Viene considerato un precursore dell’Entomologia Applicata per aver apportato i primi importanti contributi all’Entomologia merceologica con i suoi studi sulla biologia degli insetti infestanti le derrate alimentari e ai mezzi di lotta. Direttore dell'Osservatorio Fitopatologico di Bolzano, pubblica Malefatte nel frutteto, risultato di 5 anni di studio sui danni del DDT in agricoltura.
Biografia
Figlio di Francesco Candura (1872) e di Marianna Romano (1873), primo di quattro fratelli, frequentò il Ginnasio Liceo di Caltanissetta e, conseguita la licenza liceale, fu ammesso al Corso Allievi Ufficiali di Complemento (A.U.C.) accelerato, superato il quale divenne Sottotenente degli Alpini.
Prese parte alle fasi finali della Prima Guerra Mondiale battendosi sul fronte del Piave con il Battaglione Monte Pelmo. Compì gli studi universitari a Napoli e si laureò in scienze naturali nel 1923. Iniziò la sua attività presso il Dipartimento di Entomologia Agraria di Portici sotto la guida di Filippo Silvestri. Dopo un primo lavoro del 1926 sulla tignola del grano (Sitotroga cerealella), pubblicò numerose monografie sui tempi di sviluppo delle diverse specie e su molti altri particolari del ciclo biologico, che rappresentano ancora importanti riferimenti.cfr. Bibliografia
Nel 1927, alla Mostra del grano, ottenne il diploma di benemerenza per gli studi sui parassiti dei cereali. Conseguì la Libera Docenza in Zoologia Agraria nel 1931. Nel 1932 ebbe all'Università di Pisa un'esperienza di Cattedra AmbulanteUniversità di Pisa; Elenco Cattedre Ambulanti. Candura al numero 218 che contribuì a formare la sua mentalità di divulgatore.
Vinto un regolare concorso, fu, per un anno, direttore della Delegazione Fitopatologica di Domodossola.Negli ultimi anni del ‘900 gli Enti preposti alla cura delle malattie delle piante hanno cambiato denominazione: l’aggettivo “fitopatologico” è stato mutato in “fitosanitario”, ma funzioni e scopi non cambiano. Gli archivi storici sono rimasti i medesimi.
Nel 1934 fu aggregato alla Società Entomologica Italiana e nello stesso anno divenne direttore dell'Osservatorio Fitopatologico di Bolzano.
Nel territorio della Venezia Tridentina iniziò, in continuità con l'esperienza acquisita come titolare di Cattedra ambulante, un'operazione di informazione capillare sulla profilassi delle malattie delle piante e sull'applicazione di regole di entomologia merceologica. Addestrò una squadra di collaboratori con i quali raggiunse paesi sperduti e masi isolati, istruendo gli agricoltori con apposite tabelle e disegni che ideò per far conoscere il comportamento degli insetti dannosi all'agricoltura.
Riuscì a farsi capire dagli abitanti di etnia tedesca per mezzo di un appassionato insegnamento itinerante innovativo che si svolgeva sia nelle scuole che all'aperto, nelle aziende agricole e nei frutteti. Organizzò anche sperimentazioni collettive che destarono grande interesse.
Quando per la frutticoltura tridentina si presentò un momento di particolare gravità a causa dell'arrivo sul territorio della pericolosissima cocciniglia di San Josè (Quadraspidiotus perniciosus), per facilitare ulteriormente la comunicazione, svolse le sue lezioni anche nella lingua del luogo, in deroga arbitraria alle leggi derivate dal Programma Tolomei.
Per combattere il propagarsi della cocciniglia di San Josè ebbe intensi contatti, anche internazionali, con i colleghi fitopatologi con i quali riuscì a concordare programmi comuni fino a quando, nel 1940, come aveva insistentemente richiesto, fu resa obbligatoria la lotta al pericoloso insetto fitofago.
L'impegno sociale, oltre che scientifico di Candura, fu segnalato da Giulio Catoni all'Accademia Roveretana degli Agiati che, nel 1935, lo aggregò ai soci.
Nel 1939 diede vita alla collana Pubblicazioni Pratiche di Fitopatologia e Igiene.
La serie di monografie dalla copertina azzurra iniziò con La Mosca domestica, edizione Elettra; continuò, in edizione Cappelli, con una vasta diffusione locale, fino al 1952.
In questi scritti usò un linguaggio limpido e piano, con periodi e frasi rigorosamente consequenziali, che risultò subito gradito agli operatori del settore agricolo. L'immediato riscontro che ebbe sul territorio lo confermò come referente degli agricoltori.
