Nella tabella sottostante è indicata la ricostruzione filologica dei sinogrammi HSK1 in riferimento alla versione del 2020, dunque a una versione non più aggiornata ma che comunque è un punto di riferimento nello studio dei sinogrammi più diffusi nel cinese moderno standard. L'HSK1 corrisponde grossomodo al livello A1 (incluso il pre-A1) secondo il quadro di riferimento europeo e internazionale CEFR, è indirizzato ai principianti quasi assoluti e contiene i sinogrammi più diffusi in assoluto.

Molti di questi caratteri sono reperibili pure in giapponese sotto forma di kanji e in coreano e vietnamita come prestiti. In coreano, si possono scrivere sotto forma di hanja, mentre in vietnamita si può reperire il nesso tra pronuncia e Hán tự in alcuni dizionari.

Ricostruzione filologica degli hanzi HSK1 Le ricostruzioni, salvo diversa indicazione, sono riprese da Qimingwang (起名网), un sito che contiene un database di ricostruzioni paleografiche più la resa della pronuncia in fanqie nel rimario Guangyun del 1008. Parte di queste ricostruzioni viene riportata anche in Chaziwang, (查字网). Alcune etimologie folk sono corrette con l'uso del "Multi-function Chinese Character Database" (漢語多功能字庫) sviluppato dal Research Centre for Humanities Computing (人文電算研究中心) dell'Università di Hong Kong e messo online nella sua prima versione nel luglio 2014 e ripubblicato con espansioni nell'estate del 2018.

