Biografia 1987–2005: Primi anni e formazione Primogenito dei due figli di un'impiegata delle ferrovie e un consulente ambientale, cresce in una tipica casa di ringhiera (chawl) di Mumbai, tra i quartieri di Worli e di Dadar. Suo zio Sekhar Tamhane era un drammaturgo di professione e, fin da bambino, i genitori lo spingono affinché frequenti con regolarità i teatri della zona. Tamhane segue quindi la propria passione la drammaturgia in marathi iscrivendosi al Mithibai College, dove si laurea in letteratura inglese, pur avendo scelto in realtà l'università solo con l'intenzione di frequentarne la fiorente scena teatrale.
Comincia a lavorare nell'industria cinematografica per caso, appena diciottenne, facendosi assumere dalla casa di produzione TV Balaji Telefilms come assistente sceneggiatore della soap opera Kyā hogā Nimmo kā? per guadagnare qualcosa parallelamente agli studi. All'epoca l'esperienza di Tamhane in materia di cinema si limitava a Bollywood e in maniera molto casuale, faticando a capire l'inglese americano dei film hollywoodiani. È su consiglio del regista Nisikant Kamat, suo mentore di allora, che guarda City of God (2002), rimanendone folgorato. «Non sapevo neanche si facessero film in Brasile!», avrebbe dichiarato. Inizia quindi a spender i soldi guadagnati alla Balaji in DVD, videoteche e altri modi per acculturarsi sul cinema mondiale. Grazie ai colleghi più anziani alla Balaji, che ha definito «per quanto sembri sorprendente [...] la mia scuola di cinema», viene introdotto a registi come Kurosawa, Wong Kar-wai, Lars von Trier e Michael Haneke o drammaturghi come Vijay Tendulkar e Mahes Elkuncvar, e matura il suo distacco dal cinema popolare indiano.
2006–2013: Le prime opere Nel 2006, all'età di 19 anni, realizza assieme ad altri due compagni di corso al Mithibai il suo primo film, il mediometraggio documentario Four Step Plan, sviscerando la questione pluridecennale dei plagi di soggetti e canzoni straniere a Bollywood. Pur ricevendo una discreta visibilità mediatica in India dato il tema controverso, che gli vale una certa ostilità negli ambienti dell'industria cinematografica, non godrà mai di una distribuzione ufficiale per problemi di copyright a causa della mole di scene di film e canzoni mostrate senza autorizzazione. Tamhane lavora poi alla UTV Palador, una joint venture tra il conglomerato cinematografico indiano UTV e la casa di produzione Palador Pictures nata per distribuire nelle sale e in home video cinema d'autore straniero in India, in qualità di research analyst e curatore di programmi, lasciandola, come anche la Balaji, prima di compiere vent'anni a causa della propria «incapacità di lavorare per qualcun altro».
Scrive dunque la sua prima pièce teatrale, Grey Elephants in Denmark, un'opera sulla prestidigitazione e sul mentalismo inframmezzata di rotture della quarta parete, rappresentata nel 2009 al Prithvi Theatre e al Centro nazionale per le arti dello spettacolo di Mumbai. Sceneggia e dirige poi il suo primo film di finzione, il cortometraggio Six Strands, facendosi prestare i soldi dal padre e ispirandosi alle condizioni dei lavoratori di tenuta dell'industria del tè a Darjeeling. Il corto concorre a diversi festival internazionali nel corso del 2011, tra i quali Clermont-Ferrand, Rotterdam e il Sundance.
Ciononostante, Tamhane si ritrova a 23 anni a corto di soldi e di prospettive, disdegnando la gavetta bollywoodiana, ma non volendo neanche tornare ai lavori che svolgeva prima, finché non incontra l'attore teatrale indo-singaporiano Vivek Gombre, già protagonista del suo Grey Elephants due anni prima: dopo averne ascoltato la situazione, quest'ultimo si offrirà di produrgli in amicizia il prossimo film, assicurandogli totale libertà creativa.
2014–oggi: I lungometraggi Tamhane esordisce quindi nel lungometraggio col dramma giudiziario Court (2014), ispirato a un caso di malagiustizia avvenuto in Jharkhand; prodotto alla maniera indipendente con attori e maestranze perlopiù non professioniste o estranee al cinema, e girato in quattro lingue diverse (inglese, marathi, hindi e gujarati), il film fatica a venire accettato a festival internazionali, finché non viene presentato nella sezione Orizzonti della 71ª Mostra del cinema di Venezia, dove finisce infatti per vincere i massimi riconoscimenti ai quali poteva ambire, il Leone del futuro per la miglior opera prima ( €) e il premio Orizzonti per il miglior film. A seguito di ciò viene selezionato a molti altri festival, vincendo 19 premi in tutto il mondo. Il film supera poi una seconda volta le aspettative del regista, che già non l'aveva ritenuto «di alcuna attrattiva» all'estero date le sue specificità culturali, quando, dopo una distribuzione limitata nello Stato del Maharashtra e dintorni che come preventivato non s'impone al botteghino, vince a sorpresa il National Film Award, il premio cinematografico indiano assegnato dal governo, come migliore film dell'anno, battendo diversi e più noti rivali a Bollywood. Il film viene scelto anche per rappresentare l'India come miglior film straniero ai premi Oscar 2016, pur senza ricevere la candidatura.
Dopo aver fatto da giurato di Orizzonti alla 73ª Mostra del cinema di Venezia, nel 2017 Tamhane partecipa al laboratorio Master & Protégé sponsorizzato dalla Rolex, assistendo il cineasta messicano Alfonso Cuarón sul set di Roma.
Cuarón sarà poi produttore esecutivo del suo secondo lungometraggio, The Disciple (2020), un dramma ambientato nel mondo della musica classica indiana che viene nuovamente presentato a Venezia, stavolta concorrendo per il Leone d'oro, la prima volta per un film indiano da Monsoon Wedding (2001), valendo a Tamhane il premio per la migliore sceneggiatura.
Filmografia Regista e sceneggiatore Six Strands – cortometraggio (2011) Court (2014) The Disciple (2020) Montatore The Disciple (2020)
Riconoscimenti Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia 2014 – Leone del futuro per Court 2014 – Premio Orizzonti per il miglior film per Court 2020 – Premio Osella per la migliore sceneggiatura per The Disciple 2020 – Premio FIPRESCI per The Disciple 2020 – In concorso (Leone d'oro) per The Disciple
Note
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Categoria:Registi cinematografici indiani