Le ghiandole di Moormann, chiamate anche ghiandole uretrali sopracollicolari, submucose, sub-otricolari o tubulo-otricolari, sono numerose ghiandole uretrali e periuretrali situate a livello dell'uretra intraprostatica. Sono rinvenibili in primo luogo presso l'utricolo prostatico, talvolta a contatto con la capsula fibroelastica della prostata, e in minor parte presso la cresta uretrale maggiore, in particolare a livello del verumontanum.

Classificate tra le ghiandole uretrali accessorie, formano un complesso "a corallo ramificato" di circa 40 ghiandole e dotti che si diramano dentro e intorno all'uretra; il loro diametro verticale ammonta a circa 2 mm, e la forma è conica. Svolgono un ruolo minore nella produzione del liquido seminale, nonché di un potente secreto protettivo, il fattore antimicrobico dell'uretra maschile, che difende e sfiamma l'uretra maschile.

Nomi e classificazione

Nomi Le ghiandole di Moormann vengono chiamate anche ghiandole sopracollicolari, supracollicolari, collicolari, sottomucose, submucose, submucosali, sub-otricolari, tubulo-otricolari uretrali, otricolari uretrali, tubulo-otricolari minori, otricolari minori.

Seppur raramente, i manuali più antichi usano la dizione ghiandole tubulo-atricolari od atricolari.

Eponimo Il nome di queste ghiandole è un eponimo dell'anatomista tedesco Nils Moormann.

Classificazione

In rapporto all'uretra La tipologia di queste ghiandole uretrali dipende anzitutto dalla loro collocazione:

Le ghiandole collocate nella mucosa uretrale o lungo il suo perimetro appartengono alle ghiandole uretrali intraepiteliali, o semplicemente ghiandole uretrali. Le ghiandole collocate a livello della cresta uretrale maggiore (sopracollicolari) appartengono a questa categoria, poiché la cresta non è altro che una cospicua estroflessione del pavimento uretrale; lo stesso vale per le ghiandole incluse nelle pareti dell'utricolo prostatico (sub-otricolari) poiché l'utricolo è un semplice diverticolo fisiologico del canale. Le ghiandole extraepiteliali, invece, sono collocate in prossimità dell'uretra (in questo caso dell'utricolo), ma esterne alla tonaca profonda, e riversano i propri dotti uretrali nello utricolo, attraverso le lacune di Morgagni; vengono pertanto classificate tra le ghiandole periuretrali esocrine oppure, più in generale, tra le ghiandole uretrali profonde.

In rapporto alla prostata Le ghiandole di Moormann non sono annoverate né tra le ghiandole intraprostatiche, né tra le ghiandole prostatiche collocate all'esterno della prostata (un insieme molto complesso e ramificato di dotti parauretrali che formano una struttura allungata detta prostata disseminata).

Anche dal punto di vista istologico (verificato studiando lo sviluppo del feto) la loro origine è più simile a quella delle ghiandole uretrali accessorie (numerose tipologie di ghiandole, collocate lungo l'intera uretra) che a quella delle ghiandole prostatiche vere e proprie. Tuttavia, condividono con le ghiandole otricolari prostatiche la loro forma e struttura, nonché alcuni elementi del secreto, essendo annoverate tra le ghiandole tubulo-otricolari ramificate.

Altre classificazioni Esistono ulteriori classificazioni per queste ghiandole uretrali:

Nonostante la loro funzione sia quasi completamente esocrina (emissione del secreto nel canale uretrale attraverso i dotti di Moormann), svolgono anche una minima attività endocrina, immettendo una quantità estremamente bassa di antigene prostatico specifico (PSA) nel circolo sanguigno.

Dal punto di vista della forma, appartengono alla categoria delle ghiandole tubulo-otricolari ramificate, una variante peculiare e molto complessa delle ghiandole tubulo-alveolari composte.

