Il traditore di Roma è un romanzo storico di Simon Scarrow ambientato nel 56 d.C., pubblicato in Italia nel novembre del 2020 dalla casa editrice Newton Compton.

È il diciottesimo romanzo della Eagles of the Empire Series con protagonisti Macrone e Catone.

Trama È il 56 d.C. terzo anno di regno dell'Imperatore Nerone, il tribuno Catone ed il centurione Macrone sono di stanza a TarsoCorrisponde all'attuale città di Tarso in Turchia., capitale della provincia di Cilicia, con il compito di rifinire l'addestramento dei pretoriani e degli ausiliari che faranno parte, l'anno successivo, del corpo di invasione che il generale Corbulone muoverà contro i parti.

Nel frattempo Macrone si sposa con Petronilla e confessa a Catone la sua volontà di congedarsi dall'esercito al termine della campagna contro i parti, per poi recarsi in Britannia per gestire con Petronilla la locanda che Porzia, la madre di Macrone, sta portando avanti da alcuni anni a LondiniumL'odierna città di Londra in Inghilterra.. Proprio al termine del banchetto nuziale, di Macrone e Petronilla, Catone viene informato dal generale Corbulone che dovrà recarsi alla corte del re partico Vologase, in qualità di ambasciatore, per trattare una pace, che per i romani è intesa solamente a guadagnare tempo per ultimare l'organizzazione dell'esercito. Catone porta con sé solo dieci tra i migliori legionari che ha a disposizione, lo schiavo Flaminio come sua guardia del corpo, e come guida ed interprete il misterioso e losco Apollonio di Perga, faccendiere e spia di Corbulone, del quale Catone sin da subito comincia a non fidarsi. Volutamente Catone non porta con sé Macrone, nonostante le sue ovvie insistenze, perché vuol garantire una tutela per il figlio Lucio fino al suo ritorno.

Catone effettua una sosta presso la cittadina di DolicheL'odierna città di Gaziantep in Turchia. dove si procura dei rifornimenti e prende informazioni sulla situazione al confine con il regno dei parti. Il prefetto Sestilio, della guarnigione di Doliche, lo informa che Haghrar, un principe parto, detto il falco del deserto, sta compiendo azioni di disturbo lungo il confine mirando alle carovane ed alle linee di rifornimento romane. Riprende quindi il viaggio giungendo presso la città di ZeugmaL'odierna città di Balkis in Turchia., che trova con la popolazione in preda all'agitazione, e con molti cittadini che stanno abbandonando la città temendo l'arrivo dei Parti. Rimessosi in viaggio giunge all'avamposto di frontiera di BactrisCatone è già stato a Bactris l'anno precedente quando proprio in questo avamposto radunò l'esercito con cui scortò Radamisto in Armenia. Eventi narrati nel romanzo Lunga vita all'impero. dove chiede alloggio per qualche giorno a Clodio, il prefetto della prima coorte ausiliaria Dacica, e ritrova il quartiermastro GranicoloCatone incontra per la prima volta il quartiermastro Granicolo durante la sua missione in Armenia. Vicende narrate nel romanzo precedente Lunga vita all'impero. da cui si fa rifornire di tutte le provviste ed armi necessarie per il viaggio fino alla capitale partica CtesifonteL'odierna città di Al-Mada'in in Iraq..

