Il tagma (plurale tagmata) fu un'unità militare, corrispondente all'odierna definizione di battaglione o reggimento, in uso nell'esercito bizantino, introdotta nell'VIII secolo dal basileus Costantino V come propria guardia personale.

Storia e ruolo

Nel suo significato originario, il termine "tagma" ( dal greco , " mettere in ordine") è attestato dal IV secolo in riferimento a un battaglione di fanteria di 200-400 uomini (anche definito bandumo numerus in latino, arithmos in greco),Kazhdan (1991), p. 2007., ancora in uso, come grado militare, nella Marina militare greca.

Dal secolo VIII al X

Progressivamente il significato del termine si restrinse fino a comprendere le sole truppe di fanteria professionali, spesso mercenarie, di stanza, come guarnigione, a Costantinopoli, dentro e fuori le muraBury (1911), p. 47. il cui scopo del resto poteva essere assimilato a quello della Guardia pretoriana nella Roma imperiale.

Nel VII secolo, a seguito della riforma dei Themata, i sovrani decisero di ridurre il numero degli effettivi dell'esercito di stanza nella capitale per fare maggiore affidamento sui Themata dell'Anatolia ma tale scelta si dimostrò controproducente dato che le nuove unità, affidate ad ufficiali locali, sovente si ribellarono agli imperatori: in soli 60 anni il Thema dell'Opsikion, il più vicino a Costantinopoli, fu coinvolto in cinque ammutinamenti dei quali il più importante fu l'usurpazione del suo comandante, Artavasde, contro il legittimo sovrano Costantino V Isaurico avvenuta nel biennio 741-743.Treadgold (1995), p. 28.

Ripresosi il trono ed eliminato l'usurpatore, Costantino V (regno 741-775) riformò le unità della Guardia imperiale di Costantinopoli ed istituì un nucleo di soldati professionali e fedeliHaldon(1999), p. 78., i tagmata, appunto, allo scopo di fornire difesa contro rivolte provinciali e come supporto dell'autorità imperiale nei conflitti religiosi in merito all'Iconoclastia intrapresa dall'imperatore in continuazione alle politiche paterne.Haldon(1984), pp 228-235.

In un primo momento I tagmata furono concepiti come unità permanenti di cavalleria pesante,Bury (1911), p. 48. per sfruttare il vantaggio di una maggiore mobiltità rispetto alla fanteria fornita dai Themi e, durante la fase difensiva dell'impero, tra l'VIII e il IX secolo, il loro ruolo fu quello di truppe di riserva e di presidio, insieme alla fanteria locale, della Tracia e Bitinia, le regioni più vicine alla capitale.

Per via del ruolo, ben presto gli incarichi di comando divennero particolarmente ambiti dato che avrebbero potuto comportare per un giovane ufficiale dell'aristocrazia o della burocrazia urbana la possibilità di attirarsi i favori dell'imperatore e una fulgida carriera nei più importanti Thema dell'Asia MinoreHaldon (1999), pp 270-271. anche se fu essenziale l'apporto dato dalle popolazioni anatoliche le quali, grazie anche ad un alto grado di mobilità socialeHaldon(1999), p. 272., anche se spesso di umili origini, in brece tempo monopolizzarono le alte cariche militari e finirono per contrapporsi alla burocrazia civile della capitale per influenza sullo stato.Haldon(1999), pp 272-273.

Nel loro periodo di massimo splendore, tra i secoli IX e X, si annoveravano quattro tagmata corretta (""):Bury (1911), pp 47-48.

Le Scholai (Gr. , "le scuole"): composte dai veterani più esperti, costituivano il diretto successore alle guardie imperiali create da Costantino I (r. 306-337). Il termine scholarioi (σχολάριοι), anche se nel suo senso letterale, si riferiva soltanto alle uomini delle Scholai, divenne un riferimento generale per tutti i soldati comuni dei tagmata. I Exkoubitoi o Exkoubitores (lat. Excubiti, Gr. ): avevano la funzione di truppe di guarnigione nella capitale, furono istituiti da Leone I. Gli Arithmos (Gr. , "Numero") o Vigla (Gr. , dalla parola latina per "guardia"): repartoscelto, istituito dall'imperatrice Irene nel 780 per quanto forse ebbe origini ancor più antiche come sembrano indicare i nomi arcaici dei ranghi degli ufficiali.Haldon (1999), p. 111. Nelle campagne militari svolgevano il compito di guardia al campo imperiale, trasmettevano gli ordini del sovrano e custodivano i prigionieri di guerra.Bury (1911), p. 60. Gli Hikanatoi (Gr. , "gli esperti"): reparto istituito dall'imperatore Niceforo I (r. 802-811) nell'810.

Ai Tagmata furono aggregati: I Noumeroi (Gr. , dal latino numerus, "numero"): reparto scelto che probabilmente incluse il preesistente dei Teichistai (Gr. ), che, risalenti al IV secolo, avenvano il compito di presidiare le mura di Costantinopoli.Bury (1911), p. 65. Gli Optimatoi (Gr. , dal latino ottimati, "i migliori"): nei primi tempi unità di élite ma, dall'VIII secolo, fu ridotta a compiti di supporto quale quello di sorvegliare e proteggere le salmerie dell'esercito (il , touldon).Haldon(1999), p. 158. A differenza dei tagmata, erano stanziati fuori Costantinopoli presso il thema Optimatōn presso il quale il comandante, o domestikos, degli Optimatoi esercitava l'incarico di governatore.Bury (1911), p. 66. Gli uomini della Flotta Imperiale (, basilikon plōimon): unità di marina, annoverati tra i tagmata in alcune fonti

Infine troviamo la Hetaireia (Gr. , " i compagni"), corpo di cavalleria pesante, mercenario, di stanza presso le frontiere orientali ed in Anatolia; orni reparto in cui il corpo era suddiviso era sotto il controllo di un rispettivo Hetaireiarchēs.

