La religione è l'oppio dei popoli è una delle affermazioni più spesso parafrasate del filosofo e critico dell'economia politica Karl Marx. È stata tradotta dall'originale tedesco "Die Religion ist das Opium des Volkes", letteralmente, "La religione è l'oppio del popolo".

La citazione, tratta dall'introduzione de Per la critica della filosofia del diritto di Hegel, nella sua versione integrale — e meno conosciuta — si presenta così: «La religione è il sospiro della creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, così come è lo spirito di una condizione senza spirito. È l'oppio del popolo».

Descrizione La citazione completa si legge come segue:

Significato Marx inserisce questa riflessione nell'ambito di un'analisi sulla struttura e sull'organizzazione della religione, mirata a comprenderne l'intima natura. Egli ritiene che la religione soddisfi nella società lo stesso bisogno cui provvede l'oppio quando una persona inferma, o comunque sofferente, ne fa uso: riduce il dolore immediato e alimenta le illusioni utili a darle la forza per andare avanti. Marx individua nella religione anche un pericolo per i suoi obiettivi rivoluzionari, in quanto l'idea di Dio, portando l'uomo a cancellare sé stesso come protagonista del processo storico, gli impedisce di comprendere il conflitto sociale esistente tra le classi e la conseguente necessità della lotta.

Storia Marx scrisse queste riflessioni sulla religione nel 1843, come parte introduttiva a un libro in cui si proponeva di indagare criticamente lo scritto del 1820 di Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto. Mentre l'opera completa, Per la critica della filosofia del diritto di Hegel, fu pubblicata solo dopo la sua morte, l'introduzione era stata data alle stampe già nel 1844, sugli Annali franco-tedeschi, una collaborazione di Marx con Arnold Ruge. Poiché la suddetta rivista aveva una tiratura di appena copie, lIntroduzione non ebbe grande risonanza nel XIX secolo, ma l'avrebbe acquisita a partire dagli anni '30 del secolo successivo, con la raggiunta affermazione della dottrina marxista.

Dichiarazioni simili La stessa metafora è stata usata da molti autori durante il XIX secolo e anche dopo.

Novalis Nel 1798 Novalis scrive, in Blüthenstaub (Polline):

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Heinrich Heine Nel 1840, anche Heinrich Heine usa la stessa analogia, nel suo saggio su Karl Ludwig Börne:Heine, Heinrich Ludwig Börne - a Memorial

Charles Kingsley Charles Kingsley, un canonico della Chiesa anglicana, chiosa quattro anni dopo Marx:

Miguel de Unamuno Miguel de Unamuno, il famoso autore spagnolo della Generazione del '98, nella sua nivola, San Manuel Bueno mártir, tratta il tema dell'effetto stordente che la religione cagiona sulla Spagna rurale. Il protagonista del libro, Don Manuel, è un sacerdote che non crede in Dio, ma continua a predicare perché osserva l'impatto positivo che può avere nella vita dei suoi parrocchiani. La religione, in questo modo, serve anche a lenire la propria, profonda depressione, grazie alla felicità che gli procura l'aiutare la gente di Valverde de Lucerna. Unamuno fa riferimento diretto a Marx quando Don Manuel spiega:

Lenin Nel 1905, Lenin scrive nell'articolo Socializm i religija per la Novaja Žizn:Novaya Zhizn No. 28, December 3, 1905, as quoted in Marxists Internet Archive

Note

Bibliografia

Categoria:Critiche alla religione