Biografia José Couso nacque nel 1965 a Ferrol.

Si laureò in Scienze dell'Informazione e Scienze dell'Immagine all'Università Complutense di Madrid.

Nel corso della sua carriera lavorò per varie emittenti e agenzie, tra cui EFE e Canal Plus. Per otto anni fu cameraman presso il canale televisivo Telecinco, occupandosi di notizie come il rapimento del collega Jon Sistiaga in Macedonia, i bombardamenti di Baghdad del 1998 e la guerra del Kosovo del 1999.

Realizzò inoltre numerosi reportage, tra cui quelli sulle missioni in Antartide della nave oceanografica Hespérides (2001), sulle grotte di Lascaux in Francia, sull’incidente diplomatico dell’isola di Perejil (2002) e sullo sversamento della petroliera Prestige.Ocho años con la cámara de Telecinco al hombro, su elmundo.es

Poco prima dell'inizio della guerra in Iraq del 2003, Couso si recò nel paese insieme ad altri colleghi di Telecinco. Con l’avvicinarsi dei bombardamenti, quasi tutti rientrarono in Spagna, rimanendo a Baghdad soltanto Jon Sistiaga, come inviato, e José Couso, come cameraman.

L'8 aprile 2003 Couso si trovava al Hotel Palestine di Baghdad, dove alloggiavano numerosi giornalisti stranieri. In quel momento, una compagnia della 3ª Divisione di fanteria dell'Esercito statunitense era impegnata in combattimenti sull'altra sponda del fiume Tigri, sotto attacco con mortai e lanciarazzi.

Secondo l’inchiesta condotta dal Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), il fuoco nemico sarebbe stato diretto da un osservatore situato lungo il fiume, sulla stessa riva dell’hotel.

Dopo aver individuato l’osservatore, un carro armato M1 Abrams sparò un colpo con il proprio cannone da 120 mm contro l’albergo.Resultado de la investigación de CENTCOM sobre el incidente del 8 de abril en el Hotel Palestine, su josecouso.info Il proiettile esplose al quindicesimo piano, dove alloggiava la squadra dell’agenzia Reuters, uccidendo il giornalista ucraino Taras Protsyuk.

Couso, che si trovava a filmare a un piano inferiore, rimase gravemente ferito. Trasportato all’ospedale Santo Rafael di Baghdad, morì durante un intervento chirurgico.Muere un cámara de Telecinco al atacar EEUU su hotel en Bagdad, su elmundo.es Lasciò la moglie e due figli.

Reazioni dopo la morte di Couso Il Pentagono riconobbe la responsabilità dell’attacco, sostenendo che i soldati, guidati dal sergente Thomas Gibson, avevano risposto a un presunto fuoco nemico.

Dopo la morte del giornalista furono organizzate numerose proteste davanti alle sedi diplomatiche statunitensi in Spagna, e vennero avviate azioni giudiziarie per accertare le responsabilità dei militari coinvolti.

Le principali tappe giudiziarie:

Il 19 ottobre 2005, l'Audiencia Nacional emise un mandato internazionale di cattura contro tre militari statunitensi imputati. Furono ascoltati come testimoni i giornalisti Olga Rodríguez, Jon Sistiaga e Carlos Hernández. Il 10 marzo 2006, la 2ª sezione della Corte Suprema di Spagna archiviò le indagini, definendo l’episodio «un atto di guerra». La famiglia Couso fece ricorso. Il 5 dicembre 2006, la Corte Suprema accolse all’unanimità il ricorso della famiglia. Il 16 gennaio 2007, il giudice Santiago Pedraz riattivò l’ordine del 2005, accusando i tre militari di omicidio e di crimini contro la comunità internazionale.La Audiencia Nacional procesa a los tres militares de EE UU implicados en la muerte de José Couso, su El País Il 27 aprile 2007, lo stesso giudice Pedraz rinviò a giudizio i tre militari (Thomas Gibson, Philip Woldrford e Philip De Camp) per omicidio (15-20 anni di carcere) e crimini contro la comunità internazionale (10-15 anni). Tuttavia, il 13 maggio 2008 la sezione penale dell’Audiencia Nacional revocò la decisione, sostenendo la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero. Il 21 maggio 2009, il giudice Pedraz incriminò nuovamente i tre soldati.El juez Pedraz procesa otra vez a tres militares de EEUU por la muerte de Couso, su 20 Minutos Il 29 luglio 2010, Pedraz emise un nuovo mandato di cattura. Lo stesso mese il Tribunale Supremo riaprì il caso. Nel 2011 il giudice si recò in Iraq per un sopralluogo, ma non seguirono ulteriori processi.

Onorificenze Nel quartiere ferrolano di Esteiro gli è stata intitolata una piazza.

In questa piazza si trova una targa con la scritta: PLAZA DE LA PAZ JOSÉ COUSO (Piazza della Pace).

La radio comunitaria coruñesa Cuac FM ha intitolato a José Couso il suo nuovo studio nel 2003. All’inaugurazione partecipò un familiare del giornalista.

L’11 settembre 2015 a Perillo (Oleiros) è stato inaugurato un parco a lui dedicato. La targa inaugurale riporta la seguente scritta: "Parque público José Couso Permuy. Reporteiro gráfico asasinado polo exército dos Estados Unidos de América"

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

Javier Couso: “L'assassinio di mio fratello è stato un messaggio degli USA ai giornalisti indipendenti”, 7/3/2013, La Marea

Leaked cables: US Pressured Spain to Drop Case of Journalist Killed in Army Attack in Baghdad 2 of 2