Anatomia

Descrizione generale La faccia inferiore dell'uretra prostatica presenta diverse estroflessioni di cospicue dimensioni: pliche mucose situate perpendicolarmente al lume, note come creste uretrali. La più importante di queste strutture è la cresta uretrale maggiore, che origina a livello dell'uvula vescicale e si estende per intero fino all'uretra membranosa, ove si bipartisce in due strutture note come frenuli della cresta uretrale. Nel tratto di uretra che scorre all'interno della prostata (uretra intraprostatica), la cresta uretrale maggiore si innalza delineando una sezione più voluminosa e dilatata, nota come collicolo seminale o verumontanum. Ai lati del collicolo si sviluppano due fosse, chiamate seni uretrali, mentre i fianchi della cresta ospitano cospicue lacune chiamate solchi uretrali laterali, da cui sboccano molti dei dotti parauretrali condotti dalle ghiandole intraprostatiche all'uretra (i dotti prostatici). All'apice del collicolo, si presenta invece un notevole diverticolo fisiologico dell'uretra, chiamato utricolo prostatico, che costituisce l'omologo dell'utero (o, secondo studi più recenti, della porzione craniale della vagina) nell'uomo. In questa introflessione sboccano innumerevoli dotti parauretrali, in particolare le ampolle dei dotti deferenti e delle vescicole seminali, nonché i dotti delle ghiandole ampollari. Durante l'eccitazione e il coito, l'utricolo si contrae e si innalza fino ad attingere direttamente dai dotti eiaculatori, diventando abbastanza largo da consentire il passaggio del seme.

All'interno dell'utricolo e intorno ad esso si sviluppano anche altre ghiandole uretrali e periuretrali, situate fuori dalla capsula prostatica, benché adiacenti ad essa. In minor parte si tratta delle ghiandole juxtaepiteliali di Halls e delle ghiandole di Littré, ma la maggior parte è costituita dalle ghiandole di Moormann, per questo chiamate sub-otricolari o sottomucose. Parte di esse si sviluppa all'interno della tonaca muscolare dell'utricolo (ghiandole intraepiteliali), ma la maggioranza è collocata intorno all'utricolo e lo circonda, formando una struttura fortemente ramificata e paragonata dai manuali ad un corallo. Le ghiandole immettono nell'utricolo i propri dotti, che si diramano nel diverticolo ed espellono in esso il proprio secreto protettivo e antimicrobico, sia costantemente sia durante l'eiaculazione.

Queste stesse ghiandole possono essere ritrovate, benché in numero minore, all'interno del collicolo seminale o ai lati dell'utricolo, tra le pieghe della mucosa note come valvole uretrali posteriori o di Cobb. I loro dotti uretrali sboccano presso la superficie del collicolo, anziché di lato verso i solchi uretrali, e immettono nell'uretra il proprio secreto.

Forma e dimensioni Nonostante le loro dimensioni siano più che apprezzabili in un'analisi macroscopica, le ghiandole di Moormann sono tra le ghiandole uretrali più piccole. Di norma, il diametro di base delle ghiandole ammonta a circa 1 mm, mentre il diametro verticale (altezza) misura generalmente 2 mm; nelle ghiandole più voluminose, anche il diametro di base raggiunge i 2 mm.

La loro forma è nel complesso irregolarmente conica, a base periferica e apice (il lobulo apicale) rivolto verso l'uretra; si apre in direzione anticaudale.

Numero Il numero delle ghiandole di Moormann e dei relativi dotti varia sensibilmente da un individuo all'altro. In linea di massima, il loro numero comprende una media di 40 ghiandole e dotti, collocati principalmente all'interno dell'utricolo prostatico e intorno adesso, e in parte minore presso il verumontanum. Tuttavia, questo dato è fortemente variabile, e passa da individui con solo 25 ghiandole ad altri in cui il numero supera le 60 unità.

Negli anziani questo numero tende ad aumentare, poiché la crescente produzione di antigene prostatico specifico (PSA) stimola lo sviluppo delle ghiandole, spesso anche a livello di dimensioni.

