La spedizione di Yellowstone del 1873 fu pianificata dell'esercito degli Stati Uniti per effettuare un'esplorazione scientifica dei territori del Dakota e del Montana e per fornire protezione e assistenza ai tecnici della Northern Pacific Railway che stavano eseguendo rilevamenti topografici per la realizzazione di una linea ferroviaria nella valle del fiume Yellowstone. La spedizione era comandata dal colonnello David S. Stanley, con il tenente colonnello George A. Custer che era a capo del contingente militare di supporto alla spedizione ed aveva funzioni di comandante in seconda.

Antecedenti Quello che è oggi il Parco nazionale di Yellowstone è stato un territorio coperto da fascino e da mistero fino quasi alla fine del XIX secolo. Nel corso dei decenni furono vari i tentativi di esplorare quel territorio, ma senza mai raggiungere un risultato soddisfacente. Nel 1860 la spedizione guidata dal capitano William Raynolds aveva prodotto una mappa dello Yellowstone che il famoso mountain man Jim Bridger giustamente aveva definito 'Terra incognita'. Nel suo rapporto Raynolds scrisse «... non dubito che un giorno non molto lontano i misteri di questa regione saranno pienamente rivelati, e sebbene sia di piccola estensione, considero la valle dello Yellowstone superiore come il più interessante distretto inesplorato nel nostro paese».William F. Raynolds, Report on the Exploration of the Yellowstone and Missouri Rivers in 1859-60, Senate Executive Documents 77, 40th Congress (1868), p. 11

Inoltre su quel territorio si era aperto un conflitto con gli indiani Lakota Sioux. Con il trattato di Fort Laramie del 1868 venne costituita la grande riserva Sioux nella regione tra Wyoming e Montana senza tuttavia definire il confine a nord che per il governo di Washington coincideva con il percorso del fiume Yellowstone, mentre per gli indiani si estendeva fino al confine con il Canada. La disputa quindi riguardava tutta la vasta area a nord del fiume Yellowstone.

Gli indiani Sioux e Cheyenne si opposero fieramente alla penetrazione dei bianchi nella valle dello Yellowstone che era il cuore dei loro terreni di caccia. Nel 1872, una precedente spedizione di rilevamento guidata da David S. Stanley si era risolta in un mezzo fallimento ed aveva avuto come conseguenza la morte del tenente Lewis D. Adair, del 22º Reggimento di fanteria, e il ferimento grave del capo degli ingegneri della Northern Pacific.

Il generale Philip Sheridan, con l'intento di porre fine a quelle ostilità, aveva deciso di dare una prova di forza per scoraggiare ogni accenno di violenza da parte degli indiani. Aveva fatto costruire quattro postazioni militari per presidiare la regione e, nel 1873, aveva pianificato una grande operazione esplorativa e di supporto agli uomini che stavano lavorando alla costruzione della ferrovia Northern Pacific per aprire un collegamento verso ovest proprio seguendo il percorso del fiume Yellowstone.Robert M. Utley, Cavalier in Buckskin: George Armstrong Custer and the Western Military Frontier, University of Oklahoma Press, 1988, p. 115

Il comando della spedizione era stato affidato anche questa volta al colonnello David S. Stanley, un veterano della guerra civile. Da vice comandante fungeva George Armstrong Custer che era in appoggio alla spedizione con dieci squadroni del 7º Reggimento di cavalleria. In quella missione Custer aveva portato con sé gli uomini più fidati: il fratello, tenente Thomas Custer (compagnia A), il cognato, tenente James Calhoun (compagnia L), il capitano Myles Moylan (compagnia B), il capitano George W. M. Yates (compagnia F), il sottotenente Charles Varnum (compagnia B), il capo dei suoi scout, l'indiano arikara Coltello Insanguinato e lo scout bianco Charley Reynolds.

La spedizione Il grosso della spedizione, con in testa Stanley e Custer, partì da Fort Rice (territorio del Dakota) la mattina del 20 giugno 1873 diretta ad ovest del fiume Missouri. Quattro giorni prima da Fort Abraham Lincoln, nell'odierno Nord Dakota, era partito il gruppo di rilevamento topografico insieme a sei compagnie del 9º Reggimento di fanteria al comando del maggiore Edwin F. Townsend con l'ordine di viaggiare verso ovest fino ad incontrare la colonna di Stanley.

