Le ghiandole accessorie bulbouretrali (o di Cowper), dette anche ghiandole ampollari, bulbari, subtrigonali o bulbomembranose, sono due notevoli ghiandole parauretrali situate alla radice del corpo spugnoso dell'uretra, presso il bulbo uretrale di Kobelt. I loro dotti parauretrali attraversano i muscoli uretrali e bulboglandulare per poi sboccare nell'ampolla uretrale, all'inizio dell'uretra bulbare.

Queste ghiandole appartengono al sistema di Cowper, di cui rappresentano le due strutture più rilevanti, nonché alle ghiandole parauretrali accessorie dell'apparato urogenitale; il loro diametro verticale ammonta in media a 13 mm, e la forma è lobulata. Costituite da un complesso (cluster) "a corallo ramificato" di circa 40 ghiandole otricolari bulbouretrali e dotti, svolgono un importante ruolo nella produzione del liquido preseminale, nonché dell'antigene prostatico specifico (PSA) e di un potente secreto protettivo, il fattore antimicrobico di Cowper, che difende e sfiamma l'uretra maschile.

In alcune specie di scimmia queste ghiandole sono solo vestigiali, e la loro funzione è stata sostituita dalle ghiandole coagulanti dell'uretra (nell'uomo corrispondono alla ghiandola parauretrale di Winslow - Duverney o antiprostata).

Nomi e classificazione

Nomi Le ghiandole accessorie bulbouretrali sono anche indicate come ghiandole subtrigonali (dal trigono urogenitale), bulbomembranose o bulbari (dall'omonimo segmento uretrale) e ampollari (dall'ampolla uretrale; da non confondersi con le omonime ghiandole dell'uretra prostatica). Raramente, si può trovare la dizione ghiandole maggiori di Cowper.

Eponimo Le ghiandole bulbouretrali nel loro complesso sono state studiate dell'anatomista inglese William Cowper. La distinzione delle ghiandole accessorie risale però al secolo successivo, e non è contraddistinta da un eponimo specifico.

Classificazione Esistono numerose classificazioni possibili per queste ghiandole uretrali:

Dal momento che queste ghiandole sono collocate relativamente vicino all'uretra (benché non siano contigue), ma i loro dotti sboccano in una sezione della stessa, vengono classificate tra le ghiandole parauretrali esocrine o ghiandole uretrali profonde. Nonostante la loro funzione sia quasi completamente esocrina (emissione del secreto nel canale uretrale attraverso i dotti di Cowper), svolgono anche una minimale attività endocrina, immettendo una piccola parte dell'antigene prostatico specifico (PSA) nel circolo sanguigno. Poiché svolgono un importante ruolo nell'apparato urogenitale, sono anche incluse tra le principali ghiandole parauretrali accessorie. Appartengono alla categoria delle ghiandole lobulari tubulo-alveolari composte, poiché costituite da grappoli (urethral cluster) di ghiandole tubulo-otricolari bulbouretrali.

Anatomia

Descrizione generale Le ghiandole accessorie bulbouretrali sono collocate in uno stroma fibromuscolare alla base del corpo spugnoso uretrale, nella regione periuretrale del pene; si trovano ai lati del bulbo uretrale di Kobelt, presso i crura penis che da esso si dipartono verso il pube. Sono avvolte da due piccoli muscoli di forma anulare, disposti in modo concentrico ai due lati del bulbo penieno: il muscolo uretrale e il muscolo bulboglandulare (chiamato anche muscolo compressore delle ghiandole di Cowper). Riversano il proprio secreto a livello dell'uretra bulbare, nella testa anteriore dell'ampolla uretrale (spesso presso la cresta del bulbo uretrale, un omologo della cresta principale dell'uretra prostatica), grazie ad un sistema di circa 40 dotti parauretrali, riuniti in circa 10 dotti maggiori paralleli e lunghi fino a 2 cm.

