Questa voce tratta della storia di Potenza, dalla fondazione della città ai giorni nostri.

Età antica

L'origine della città è certamente antica, ma incerta: secondo alcuni storici, come riporta il Riviello, sarebbe pelasgica, sabellica o di stirpe italo-greca. Il comprensorio della città risulta abitato sin dall'VII secolo a.C. dall'antico popolo indigeno dei Peuketiantes, affini per tradizioni ed usanze alle popolazioni degli Iapigi e dei Peuceti.. Tra il V e il IV secolo a.C. avvenne l'insediamento dei Lucani nella zona, che gradualmente si affermarono come l'etnia dominante del territorio.. Una delle ipotesi più accreditate è che la città sia stata fondata proprio dai Lucani nel IV secolo a.C., come testimoniato dal ritrovamento di reperti archeologici dell'epoca. Tale ipotesi sarebbe confermata dagli storici romani, secondo i quali Potenza rappresentò un centro importante per i Lucani, essendo una delle undici città-Stato cantonali della Lucania preromana, cinque delle quali comprese nel territorio dell'odierna Basilicata, che costituivano la federazione delle città di quell'antico popolo. Potenza sarebbe stata quindi anche la città-Stato lucana più vicina al santuario federale di Rossano, adibito al culto della Dea Mefite, ed ai centri di Braida e Serra, oggi facenti parte del comune di Vaglio.

Se nel IV secolo a.C. oscillarono, durante le guerre sannitiche, tra l'alleanza con i Sanniti e quella con i RomaniLivio, X.Livio, X, 11., le popolazioni della zona di Potenza, come il resto dei Lucani, furono apertamente ostili nei riguardi della nascente supremazia di Roma a partire dal III secolo a.C., dato che nelle guerre pirriche si schierarono con i nemici di quest'ultima.Fasti triumphales celebrano per il 282/281 a.C.: Gaio Fabricio Luscino, console, trionfò su Sanniti, Lucani e Bruzi, alle none di marzo (5 marzo).A. Piganiol, Le conquiste dei Romani, p.181. Al termine di tale conflitto le popolazioni di Potenza e degli altri centri lucani divennero socii dei Romani, mantenendo però i loro usi ed istituzioni. Nonostante la sconfitta militare, vissero senza particolari ripercussioni fino alla seconda guerra punica, nella quale furono inizialmente alleati dei Romani, ma a seguito della rovinosa sconfitta nella battaglia di Canne passarono nel campo di Annibale. Dopo la battaglia del Metauro, nel corso della quale fu vinto e ucciso il fratello Asdrubale Barca, Annibale si ritira in Africa lasciando alla mercé di Roma le città e le popolazioni che lo avevano sostenuto, tra cui quelle della stessa Potenza.E. Viggiano, Memorie della città di Potenza, Napoli, Orsini, 1805, pp. 29 ss.; M. Gualtieri, La Lucania romana: cultura e società nella documentazione archeologica, Napoli, Loffredo, 2003, pp. 96-97. A partire dal II secolo a.C. quindi, a seguito delle guerre annibaliche, la Lucania ed il comprensorio della città entrano definitivamente nell'orbita di Roma e si assiste a una loro progressiva romanizzazione, che portò a una crescita dell'importanza del centro abitato potentino a discapito delle campagne circostanti. È a questo periodo che risalirebbe la fondazione della colonia romana di Potentia che, sebbene non si abbiano fonti certe che attestino l'ordinamento politico assunto dalla città, ebbe verosimilmente la condizione di civitas foederata, governata da un praefectus.

Benché i Lucani presero parte alla guerra sociale nel I secolo a.C. per ottenere la cittadinanza romana, non ci sono evidenze sul coinvolgimento della città in tale conflitto a causa della scarsezza della documentazione storica del periodo; dalle testimonianze archeologiche si evince però che a partire dalla fine della guerra sociale si accentuò il processo di romanizzazione della zona. Successivamente, sempre nel I secolo a.C., durante la guerra civile romana combattuta tra le fazioni di Mario e Silla Potentia si schierò, con le altre popolazioni lucane e sannitiche, dalla parte di Mario; i primi potentini presero quindi verosimilmente parte alla decisiva battaglia di Porta Collina a seguito della quale si ebbe la vittoria finale di Silla, che si vendicò spietatamente di tutti i suoi oppositori: per quanto riguarda Potentia, fu imposta la distruzione delle mura e l'assegnazione di terre e case requisite agli abitanti ai veterani di Silla. La storia si ripeté con la successiva guerra civile romana tra Ottaviano e Marco Antonio, a seguito della quale la città, che si era schierata dalla parte del secondo, subì di nuovo devastazioni e confische a favore dei veterani di Ottaviano vittoriosi nella battaglia di Filippi. Alla tarda età repubblicana risalgono le prime informazioni precise circa lo status amministrativo di Potentia, che risulta essere un municipium assegnato alla tribù Pomptina, con un regolare apparato amministrativo comprendente un senato locale, ovvero lordo decurionum, quadrunviri, edili e questori. Nel I secolo d.C. Potentia ereditò il ruolo di centro di culto principale in Lucania della Dea Mefite e vi venne quindi eretto un tempio ad essa dedicato, in sostituzione del santuario federale di Rossano, ormai caduto in disuso. Tracce di questo culto sono rimaste nella toponomastica cittadina fino all'Ottocento, in cui l'attuale Piazza Martiri Lucani era denominata Largo Dea Mefite.

