L' è stato un cacciatorpediniere della Marina imperiale giapponese, prima ed eponima unità della stessa classe. Fu varato nel luglio 1941 dall'arsenale di Maizuru.

Inviato dapprima a Ominato e poi alla base di Rabaul, fu presente alla battaglia delle Salomone Orientali (23-25 agosto 1942) inquadrato nella flotta di portaerei e, in seguito, inserito nella 61ª Divisione, partecipò a diverse missioni del Tokyo Express, dove la sua contraerea si rivelò di grande utilità: tuttavia il 25 ottobre, mentre si avvicinava alla contesa isola di Guadalcanal, fu danneggiato in sala macchine da bombe quasi giunte a segno e dovette tornare in Giappone per essere riparato. Nel gennaio 1943 riprese il proprio posto alle isole Shortland ma, il 19, uscì malconcio dal combattimento contro un sommergibile e poté riprendere servizio solo in ottobre. Nei mesi successivi fu impegnato prevalentemente nella scorta a porzioni della flotta da battaglia, in compiti di vigilanza e in sessioni di addestramento e combatté nuovamente nella disastrosa battaglia del Mare delle Filippine (19-20 giugno 1944). Rimasto nelle acque metropolitane da allora, fu schierato con la menomata 3ª Flotta per la battaglia del Golfo di Leyte e, la mattina del 25 ottobre, fu distrutto nel corso del primo attacco aereo a questa squadra navale, affondando con molte vittime.

Servizio operativo Costruzione Il cacciatorpediniere Akizuki fu ordinato nell'anno fiscale edito dal governo giapponese nel 1939. La sua chiglia fu impostata nel cantiere navale di Maizuru il 30 luglio 1940 e il varo avvenne il 2 luglio 1941; fu completato il 13 giugno 1942. o, secondo un'altra fonte, l'11 giugno. Il comando fu affidato al capitano di fregata Yasuji Koga che, il giorno dopo, condusse l'unità nell'area di Kure.