I numeri della spedizione erano impressionanti. Stanley aveva con sé una forza che comprendeva 79 ufficiali, 1451 soldati, 27 scout indiani o mezzo sangue, 353 civili, due pezzi di artiglieria da campagna Rodman da 3 pollici, 2321 tra cavalli e muli ed inoltre 275 grossi carri (di cui 1 carro ospedale e 6 ambulanze) per il trasporto di provviste e foraggio necessari per due mesi e di tutto il materiale scientifico.David S. Stanley, Report on the Yellowstone Expedition of 1873, Government Printing Office, 1874, p. 3 Alla spedizione era aggregato anche Samuel J. Barrows, un giornalista del New York Tribune che aveva il compito di fornire una dettagliata narrazione della missione. Libbie, la moglie di Custer, che assistette alla partenza della spedizione da Fort Rice, la descrive come «… una scena meravigliosa e di grande bellezza. La cavalleria e la fanteria, in questo ordine, gli scout, i muli da soma, l'artiglieria e in fondo a tutto la lunga teoria dei carri coperti, tutti insieme formavano una colonna lunga circa due miglia».Elizabeth Bacon Custer, Boots and Saddles, Harper & Brothers Publishers, 1885, p. 250 Oltre a ciò, in appoggio alla colonna di terra c'erano due battelli a vapore che navigavano sui fiumi Yellowstone e Missouri.

Nei primi diciassette giorni di marcia la colonna di Stanley incontrò condizioni meteorologiche sfavorevoli con forti piogge che ne ostacolarono il cammino. Dopo aver attraversato il fiume Heart, il 27 giugno il colonnello Stanley ricevette un rapporto dal signor Rosser, capo degli ingegneri della Northern Pacific e dal maggiore Townsend, secondo cui due giorni prima il gruppo di rilevamento e la sua scorta erano stati investiti da una violenta tempesta di grandine tanto che gli uomini erano riusciti a malapena a salvarsi dagli impetuosi rovesci d'acqua e che gli animali, impazziti, avevano rotto i loro carri a tal punto da paralizzare completamente i movimenti sia dei topografi che della scorta.David S. Stanley, op. cit., p. 4

Stanley inviò i cavalleggeri di Custer con l'equipaggiamento necessario a dar soccorso ai topografi e a riparare i danni subiti dai carri. Fu in questo modo che Custer ebbe la lieta sorpresa di incontrare, dopo tredici anni, il suo vecchio amico Thomas L. Rosser. I due erano stati compagni di corso a West Point, poi si erano separati allo scoppio della guerra di secessione che li aveva visti impegnati su fronti contrapposti in quanto Rosser, lasciata West Point poche settimane prima di diplomarsi,M. John Lubetkin, Custer and the 1873 Yellowstone Survey: A Documentary History, Arthur H. Clark Company, 2013, p. 43 si era arruolato nell'esercito confederato.Elizabeth Bacon Custer, op. cit., p. 81 Nei momenti di calma della spedizione i due amici passavano il tempo a ricordare i quattro anni trascorsi insieme a West Point, a discutere delle battaglie della guerra civile in cui erano stati impegnati e dei loro progetti per il futuro.Elizabeth Bacon Custer, op. cit., p. 262

Di tutt'altra natura era il rapporto tra Custer e Stanley. La predilezione di Stanley per l'alcool era cosa nota a tutti e lo stesso Rosser, che aveva partecipato alla precedente spedizione guidata da Stanley nel 1872, aveva avuto modo di annotare sul suo diario “[Stanley] mostra segni di aver fatto baldoria” e poi ancora “il vecchio è fuori controllo”Dennis W. Belcher, General David S. Stanley, USA: A Civil War Biography, McFarland & Company Inc., 2014, p. 227 Custer, invece, era insofferente e non mancava di contestare apertamente le decisioni spesso prese con ritardo dal suo superiore perché in stato di alterazione per le eccessive bevute. Dal canto suo Stanley, persona sensibile e disciplinata, non sopportava l'atteggiamento arrogante e provocatorio di Custer e la sua smania di protagonismo. Dopo otto giorni dall'inizio della spedizione, Stanley così scrisse alla moglie «Non ho avuto problemi con Custer e cercherò di evitare di averne, ma ho visto abbastanza di lui per convincermi che è un uomo dal sangue freddo, menzognero e senza principi. Egli è universalmente disprezzato dagli ufficiali del suo reggimento, tranne che dai suoi parenti e da uno o due dei suoi adulatori.»Jeff Barnes, The Great Plains Guide to Custer: 85 Forts, Fights, & Other Sites, Stackpole Books, 2011, p. 171