Nel frattempo Corbulone ha ricevuto notizia che il re, alleato dei romani, della città stato di Thapsis, è stato assassinato ed al suo posto è stato insediato un reggente scelto dai Parti. Decide quindi di organizzare subito una spedizione punitiva per ripristinare l'influenza romana e Macrone con i suoi pretoriani gli farà da scorta personale. Gneo Pompilio, il legato della Terza Legione Gallica rimarrà a presidiare la fortezza di Tarso occupandosi dell'addestramento dei legionari. Durante il trasferimento dell'esercito verso Thapsis, a causa del crollo di un ponte, la carovana di carri con le salmerie rimane bloccata e nell'impossibilità di raggiungere a breve il resto delle legioni. Corbulone decide di raggiungere comunque Thapsis e a debita distanza fa costruire un accampamento fortificato. I cittadini, mediante il loro rappresentante Ordone, comunicano di non volersi arrendere visto che sono a conoscenza che l'esercito romano non è ancora fornito di armi d'assedio ed anche di viveri, la mancanza di quest'ultimi comincia a creare problemi in quanto si deve ricorrere al razionamento. Per risolvere la situazione di stallo Corbulone nomina Macrone a comando delle salmerie e lo invia a verificare se vi è la possibilità di accelerare i tempi per farle giungere a Thapsis. Macrone giunge giusto in tempo per trovarsi coinvolto in un'imboscata che i ribelli hanno teso al prefetto Orfito facendolo allontanare con l'inganno dai carriOrfito a sua discolpa dirà di essere stato tradito dalla guida Termone e poi assaltando questi ultimi con l'obiettivo di incendiarli. Preso il comando della coorte, Macrone riesce abilmente a fronteggiare i ribelli, al costo però di molti carri incendiati e tutte le macchine d'assedio andate perdute. Corbulone lo promuove a Prefetto di Campo per il successo con cui è riuscito a salvare parte delle salmerie.

Intanto Catone ed i suoi accompagnatori hanno ripreso il viaggio e stanno costeggiando il fiume Eufrate dal versante partico. Dopo pochi giorni Catone si accorge della misteriosa assenza di Flaminio, e contemporaneamente vengono assaliti da un contingente di parti, e fatti prigionieri vengono portati al cospetto del principe Haghrar presso la città di Ichnae. Questi dopo aver preso visione dei documenti in possesso di Catone, attestanti la natura diplomatica della spedizione, viene autorizzato dal re dei parti Vologase a portali al suo cospetto nella capitale Ctesifonte. Viene quindi organizzata una spedizione che via fiume si dirige spedita verso la capitale, ma dopo aver superato la città commerciale di Dura EuroposL'odierna città di Salhiyah in Siria., in un tratto del fiume avvolto dalla foschia, la nave di Haghrar viene assalita da tre chiatte ricolme di pirati. Haghrar consegna le armi a Catone ed ai suoi pretoriani ed assieme riescono a sconfiggere i pirati, con Apollonio che riesce anche ad uccidere il loro capo.

Giunti a Tanassur la spedizione sbarca e viene presa in consegna da Ramalane, il comandante della Guardia reale, che scorta Catone ed il suo seguito, assieme ad Haghrar, a cavallo fino a Seleucia sulle rive del Tigri, e da qui alla residenza di Vologase. Il re dei parti riceve Catone dopo alcuni giorni, in questo lasso di tempo i romani, ed in particolare Catone, vengono trattati come ospiti di riguardo, ma sin da quando sono giunti al palazzo reale hanno dovuto consegnare alle guardie tutti gli oggetti personali. Quando finalmente Catone viene convocato espone, al re Vologase, le motivazioni della sua ambasciata e le richieste di pace per lasciare in particolare il regno di Armenia neutrale e senza ingerenze esterne. Vologase non prende in considerazione le proposte di Catone, e dopo avergli mostrato un flauto, che faceva parte dei beni personali di Apollonio, contenente delle piccole pergamene piene di simboli, gli spiega che una volta fatte decifrate le iscrizioni, ai suoi esperti, aveva scoperto che erano un resoconto dettagliato della conformazione geografica e delle fortificazioni dal confine con la Siria fino a Seleucia. Inoltre vi sono dei commenti sulla non fedeltà di Haghrar verso il suo re. Pertanto Vologase ordina la condanna a morte di Haghrar per tradimento e fa imprigionare Catone, Apollonio ed i pretoriani.

