Lusia (Lusia in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Rovigo in Veneto.

Geografia fisica Lusia è situata nella parte medio-occidentale del Polesine ed è lambita a nord dal fiume Adige che divide il suo territorio dalla provincia di Padova.

Origini del nome Lusia prenderebbe il nome dalla Gens Luxia, tradizionalmente ritenuta imparentata con Caio Mario, il console romano vincitore sui Cimbri nella Battaglia dei Campi Raudii. Secondo la tradizione locale, la figlia dello stesso Mario, Maria Terzia, avrebbe vissuto nei possedimenti agricoli della famiglia situati nell’odierno territorio di Lusia, terre che furono in parte distribuite ai veterani e in parte gestite direttamente dal console, che vi fece installare fattorie per lo sfruttamento agricolo della zona.

Rinvenimenti archeologici confermano la presenza di insediamenti romani nell’area. Un riferimento a tale passato è presente anche nel gonfalone comunale, concesso ufficialmente a Lusia nel 1952, che raffigura l’ossuario — contenitore dei resti — attribuito a Quinto Bebio Cardilliaco, marito di Maria Terzia.

Storia Origini romane

Il territorio di Lusia ha origini legate alla gens Luxia, famiglia romana imparentata con Caio Mario, che avrebbe assegnato queste terre ai propri veterani al termine delle campagne militari contro i Cimbri. La presenza romana è testimoniata da numerosi ritrovamenti archeologici e dall’ossuario attribuito a Quinto Bebio Cardilliaco, marito di Maria Terzia, raffigurato nel gonfalone comunale concesso nel secondo dopoguerra. In età imperiale l’area si sviluppò come comunità agricola organizzata lungo il corso dell’Adige.

Medioevo e dominio veneziano

Dopo il crollo dell’Impero romano, Lusia attraversò secoli di instabilità idraulica e spopolamento, dovuti anche ai continui mutamenti del corso dell’Adige. Tra XIII e XIV secolo il territorio tornò ad assumere importanza come zona di passaggio e difesa fluviale ed entrò nella sfera della Contea di Rovigo estense. Successivamente fu ceduto alla Repubblica di Venezia, che controllava i traffici fluviali e commerciali tra Adige e Po.

Età moderna e Villa Morosini

In età veneziana l’antico castello locale venne trasformato in residenza nobiliare dalla famiglia Morosini, dando origine alla storica Villa Morosini, attorno alla quale si consolidò il borgo rurale. Nel XVII secolo sorsero la chiesa arcipretale dei Santi Vito e Modesto e il campanile, che definirono il profilo architettonico del paese fino alle distruzioni del Novecento.

Ottocento e primo Novecento

Con il 1866 Lusia entrò a far parte del Regno d'Italia, all’interno della Provincia di Rovigo e del territorio polesano a forte vocazione agricola. Tra fine Ottocento e inizio Novecento il comune fu guidato da Dante Marchiori, sindaco e figura di rilievo locale, che promosse una graduale modernizzazione del paese mantenendo però il carattere rurale dell’abitato.

Guerra, alluvione e ricostruzione

Il 20 aprile 1945 Lusia subì uno dei più gravi bombardamenti del Polesine, condotto dal 461st Operations Group (allora 461st Bombardment Group) dell'aviazione statunitense. L'obiettivo strategico era la distruzione del ponte stradale sull'Adige per tagliare le vie di ritirata alle truppe tedesche, ma l'azione ebbe esiti devastanti per la popolazione civile: il centro abitato fu quasi completamente raso al suolo e vennero distrutti il municipio, gli uffici pubblici, la chiesa arcipretale e Villa Morosini (Lusia).

La tragedia fu seguita da un secondo evento devastante: l’Alluvione del Polesine del 1951, che colpì duramente il territorio. La ricostruzione del dopoguerra portò alla rinascita del paese circa 300 metri più lontano dall’Adige, scelta compiuta per ragioni di sicurezza idraulica. Nel simbolismo civico, la rinascita di Lusia viene talvolta associata all’immagine dell’araba fenice.

Lusia oggi

Oggi Lusia è un centro agricolo noto soprattutto per le produzioni orticole, in particolare l’insalata, e per un paesaggio modellato da bonifiche e interventi idraulici. La memoria delle origini romane, della stagione veneziana e delle vicende del Novecento rimane viva nei simboli civici, nelle architetture ricostruite e nelle iniziative culturali che valorizzano la storia del paese.

Simboli Lo stemma civico venne approvato con regio decreto del 2 giugno 1889 e successivamente modificato con decreto del presidente della Repubblica del 24 marzo 2000.

