Le ghiandole di Vesalio, dette anche ghiandole vescicolari lobulari, posteriori o caudali, sono innumerevoli ghiandole parauretrali situate a livello dell'uretra intraprostatica, entro i lobi laterali, posteriore e mediano delle vescicole seminali. I loro dotti si riuniscono nei canali vescicolari maggiori, che a loro volta possono congiungersi alle ampolle dei dotti deferenti e sboccano in uretra presso il verumontanum, di norma in corrispondenza dell'utricolo prostatico.

Sono raggruppate in grappoli "a corallo ramificato" immersi in uno stroma fibromuscolare (cluster), disposti in 4 - 28 lobi minori simili ai petali di una margherita; il loro diametro verticale ammonta a circa 3 mm, e la forma è conica. Svolgono un consistente ruolo nella produzione del liquido seminale, nonché dell'antigene vescicolare specifico (SMG1) e di un potente secreto protettivo, il fattore antimicrobico vescicolare, che difende e sfiamma l'uretra maschile.

Nomi e classificazione

Nomi Le ghiandole vescicolari di Vesalius vengono chiamate anche ghiandole lobulari vescicolari, caudali (o posteriori) secretorie o caudali vescicolari. Più rara è la dizione elementi secretori caudali (o posteriori) delle vescicole seminali, oppure elementi ghiandolari (o glandulari) vescicolari superiori.

Eponimo Il nome di queste ghiandole è un eponimo dell'anatomista fiammingo Andres Vesalius (italianizzato in Andrea Vesalio).

Classificazione Esistono numerose classificazioni possibili per queste ghiandole uretrali:

Dal momento che queste ghiandole sono collocate relativamente vicino all'uretra (in cui sboccano i loro dotti uretrali, attraverso i due condotti maggiori), ma non sono contigue alla mucosa, vengono classificate tra le ghiandole parauretrali esocrine o ghiandole uretrali profonde. Nonostante la loro funzione sia quasi completamente esocrina (emissione del secreto nel canale uretrale attraverso i dotti di Morgagni, che confluiscono nei canali maggiori), svolgono anche una minore attività endocrina, immettendo una minor parte dell'antigene seminale specifico (SMG1) e dell'antigene prostatico specifico (PSA) nel circolo sanguigno. Dal punto di vista della forma, appartengono alla categoria delle ghiandole tubulari a spirale composte o ramificate.

Anatomia Le vescicole seminali sono le due ghiandole parauretrali accessorie più notevoli dell'intero apparato urogenitale, per secreto e dimensioni; collocate a livello dell'uretra prostatica, sono situate in prossimità della prostata e delle ampolle deferenziali. Ciascuna vescicola emette, dalla porzione anteriore (lobo craniale), 1 - 2 dotti parauretrali di cospicue dimensioni, che spesso si riuniscono alle ampolle dei ductus deferens costituendo un canale maggiore che sbocca presso il verumontanum, in genere in prossimità dell'utricolo prostatico. Il secreto dei testicoli e delle vescicole seminali, generalmente combinato, è emesso nell'uretra intraprostatica attraverso notevole lacune uretrali del collicolo seminale, note come orifizi dei dotti eiaculatori.

Ogni vescicola seminale è composta di un grappolo (urethral cluster) costituito da innumerevoli ghiandole parauretrali, i cui dotti attraversano lo stroma fibromuscolare per poi riunirsi in 1 - 2 dotti vescicolari maggiori, condotti dal lobo craniale all'uretra intraprostatica o all'ampolla deferenziale. Ciascuna vescicola è avvolta da una capsula fibroelastica di forma tubulare ripiegata su sé stessa, da cui partono dei setti rigidi che delineano centinaia di zone, attraversate dai tubuli e dai dotti parauretrali, ognuna delle quali contiene una singola ghiandola parauretrale (cisterna o lobo). Ciascuna ghiandola intravescicolare è dunque contenuta in una specifica regione, perfettamente delimitata dai setti.