In età imperiale Potentia rimane una città relativamente ricca di magistrature imperiali e municipali. Nel III secolo d.C. l'amministrazione pubblica della città, identificata come Res Publicae Potentinorum, affrontò un periodo di dissesto finanziario, per far fronte al quale fu inviato un alto funzionario imperiale. L'economia della città, secondo le scarse fonti storiche disponibili, doveva fondarsi, oltre che sull'agricoltura e la pastorizia, anche sulla presenza documentata della corporazione degli asinai e dei mulattieri, il che ha fatto ipotizzare per Potentia la funzione di snodo carovaniero per l'antica Lucania, anche considerando la posizione geografica e strategica della città, che durante la dominazione romana fu collegata, con l'apertura di strade militari, a molti centri limitrofi quali Oppidum, Venusia, Anxia e Grumentum.M. Gualtieri, La Lucania romana: cultura e società nella documentazione archeologica, Napoli, Loffredo, 2003, p. 132.

Durante il periodo tardo-imperiale, precisamente tra il 280 d.C. ed il 300 d.C., venne costruita, per volere degli imperatori Diocleziano e Massimiano Erculeo, la via Herculea, importante strada che collegava Potentia con Grumentum e Venusia. Potentia costituisce nel periodo tardo-antico, anche grazie ai nuovi collegamenti stradali realizzati dall'impero, uno dei primi nuclei del nascente cristianesimo lucano: è infatti il potentino Erculenzio il primo vescovo lucano di cui si abbia notizia certa, nel 495, così come la chiesa ritenuta la più antica della regione, ovvero la Cattedrale di Potenza, la cui prima costruzione risale al periodo compreso tra il IV e il V secolo, analogamente alla chiesa di San Michele.

Medioevo

La città seguì poi le vicissitudini dell'impero fino alla sua decadenza: saccheggiata dai Visigoti nel 412 nei primi secoli dell'Alto Medioevo dovette risentire della crisi causata dalle invasioni barbariche e dalla caduta dell'impero, tanto che le fonti relative alla vita cittadina di quel periodo sono scarse. Tra il V ed il VI secolo l'abitato della città doveva già essere racchiuso da mura fortificate, per far fronte alla crisi dei centri urbani ed alle minacce di eventuali invasioni.. Conquistata da parte dei bizantini al termine della guerra greco-gotica, sempre nel VI secolo, a seguito dell'invasione dei Longobardi in Italia, entrò a far parte del Ducato di Benevento prima e del Principato di Salerno poi. Durante la dominazione longobarda è attestata l'istituzione a Potenza di una contea e del primo conte di Potenza, Indulfo, nell'803; all'epoca longobarda risale probabilmente anche la costruzione dell'attuale edificio della chiesa di San Michele Arcangelo. Tra il 700 e il 1000 Potenza ebbe un importante ruolo dal punto di vista religioso, rappresentando per la Chiesa romana l'ultimo baluardo meridionale, a causa della diffusione che aveva avuto la Chiesa di rito greco nel resto della regione e del Sud Italia dovuta alla dominazione bizantina. Tra il IX ed il X secolo fu necessario ricostruire le fortificazioni cittadine, essendo Potenza coinvolta nelle guerre tra Longobardi e Bizantini per il possesso del Sud Italia, ma anche a causa del terremoto che nel 990 distrusse la città. Tra i secoli XI e XII iniziò e si concluse la conquista normanna dell'Italia meridionale, a seguito della quale tutto il Mezzogiorno venne riunito nel Regno di SiciliaSul periodo in generale, cfr. le informazioni desumibili, anche per Potenza, in F. Panarelli, La vicenda normanna e sveva, in Storia della Basilicata, a cura di G. De Rosa e A. Cestaro, vol. 2. Il Medioevo, a cura di C. D. Fonseca, Roma-Bari, Laterza, 2002, pp. 86-124.; in quel periodo le scorrerie dei saraceni minacciarono anche una zona come quella di Potenza, lontana dalle coste e arroccata sui contrafforti dell'Appennino all'interno: ne sarebbe testimonianza una località denominata fino all'inizio del XIX secolo Campo saraceno, che a detta degli storici locali conservava nel nome il ricordo delle incursioni arabe, sebbene la città non venne mai da essi conquistata..

Il periodo normanno fu ricco per Potenza di importanti avvenimenti; la città ospitò infatti in due occasioni illustri protagonisti della politica internazionale dell'epoca: nel 1137 al tempo di Ruggero II di Sicilia vennero accolti in città Papa Innocenzo II e l'imperatore Lotario II; nel 1149 re Ruggero II vi ricevette Luigi VII di Francia, liberato a opera della flotta normanna dalle mani dei saraceni mentre ritornava da una sfortunata spedizione in Terra santa. Sin dai primi anni del XII secolo la città rivestiva particolare importanza come sede vescovile: era infatti sede di raccolta dei Crociati in partenza per il Medio Oriente.