1942

Il 15 giugno lAkizuki e il cacciatorpediniere Oboro salparono da Kure a fianco della portaerei di squadra Zuikaku alla volta delle acque settentrionali dell'Impero giapponese, dove la Flotta Combinata, reduce dalla disfatta di Midway, riteneva possibile una manovra offensiva statunitense, in specie contro alcune delle isole Aleutine catturate. Il 23 le unità arrivarono a Ominato e ripartirono immediatamente per Yokosuka. Il 29 lAkizuki assunse la difesa di una nave da crociera requisita sia nell'andata a Makassar che nel ritorno, avvenuto il 18 luglio. Circa un mese più tardi espletò un'uguale missione di scorta a una nave portamunizioni, con la quale arrivò a Kavieng il 20 agosto: si attardò nel soccorso a due mercantili che, fuori dal porto, erano stati attaccati dal sommergibile , ma il lancio di bombe di profondità fu di esito incerto. Il giorno successivo lAkizuki salpò con rotta su Rabaul, principale piazzaforte nipponica per le operazioni nel Pacifico meridionale, e sperimentò un attacco aereo in rada rimasto senza conseguenze; quindi partì per congiungersi alla 3ª Flotta (viceammiraglio Chūichi Nagumo) già in alto mare per coprire il primo invio di rinforzi a Guadalcanal. Nella susseguente battaglia delle Salomone Orientali il cacciatorpediniere fu attaccato una volta da velivoli statunitensi, che respinse con il proprio fuoco contraereo, e poi affiancò le portaerei nello scontro. Il 5 settembre riguadagnò Truk con il resto della squadra e fu assegnato a pattugliamenti antisommergibile attorno l'atollo, durante i quali si verificò un solo allarme; verso la fine del mese seguì la flotta in una spedizione in forze a nord delle isole Salomone, rimasta senza esito. Il 27 lAkizuki ebbe nuovi ordini di portarsi alle isole Shortland, base avanzata per le operazioni a Guadalcanal: nella mattinata del 29, mentre navigava isolato, fu oggetto di un attacco da parte di quadrimotori Boeing B-17 Flying Fortress. La nave si difese vigorosamente e rivendicò un abbattimento, pur venendo fotografata e rivelando così alle forze armate statunitensi che i giapponesi avevano in linea un nuovo tipo di cacciatorpediniere. Il 3 ottobre, nella rada delle Shortland, sostenne un altro attacco aereo che rimase senza conseguenze, quindi salpò per andare incontro alla nave appoggio idrovolanti , adoperata come trasporto veloce nelle traversate del Tokyo Express: assieme ai cacciatorpediniere Nowaki e Maikaze protesse la preziosa unità da due incursioni aeree nemiche. Il 7 ottobre il capitano Koga ricevette notizia che lAkizuki era stato appena inserito con il gemello Teruzuki nella nuova 61ª Divisione cacciatorpediniere; tuttavia dovette salpare subito senza attendere il gregario per coprire la Nisshin, carica di truppe per Guadalcanal: la missione fu sospesa per le pessime condizioni meteorologiche e portata a compimento il giorno dopo, di nuovo a fronte dell'opposizione aerea statunitense. La mattina dell'11 ottobre prese avvio un'importante missione di rifornimento per l'isola, centrata sulle navi portaidrovolanti Nisshin e (cariche di armi pesanti); lAkizuki e il Natsugumo furono incaricati di proteggerle nel corso dello scarico, che avvenne in contemporanea alla battaglia di Capo Speranza nella notte successiva. Tornato alle Shortland senza incidenti, lAkizuki fu scelto dal contrammiraglio Tamotsu Takama come propria nave di bandiera per la 4ª Squadriglia cacciatorpediniere. Con questa nuova funzione uscì in mare già il pomeriggio del 13 ottobre con i cacciatorpediniere Shiratsuyu, Shigure e Ariake di scorta a due trasporti veloci; questa formazione si unì a un secondo convoglio di quattro altri trasporti e quattro cacciatorpediniere. Tutte le navi fecero rotta per Tassafaronga e sostennero due attacchi aerei americani, nel corso dei quali lAkizuki rivendicò un abbattimento; le operazioni notturne di scarico furono portate a termine con successo, sebbene al mattino due trasporti furono incendiati e un terzo fu fatto incagliare. Takama ordinò dunque la ritirata dopo essere stato informato che la 3ª Divisione corazzate si accingeva a bombardare l'aeroporto dell'isola in nottata e il convoglio riguadagnò le Shortland la mattina del 16. All'alba del giorno dopo lAkizuki si pose alla testa di una forza di copertura di incrociatori leggeri (, , ) per un folto gruppo di quattordici cacciatorpediniere, incaricati di sbarcare truppe a Guadalcanal: la missione riuscì con successo e gli attacchi statunitensi alla formazione, anche dopo che era tornata alle Shortland, furono un fiasco.

Il 24 ottobre lAkizuki e i cacciatorpediniere Harusame, Samidare, Murasame e Yudachi costituirono una forza di scorta per lo Yura, incaricato di bombardare l'aeroporto di Guadalcanal il giorno successivo. La mossa si inquadrava nel più vasto piano giapponese per infliggere un colpo fatale alla 1st Marine Division e alla United States Pacific Fleet, allo scopo di chiudere la partita sull'isola. In realtà l'attacco terrestre si risolse in una carneficina e le truppe nipponiche non riuscirono a intaccare il perimetro difensivo. La squadra, come da piano, si presentò comunque la mattina del 25 nelle acque dell'isola solo per subire un primo attacco aereo: una bomba centrò lo Yura e due altre esplosero vicino alla murata di destra dellAkizuki, verso poppa. Le concussioni aprirono falle nello scafo, una delle sale macchine si allagò e l'albero di destra cessò di funzionare; si contarono undici morti e il doppio di feriti. Altri aerei statunitensi lanciarono bombe nelle ore successive e lo Yura fu ridotto a mal partito, tanto che Takama ordinò di abbandonarlo e mandarlo a fondo dopo essersi trasferito sul Murasame. LAkizuki collaborò con quest'ultimo nel trarre in salvo l'equipaggio dell'incrociatore e infine, sviluppando solo 23 nodi, ripiegò con le altre navi sino a Rabaul. Qui rimase fino alla fine di ottobre per alcuni interventi d'emergenza e il 31, dopo aver contribuito con i propri cannoni a respingere uno stormo di aerei nemici, si spostò a Truk. Ripartì subito con la Zuikaku, il danneggiato incrociatore pesante e altri tre cacciatorpediniere con destinazione Yokosuka, toccata il 6 novembre; fu trainato in secca due giorni dopo e tornò in efficienza il 16 dicembre, sostenendo un collaudo il 20-21 nella baia di Tokyo. Il 31 salpò con il Tokitsukaze e lHatsukaze per accompagnare la Zuikaku a Truk. Non è chiaro se lAkizuki, già in questa occasione, scambiò le installazioni doppie di cannoni Type 96 da 25 mm con due triple e se altri due uguali impianti furono montati su apposite piattaforme rialzate, aggiunte all'altezza del fumaiolo..

