La ghiandola di Duverney (o Winslow), detta anche ghiandola coagulante dell'uretra, prostata anteriore (o craniale) o antiprostata è una notevole ghiandola parauretrale collocata a livello dell'uretra prostatica, davanti al lobo anteriore della prostata. La sua collocazione è incostante, così come le dimensioni; di norma il diametro ammonta a circa 6 - 10 mm, e la forma è sferica.

Annoverata tra le ghiandole parauretrali accessorie, è costituita da un complesso fortemente ramificato di acini "a collana di perle", e racchiude in sé la funzione delle due ghiandole coagulanti dell'uretra presenti in numerosi mammiferi. Il suo secreto svolge un ruolo nella coagulazione e nella motilità del liquido seminale, inoltre contiene un insieme di sostanze protettive, il fattore antimicrobico dell'uretra maschile, che difende e sfiamma l'uretra maschile.

Nomi e classificazione

Nomi La ghiandola di Winslow è anche chiamata ghiandola di Duverney (o Du Verney), ghiandola uretrale coagulante o coagulante dell'uretra, nonché piccola prostata, prostata anteriore, anterograda, prossimale, craniale, frontale, inferiore o (nei manuali più antichi) antiprostata.

I nomi prostata anteriore e antiprostata (traducibile con "dinanzi alla prostata") derivano dal fatto che questa ghiandole è situata in continuità con la porzione prossimale della prostata, pur essendo istologicamente distinta e separata da quest'ultima. Lo stesso nome è utilizzato in molti mammiferi per designare le ghiandole coagulanti dell'uretra, che in genere sono due e collocate in posizione leggermente più distale, sopra le ghiandole ampollari delle ampolle deferenziali.

Eponimo Questa ghiandola è contraddistinta da un possibile doppio eponimo: dall'anatomista olandese Jacob B. Winslow oppure dall'anatomista francese Guichard Joseph Duverney (o Du Verney). Entrambi illustrarono e descrissero quest'entità anatomica nello stesso periodo, definendola rispettivamente antiprostata (o prostata anteriore) e prostata inferiore (o piccola prostata).

Classificazione Esistono tre possibili classificazioni per questa ghiandola uretrale:

Dal momento che questa ghiandola è collocata relativamente vicino all'uretra (in cui sbocca il suo dotto uretrale), ma non è contigua alla mucosa, viene classificata tra le ghiandole parauretrali esocrine o ghiandole uretrali profonde. Risulta invece istologicamente distinta (nonostante la sua collocazione) dalle contigue ghiandole prostatiche. Dal punto di vista della forma appartiene alla categoria delle ghiandole tubulo-acinose composte, poiché è costituita da innumerevoli acini contenenti vescicole e cellule secretorie. Si differenzia in questo da tutte le altre ghiandole uretrali dello stesso tipo, composte invece da grappoli (urethral cluster) di ghiandole parauretrali minori. Come si può evincere dal nome ghiandola coagulante dell'uretra, questa struttura è equivalente nonché omologa delle due ghiandole uretrali coagulanti presenti in numerosi mammiferi. Esistono in realtà altre ghiandole uretrali accessorie che svolgono una funzione affine (costituendo un'omologia disseminata), ma il loro apporto di secreto è sensibilmente inferiore.

Anatomia

Descrizione generale Numerosi mammiferi presentano specifiche ghiandole parauretrali deputate, tra le varie funzioni, a favorire la coagulazione e la motilità del liquido seminale, oltre a conferire al fluido sufficiente viscosità da evitare un reflusso verso l'uretra emittente oppure verso la vescica (eiaculazione retrograda). Generalmente sono presenti due ghiandole triangolari di medie dimensioni, situate presso l'apice della prostata e appena sopra le ghiandole ampollari, che appaiono come due diverticoli o estroflessioni dei dotti deferenti e riversano il proprio secreto nell'uretra intraprostatica, spesso attraverso l'utricolo prostatico.