Da ormai un mese Macrone, nella sua nuova veste di Prefetto di Campo, si sta occupando del foraggiamento per l'accampamento fortificato alle porte di Thapsis. Nel frattempo è stato costruito un fossato ed un terrapieno a cingere completamente la città isolandola dall'esterno. Inoltre Corbulone ha fatto preparare una postazione fortificata per ospitare le nuove armi di assedio, di cui è in attesa, che ha richiesto al governatore della Siria Ummidio Quadrato. Per avere maggior potenza di fuoco contro le mura, il generale, ordina la progettazione e costruzione di una catapulta molto più grande di quelle in uso. Sia Macrone che Corbulone cominciano ad avere problemi nella gestione dell'accampamento in quanto, sia per le razioni ridotte che per alcune risse e furti, fioccano le punizioni corporali e si arriva come punizione anche allo spostamento fuori dal campo di intere centurie. Tutte attività che minano il rapporto tra soldati ed ufficiali specialmente dopo la condanna a morte di due legionari rei di aver rubato del cibo. Un legionario di nome Boreno, sconosciuto a molti suoi compagni, approfitta della situazione e comincia a sobillare i legionari, delle coorti in punizione fuori del campo, contro la gestione di Corbulone.

Dopo un mese di prigionia, Ramalane aiuta Catone ed Apollonio a scappare da Seleucia, rivelando che egli è schierato a favore di Vardane che è a capo della rivolta in Ircania. Grazie all'aiuto anche economico di Ramalane i due fuggitivi riescono a raggiungere e risalire l'Eufrate fino a Dura Europos utilizzando una chiatta fluviale del comandante Democle. Proprio quando stanno per approdare Democle ed i suoi due marinai, che hanno saputo di una taglia sui due fuggitivi, aggrediscono Catone ed Apollonio che hanno la meglio disarmando ed uccidendo i tre membri dell'equipaggio. Impossessatisi dei soldi di Democle sbarcano a Dura Europos dove acquistano dei cavalli e rifornimenti, e poi, attraversando il Deserto siriano, giungono a Palmira.

Corbulone frattanto, completata la costruzione dell'enorme catapulta, ha cominciato a tormentare le mura di Thapsis visto che sono arrivate anche le nuove macchine da assedio. Nell'accampamento però Macrone continua a percepire malumore tra gli uomini ed ha ricevuto più di una segnalazione su di un agitatore di nome Boreno, che però ad un controllo non risulta nessuno con quel nome nell'esercito. A peggiorare ulteriormente il clima viene ritrovato assassinato il centurione Pisone e Corbulone non trovando indizi su chi possa essere il colpevole espelle dall'accampamento anche la centuria di Pisone.

Catone e Apollonio una volta in territorio romano risalgono tutta la Siria, facendo tappa a Tarso, prima di recarsi poi a Thapsis dove giungono proprio mentre Macrone e Corbulone stanno contenendo a stento il malumore dei legionari ed ausiliari a causa del razionamento del cibo. Per procurarsi dei viveri, Corbulone guida un folto gruppo di legionari, con anche Catone ed Apollonio, in una battuta di caccia in una vicina foresta. Appena il generale lascia l'accampamento Orfito si mette a capo degli ammutinati ed arresta tutti gli ufficiali e chi si mantiene fedele a loro, compreso Macrone. Gli ammutinati si preparano a tendere un'imboscata a Corbulone appena rientra dalla caccia, ma Macrone con uno stratagemma riesce a scappare dalla prigione e raggiunge Corbulone per avvisarlo dell'ammutinamento. Portatosi celermente dinanzi all'accampamento Corbulone soffoca velocemente l'ammutinamento utilizzando la leva dell'ingente quantitativo di prede al suo seguito che altrimenti minaccia di distruggere.

Approfittando della confusione sorta tra i romani, i ribelli, assieme ad un contingente di parti, escono in massa da Thapsis ed assaltano sia la postazione con le armi d'assedio che l'accampamento. Prontamente Catone e Macrone guidano i loro pretoriani per salvare le macchine d'assedio e ne riescono a salvare quattro compresa la più grande. Corbulone ripreso il comando di tutto l'esercito riesce a contrastare l'assalto all'accampamento e la massa di ribelli superstiti comincia a scappare in ordine sparso verso le porte di Thapsis, che per tale motivo vengono lasciate spalancate. Catone ha quindi una intuizione e coordinandosi con Corbulone si lancia con un gruppo di pretoriani nel flusso di fuggitivi e riesce a prendere possesso della porta della città facendo poi entrare il grosso dell'esercito guidato da Corbulone. La presa della città rinsalda il morale degli uomini e la stima verso il generale che lascia saccheggiare un giorno intero Thapsis.