1943

La piccola formazione arrivò a destinazione il 4 gennaio 1943 e, due giorni più tardi, lAkizuki divenne nave ammiraglia del contrammiraglio Susumu Kimura, comandante della 10ª Squadriglia alle dipendenze della 3ª Flotta. Il 7 salpò, fece tappa a Rabaul e si fermò l'11 alla rada delle Shortland per riprendere le missioni di rifornimento a Guadalcanal, divenute sempre più pericolose; infatti nella notte del 14-15, alla testa della squadra di copertura (Tokitsukaze, , ) per un gruppo di cinque cacciatorpediniere carichi di fanteria, ebbe a che fare con alcune motosiluranti statunitensi. Gli uomini furono comunque sbarcati con successo, i giapponesi non ebbero perdite e lAkizuki guidò i vascelli nel ripiegamento, funestato però dal raid di un gruppo di bombardieri in picchiata: lArashi fu immobilizzato e lAkizuki vigilò sul suo traino al sicuro alle Shortland. Nel pomeriggio del 19 lasciò le isole per prestare soccorso al trasporto truppe Myoho Maru, alla deriva dopo l'attacco di un sommergibile; lo stesso Akizuki, però, si imbatté la sera nel battello , che navigava in superficie. Il capitano Koga ordinò di aumentare la velocità al massimo e di speronarlo, ma il sommergibile riuscì a lanciare due siluri dai tubi poppieri: uno centrò lAkizuki sulla fiancata destra nella zona della torre di comando, aprendo uno squarcio di otto metri. Lo scoppio fermò l'unità dopo un breve abbrivio, uccise quattordici uomini e provocò sessantatré feriti, tra i quali il contrammiraglio Kimura. L'equipaggio scatenò un fuoco disordinato e nutrito contro il periscopio del Nautilus, che fece partire altri siluri mancando il bersaglio; dopodiché lAkizuki riuscì a ripartire a bassa velocità, sufficiente comunque a liberarsi del battello che lo inseguiva. Il 21 arrivò a Buin e, con le poche risorse locali, i giapponesi procedettero a riparazioni d'emergenza e soprattutto a rinforzare la chiglia; a fine mese poté salpare con circospezione e fermarsi a Truk il 2 febbraio, per interventi più cospicui che si protrassero fino all'11 marzo a opera della nave officina . Quel giorno partì a fianco di un trasporto per difenderlo fino a Saipan, raggiunta due giorni dopo. Il 14 riprese il viaggio verso il Giappone, quando d'improvviso la chiglia si piegò: il comandante fece fermare le macchine, per paura che la prua collassata si spezzasse del tutto, e si fece rimorchiare a Saipan. Qui lAkizuki fu fatto incagliare e, nei mesi successivi, alterato radicalmente: torre di comando e torrette di prua furono rimosse, la prua fu tagliata e rimpiazzata con una posticcia (adatta a rompere le onde) e una plancia provvisoria fu eretta dietro l'albero tripode. LAkizuki, al rimorchio di un posamine e vigilato dai cacciatorpediniere Uzuki e Sazanami, arrivò il 5 luglio a Nagasaki; già tre giorni prima era stato designato nave della riserva di seconda classe e rimosso dall'ordine di battaglia della 61ª Divisione (comprendente anche il Suzutsuki e lHatsuzuki). L'unità fu ricostruita nei mesi seguenti nell'arsenale della città e, per risparmiare tempo e risorse, si usò la prua già fabbricata per il gemello Shimotsuki – il completamento di quest'ultimo fu perciò posposto.