Battezzato con il nome di Boleslao, trascorse la maggior parte della sua vita in lotte dinastiche, spesso per lui infruttuose, contro i suoi cugini Vitoldo e Sigismondo Kęstutaitis (rispettivamente suo predecessore e successore al potere).

Riuscì a ricoprire il ruolo di granduca soltanto tra il 1430 e il 1432, sia pur senza l'approvazione di suo fratello, il re di Polonia Ladislao II Jagellone, ma quando uscì sconfitto dalla guerra civile lituana rinunciò a ogni ambizione e si accontentò di essere duca della Volinia. Personaggio dal carattere determinato e controverso, è stato riconosciuto da alcuni degli storici moderni come una sorta di patriota antesignano della Lituania, poiché le sue lotte impedirono che il Granducato perdesse la propria autonomia e divenisse parte del regno di Polonia.

Biografia Primi anni

Švitrigaila era uno dei figli di Algirdas, granduca di Lituania, e della sua seconda moglie Uliana di Tver'. Poiché si ritiene che tra la prole di Algirdas fosse il figlio minore, o comunque il secondo figlio più giovane, e benché la sua data di nascita sia sconosciuta, essa è solitamente collocata intorno al 1370.. Lo studioso William Urban la individua lievemente più tardi, ovvero nel 1373 circa.. Quando Algirdas morì nel 1377, molti dei suoi figli e nipoti cominciarono a litigare per l'eredità, ma gli storici tendono a ritenere che Švitrigaila ne ricevette una minima parte, se non proprio nulla.. Non è possibile ricostruire molti aspetti legati ai suoi primi anni, in quanto non si conoscono notizie legate alla sua infanzia tramandate storicamente. Il nome di Švitrigaila appare per la prima volta nelle fonti nell'ottobre del 1382, quando viene indicato tra i testimoni della firma del trattato di Dubysa tra suo fratello maggiore Jogaila e i Cavalieri teutonici.

Nel febbraio del 1386, Švitrigaila partì alla volta di Cracovia assieme ai suoi fratelli Jogaila, Vygantas, Karigaila e al cugino Vitoldo.. Jogaila aveva partecipato a lunghe trattative finalizzate a ottenere la corona del regno di Polonia, cosa che gli fu garantita sia pur ad alcune condizioni tassative, tra cui la necessità di convertirsi al cristianesimo, poiché il Granducato di Lituania era ancora uno Stato pagano.. Quest'alleanza tra Polonia e Lituania avrebbe dato origine a un'unione bilaterale che sarebbe durata per secoli. Il 15 febbraio del 1386 Švitrigaila, così come i suoi parenti summenzionati, ricevette il sacramento del battesimo (probabilmente dall'arcivescovo di Gniezno Bodzanta). In quell'occasione ricevette il nome cristiano di Boleslao, con cui, invero, viene raramente indicato dalle fonti coeve, nonostante la conversione.

Il periodo tra il 1385 e il 1392 si rivelò particolarmente travagliato per i rapporti bilaterali tra Polonia e Lituania. Jogaila, che a seguito del battesimo divenne noto con il nome di Ladislao II Jagellone, risultava formalmente anche alla guida del Granducato di Lituania, ma la nobiltà baltica mal sopportava la sua autorità, considerando che gli affari legati al loro Stato sembravano essere stati relegati a un ruolo secondario e che alcuni di loro paventavano addirittura l'ipotesi di venire assorbiti dalla Polonia. Nel 1387, consapevole della necessità di delegare l'amministrazione, Ladislao nominò il fidato fratello Skirgaila reggente.. Sempre nel 1387, la Lituania stava vivendo una lotta di potere per il predominio nell'Europa orientale con la Moscovia, con gli scontri che si concentravano però perlopiù a livello locale nei pressi di Smolensk, contesa da decenni. Per vendicare la sconfitta subita l'anno precedente nella battaglia del fiume Vichra e la morte del padre, il principe Jurij di Smolensk attaccò la Lituania, ma la sua avanzata si impantanò nei pressi di una fortezza di confine presidiata da Švitrigaila, il quale seppe contenere il nemico fino all'arrivo del fratello Kaributas e di Vitoldo, che inseguirono gli aggressori fino a Smolensk costringendone gli abitanti a versare un enorme tributo..

