunta una Compagnia Controcarri equipaggiata con cannoni controcarri da 106 mm M40 senza rinculo.

Il 1º ottobre 1955 il Reggimento viene trasferito a Novara presso la Caserma Passalacqua.

Nel 1963 il XVIII Battaglione rientrò a Milano nella Caserma Mameli e quando nello stesso anno, secondo quanto previsto dalle normative NATO, la Divisione venne articolata sulla 1ª Brigata Meccanizzata, la IIª Brigata Corazzata, la IIIª Brigata Corazzata e su una Brigata di Artiglieria, il 3º Reggimento bersaglieri ha costituito il nerbo della 1ª Brigata Meccanizzata e articolato su due battaglioni bersaglieri equipaggiati entrambi con APC M113, cedendo un battaglione al 31º Reggimento Carri dal quale riceve in cambio il IV Battaglione Carri, equipaggiato con carri armati medi M47 Patton e una Compagnia Controcarri equipaggiata con pezzi da 106 mm, mentre il XVIII battaglione bersaglieri, equipaggiato con APC M113, venne inquadrato nel 31º Reggimento carri della IIIª Brigata corazzata "Centauro". Nel 1967 anche il Comando di Reggimento viene trasferito a Milano, viene sciolta la Brigata Sperimentale e con il ritorno alla precedente organizzazione divisionale, il 3º Reggimento bersaglieri venne articolato su due battaglioni bersaglieri (X e XVIII) equipaggiati entrambi con APC M113, sul IV battaglione carri, equipaggiato con carri armati medi M47 e una Compagnia con cannoni da 106 mm e Compagnia Comando Reggimentale.