La , meno nota con la designazione di Type A , era costituita da diciannove cacciatorpediniere di squadra e appartenne alla Marina imperiale giapponese.

Organizzati in quattro divisioni e mezza, rappresentarono il nerbo del naviglio sottile che accompagnò le formazioni da battaglia giapponesi nella prima fase della guerra in Estremo Oriente. Pensati per i combattimenti di superficie, bene armati e attrezzati per operare anche di notte, furono protagonisti delle battaglie navali dal Mare di Giava (febbraio 1942) a Vella Lavella (ottobre 1943), infliggendo dure sconfitte alla United States Navy. Erano spesso posti a protezione delle portaerei e furono anche massicciamente utilizzati per trasportare rapidamente truppe dapprima a Guadalcanal (durante la difficile campagna sull'isola) e poi anche in Nuova Guinea e tra le isole Salomone: ciò spiega l'alto tasso di usura e di perdite della classe che, già nell'estate 1943, contava una mezza dozzina di esemplari perduti. I restanti furono dotati di più armi contraeree anche a discapito dell'artiglieria principale, moltiplicarono i sistemi per contrastare i molto attivi sommergibili statunitensi ed ebbero la priorità nell'installazione di radar. I Kagero continuarono a servire in prima linea affiancati dalla classe Yugumo, quasi identica, e parteciparono in massa alla battaglia del Golfo di Leyte (23-26 ottobre 1944). Le ultime unità ancora a galla rientrarono in Giappone e costituirono la scorta per la nave da battaglia durante la suicida operazione Ten-Go (6-7 aprile). Al momento della capitolazione giapponese l'unico superstite della classe era lo Yukikaze, veterano di gran parte delle più importanti battaglie sul fronte del Pacifico. Passò alla Marina nazionalista cinese nel 1947, che lo mantenne in servizio sino al 1966 prima di avviarlo alla demolizione.

Progetto Dopo aver sottoscritto il trattato navale di Londra del 1930, l'Impero giapponese dovette applicare limiti severi al tonnellaggio dei propri cacciatorpediniere di squadra, sospendendo la fabbricazione delle classi Tipo speciale – cioè navi con sei pezzi d'artiglieria in torretta, un importante armamento silurante e un dislocamento vicino o superiore alle tonnellate. Lo stato maggiore generale della Marina imperiale volle comunque mantenere la dotazione offensiva su scafi più piccoli e, così, la classe Hatsuharu e la classe Shiratsuyu non furono del tutto soddisfacenti.. A metà anni trenta fu approvata la classe Asashio che non rispettava il trattato e che fu un successo; nel frattempo il Giappone era stato espulso dalla Società delle Nazioni e aveva dichiarato unilateralmente l'abbandono dei trattati. Lo stato maggiore navale ne approfittò per richiedere un'altra classe di cacciatorpediniere senza restrizioni di sorta, una sorta di Tipo speciale migliorato che, infatti, ebbe la denominazione "Type A" ..

La classe fu progettata nel 1936 con il nome Kagero, tenendo a mente le lezioni apprese con gli Asashio e prendendone il meglio. Rispetto ai predecessori incrementò un poco il pescaggio e la larghezza massima per ottenere un'ottima stabilità, oltre a rifiniture minime allo scafo e alle sovrastrutture. Furono previsti macchinari e propulsori di nuova generazione con un marginale aumento della potenza totale; le armi di bordo tornarono a essere quelle preferite dallo stato maggiore, ossia cannoni da 127 mm e impianti lanciasiluri da 610 mm, tipici dei cacciatorpediniere giapponesi di allora. Esternamente quasi indistinguibili dagli Asashio, i Kagero erano superiori a qualsiasi progetto contemporaneo della categoria.. La predominanza qualitativa era, peraltro, uno dei concetti portanti della strategia e della tattica degli alti comandi della Marina imperiale, consci che l'avversario più probabile sarebbero stati gli Stati Uniti d'America con il loro cospicuo potenziale industriale.

Caratteristiche tecniche Scafo e dotazioni

I cacciatorpediniere tipo Kagero presentavano una lunghezza tra le perpendicolari di 111 metri, alla linea di galleggiamento di 116,2 metri e una lunghezza fuori tutto di 118,41 metri. La larghezza massima dello scafo ammontava a 10,82 metri e il pescaggio era pari a 3,76 metri.. Il dislocamento standard era un poco aumentato a tonnellate e le prove in mare furono condotte con un dislocamento di tonnellate; a pieno carico la classe arrivava a tonnellate. All'entrata in servizio l'equipaggio di ogni nave era formato da 240 uomini tra ufficiali, sottufficiali e marinai.

Lo scafo ospitava quattro lance di salvataggio in fasciame sulla destra e a babordo della torre di comando e del fumaiolo anteriore: ciascuna era appesa a un proprio argano. Le alberature consistevano in un albero prodiero tripode, sito dietro la torre di comando, e in un albero di maestra tripode di altezza inferiore, che si elevava dall'alloggiamento dei siluri di ricarica sistemato dietro alla torretta sopraelevata di poppavia. Al centro dello scafo, immediatamente dietro il secondo fumaiolo, era stata inchiavardata una piattaforma circolare ospitante un proiettore da ricerca da 90 cm e un radiogoniometro..