Con il passare del tempo, Skirgaila si rivelò impopolare sia tra i nobili sia tra le fasce più umili della popolazione. Ben presto Vitoldo, il più desideroso di imporsi al comando in Lituania, cominciò ad accattivarsi un nutrito numero di sostenitori, oltre a ricercare supporto esterno. Nel 1389, Vitoldo attaccò con la forza la capitale della Lituania, Vilnius, col preciso intento di assumere il potere.. Tale evento scatenò la guerra civile lituana del 1389-1392, conclusasi con l'assegnazione da parte di Ladislao II al cugino Vitoldo del ruolo di reggente della Lituania, con la promessa che gli sarebbe stato sottoposto; in realtà, Vitoldo rimase dipendente dal cugino soltanto formalmente.. In questo contesto, mentre a Vitoldo venivano restituiti i suoi antichi possedimenti, Švitrigaila addusse come pretesto la morte di sua madre e reclamò che gli fosse assegnata, a titolo di eredità, la città di Vicebsk.. Si precipitò dunque verso la destinazione e, «mosso da una brutalità che contraddistinguerà tutte le sue vicende [politiche]», ne catturò il governatore Fëdor Vesna e poi lo condannò a morte. In una rara occasione durante cui Vitoldo e Skirgaila cooperarono, considerati gli scontri che li avevano frapposti durante tutto il corso della guerra civile lituana, Švitrigaila finì imprigionato e spedito a Cracovia. I suoi legami con l'Ordine di Livonia, atavico nemico del Granducato di Lituania, vennero ritenuti inoltre troppo sospetti da Ladislao Jagellone. Rimasto alla corte polacca per tre anni, in quel lasso di tempo cominciò a meditare seriamente l'ipotesi di spodestare chi sedeva sul trono del Granducato. Si ascrive infatti a lui il tentato assassinio di Vitoldo del 1394, terminato però con un fallimento..

Lotte iniziali contro Vitoldo

Nel 1396 riuscì ad abbandonare Cracovia recandosi prima in cerca di sostegno in Slesia, al cospetto di Premislavo I Noszak di Teschen, e poi in Ungheria, alla corte di Sigismondo di Lussemburgo.. È probabile che non avesse ottenuto granché da questo incontro, avendo forse confidato in un mutamento dello scenario in Lituania; compiendo una scelta che non fu seguita da Švitrigaila, Vitoldo aveva infatti abbandonato il cattolicesimo aderendo alla religione ortodossa, esponendosi al rischio di attirarsi le antipatie di alcuni dei membri più intransigenti della nobiltà.. Al termine del suo ciclo di viaggi, nel 1398, Švitrigaila giunse al cospetto del Gran maestro dell'Ordine teutonico Konrad von Jungingen, il quale però gli negò qualsiasi forma di aiuto perché stava imbastendo con Vitoldo le trattative finalizzate alla stesura di un accordo, il futuro trattato di Salynas, ai sensi del quale il granduca lituano avrebbe ceduto il possesso di una porzione della contesa Samogizia.. È comunque verosimile che, prima di conoscere le volontà di von Jungingen, avesse prestato servizio al fianco dei teutonici per un breve lasso di tempo.. Impossibilitato a perorare la sua causa senza supporto esterno, Švitrigaila decise di ritornare a Cracovia e fece ammenda delle proprie colpe dinanzi al fratello Ladislao Jagellone. Ciò indusse il re polacco a decidere di cedere a Švitrigaila il possesso, a titolo di feudo, di alcune terre situate nella Podolia orientale; al di là del gesto di clemenza, taluni storici hanno ritenuto che Ladislao perseguisse anche un secondo fine, volendo forse segretamente assecondare le mire espansionistiche del giovane ribelle per contrastare il rafforzamento del potere del cugino Vitoldo.. Nell'agosto del 1399, Švitrigaila partecipò alla disastrosa spedizione condotta da Vitoldo contro i tartari dell'Orda d'Oro e culminata con la battaglia del fiume Vorskla. Durante questo scontro perse la vita il nobile polacco Spytek II di Melsztyn, i cui feudi furono incamerati per decisione di Ladislao Jagellone da Švitrigaila.. Benché queste terre non facessero parte del Granducato lituano e fossero principalmente dislocate nella Podolia occidentale, esse comprendevano la fiorente città di Novhorod-Sivers'kyj ed erano molto estese.

