Il Grosses vollständiges Universal-Lexicon Aller Wissenschafften und Künste (Lexicon universale approfondito e comprensivo di tutte le scienze e arti), noto anche come Zedlersches Lexicon o semplicemente Zedler, è la più monumentale enciclopedia realizzata nell'Europa del XVIII secoloUna ristampa fotomeccanica fu pubblicata dal 1961 al 1964 dalla casa editrice e dalla tipografia accademica dell'Graz., riprodotta dal 1731 al 1734 nelle città di Halle e di Lipsia.
L'opera è composta da 284.000 voci in ordine alfabetico, raccolte in 63.000 pagine, 64 volumi e ulteriori quattro supplementari. Le voci sono collegate tra loro da circa 276.000 riferimenti incrociati (spesso non fruibili). I volumi sono rilegati in pergamena e hanno un'altezza variabile dai 34 ai 36 centimetri. L'intera serie occupa una distanza di 4.30 metri.
Come il titolo completo suggerisce, gli estensori del testo si prefissero l'obiettivo di capitalizzare l'intero scibile umano noto fino a quell'epoca. Il titolo elenca trentatré soggetti tematici, afferenti a tre classi principali: biografie (circa 120.000 voci), geografia (73.000 voci) e sapere specialistico (circa 91.000).Schneider, Seine Welt wissen, p. 58. LUniversal Lexicon fu pubblicato nel 1731 dal libraio e tipografo Johann Heinrich Zedler, in concomitanza con la Fiera micaelica di Lipsia. Il 13 settembre 1730, prima della pubblicazione del primo volume, Zedler aveva già presentato alle autorità dell'Elettorato di Sassonia la richiesta di concedere il privilegio editoriale che tutelava dal rischio di ristampa dell'opera.Bernhard Kossmann, Deutsche Universallexika des 18. Jahrhunderts, 1968, p. 2953 e ss. Fu accusato di plagio, fatto oggi accertato per quanto riguarda la maggior parte delle voci dell'enciclopedia. A partire dal 1737, l'opera fu curata dal mercante lipsiano Johann Heinrich Wolf (n. 1690).
I redattori ContrariamenteKaminski, Die Musen als Lexikographen p. 670. a quanto promesso all'inizio delle pubblicazioniVorrede, in Universal-Lexicon, Band 1, Leipzig, 1732, Spalte 1–16 (citata p. 15), la maggior parte dei redattori preferì rimanere anonima. Nella prefazione al primo volume pubblicato nel 1731, si presentarono come le "nove Muse" responsabili di un certo numero di aree del sapere, assegnate in base alle rispettive competenze specialistiche.Vorrede, in Universal-Lexicon, Band 1, Leipzig, 1732, Spalte 1–16, citata p. 6. Testo disponibile nel progetto Wikisource in lingua tedesca. Fatte salve le accuse di plagio, da subito si pensò che difficilmente nove autori avrebbero potuto realizzare un'opera di tale portata, anche nel corso di venti anni di attività.
La maggior parte dei progetti editoriali di questo tipo condotti nel XVIII secolo è caratterizzato dal fatto che fossero indicati solamente l'editore e il primo e più importante degli autori. Era consuetudine che le singole voci non riportassero in calce il nome del loro redattore.Schneider, Seine Welt wissen, p. 127</ref> Tuttavia, lo Zedler fu il primo progetto realizzato da un gruppo di studiosi che operano in autonomia, differenziandosi dall'organizzazione tradizionale che prevedeva che un direttore o primo autore dell'opera supervisionasse e coordinasse un gruppo di redattori anonimi. Inoltre, la scelta dell'anonimato fu rafforzata dalla accuse di plagio che fin da subito coinvolsero la pubblicazione.