Vi è raffigurata una fenice a simboleggiare la rinascita del paese dalle ceneri della vecchia Lusia. Nella parte inferiore dello scudo è rappresentato il sepolcro di Quinto Bebio Cardilliaco.

Il gonfalone è un drappo tagliato di giallo e di azzurro concesso con DPR del 25 giugno 1952. Onorificenze Lusia è tra le Città decorate al merito civile, insignita della medaglia d'argento al valor civile per i sacrifici subiti durante la seconda guerra mondiale. La città fu pesantemente bombardata, portando alla sua quasi completa distruzione, con numerose vittime e feriti, tra cui donne e bambini. Questo tragico evento è stato riconosciuto come un esempio di estremo sacrificio. La decorazione è stata conferita il 20 aprile 2022, in ricordo degli eventi accaduti il 20 aprile 1945, che coinvolsero anche il comune di Barbona (PD):

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Chiesa dei Santi Vito e Modesto Martiri (XX secolo), inaugurata nel 1958, dell'architetto Orlando Veronese. Ruderi della Chiesa dei Santi Vito e Modesto. Della chiesa, che venne abbattuta dal bombardamento che subì la cittadina durante la seconda guerra mondiale, rimangono le fondamenta e la base del campanile trasformato in cappella votiva, integrati nel parco in via 25 aprile. Chiesa di San Lorenzo Diacono e Martire, chiesa parrocchiale sita nella frazione di Cavazzana. Ricostruita, su progetto del presbitero Francesco Antonio Baccari, nel XVIII secolo sul sito della preesistente chiesa risalente al XII secolo, in un recente restauro conservativo dell'edificio ha portato alla luce scheletri di persone lì inumate, i più antichi risalenti al XV secolo.

Architetture civili

Torre Morosini. Unica parte rimasta della Villa Morosini, anch'essa abbattuta dal bombardamento che subì durante la seconda guerra mondiale, era la torre di sinistra.

Colonna annodata. Verso il 1400 giunse a Lusia da Costantinopoli una colonna a quattro fusti, con capitelli figurati, che ancora oggi si può ammirare sulla piazza antistante la nuova Chiesa Parrocchiale. La colonna, in stile ofitica, era stata riportata a Venezia da un viaggio insieme ad un'altra colonna. Ma la barca che le trasportava si era arenata alle foci dell'Adige, facendo sprofondare una delle due colonne. Giunta a Lusia, la colonna che si era salvata, alta circa 3,50 metri, era stata sormontata da una statuetta che la tradizione popolare identifica con San Vito e posta di fronte al castello. In origine, la colonna era sormontata da due leoncini in granito, accosciati, che nel 1882 furono asportati dagli eredi della contessa E. Morosini Gattembur. Attualmente la colonna è situata fronte la Chiesa dei Santi Vito e Modesto Martiri. Parchi Parco delle Rimembranze. Il Parco delle Rimembranze di Lusia (RO) è un luogo della memoria costruito attorno ai resti del campanile dell’antica chiesa, distrutta il 20 aprile 1945 durante un bombardamento alleato che causò 74 vittime civili. L’attacco, diretto al ponte ferroviario sull’Adige, colpì invece il centro abitato, devastando chiesa, municipio e molte abitazioni. Il parco conserva le tracce di quel tragico evento e rappresenta oggi un simbolo di ricordo e riflessione per la comunità.

Società Evoluzione demografica

Economia

L'economia del territorio è basata principalmente sull'agricoltura e sui prodotti tipici come l'"insalata di Lusia IGP" e l'"Aglio Bianco Polesano DOP".

Il comune è sede di un mercato ortofrutticolo all'ingrosso, realizzato nel 1955 su iniziativa della Camera di Commercio di Rovigo con il nome di Centrale Ortofrutticola. Il mercato, che oggi copre una superficie di 45.000 metri quadri e tratta i prodotti del territorio, prevalentemente orticoli, dal 1972 è parte dell'Azienda Speciale per i Mercati Ortofrutticoli di Lusia e Rosolina.

Infrastrutture e trasporti Strade L'abitato è raggiungibile a sud dall'incrocio con la strada regionale SR 88, che attraversa il territorio a sud attraverso Via Marasso e che prende il nome dall'omonima località, congiungendola a nord con Barbona attraverso il ponte sul fiume Adige.

Mobilità urbana Il sistema del trasporto pubblico della cittadina è servito da una linea extraurbana gestita da Busitalia che la collega con il capoluogo Rovigo e con le principali località sulla direttiva ovest-est, da una parte verso Lendinara, Badia Polesine e la bassa veronese, dall'altra verso Adria ed il delta del Po.

Amministrazione Regno d'Italia (1866-1946)

Repubblica Italiana (dal 1946) Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1994)

Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1994)

Note

Bibliografia

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