Maurizio Lodi-Fè è stato produttore di due dei più grandi colossal Hollywoodiani, Vacanze romane e Ben-Hur, sempre accompagnato dal regista William Wyler, con cui ebbe una grande amicizia.
Biografia Nato in Grecia, figlio dell'Ambasciatore e Commissario italiano a Costantinopoli Romano Lodi-Fè, che partecipò alla delegazione italiana durante la Conferenza di Pace di Parigi (1919) e servì in seguito come Ministro Plenipotenziario a Dublino e Ambasciatore d'Italia a Oslo, e della britannica Kate Abbott, appartenente a un'importante famiglia Inglese che fu una delle prime famiglie ad 'importare il tè dalle Indie all'Inghilterra, iniziò la sua attività nel cinema italiano nel 1947 come consulente della ricerca dei luoghi di ripresa per il film Vendetta nel sole, diretto da Giuseppe Amato e Leslie Arliss. Nel 1952 fu direttore di ricerca delle location italiane per due film britannici mai distribuiti in Italia, His Excellency, diretto da Robert Hamer, Venetian Bird (girato a Venezia) e più avanti Criminali sull'asfalto (1956), entrambi diretti da Ralph Thomas.
Le radici familiari di Maurizio Lodi-Fè intrecciano l'alta borghesia istituzionale italiana e la diplomazia internazionale. Da parte paterna, il cognome deriva dall'unione della famiglia Lodi con l'antica casata nobiliare bresciana dei Fè d'Ostiani. Tra gli esponenti di spicco del ramo italiano figura il Cavaliere Dott. Giovanni Lodi-Fè, che ai primi del Novecento ricoprì altissimi incarichi direttivi nell'amministrazione pubblica di Bologna, stringendo forti legami politici e matrimoniali con i vertici civici, tra cui l'allora sindaco Enrico Golinelli. Da parte materna, la dinastia britannica degli Abbott aveva costruito dal 1771 un vasto impero commerciale e consolare in Oriente. Il nonno materno di Maurizio, Alfred Abbott, fu uno dei diretti superstiti della drammatica strage nota come "Incidente di Salonicco" (6 maggio 1876): durante una violenta sommossa popolare scaturita da tensioni religiose, una folla inferocita assassinò brutalmente il console tedesco Henry Abbott (fratello di Alfred) e il console francese Jules Moulin (suo cognato), un evento sanguinoso che innescò una crisi diplomatica internazionale e portò le flotte europee a circondare il porto della città.
Sposatosi a Glanegg in Austria nell'aprile del 1951 con la contessa Austrungarica Hélène Maria Ladislaja von Meran, una discendente della Casa imperiale degli Asburgo, la famiglia più potente d’Europa per secoli a capo del Sacro romano impero, ebbe da lei cinque figli: Michele (1952), Alessandro (1953), Caterina (1956), Nicola (1959) e Isabella (1963).
Dal 1953 al 1964 fu direttore di produzione per film come Vacanze romane, Elena di Troia, Ben Hur, La baia di Napoli e alcuni episodi della quarta stagione della serie televisiva Il dottor Kildare, ambientati a Roma. Dal 1961 diventò produttore, dapprima per la Mars Film e in seguito per la Verona Produzioni Cinematografiche, di film in qualche caso di notevole rilievo diretti da Valerio Zurlini, Bernardo Bertolucci, Alberto Lattuada e Franco Brusati.
Dopo La ragazza con la valigia, Maurizio Lodi-Fé tornò al colossal nel 1962 con Sodoma e Gomorra, diretto da Robert Aldrich e con la seconda unità di regìa assegnata al fidato Sergio Leone. Passò alle produzioni in prima persona nel 1970: con la Paramount realizzò Il conformista diretto da Bernardo Bertolucci, una pellicola che nasceva dalle ceneri di quel neorealismo di cui Ben-Hur era stato la negazione. Nel 1973 Lodi-Fé con la regia di Franco Brusati produsse Pane e cioccolata, una storia di emigrazione italiana in Svizzera affidata all’interpretazione di Nino Manfredi. Sia Il conformista che Pane e cioccolata sono nella lista compilata dalla Mostra del cinema di Venezia dei “100 film italiani da salvare”. La produzione del kolossal Ben-Hur a Cinecittà si inseriva nel fiorente periodo della cosiddetta "Hollywood sul Tevere", un'operazione economica e culturale fortemente favorita dalla politica dell'allora sottosegretario allo spettacolo Giulio Andreotti. Dietro le quinte di questo sodalizio italo-americano si muovevano complessi intrecci politici nel delicato clima della Guerra Fredda. Come portato alla luce da inchieste storiche e giornalistiche successive, tra cui quella di Michele Bovi sullHuffington Post, le imponenti produzioni statunitensi in Italia vennero finanziate impiegando i capitali "congelati" in Europa del Piano Marshall. L'intera operazione si trasformò in uno strumento di alleanza strategica anti-comunista, pianificato anche attraverso incontri riservati tra emissari della CIA, le istituzioni del Vaticano e la politica italiana. In questo stringente clima di controllo, le major hollywoodiane imposero all'Italia un rigido diktat commerciale: per non far decadere la nazionalità rigorosamente statunitense della pellicola, i nomi di quasi tutte le maestranze e professionalità italiane vennero sistematicamente omessi dai crediti del film.