Forma e dimensioni Le ghiandole accessorie sono sensibilmente più grandi di quelle diaframmatiche. In media, nel giovane il loro diametro verticale (altezza) ammonta a 13 mm; le misurazione svolte mostrano tuttavia dati molto variabili, con minimi di 9 mm e massimi di 16 mm. Il diametro verticale è invece minore, poiché queste ghiandole hanno una forma allungata: in media ammonta a 10 mm, ma è di fatto variabile tra 7 mm e 14 mm. Srotolando le ghiandole, la loro lunghezza può raggiungere i 18 cm. Nell'anziano tendono ad essere più voluminose, a causa del naturale processo di ingrandimento cui le ghiandole sono sottoposte; non è inoltre raro osservare fenomeni di iperplasia, paragonabili a quelli che coinvolgono la prostata, ma meno frequenti.

I dotti parauretrali accessori sono più numerosi di quelli diaframmatici, ma meno lunghi e consistenti. Superato il parenchima della ghiandola, si riuniscono in circa 10 dotti maggiori dal diametro di circa 6 mm e lunghi fino a 2 cm, che perforano il muscolo uretrale e bulboglandulare per emergere nella faccia inferiore dell'ampolla uretrale, presso gli orifizi dei dotti di Cowper e la cresta del bulbo.

Poiché queste ghiandole sono fortemente lobulate verso l'alto (ove si sviluppa il lobo apicale), la loro forma è spesso paragonata ad una pera.

Struttura generale Ogni ghiandola bulbouretrale è avvolta da una capsula fibroelastica quasi sferica, nota come capsula bulbouretrale, paragonabile a quella che avvolge la prostata e con funzione protettiva. È interamente composta di fibre muscolari scheletriche: sono le stesse fibre che formano i muscoli uretrale e bulboglandulare. L'epitelio prevalente che costituisce le ghiandole varia da cubico semplice a colonnare semplice. Dalla capsula partono dei setti rigidi che delineano decine di zone, attraversate dai tubuli e dai dotti parauretrali, ognuna delle quali contiene una singola ghiandola otricolare (cisterna). Si possono definire le ghiandole accessorie come strutture composite, costituite da grappoli (cluster) di ghiandole otricolari bulbouretrali, ognuna delle quali è contenuta in una regione delineata dai setti.

Suddivisione

Zone Ciascuna delle quattro ghiandole bulbouretrali principali presenta una struttura complessa e composita, paragonabile a quella della prostata (sebbene più semplificata e in scala ridotta). Pertanto, è possibile distinguere alcune aree di rilievo:

La zona centrale, simile ad un tronco di cono, è attraversata per tutta la sua lunghezza dai condotti parauretrali (che decorrono solo in questa porzione del tessuto ghiandolare bulbouretrale e sboccano nel calice dell'uretra). La zona periferica o delle ghiandole periuretrali è la porzione più consistente del tessuto ghiandolare, anch'essa a tronco di cono o a coppa, e costituisce circa il 75% del volume complessivo. Ricca di un denso stroma fibromuscolare, è in rapporto con tutte le altre regioni. La sua sporgenza verso l'alto, in direzione caudale, forma il lobo superiore della ghiandola, fortemente accennato in queste ghiandole e paragonabile al picciolo di una pera. Lo stroma fibromuscolare anteriore costituisce gran parte della faccia anteriore; la sua forma è assimilabile ad un cuneo o ad un cono rovesciato.

Lobi Sebbene questa classificazione sia poco utilizzata, è possibile individuare quattro lobi prevalenti in ognuna delle quattro ghiandole di Cowper principali. Ogni lobo è determinato dalla diversa collocazione delle ghiandole otricolari, che delineano le seguenti porzioni:

Lobo anteriore: la porzione anteriore della ghiandola. Completamente priva di ghiandole otricolari e dotti, è costituita soltanto da stroma fibromuscolare e dalle fibre muscolari dei muscoli uretrale e bulboglandulare. Lobi laterali: le due porzioni laterali della ghiandola. Contigue fra loro e con i muscoli uretrale e bulboglandulare, sono costituite per buona parte di ghiandole otricolari e dotti, e compongono la maggior parte della massa complessiva della ghiandola. Lobo posteriore: la porzione antero-laterale dei lobi laterali, ove essi si riuniscono. Sebbene sia interamente compresa tra le fibre muscolari della regione periuretrale, può essere analizzata a distanza con l'esame digitale tramite il retto.