Tra i titoli della collana, nel 1950 pubblicò Malefatte nel frutteto, per rendere noto il risultato di un quinquennio di esperimenti sull'uso del D.D.T. in agricoltura; azione che lo fece entrare in veemente polemica con i distributori dei prodotti che si volevano lanciare come fitofarmaci.
Strenuo difensore dell'ambiente pose, con molto anticipo sui tempi, l'accento sulle gravi conseguenze di azioni che avrebbero apportato turbative dell'equilibrio biologico.Almanacco Agrario 1951 - Collana Pubblicazioni Pratiche di Fitopatologia e Igiene N. 14 Malefatte nel frutteto. Cappelli, Bolzano, 1950.
Dopo il periodo tridentino, che più volte ebbe a definire “epico”, insegnò nelle Università di Bari e Pavia.
In queste altre sedi seguitò a battersi per contribuire alla formazione di una coscienza ecologica collettiva, sostenendo il rispetto dell'ambiente e dell'equilibrio biologico.
Nel campo della ricerca si dedicò ancora all'Entomologia merceologica, seguendo, in particolare, le sue più antiche intuizioni e divenendo, con i suoi studi, il maggior punto di riferimento per gli approfondimenti relativi a Sitotroga cerealella.
Elenco parziale delle opere 1) “Contributo alla conoscenza della vera tignola del grano (Sitotroga cerealella Oliv.)” Portici Tipografia - Ernesto Della Torre 1926 pagg 80.
2) “La Solfatara di Giambattista nel territorio di Barrafranca (Caltanissetta)”. Estratto dal bollettino della Società dei Naturalisti in Napoli. Pagg 5. Officina cromotipografica Aldina Napoli 1926.
3) “Insetti Semi e Germinazione”. Unione Tipografica Combattenti. Napoli 1927.
4) “Contributo alla conoscenza della tignola grigia delle provviste alimentari (Ephestia kuehniella Zeller) e del suo parassita Nemeritis canescens Gravenhorst”. Pagg 115. Estratto dal Bollettino del Laboratorio di Zoologia generale agraria del R. Istituto Superiore Agrario di Portici. Volume XXI. Arti grafiche Panetto & Petrelli, Spoleto, 1928.
5) “La tignola grigia delle provviste alimentari”. Estratto dalla rivista di Fisica, Matematica e Scienze Naturali vol 3° ( 2ª serie) N. 4 del febbraio 1929. Pagg 4. Unione Tipografica Combattenti Napoli 1929.
6) “Gl'insetti del frumento nel granaio”. R. Laboratorio di Entomologia Agraria. Pagg 34. Portici 1929.
7) “La mosca del carciofo”. Estratto dalla Rivista di Matematica, Fisica e Scienze Naturali. Pagg 4 Laboratorio di Entomologia Agraria. Portici 1929.
8) “Mezzi di lotta contro gl'insetti che danneggiano il frumento nel granaio”. Pagg 8. Estratto dal giornale “La Sicilia Vinicola ed Agricola”. N. 36. 1929.
9) “Gli Ascaridi dei polli e i vermi che si possono trovare dentro le uova con il guscio perfettamente integro”. Pagg 4. Estratto dal Bollettino “L'Agricoltura nissena”. N. 9. Settembre 1929.
10) “Contributo alla conoscenza della grillotalpa. (Gryllotalpa grillotalpa L.) ”. Bollettino del Laboratorio di Zoologia Agraria del R. Istituto Agrario di Portici. Vol XXI, pag 275-301 Portici 1929
11) “Studio delle forme larvali dellHomtomaficus L.”. Estratto dalla rivista di Matematica, Fisica e Scienze Naturali. Vol.3°(2ª serie). Napoli 1929.
12) “Le mosche bianche dell'Estremo Oriente che costituiscono un serio pericolo per l'agrumocoltura europea”. Estratto dagli Annali di Tecnica Agraria. Pubblicato dall'Istituto Fascista di Tecnica e Propaganda Agraria. Roma ottobre 1929.
13) “La vita e i danni di alcuni insetti del frumento”. Tipografia Della Torre. Portici. 1930.
14) “Ricerche sulla vita degl'insetti e sui danni da essi causati ai prodotti dell'economia rurale o delle industrie agrarie”. Pagg. 23. (da pag 144 a pag 167). Estratto dal Bollettino della Società dei Naturalisti in Napoli. Vol XVII-1930. Premiato Stabilimento Tipografico Nicola Jovene. Napoli 1930.
15) “Studio sulla tignola del fieno (Ptycopoda herbariata F.)”. Estratto dal Bollettino di Zoologia generale e agraria del R. Istituto Superiore Agrario di Portici. Vol XXIV pp. 233-266. 1 giugno 1931. Tipografia Vesuviana.