Collocazione Le ghiandole di Moormann possono essere rinvenute in queste zone:

All'interno della mucosa uretrale: nelle pareti dell'utricolo prostatico oppure all'interno del verumontanum; in questo caso si parla di ghiandole uretrali intraepiteliali. I dotti uretrali vengono condotti direttamente dalla tonaca all'interno del canale attraverso le lacune di Morgagni. Nel corpo ghiandolare, ovvero la regione dei dotti periuretrali che circonda l'uretra maschile: in questo caso si parla di ghiandole uretrali profonde (periuretrali e parauretrali). Nel caso delle ghiandole otricolari uretrali, il corpo ghiandolare è costituito dalla complessa struttura ramificata che circonda l'utricolo prostatico; i dotti periuretrali si immettono nelle pareti dello stesso, e misurano in genere pochi mm.

Struttura Le ghiandole tubulo-otricolari ramificate rappresentano una variante ancora più ramificata e complessa delle ghiandole tubulo-alveolari composte, in particolare per la cospicua presenza di tubuli ad ampio lume e diverticoli sacciformi (ovvero a cul de sac: a fondo cieco).

Anatomia delle ghiandole e dei dotti uretrali Considerando la singola ghiandola otricolare e il relativo dotto, si possono distinguere le seguenti strutture:

Ciascuna ghiandola è una struttura complessa e composita, costituita da decine di microlobuli (detti utricoli od alveoli), ad ognuno dei quali corrisponde in media una singola papilla (variabile di fatto da 1 a 3). Ogni papilla presenta, sulla propria superficie, decine di micropapille (vescicole di cellule secretorie), che producono gran parte del secreto uretrale. La porzione restante, molto scarsa in quantità e spesso degenerata, è prodotta dai corpi amilacei e dagli adenomeri aberranti. Le micropapille producono ed emettono il secreto in numerosi tubuli minuscoli, che confluiscono in tubuli intermedi: uno per ogni papilla. I tubuli intermedi delle papille confluiscono in un condotto maggiore: il diverticolo tubulare od otricolare, uno per ciascuna ghiandola atricolare. Questi canali corrispondono ai dotti uretrali e periuretrali, riferiti anche come dotti di Moormann. Già a breve distanza dallo sbocco nell'uretra o nell'utricolo, i dotti parauretrali presentano molteplici diverticoli, che incrementano di numero e dimensione man mano che il condotto si ramifica: l'esito è un sistema labirintico e molto complesso di adenomeri tubulari od otricolari, che sboccano nel dotto principale oppure nelle sue ramificazioni. I dotti uretrali attraversano la tonaca mucosa dell'uretra (e il breve tratto di regione periuretrale, se situate in posizione extraepiteliali), per sboccare nel canale attraverso gli orifizi detti cripte di Morgagni, da in cui immettono il proprio secreto.

Rapporti tra le ghiandole Tipicamente, le ghiandole tubulo-otricolari sono connesse fra loro attraverso una serie di tubuli, che nel complesso rendono la struttura fortemente ramificata. Il loro insieme è paragonato ad un albero dai molti rami, o ad un complicato corallo che avvolge l'utricolo e si sviluppa all'interno del collicolo.

Composizione epiteliale I microlobuli sono costituiti da epitelio cilindrico, semplice o pseudostratificato, e sono avvolti da un plesso di capillari; soprattutto negli anziani, possono contenere aggregati di colloide di natura iperplastica, noti come corpi amilacei. Le cellule che li compongono hanno grandi nuclei basali sferici, e nella porzione apicale si ritrovano vescicole secretorie; tra le cellule secernenti, si trovano cellule neuroendocrine e adenomeri aberranti. I piccoli tubuli che si dipartono dai microlobuli sono rivestiti da un singolo strato di cellule epiteliali, di tessuto cilindrico semplice, mentre i dotti periuretralii in cui essi confluiscono (diverticoli otricolari) sono costituiti da epitelio cilindrico a più strati; si evidenzia un duplice strato di cellule: cubiche nella porzione basale e cilindriche in quella laminare. Ciascun lobulo è inoltre circondato da una sottile membrana fibrosa nota come capsula lobulare, mentre i dotti uretrali sono avvolti da un sottile strato di epitelio ghiandolare colonnare, soprattutto nella sezione che attraversa la zona periuretrale (il corpo ghiandolare dell'uretra maschile).

Dotti uretrali di Moormann