Nel dettaglio, le ghiandole che costituiscono i lobi laterali, mediano e posteriore di ogni vescicola sono le ghiandole di Vesalius, raccolte in un sistema di 4 - 28 lobi minori per ciascuna vescicola. Esse immettono i propri dotti parauretrali in una serie di canali maggiori (uno per ogni lobo), che attraversano l'intera vescicola fino al lobo anteriore, ove ricevono anche i dotti otricolari di Morgagni; qui si riuniscono nei due dotti vescicolari principali, diretti verso l'uretra intraprostatica o l'ampolla deferenziale.

Le ghiandole di Vesalius sono responsabili della produzione di gran parte del secreto vescicolare, che emettono attraverso i dotti parauretrali. Inoltre, la peculiare collocazione e disposizione di queste strutture concorre a determinare la forma della vescicola seminale, delineandone i cinque lobi maggiori (anteriore, mediano, laterali e posteriore) nonché le quattro grandi zone (transizionale, centrale, periferica o dei dotti periuretrali, stroma fibromuscolare anteriore).

Forma e dimensioni Queste ghiandole sono in genere lievemente meno voluminose rispetto alle ghiandole otricolari di Morgagni; di norma, il loro diametro orizzontale ammonta a circa 2 mm, mentre il diametro verticale (altezza) misura circa 3 mm. Alcune ghiandole mostrano una forma fortemente allungata, con l'altezza che può raggiungere i 4 mm.

La loro forma è nel complesso da tubulare a irregolarmente conica, a base periferica e apice (il lobulo apicale) rivolto verso l'uretra; si apre in direzione anticaudale.

Le ghiandole si raccolgono in conglomerati chiamati lobi, di dimensione variabile (da 6 mm ad oltre 3,5 cm di diametro); ciascun lobo emette un unico dotto di cospicue dimensioni (circa 0,7 mm di diametro per una lunghezza variabile da 2 cm fino a 12 cm, secondo la sua collocazione nonché le dimensioni della vescicola stessa).

Numero Definire con precisione il numero di queste ghiandole e dei relativi dotti è molto complesso, poiché soggetto ad una forte variabilità da un individuo all'altro. Le dimensioni delle vescicole seminali (e in particolare dei quattro lobi coinvolti) sono il principale discriminante, poiché oscillano in modo notevole in base al soggetto (3 - 5,5 cm di diametro per 5 - 12 cm di lunghezza). Dalle ricerche svolte, è emerso che il numero delle ghiandole di Vesalius varia da poche centinaia a diverse centinaia, ed è sensibilmente superiore a quello delle ghiandole di Morgagni. Nel dettaglio, ciascuno dei 4 - 28 lobi minori di Vesalius può contenere un numero molto variabile di ghiandole, in genere compreso tra alcune unità e svariate decine di unità.

Nell'anziano il numero delle ghiandole vescicolari aumenta in modo considerevole, a causa del naturale processo di ingrandimento cui le vescicole seminali sono sottoposte; non è inoltre raro osservare fenomeni di iperplasia paragonabili a quelli che coinvolgono la prostata, ma meno frequenti. Soprattutto in questo caso, è molto frequente una cospicua presenza di adenomeri aberranti e corpi amilacei, spesso in grado di emettere comunque del secreto, poiché costituiti da vescicole secretorie.

Collocazione I grappoli (paraurethral cluster) di ghiandole vescicolari di Vesalius costituiscono quattro dei cinque lobi (laterali, mediano e posteriore) di ciascuna vescicola seminale; sono disposte in 4 - 28 lobi minori. Un numero marginale di queste ghiandole e dotti può essere rinvenuto anche nella sezione più distale del lobo craniale, tuttavia la loro presenza in tali aree risulta poco significativa, poiché sono sostituite dalle ghiandole tubulo-otricolari di Morgagni. I dotti di Vesalius si uniscono fra loro formando un canale per ciascun lobo minore; questi condotti parauretrali, a loro volta, si fondono in 1 -2 dotti vescicolari principali, emessi dalla ghiandola all’esterno.