Agli inizi di luglio la situazione inevitabilmente esplose. In varie occasioni, Custer aveva ignorato gli ordini di Stanley e quando questi venne a sapere che Custer aveva dato un cavallo dell'esercito ad uno dei topografi civili, infuriato, mise Custer agli arresti nella sua tenda e gli ordinò di porsi in fondo alla colonna quando si sarebbero mossi. La vicenda poi ebbe un risvolto positivo grazie all'intervento di Rosser che convinse Stanley a revocare il provvedimento punitivo.Dennis W. Belcher, General David S. Stanley, USA: A Civil War Biography, McFarland & Company Inc., 2014, p. 229

Intanto la spedizione proseguì nel suo cammino e dopo aver superato il Muddy River e il Little Missouri entrò nel territorio del Montana e il 13 luglio raggiunse il fiume Yellowstone. Gli uomini di Stanley si trovavano ormai in pieno territorio Lakota.

La valle dello Yellowstone, che nei primi esploratori aveva provocato emozioni intense, quasi di rapimento dinanzi alla bellezza selvaggia della natura, suscitò la stessa forte partecipazione emotiva in Custer che, avvinto da tanta bellezza, in una lettera del 19 luglio, così la descrisse a Libbie «Nessun artista sarebbe in grado di riprodurre fedelmente la bellezza della regione che abbiamo attraversato. Ciascun passo del nostro cammino era simile al mutar delle immagini in un caleidoscopio che offriva al nostro sguardo incantato vedute che ci hanno quasi sconvolto per la loro sublimità».Elizabeth Bacon Custer, op. cit., p. 264

Custer ebbe poi l'incarico di portarsi con due squadroni di cavalleria attraverso un percorso accidentato allo sbocco del Glendive Creek nel fiume Yellowstone, dove ad attenderli trovarono il battello a vapore Key West con i rifornimenti necessari per la spedizione.

Il 26 luglio la lunga carovana di uomini e di carri attraversò il fiume Yellowstone e si portò sulla riva nord. Dopo aver viaggiato verso ovest, il 1º agosto, la colonna di Stanley a otto miglia sopra la foce del fiume Powder trovò la nave a vapore Josephine che aveva portato altre scorte di materiale e di foraggio.

Quella notte fu importante perché gli uomini della spedizione ebbero le prime avvisaglie della presenza degli indiani. Le sentinelle spararono su alcuni di essi che si erano avvicinati troppo al campo, probabilmente per rubare i cavalli, e il giorno successivo altri indiani furono visti risalire la valle.

Battaglia di Honsinger Bluff Il 4 agosto la spedizione era accampata nei pressi dello sbocco del Sunday Creek, un affluente dello Yellowstone. La mattina presto la colonna si mise in movimento risalendo il lato nord-ovest della collina lungo il bivio sud del Sunday Creek mentre il capitano George W. Yates con una compagnia del 7º Cavalleria faceva da scorta ai topografi lungo il lato sud-est della collina. Stanley incaricò Custer di andare in avanscoperta rispetto al grosso della colonna, compito rischioso questo, ma che Custer svolgeva sempre di buon grado.

Il gruppo di Custer era formato dalle compagnie A e B agli ordini del capitano Myles Moylan per un totale di 86 cavalleggeri. Con loro c'erano anche il fratello, tenente Thomas Custer, il cognato, tenente James Calhoun, e alcuni scout indiani.M. John Lubetkin, Jay Cooke's Gamble: The Northern Pacific Railroad, The Sioux, and the Panic of 1873, University of Oklahoma Press, 2006, p. 242