Fu per questo motivo che Maurizio Lodi-Fè, pur essendo stato l'indispensabile direttore della produzione italiana e uomo di fiducia del regista, venne clamorosamente escluso dai titoli di coda, subendo la stessa sorte di altri grandi italiani che lavorarono nell'ombra al successo di quella pellicola, come Sergio Leone (direttore della seconda unità) e lo scrittore Mario Soldati. Il regista pluripremiato William Wyler, tuttavia, scelse di aggirare questa censura burocratica riconoscendo a Lodi-Fè tutti i meriti all'interno della sua autobiografia, in cui lo definì uomo cardine dell'intera produzione e amico fraterno. I due avevano già lavorato assieme in Vacanze romane e Hélène, moglie di Maurizio, aveva assistito amorevolmente Talli, consorte di Wyler, nel momento della nascita del figlio David a Roma
Muore nel maggio del 2015, pochi giorni prima di compiere 97 anni. Viene poi sepolto nel Cimitero Protestante di Roma o Cimitero degli Inglesi, o anche Cimitero degli Artisti e dei Poeti, uno dei luoghi di sepoltura tuttora in uso più antichi in Europa dove sono sepolti numerosi artisti come il poeta Shelley, lo scrittore Carlo Emilio Gadda e politici come Antonio Gramsci o anche il "papà di Montalbano", lo scrittore Andrea Camilleri. Il cimitero si trova in prossimità della Piramide di Gaio Cestio e delle monumentali Mura Aureliane.
Filmografia Produttore esecutivo Vacanze romane (Roman Holidays), regia di William Wyler (1953) La baia di Napoli, regia di Melville Shavelson (1960) Ben-Hur, regia di William Wyler Elena di Troia, regia di Robert Wise
Produttore La ragazza con la valigia, regia di Valerio Zurlini (1961) Sodoma e Gomorra, regia di Robert Aldrich (1962) Caccia alla volpe, regia di Vittorio De Sica (1966) Uccidete il vitello grasso e arrostitelo, regia di Salvatore Samperi (1970) Il conformista, regia di Bernardo Bertolucci (1970) Principe coronato cercasi per ricca ereditiera, regia di Giovanni Grimaldi (1970) Un caso di coscienza, regia di Giovanni Grimaldi (1970) Venga a prendere il caffè... da noi, regia di Alberto Lattuada (1970) L'uomo dal cervello trapiantato (L'homme au cerveau greffé), regia di Jacques Doniol-Valcroze (1971) Il diavolo nel cervello, regia di Sergio Sollima (1972) Pane e cioccolata, regia di Franco Brusati (1974)
Premi e riconoscimenti
Come Produttore esecutivo
Vacanze romane (1953)
Vincitore di 3 Premi Oscar (tra cui Miglior attrice protagonista ad Audrey Hepburn) e candidato a 10 statuette.
Ben-Hur (1959)
Vincitore di 11 Premi Oscar (record storico), tra cui Miglior film e Miglior regia a William Wyler.
La baia di Napoli (1960)
Candidatura al Premio Oscar per la migliore scenografia. Candidatura a tre Golden Globe (tra cui Miglior film commedia, Miglior attore a Clark Gable e Migliore attrice a Sophia Loren).
Come Produttore (Produzioni italiane)
La ragazza con la valigia (1961)
Presentato in concorso al 14º Festival di Cannes (1961). Premio David di Donatello speciale a Claudia Cardinale per la sua interpretazione.
Cronaca familiare (1962)
Leone d'oro al miglior film alla 23ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
Il conformista (1970)
Premio David di Donatello per il miglior film (1971). Candidatura al Premio Oscar per la migliore sceneggiatura non originale (1972) Candidatura al Golden Globe Miglior film straniero in lingua straniera (1972)
Pane e cioccolata (1973)
Orso d'argento al Festival internazionale del cinema di Berlino (1974). Premio David di Donatello per il miglior film europeo (1974).
Note
Collegamenti esterni
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