Struttura Le ghiandole tubulari a spirale composte o ramificate rappresentano una variante più complessa delle ghiandole tubulari composte. Si distinguono da queste principalmente per la forma del dotto, che si avvolge a spirale, avviluppandosi in modo ancor più accentuato durante la fase di secrezione; non di rado il dotto si biforca, costituendo una doppia spirale o vite (coil).

Anatomia delle ghiandole e dei dotti uretrali Considerando la singola ghiandola tubulare e il relativo dotto, si possono distinguere le seguenti strutture:

Ciascuna ghiandola è una struttura complessa e composita, costituita da decine di microlobuli (detti spire), ad ognuno dei quali corrisponde in media una singola papilla (variabile di fatto da 1 a 3). Ogni papilla presenta, sulla propria superficie, diverse micropapille (vescicole di cellule secretorie), che producono gran parte del secreto uretrale. La porzione restante, molto scarsa in quantità e spesso degenerata, è prodotta dai corpi amilacei e dagli adenomeri aberranti. Le micropapille producono ed emettono il secreto in vari tubuli minuscoli, che confluiscono in tubuli intermedi: uno per ogni papilla. I tubuli intermedi delle papille confluiscono in un condotto maggiore: il diverticolo tubulare, uno per ciascuna ghiandola tubulare. Questi canali corrispondono ai dotti parauretrali, riferiti anche come dotti di Vesalius. I dotti parauretrali si avvolgono a spirale (o a vite, biforcandosi) e attraversano lo stroma fibromuscolare della vescicola, riunendosi con i dotti provenienti dalle altre ghiandole fino a formare un condotto maggiore per ciascun lobo. A loro volta, i condotti maggiori attraversano la vescicola fino al lobo anteriore, ove raccolgono i dotti di Vesalius e si riuniscono in 1 - 2 canali principali per ciascuna vescicola: i dotti vescicolari. I principali dotti vescicolari fuoriescono dalla capsula fibromuscolare e, dopo aver attraversato la regione periuretrale, sboccano nella parete uretrale del verumontanum o dell'utricolo prostatico, attraverso due voluminose cripte di Morgagni, da in cui immettono il proprio secreto.

Lobi minori delle vescicole seminali La caratteristica più evidente delle ghiandole di Vesalius è che si raccolgono in grappoli minori (cluster) chiamati lobi. Il numero di questi conglomerati varia di norma tra 4 e 28 per ciascuna vescicola, con una media di 10 - 15; la maggior parte di essi si colloca a livello del lobo mediano e posteriore della vescicola, e il loro diametro varia da 6 mm ad oltre 3,5 cm, secondo il numero di ghiandole e dotti. Si caratterizzano per la struttura complessa e fortemente ramificata, simile ad un corallo, con i dotti parauretrali di ciascuna ghiandola che si riuniscono in un canale maggiore per ogni lobo. La disposizione dei canali maggiori rende i lobi simili ai petali di una margherita, per la loro disposizione a corolla.

Rapporti tra le ghiandole Immerse nel viscoso stroma fibromuscolare delle vescicole seminali (la cui densità varia estremamente di zona in zona), le ghiandole caudali sono collegate fra loro da un complesso sistema di molti tubuli cavi, chiamati anche dotti minori, che formano una struttura fortemente ramificata e labirintica. Nel complesso, viene descritta nei manuali come un'intricata foresta di alberi allungati dai moltissimi rami, oppure come un complicato corallo. Allo stesso tempo, ciascuna ghiandola rappresenta un lobulo (cioè una porzione del lobo) ed è delimitata da un setto rigido, costituito dalle diramazioni della capsula fibroelastica che avvolge le vescicole seminali, in una regione chiamata cisterna. I tubuli che collegano fra loro le ghiandole, le varie ramificazioni e i dotti parauretrali perforano questi setti, connettendo fra loro diverse parti della vescicola seminale e originando una struttura molto complessa.

Composizione epiteliale