Struttura interna

Ghiandole e tubuli otricolari Nel denso stroma fibromuscolare di ogni ghiandola si collocano numerose ghiandole parauretrali mucose, di ridotte dimensioni (circa 1 mm di diametro per 2 mm di altezza), chiamate ghiandole tubulo-otricolari bulbouretrali, o semplicemente ghiandole otricolari bulbouretrali. Appartengono alla categoria della ghiandole tubulo-otricolari ramificate, e la loro struttura è simile a quella delle ghiandole otricolari prostatiche e vescicolari, o delle ghiandole otricolari minori (presso l'utricolo prostatico), benché siano più piccole. La loro forma è nel complesso irregolarmente conica, a base periferica e apice rivolto verso l'uretra; si apre in direzione anticaudale.

Il numero di queste ghiandole è variabile; in genere, nel giovane le due ghiandole accessorie presentano un sistema ramificato e labirintico di circa 40 dotti e ghiandole periuretrali. Questo dato è comunque molto variabile da un individuo all'altro, passando da uomini in cui ammonta a circa 30 ad altri in cui supera le 60 unità. Nell'anziano il numero delle ghiandole otricolari e dei relativi condotti tende a crescere, poiché le ghiandole bulbouretrali aumentano di volume e sono spesso soggette a fenomeni di iperplasia, con formazione di corpi amilacei (proprio come accade per la prostata).

Una caratteristica delle ghiandole otricolari bulbouretrali è che sono collegate fra loro da un complesso sistema di molti tubuli cavi, chiamati anche dotti minori, che formano una struttura fortemente ramificata e labirintica, paragonata da alcuni manuali ad un albero dai molti rami o ad un corallo. Ciascuna ghiandola è in realtà una struttura composita (lobulo), costituita da decine di microlobuli provvisti di minuscole papille, che riversano il proprio secreto in tanti piccoli tubuli che confluiscono nei più grandi condotti: i diverticoli tubulari od otricolari, dotti parauretrali, uno per ciascuna ghiandola. Questi canali corrispondono di fatto ai tubuli maggiori o dotti pre-eiaculatori, che attraversano il parenchima della ghiandola (cioè la zona periferica) fino all'esterno. Qui i dotti preseminali si riuniscono in circa 10 canali maggiori (5 per ciascuna ghiandola), che attraversano il muscolo uretrale e il muscolo bulboglandulare, proseguendo nella regione periuretrale fino a sboccare mediante orifizi ampollari. Indipendentemente dalla ghiandola, il lume dei dotti periuretrali ha un'ampiezza molto variabile, mentre il contorno è irregolare.

Composizione epiteliale I microlobuli sono costituiti da epitelio cilindrico, semplice o pseudostratificato, e sono avvolti da un plesso di capillari; soprattutto negli anziani, possono contenere aggregati di colloide di natura iperplastica, noti come corpi amilacei. Le cellule che li compongono hanno grandi nuclei basali sferici, e nella porzione apicale si ritrovano vescicole secretorie; tra le cellule secernenti, si trovano cellule neuroendocrine e adenomeri aberranti. I piccoli tubuli che si dipartono dai microlobuli sono rivestiti da un singolo strato di cellule epiteliali, di tessuto cilindrico semplice, mentre i dotti parauretrali di Cowper in cui essi confluiscono (diverticoli otricolari) sono costituiti da epitelio cilindrico a più strati; si evidenzia un duplice strato di cellule: cubiche nella porzione basale e cilindriche in quella laminare. Ciascun lobulo è inoltre circondato da una sottile membrana fibrosa nota come capsula lobulare bulbouretrale, mentre i dotti bulbouretrali sono avvolti da un sottile strato di epitelio ghiandolare colonnare, fintanto che attraversano lo stroma fibromuscolare interno. I canali maggiori sono inoltre rivestiti da uno strato aggiuntivo di epitelio laminare semplice, con funzione protettiva.

Dotti bulbouretrali accessori