Nell'uomo si può rintracciare una singola ghiandola sferica, molto incostante nelle dimensioni e nella collocazione, posta dinanzi alla faccia anteriore della prostata e caratterizzata dal colore giallo. La funzione e la composizione di questa ghiandola sono paragonabili a quelle degli altri mammiferi, con l'unica differenza che il suo dotto parauretrale sbocca a livello dell'uretra prostatica distale.

Forma e dimensioni Questa ghiandola presenta una forma sferica, tuttavia le sue dimensioni sono estremamente incostanti da un individuo all'altro, passando dalla quasi atrofia a ghiandole così voluminose da apparire come una "piccola prostata" secondo Duverney (fino a 15 mm). In generale, diverse ricerche hanno mostrato che il diametro medio si assesta nell'intervallo 6 - 10 mm.

Collocazione A differenza delle ghiandole uretrali coagulanti di molti mammiferi, nell'uomo la ghiandola di Duverney non è generalmente collocata presso le ampolle dei dotti deferenti, bensì a ridosso della faccia anteriore della prostata, tra il suo apice e l'uretra prostatica anteriore. In alcuni individui è effettivamente vicina ai dotti deferenti, e si caratterizza per il dotto parauretrale molto lungo (anche 2,5 - 3 cm); in altri uomini potrebbe non essere neppure a contatto con la prostata, trovandosi direttamente a livello dell'uretra prostatica anteriore.

Struttura

Struttura esterna Come le altre ghiandole coagulanti dell'uretra, la prostata anteriore appartiene alla categoria delle ghiandole tubulo-acinose composte; è avvolta da una capsula fibroelastica serica di consistenza e spessore irregolari, e si distingue dalla maggior parte delle altre ghiandole uretrali per il colore giallo pallido. Dalla capsula partono dei setti rigidi, che suddividono ciascuna ghiandola in vari settori noti come cisterne, il cui numero può ammontare ad alcune decine. Queste zone costituiscono le unità secretorie principali della ghiandola.

Struttura interna La peculiarità delle ghiandole uretrali coagulanti, che la distingue da tutte le altre ghiandole uretrali non semplici, è che sono costituite solamente da un complesso di unità secretorie, anziché da un grappolo (cluster) di ghiandole parauretrali più piccole (2 - 4 mm di diametro), come succede in tutti gli altri casi. Pertanto, è possibile descrivere la loro struttura interna in questo modo:

Ciascuna cisterna è delimitata da un setto rigido, e contiene numerosissimi acini di forma insolitamente allungata. Ogni acino è costituito da innumerevoli papille, legate tra loro in una complessa catena ramificata a forma di collana di perle. Talvolta sono presenti adenomeri aberranti, che producono una porzione molto minore del secreto. Sulla superficie di ciascuna papilla si possono ritrovare svariati microvilli, la cui funzione è riassorbire il secreto non emesso e convertirlo per un successivo utilizzo. Ciascuna papilla riversa il proprio secreto in un microtubulo, che sbocca in un dotto minore. A sua volta, il dotto minore decorre lungo l'intero acino, raccogliendo le secrezioni di tutte le papille e degli eventuali adenomeri aberranti. I dotti minori provenienti da tutti gli acini sboccano in un condotto intermedio: uno per ciascuna cisterna (che costituisce infatti l'unità secretoria macroscopica). I dotti intermedi di tutte le cisterne si raccolgono in un singolo dotto maggiore, che corrisponde al dotto parauretrale ed è condotto dal parenchima della ghiandola all'uretra prostatica distale.