La seconda novità dal punto di vista organizzativo fu la ripartizione del lavoro per argomento, in base all'area tematica di competenza.Kaminski, Die Musen als Lexikographen, p. 650 Fino ad allora, i volumi erano assegnati ai redattori secondo un mero criterio alfabetico. La nuova modalità permise una distribuzione più razionale ed efficiente del carico di lavoro.Kossmann, Deutsche Universallexika des 18. Jahrhunderts, p. 1570. Tuttavia, data la mole dell'opera, non mancarono duplicazioni di lemmi che erano tra loro sinonimi, ma che non erano stati collegati tramite un riferimento incrociato.Prodöhl, Aus denen besten Scribenten, p. 83f. Una parte dei redattori era "strettamente collegata alle Università di Halle e di Università di Lipsia".Prodöhl, Aus denen besten Scribenten, p. 87. I capo redattori e coordinatori dell'opera furonoKossmann, Deutsche Universallexika des 18. Jahrhunderts, Sp. 1569f.: Jacob August Franckenstein (1689–1733) (Bände 1–2) Paul Daniel Longolius (1704–1779) (volumi da 3 a 18) Carl Günther Ludovici (1707–1778) (volumi da 19 a 64). Pressoché nulla è noto riguardo a tutti gli altri. Heinrich Winkler si è detto certo che Friedrich August Müller, l'autore della "maggior parte delle voci mediche", fosse stato "con grande probabilità" anche l'autore delle voci a carattere filosofico.Schneider, Die Konstruktion des allgemeinen Wissens in Zedlers Universallexikon, p. 87, nota 24 Lorenz Christoph Mizler (1711–1778) affermò di aver scritto alcune voci di matematica.<ref>Prodöhl, Aus denen besten Scribenten, p. 91. Mentre era ancora in corso la disputa sulla paternità dei testi, Johann Heinrich Rother e Johann Christoph Gottsched furono scritturati dalla concorrenza come redattori di altre case editrici. Entrambi dichiararono pubblicamente e poi in forma scritta di non aver mai scritto alcunché per lo "Zedler" lexicon.Prodöhl, Aus denen besten Scribenten, p. 91
L'epiteto le "Nove Muse" era un escamotage per evitare il reato di plagio, presentando l'opera come un'imitazione originale, che inseriva nel contesto legittimo della tradizione poetica dell'''imitatio dionisiaca, non penalmente perseguibile. Johann Peter von Ludewig (1668-1743) espose questi argomenti nella prima prefazione del lexicon universale.
Contesto All'epoca, erano già noti molteplici tentativi di raccogliere e sistematizzare l'intero scibile umano, ma si trattava di opere scritte di regola in latino, non nella lingua volgare, e quindi rivolte a un élite di intellettuali a tutto tondo. Al tempo di Zedler, erano già stati pubblicati il Lexicon Universale Historico-Geographico-Chronologico-Poetico-Philologicum di Johann Jakob Hofmann (1635-1706)Secondo Schneider, il lexicon di Hofmanns sarebbe stato un precurosre dell'Universal-lexicon. Si veda al riguardo: Schneider, Seine Welt wissen, p. 75., o l'altrettanto monumentale e di notevole successo Encyclopaedia Cursus Philosophici di Johann Heinrich Alsted (1588–1638), che tuttavia non presentava ancora i contenuti in ordine alfabetico.
Lessici nel mercato editoriale ai primi del XVIII secolo Il Lexicon Universale non fu la prima opera enciclopedica in lingua tedesca a presentare le voci in ordine alfabetico. Più antichi ancora furono il Reale Staats- und Zeitungs-Lexicon del 1704, chiamato anche Lessico di Hübner, e lAllgemeines Historisches Lexicon (Lessico Storico Generale) di Johann Franz Buddeus (1667–1729), stampato per la prima volta a Lipsia nel 1709. Nella prima metà del XVIII secolo, il numero di nuovi titoli per questo genere letterario aumentò molto rapidamente, soprattutto nell'ambito dei lessici particolari, mirati ad un soggetto tematico singolo. nel 1741 la sola casa editrice di Johann Friedrich Gleditsch aveva in cantiere la realizzazione di venti nuovi lessici.Schneider, Seine Welt wissen, p. 126. Lexicon e opere enciclopediche rappresentavano un mercato emergente e redditizio che risultava appetibile per molteplici editori, in concorrenza tra loro.Seine Welt wissen, 2006, p. 134. Tale dato economico fomentò quanti si opponevano alla realizzazione di un lessico universale.
