Il nonno, da cui egli prese il nome, fu tesoriere dello Studio di Napoli, mentre il padre fu uomo d'arme al seguito del duca Carlo di Calabria e poi capitano del popolo di Anagni (1331).

Legato all'ordine degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme fin dall'età giovanile, Maramauro prestò i suoi servizi presso la corte angioina della regina Giovanna, per conto della quale, tra il 1344 e il 1348, compì numerosi viaggi diplomatici in Italia e in Europa. Negli anni Settanta del Trecento i domenicani dello studium napoletano gli affidarono l'insegnamento dell'opera di Tommaso d'Aquino. Nel 1379, Papa Urbano VI nominò Maramauro Senatore di Roma per il semestre comprendente i mesi di giugno e agosto. Morì tra il 1379 e il 1383, e i suoi resti furono sepolti nella cappella di famiglia nella chiesa di San Domenico Maggiore.