16) “Studio sulla mancata germinazione del frumento causata da insetti”. Estratto dagli Atti del Raduno dei Tecnici agricoli del Mezzogiorno e delle isole d'Italia. Portici, 29-30 marzo 1931. Pagg 16. S.I.E.M.- Stabilimento Industrie Editoriali Meridionali. Napoli. 1931.
17) “Prima serie di ricerche sperimentali per conoscere gli ospiti del Nosema bombycis NAEG che produce l'atrofia parassitaria o pebrina del baco da seta (Bombix mori L.)”. Pagg 14. Estratto dal Bollettino di Zoologia. Unione Zoologica Italiana Ottobre 1931. Pubblicato anche (con altra veste tipografica) dal Laboratorio Bachicoltura del R. Istituto Superiore Agrario di Milano.
18) “Gli insetti della camomilla secca e di altre erbe medicinali e industriali disseccate”. Estratto dal Bollettino della Società dei Naturalisti in Napoli. Vol. XLIII-1931 p. 343-352. Premiato Stabilimento tipografico N. Jovene Napoli 1931.
19) “Osservazioni biologiche sulla Tephroclystia pumilata HB., lepidottero geometride che fa seccare i boccioli di rose”. Estratto dal Bollettino della Società dei Naturalisti in Napoli. Vol. XLIII- 1931- Atti, p 353-360. Premiato Stabilimento Tipografico N. Jovene. Napoli 1931.
20) “La fumigazione con acido cianidrico di limoni in casse”. Estratto dagli Annali di Tecnica e Propaganda Agraria. P.II- Fasc. III. 1932.
21) “La raccolta meccanica dei cereali in relazione con lo sviluppo e l'incremento degli insetti nei mucchi”. Estratto dagli ATTI del I Congresso Nazionale di Meccanica Agraria. Pp 508-513. Roma, maggio 1932-X. Tipografia N. Berenato- Portici.
22) “Le cocciniglie”. Estratto dalla Rivista di FISICA MATEMATICA E SCIENZE NATURALI. Anno VI. Fasc.10 – luglio 1932-X, pp.511-518. Tipografia Nappa e Pagano. Napoli 1932.
23) “Studi e ricerche sugl'insetti viventi nelle paste alimentari. Contributi 1-14 del socio G.S. Candura”. Estratto dal Bollettino della Società dei Naturalisti in Napoli. Vol. XLIV -1932- Atti, pag. 159-204. Premiato Stab. Tipografico N. Jovine. Napoli 1932.
24) “Contributo alla conoscenza biologica del Troctes divinatorius Muller”.Estratto dal Bollettino di Zoologia pubblicato dall'Unione Zoologica Italiana. Anno III.- N. 4- Agosto 1932. Premiato Stab. Tip. Nicola Jovine. Napoli 1932.
25) “Insetti che si rendono invisibili e si oppongono, talvolta in misura grave, all'incremento della produzione in tutta Italia. Conoscenze biologiche provvedimenti legislativi necessari”. Laboratorio Sperimentale di Zoologia Agraria e Regia Delegazione Fitopatologica. Domodossola 1933.
26) “Contributo alla conoscenza morfologica e biologica dello struggigrano (Tenebroides mauritanicus L.)”. R. Laboratorio di Entomologia Agraria. Portici 1932 pagg 56.
27) “Osservazioni preliminari ed esperimenti di lotta contro la Cereatits capitata Wied”. Estratto dalla Rivista di Fisica, Matematica e Scienze Naturali. AnnoVIII, Fasc. 8. Maggio 1934-XII.
28) “Descrizione e notizie della Mayetola avenae March (Diptera cecidomydae ) in Italia”. Estratto dalla Rivista di Fisica, Matematica e Scienze Naturali. Anno VIII, Fasc. 8-28 Maggio 1934-XII.
29) “Contributo alla conoscenza della mosca della frutta (Ceratits capitatas Wied-Diptera trypaneidae ). Estratto dalla Rivista di Fisica, Matematica e Scienze Naturali. Anno VIII, Fasc. 8-28. Maggio 1934-XII.
30) “Versuchs Ergebnisse mit Wintersprissmitteln in der Venezia Tridentina.” Dolomiten 13 Februar 1937.
31) “Comportamento biologico della Plodia inerpunctella HB”.Pagg 54 e 8 tavole fuori testo Estratto da Studi Trentini di Scienze Naturali diretti dal Museo di Storia Naturale. 1937-XV.
32) “Cause d'insuccessi nella lotta invernale contro le cocciniglie dei fruttiferi”. Pagg 12. Ramo Editoriale degli Agricoltori.Roma 1938.