Obiettivi Il lessico si ispirava all'ideale illuministico di "promuovere l'interiorizzazione e la redistribuzione delle conoscenze acquisite", per migliorare la vita e il benessere dei lettori, presentandole in una forma compatta.Prefazione alla dedica, in Universal-Lexicon, Band 9, Leipzig, 1735, Spalte 1–16 Diversamente dai lexicon particolari, il testo si rivolgeva a un pubblico di laici eruditi, di un livello culturale medio-alto, piuttosto che ad una platea di lettori genericamente interessata ad un determinato argomento. Le conoscenze specialistiche e quelle generali sono presentate in una forma compattaSchneider, Seine Welt wissen. p. 125. e trattate in modo paritetico. Nell'opera trovano spazio anche argomenti come l'artigianato, le pulizie o il commercioJohann Peter von Ludewig, Vorrede, in Universal-Lexicon, Band 1, Lipsia, 1732, Spalte 6, § 13., senza per questo perdere qualità rispetto al rigore scientifico e accademico che secondo Ludovici avrebbe dovuto essere costantemente la priorità di tutti i redattori.
Prefazioni La prefazione di sedici pagine al primo volume fu scritta dall'avvocato Johann Peter von Ludewig e conteneva indicazioni sul perimetro complessivo dell'opera, le circostanze in cui era stata creata e le norme vigenti all'epoca.
La prefazione al volume 19 fu la prima scritta dal nuovo editore Carl Günther Ludovici. Le prefazioni esistenti per i volumi 21 e 23 suggeriscono che esse fossero state pubblicate ogni due volumi. In queste tre prefazioni, Ludovici espone la propria concezione di lexicon, l'intento di migliorare gli articoli genealogici e geografici, di organizzare le voci in un modo più equilibrato, con riferimenti più puntuali indicanti non solo ai nomi degli scrittori, ma anche i titoli delle opere citate, ridimensionando la lunghezza di alcuni articoli e il tono "apologetico" di alcune voci teologiche, assimilate ad un sermone.
Aspetto tipografico e visivo
Le voci sono scritte in tre caratteri: fraktur, antiqua (per i testi latini) e corsivo. Le voci più lunghe erano Wolffische Philosophie (lunga 349 colonne, seguita dalla biografia di Christian Wolff (in 128 colonne). Oltre ai termini tecnici e specialistici, le voci del Lexicon Universale fanno un largo utilizzo di parole latine e greche. Col progredire dell'opera, la tendenza emergente è quella di abbandonare le lingue classiche a favore del volgare, tanto nella terminologia scientifica quanto nella volgarizzazione dei nomi propri di persona, precedentemente latinizzati.Kossmann, Deutsche Universallexika des 18. Jahrhunderts, Sp. 1586.
I primi diciotto volumi contengono le voci relative alle prime dodici lettere dell'alfabeto, mentre quattordici delle lettere successive occupano i restanti quarantasei volumi. Nei primi volumi le citazioni sono presentate nel corpo del testo; in quelli seguenti, si evidenzia una maggiore grado di organizzazione formale. Vengono introdotti i numeri romani e i titoli di primo livello per suddividere le voci in sottosezioni, mentre i riferimenti bibliografici sono condensati alla fine delle voci. Nel tempo, i biografati iniziano ad avere una sezione specifica per le opere e la letteratura correlata, mentre i testi si concentrano di più sul contenuto delle opere, limitando le informazioni circa le condizioni di vita, il contesto famigliare e le preferenze personali dei soggetti delle voci.Kossmann, Deutsche Universallexika des 18. Jahrhunderts, Sp. 1588 f.
Le rappresentazioni visive sono piuttosto rare, anche in coerenza con le note di Ludewigs alla prefazione del primo volume, nel quale riproduce la parola "lexicon" associandola a quella di Wörterbuch, così da assimilarlo ad un dizionario enciclopedico.Johann Peter von Ludewig, Vorrede, in Universal-Lexicon, Band 1, Leipzig, 1732, Spalte 1–16 (citate pp. 2–3). L'opera adotta anche una serie di contenuti non testuali, del tipo: diagrammi funzionali: di dieci linee al massimo, utilizzati con parsimonia, ad esempio per riprodurre con esattezza l'ordine dei posti a sedere del Reichstag tedesco; illustrazioni: introdotte a partire dal volume 18, sono immagini di carattere concettuale, non fattuale o storico, mirate a chiarire concetti. In larga misura, furono importate dal libro di Chirstian Wolff intitolato Allerhand Nützliche Versuche, dadurch zu genauer Erkäntnis der Natur und Kunst der Weg gebähnet wird, pubblicato in tre volumi ad Halle dal 1721 al 1723. Le immagini vengono adattate alle dimensioni della colonne nelle quali sono suddivisi i singoli fogli;