Ad ogni modo, Švitrigaila mirava a un altro obiettivo e sapeva che la reputazione di Vitoldo, sia in patria sia in Polonia, era stata affossata dalla fatale disfatta di Vorskla, motivo per cui pensò di rendersi portatore degli interessi di quella cerchia di nobili maggiormente scontenta.. La battaglia aveva plasticamente svelato a Vitoldo quanto mai fosse necessario del supporto esterno, soprattutto per presidiare le vastissime frontiere del suo Granducato. Ecco perché, considerato che Ladislao Jagellone non aveva un erede e Vitoldo era molto affascinato dal mondo europeo occidentale, potendo altresì contare su un numero consistente di fidati consiglieri polacchi, il granduca lituano si avvicinò alla Polonia piuttosto che allontanarsi, circostanza la quale portò alla conclusione dell'Unione di Vilnius e Radom del 1401. Ai sensi della stessa, Vitoldo diveniva sovrano indipendente fino alla sua morte, all'indomani della quale la Lituania sarebbe stata governata da Ladislao e dalla corona polacca..

Verso la fine dell'anno, Švitrigaila pianificò di nuovo di recarsi nel territorio dello Stato monastico dei Cavalieri Teutonici, in cerca di supporto alla sua causa. Il momento storico appariva particolarmente favorevole: tutte le attenzioni internazionali erano concentrate sull'imminente matrimonio che avrebbe avuto luogo tra Ladislao Jagellone e Anna di Celje, dalla quale il re polacco sperava di poter avere il tanto agognato erede, malgrado vi fossero forti perplessità (la notevole differenza di età tra i due coniugi, la non conoscenza da parte di Anna del polacco e il totale disinteresse da parte di Ladislao di qualunque argomento che non riguardasse la caccia o lars bellica).. Il 31 gennaio del 1402, due giorni dopo le celebrazioni delle nozze tra Ladislao e Anna, Švitrigaila si presentò travestito da mercante a Marienburg, la capitale dello Stato monastico, e incontrò nuovamente il Gran maestro von Jungingen, dicendosi disponibile a prestare i propri servigi a lui. Le due controparti giunsero dunque a un'intesa, ai sensi della quale il Gran maestro avrebbe aiutato Švitrigaila a recuperare le sue terre nella Rus' meridionale e avrebbe appoggiato la sua pretesa al ruolo di granduca, consentendo in cambio ai crociati di governare indisturbati i loro territori, compresa la Samogizia. Poiché il possesso della regione non era stato ceduto da Vitoldo, Švitrigaila si impegnò a mantenere questa promessa firmando a suo nome il trattato di Salynas. Senza avvertire Vitoldo, i Cavalieri teutonici e l'Ordine di Livonia aggredirono simultaneamente la Lituania nel marzo del 1402; in seguito, annunciarono di riconoscere Švitrigaila quale legittimo granduca di Lituania. Pare che qualche boiardo fosse favorevole all'ascesa di Švitrigaila al potere, ma in pochi apparivano disposti a dichiararlo apertamente.. La decisione assunta da Konrad coincise con un cinico calcolo politico, senza alcuna sfumatura religiosa,. aspetto che, del resto, non connotava più la lunga crociata lituana da più di qualche anno. A maggio, dopo due mesi di lotte, il Gran maestro e Ladislao Jagellone si incontrarono di persona, un gesto questo indicativo della volontà di entrambi di trattare.. Probabilmente, ciò testimoniava anche i fallimenti riportati da Švitrigaila nella sua personale lotta. Una volta respinto il grande assalto diretto contro Vilnius dai teutonici, Vitoldo seppe stroncare i pochi aristocratici filo-teutonici presenti in patria e respinse Švitrigaila e i suoi sostenitori...