Impianto propulsivo L'apparato motore dei Kagero era sostanzialmente identico a quello della classe precedente. Si componeva di tre caldaie Kampon e di due turbine a ingranaggi a vapore Kampon; a queste erano vincolati due alberi motore dotati di elica. Due caldaie erano accoppiate ed erano state sistemate in testa, seguivano la terza caldaia e infine le turbine, affiancate in senso longitudinale allo scafo. I condotti di scarico erano convogliati in due fumaioli, uno anteriore di grandi dimensioni che serviva due caldaie, uno posteriore meno largo e dedicato alla terza.. Il modello Kampon in uso era modificato e costruito, ove possibile, con leghe leggere, oltre a beneficiare di un'attenta analisi delle guarnizioni per far sì che bolle d'aria o lubrificanti non si mischiassero con l'acqua; fu così possibile adoperare senza problemi vapore surriscaldato ad alta pressione. Questa serie di interventi si tradussero in una pressione di 426 psi (30 kg/cm²) e in una temperatura di 662° F (350 °C).. Ciò permise una potenza totale di  shp e in generale un miglior funzionamento delle componenti; era raggiungibile una velocità massima di 35 nodi o 66,5 km/h. L'impianto era alimentato a olio combustibile, la cui riserva di bordo ammontava a 508 tonnellate, e permetteva di percorrere miglia nautiche alla velocità di crociera di ben 18 nodi (poco più di chilometri a 34,2 km/h).

Il solo Amatsukaze fu equipaggiato con caldaie sperimentali capaci di fornire vapore a 390 °C, sviluppando una pressione di 40 kg/cm². Tuttavia non fu riscontrato alcun vero miglioramento nelle prestazioni.

Armamento I Kagero ebbero le stesse armi dei predecessori. Sei cannoni Type 3 da 127 mm lunghi ciascuno 50 calibri (L/50) erano distribuiti in tre torrette binate Type C – più precisamente si trattava di tre affusti completamente chiusi, la cui corazzatura era limitata a 3 mm su tutti lati, utile quindi a proteggere solo da intemperie e schegge. Una torre era installata a prua dinanzi alla torre di comando, le altre due erano sovrapposte e si trovavano verso poppa, dietro il secondo apparato lanciasiluri e il relativo magazzino per gli ordigni di scorta. Il cannone Type 3 sparava un proietto pesante 23 chili alla velocità iniziale di 913 m/s, con una gittata massima di oltre metri; la cadenza di tiro era di un colpo ogni 6-12 secondi.. La torretta Type C che ospitava i pezzi era manovrata da un equipaggio di sedici uomini e aveva un alzo compreso tra -7° e +55º: il Type 3 si confermò un'eccellente arma contro bersagli di superficie, sebbene saltuariamente fossero denunciati alcuni problemi di dispersione delle salve.. Ciascuna delle tre torrette era servita da un proprio magazzino munizioni sottostante, dove le granate erano preparate e dunque inviate ai serventi mediante un paranco meccanico, permettendo più rapidi tempi di ricarica e un fuoco più sostenuto. Inoltre il modello erano impenetrabile ai gas venefici.. Le torri erano equipaggiate con propri dispositivi di visione e, per l'ingaggio di unità nemiche, facevano riferimento ai dati forniti da un telemetro e da un direttore del tiro, installati sulla camera di combattimento dei siluristi (sopra alle sovrastrutture prodiere).

I Kagero mantennero l'impressionante armamento silurante. La classe era equipaggiata con due installazioni quadrinate Type 92 da 610 mm, una tra i fumaioli su un rialzo e una a mezzanave, complete di una ricarica ciascuna per un totale di sedici siluri a bordo. Gli impianti adoperavano il noto Type 93, introdotto con la classe Hatsuharu. Sviluppato nella prima metà degli anni trenta, si trattava di un siluro propulso a ossigeno puro, il che garantiva grande autonomia, notevole spinta e anche una scarsa scia di bolle, molto più evidente se si adoperava l'aria compressa come propellente. Il Type 93 era lungo circa 9 metri e pesava chili, compresa la testata di guerra da 490 chili di alto esplosivo, di gran lunga maggiore rispetto a quella in uso sul Mark 15 statunitense; poteva essere lanciato alla velocità di 48, 40 o 36 nodi e raggiungere rispettivamente una portata di , e metri. Anche in questi casi il Type 93 rivelò di avere un raggio d'azione superiore alle armi americane e, in generale, rimase insuperato sino alla conclusione della seconda guerra mondiale.. Gli affusti Type 92 erano scudati, brandeggiabili grazie a motori elettrici incorporati ed erano serviti da un sistema di ricarica rapido, capace di inserire nei tubi nuovi siluri in 17 secondi cadauno. Gli ordigni di riserva erano suddivisi in due compartimenti sul ponte di coperta: uno si trovava tra le torrette di poppavia e l'impianto lanciatore posteriore; l'altro era stato piazzato davanti al lanciatore anteriore. Era, peraltro, l'unica vera differenza visibile a occhio nudo tra i Kagero e gli Asashio. I serventi ai lanciasiluri prendevano ordini da una camera di comando e combattimento costruita sul tetto della plancia, alla quale erano collegati mediante telefono; facevano inoltre riferimento a un telemetro Type 14 da 2 metri, inchiavardato al tetto del magazzino siluri poppiero..

La contraerea era costituita da due coppie di cannoni automatici Type 96 da 25 mm L/60, disposti su altrettante piattaforme sopraelevate ai lati e davanti al secondo fumaiolo. Queste armi erano afflitte da alcuni problemi, quali ad esempio le vibrazioni e le esagerate vampate durante le operazioni di sparo, oppure la necessità di cambiare i poco capienti caricatori; considerata la rapida evoluzione dell'aeronautica militare durante la seconda guerra mondiale, divennero progressivamente sempre più inefficaci. Le armi per la lotta antisommergibile erano concentrate nel giardinetto e, in sostanza, si trattava di sedici bombe di profondità, impiegabili o mediante due lanciatori Type 94 oppure facendole cadere da due pedane poste ai lati del rotondo di poppa. Per localizzare i bersagli subacquei i Kagero continuarono a usare il sonar Type 93, introdotto con gli Asashio, e non si rinunciò a due paramine...

Costruzione