Composizione epiteliale La capsula fibroelastica delle ghiandole e le regioni prive di cisterne sono costituite di cellule non secretorie, composte da semplice tessuto epiteliale con sezioni minori di fibre muscolari scheletriche; sulla loro porzione superiore si rilevano minuscoli microvilli, con funzione di riassorbimento del secreto. Le cisterne, invece, sono conglomerati di acini, e presentano dunque numerose vescicole secretorie. Ciascun acino contiene minuscoli vasi sanguigni e tessuto muscolare scheletrico, ed è circondato da un denso stroma connettivo di carattere lievemente acido. Gli acini in sé sono composti di cellule secretorie e vescicole secretorie, che producono il secreto delle ghiandole; il tessuto prevalente in queste strutture è epitelio colonnare semplice, e più raramente cubico semplice. I piccoli tubuli che si dipartono dagli acini sono rivestiti da un singolo strato di cellule epiteliali, di tessuto cilindrico semplice, mentre il dotto periuretrale in cui essi confluiscono è costituito da epitelio cilindrico a più strati; si evidenzia un duplice strato di cellule: cubiche nella porzione basale e cilindriche in quella laminare.

Dotti antiprostatici di Winslow - Duverney Indipendentemente dalla ghiandola, il lume del dotto parauretrale (detto anche dotto antiprostatico) ha un'ampiezza molto variabile, mentre il contorno è irregolare. Le sue dimensioni sono molto variabili, e dipendono sia dalle caratteristiche dell'antiprostata, sia dalla sua collocazione. Se la ghiandola è situata a livello dell'uretra prostatica anteriore, il dotto risulterà molto breve (alcuni millimetri) e talora ristretto; se invece è collocata presso l'apice della prostata, il dotto presenta dimensioni considerevoli: 7 - 10 mm di diametro per una lunghezza di 2 - 3 cm (in media 2,5 cm).

Funzione

In rapporto alle altre ghiandole uretrali In tutti i mammiferi, la funzione delle ghiandole coagulanti dell'uretra è complementare a quella delle altre ghiandole uretrali accessorie di tipo seminale, in particolare prostata, vescicole seminali, testicoli e ghiandole ampollari. Nell'uomo, oltre al secreto delle vescicole seminali non è richiesta una particolare coagulazione del seme, che risulta invece indispensabile in altri animali (in particolare roditori e scimmie, oppure cervi e suini, ma in questo caso la coagulazione è per gran parte deputata a peculiari varianti delle ghiandole bulbouretrali diaframmatiche). Pertanto il secreto sessuale di Winslow - Duverney, emesso nell'uretra prostatica anteriore attraverso un dotto parauretrale di lunghezza variabile nella fase di eiaculazione, non risulta in genere particolarmente abbondante. Inoltre, nell’uomo il secreto coagulante va a costituire piccola parte del solo liquido seminale, mentre in altri mammiferi è anche un componente della pre-eiaculazione (liquido di Cowper - Littré), prodotta da numerose altre ghiandole uretrali accessorie.

Eiaculazione Durante l’eiaculazione, l’antiprostata emette dal proprio condotto parauretrale un fluido ad alta densità, che compone una piccola parte del liquido seminale. Ha la funzione di:

Neutralizzare l'acidità delle urine ed innalzare sensibilmente il pH vaginale, rendendo così alcalino l'ambiente per non nuocere agli spermatozoi (il pH dello sperma è infatti compreso tra 7,5 e 8,5). Aumentare e favorire la coagulazione del liquido seminale e la motilità degli spermatozoi, grazie alla produzione ed emissione di glicoproteine e di fruttosio (convertito dal glucosio per isomerizzazione). Queste sostanze si combinano efficacemente con il secreto emesso dalle vescicole seminale e dalla prostata, nonché da altre ghiandole uretrali meno rilevanti. Impedire o contrastare l'eiaculazione retrograda (reflusso del seme verso la vescica) grazie alla viscosità del liquido dovuta al fruttosio. In aggiunta, grazie alla cospicua presenza di acido sialico, una volta arrivato nella vagina il secreto diviene trasparente e forma minuscoli agglomerati densi e collosi (veri e propri tappi nei roditori), volti ad impedire ulteriormente il reflusso dell'eiaculato dalla vagina verso l'uretra emittente.