I caratteri HSK sono indicati nella prima colonna in versione semplificata per renderli più riconoscibili. Il cantonese è trascritto con il sistema di romanizzazione Jyutping e la pronuncia è quella standard e prestigiosa di Hong Kong. La ricostruzione in primo cinese medio citata è quella di Baxter (2011), mentre quella in cinese antico è la Baxter-Sagart (2014). Salvo diversa indicazione, la ricostruzione etimologica è quella indicata da Schuessler (2007) ed è un punto di riferimento valido nonostante utilizzi una propria ricostruzione del cinese antico che non combacia totalmente con la Baxter-Sagart. +字拼音粤拼Significato moderno e/o arcaico; ricostruzione paleografica; etimologia; note sulla pronuncia anticaai4oi3Il carattere significa "amore, amare", la versione tradizionale è . In origine, il carattere era totalmente diverso siccome era ed era pronunciato "xì": in alto si trova la chiave di lettura ji4 (variante arcaica e più vicina al pittogramma 㒫), che secondo Xu Shen indica il cibo che si blocca in gola (è il pittogramma di una persona inginocchiata e con la bocca spalancata), mentre in basso si trova il radicale Kangxi del cuore/mente, cioè il pittogramma di un cuore con tre arterie . Tutto il carattere indica dunque una situazione di difficoltà e malessere causata da un'emozione. Questo carattere era usato come variante di jì, che indica il concetto di essere geloso. Il carattere poi è completamente cambiato nella versione tradizionale 愛: raffigura due mani (stilizzate in modo irriconoscibile come 冖), con la bocca spalancata in cima (stilizzata in modo irriconoscibile e fuorviante come 爪) e l'impronta di un piede in basso () forse per indicare una persona che in preda a una passione cammina lentamente, siccome il pittogramma dell'impronta del piede aveva assunto questo significato antico; in mezzo alle mani è visibile il cuore/mente . Una versione molto arcaica del carattere e simile all'originale è . Un carattere molto simile graficamente è you1 憂 (oggi 忧), che indica la tristezza: si vede un naso con sotto il cuore e l'impronta del piede ("camminare lentamente"). Nella semplificazione, il cuore/mente è stato tolto e l'impronta del piede è stata sostituita con due mani giunte (友 you3, sinogramma che indica l'amicizia). La pronuncia in cinese antico, a causa della forma originale del carattere, aveva uno stop senza rilascio di suono a fine sillaba ed è simile secondo Behr (2016) alla pronuncia in cinese antico di vari caratteri che indicavano l'atto di respirare e singhiozzare. In cantonese e tardo coreano medio, la pronuncia conserva il dittongo originale del primo cinese medio, *-oi pronunciato con le labbra non arrotondate; in tardo coreano medio, si trova trascritto in hangeul con la vocale indicata dal punto, la arae-a. Il fanqie è 烏代切.ba1baat3Il carattere significava "dividere" (oggi ) e "differenziare" (oggi ), mentre oggi significa "otto" a causa di un prestito fonetico ed è anche un radicale Kangxi. Raffigura un oggetto tagliato e separato in due attraverso due tratti curvi discendenti (il carattere è laconico e, dall'andamento sinuoso dei due tratti, potrebbe essere una cucurbitacea come un'anguria tagliata in due. Xu Shen invece sostiene che siano due schiene di profilo, "schiena contro schiena", invece che un oggetto tagliato e separato in due). Esisteva una variante arcaica, , usata sistematicamente nelle grafie vecchie dei caratteri tradizionali (ma non significa "dividere": per esempio, può rappresentare degli sbuffi d'aria). In Primo Cinese Medio finiva con lo stop senza rilascio udibile di suono *-t, conservato nei dialetti conservativi come il cantonese e svariati Minnan (es. gli Hokkien) e nelle lingue sino-xeniche (giapponese, coreano in cui diventa -L, vietnamita). Il fanqie è 博拔切.ba4, ba5baa1Il carattere significa "papà" (informale rispetto a "padre") e in cima si nota il radicale Kangxi di un'ascia di pietra tenuta in mano (che come significato indicava il "maschio" e poi ha iniziato a indicare anche il "padre", ) con sotto la chiave di lettura "ba1", , che era in origine il pittogramma di un enorme serpente (ma non nel radicale Kangxi 邑) e che poi ha iniziato a indicare il concetto di "coda". La chiave di lettura rende la pronuncia di questo suono infantile, a meno che sia un riferimento all'atto dei figli di seguire il padre, che nella Cina antica era il maschio più importante in un nucleo familiare. Oggi la chiave di lettura si usa anche come calco fonetico nei prestiti (es. Parigi). Il fanqie è 捕可切.bei1bui1Il carattere significa "bicchiere, coppa, calice, tazza" e ha il radicale Kangxi dell'albero siccome in passato i bicchieri potevano essere di legno. Per la precisione, è la visione frontale di un albero stilizzato con tre radici che si diramano nel terreno e tre rami che si estendono verso il cielo. La chiave di lettura è la contrazione del carattere 𠀚 evolutosi in , "negare" ("dire no "), poi semplificatasi in , forse con un riferimento al fatto che i bicchieri non lasciano disperdere un liquido; da solo, 不 in origine rappresentava il calice di un fiore, poi a causa della pronuncia è stato usato per indicare l'avverbio di negazione "no" in cinese classico e da esso è stato coniato il verbo "negare". Una grafia alternativa è , in cui si usa il radicale del vaso per indicare il concetto di contenitore cavo (in questo caso per ospitare liquidi). Una versione molto arcaica del carattere e simile all'originale è .zi3zi2Il carattere significa "figlio" (in passato indicava anche la figlia) ed è la visione frontale di un bambino in fasce con le braccia spalancate e alzate (oggi distese) e la testa grossa. La versione più arcaica del carattere è 𡿹 insieme a e la parte superiore, falso amico del pittogramma di alcuni fluttui d'acqua , indicava un ciuffetto di capelli. In altre versioni altrettanto arcaiche, la testa era indicata come 囟 xin4, cioè con una fontanella, a cui si aggiungevano i capelli. In più, è il primo dei dodici Rami Terrestri e corrisponde all'undicesimo mese lunare e al solstizio d'inverno. In questo periodo, secondo Xu Shen, "il tempo migliora e tutto germoglia". Siccome dunque la Natura si rigenera, il collegamento con il neonato è chiaro: secondo lo Shuowen, (Baihua: "Zi3, riguardo all'undicesimo mese il sole sorge, la miriade di cose cresce, le persone hanno preso in prestito zi3 come nomignolo. E' un pittogramma"). Indicava poi le undici di sera, cioè il momento in cui la luna compare pienamente in cielo e dunque "si genera" come un bambino. Il bambino è presente anche in molti altri caratteri, Uno a caso è 孕 yun4, che indica la gravidanza: è il radicale Kangxi della curvatura nai3 (cioè il pittogramma di un insieme sinuoso di corde) con sotto un bambino in fasce per indicare il pancione della madre. Nella primissima versione, reperibile osservando le varietà delle ossa oracolari (gusci di tartaruga e scapole di bue messe sul fuoco a screpolarsi), si nota il corpo di una donna incinta (da cui deriva il radicale Kangxi ) con il bambino all'interno. Un altro sinogramma che è anche imparentato (si nota dalla pronuncia quasi identica) è 字 zì, che in origine indicava "partorire; crescere un bambino, insegnare" e che in un secondo momento ha iniziato a indicare la scrittura, presumibilmente perché un'opera scritta è qualcosa che si genera e si insegna ai figli. Un altro carattere ancora è 了 liao3, che è il pittogramma di un bambino con le braccia avvolte nelle fasce. Il carattere significava "finire" forse a causa del concetto di "fasciato, legato, rilegato" e la pronuncia, che si è lenita nel momento in cui questo vocabolo si è grammaticalizzato in una particella, è le5. Il fanqie di 子 è 即里切.bei3bak1Il carattere significava "schiena" e raffigurava due persone schiena contro schiena per sorreggersi. Il significato arcaico resta preservato nel sinogramma che indica la schiena, bèi, scritto con il radicale Kangxi del pezzo di carne in basso () per indicare una parte anatomica. Oggi infatti il carattere ha cambiato significato in "nord, settentrione" attraverso il concetto di "girare la schiena": infatti le case cinesi anticamente erano orientate verso sud, dove sorgeva il sole, e il sud era un punto cardinale dunque fondamentale nel pensiero antico cinese; questo concetto architettonico è diventato una delle basi del fengshui. Pertanto, se ci si orienta verso sud, di spalle si trova il nord. In Primo Cinese Medio finiva con lo stop *-k. Il fanqie è 博墨切.jing1ging1Il carattere significava "torre di guardia" e due versioni molto arcaiche sono 𢂋 e la sua evoluzione, 亰. Il carattere era dunque simile a , oggi gao1: era il disegno in visione frontale di una torre di guarda con sopra il tetto e sotto un enorme portone, stilizzato come , falso amico. Mentre in entrambi i caratteri il tetto 亠 è riconoscibile, la parte centrale della torre si è stilizzata in entrambi i caratteri come . Oggi indica il concetto di "città capitale", siccome molte città importanti le costruivano come postazioni di guardia. Poi ha iniziato anche a indicare un tumulo alto o una collina e il concetto di "grande", siccome la pronuncia arcaica mostra una parentela con la parola "collina", 岡 gang1 (oggi 冈): la collina e la torre sono due punti alti e due oggetti grandi.