Effettivi e organizzazione

Data l'imprecisione delle fonti contemporanee, è oggetto di vivace discussione l'esatta dimensione e la composizione dei Tagmata anche se in alcuni elenchi arabi e presso i testi dei geografi arabi Ibn Khordadhbeh e Ibn Qudāmah troviamo una stima finale di , dato considerato da alcuni studiosi quali John Bagnell BuryBury (1911), p. 54. e John Haldon come eccessivamente elevato e rivisto per un dato finale di - uomini ad unitàHaldon(1999), p. 103..

Altri, invece, come Warren Treadgold e (in parte) Friedhelm Winkelmann, accettano le stime poste dalle fonti contemporanee, e correlandole con gli elenchi del Klētorologion, definirono una stima media di 4.000 soldati per ogni tagma (compreso l'Optimatoi e il Noumeroi).Treadgold (1980), pp 273-277.

Anno 745 810 842 959 970 976 1025 Effettivi totali Treadgold (1997), p. 358. Treadgold (1997), p. 427. Treadgold (1997), p. 576. Treadgold (1997), p. 548.

Per quanto concerne la gerarchia e la struttura di comando, ogni unità era sottoposta ad un ufficiale, il domestikos, tranne per il corpo dei Vigla, in cui la figura del domestikos era sostituita dal droungarios. L'ufficiale comandante era a sua volta assistito da due luogotenenti, chiamati topoteretes (. Gr. , lit "segnaposto", "luogotenente"), ciascuno dei quali comandava una metà del gruppoTreadgold(1995), p. 102. e, a differenza dei Themata, mancano i livelli permanenti di comando intermedi, i tourmarchai, altrimenti definiti Chiliarchi o oi pentakosiarchai fino a quando Leone VI introdusse la figura del droungariosTreadgold (1995), p. 105..

Ogni Tagmata era suddiviso in Bandon o Bande ognuna delle quali comandata da un Komes ("conte"), chiamato skribōn negli Exkoubitores e tribounos nei Noumeroi ed ogni Banda a sua volta era composta da diverse compagnie, con a capo un kentarchos, o drakonarios ("draconarius") per i Exkoubitores, e vikarios ("vicario") per i Noumeroi.

Progressivamente il domestikos tōn Scholōn, comandante del reggimento delle Scholai assunse sempre maggiore importanza fino a divenire alla fine del X secolo, di fatto, l'ufficiale di grado più alto dell'intero esercitoTreadgold(1995), p. 78.; la seguente tabella illustra la struttura delle Scholai nel IX secoloTreadgold (1995), p. 103.:

Ufficiale Unità Effettivi Suddivisioni Domestikos (1) Tagma 20 bandon Topotērētēs (1/2) 10 banda Komēs (20) bandon 200 5 kentarchiai Kentarchos (40) kentarchia 40

Esercito professionale: X-XI secolo

A seguito delle campagne di riconquista del X secolo, il tagmata fu spesso impiegato nei compiti di conquista e presidio delle nuove provinceHaldon(1999), p. 84. e come conseguenza delle nuove esigenze militari vide aumentati i propri effettivi:Haldon (1999), p. 118. Michele II (r. 820-829), istituì i Tessarakontarioi, un'unità speciale di fanteria di marina, il cui nome derivò dall'elevata paga di 40 nomismataHaldon (1999), p. 125., Giovanni I Zimisce (r. 969-976) istituì gli Athanatoi (dal greco. , "Immortali"), un corpo di cavalleria pesante catafratta, ulteriormente rafforzati da Michele VII Ducas (r. 1071-1078).

Inoltre, Giovanni Zimisce istituì gli Stratelatai, anch'essi un reparto di catafratti, e i Satrapai, che però ebbero breve vita, gli ultimi sovrani della dinastia dei Macedoni istituirono, nel 1040 ca, i Megathymoi e gli Archontopoulai e Alessio I i Vestiaritai di Alessio I; molte di queste unità di nuova costituzione furono accomunate da una forte presenza di mercenari stranieri, che divenne ancor più rilevante nei Maniakalatai, comandati Giorgio Maniace nelle sue campagne in Italia, e composte da soldati franchi o normanni fino alla Guardia variaga (gr. ), istituita da Basilio II (r. 976-1025) nel 988 e composta da mercenari di origine normanna.

Il regno di Basilio II, vide anche l'inizio di una profonda trasformazione del sistema militare bizantino: Infatti, alla metà del X secolo, la diminuzione degli effettivi della fanteria dei temi, dovuta a un fenomeno di impoverimento dei contadini anatolici e dalle nuove esigenze difensive ed offensive presso i confini orientali, indussero i sovrani alla costituzione di forze permanenti provinciali sul modello dei tagmata imperialiHaldon (1999), pp. 115-118..

Infatti, tutte le conquiste bizantine in Oriente, furono garantite attraverso la creazione di una catena di themata, i cui distaccamenti di fanteria professionale operavano raggruppati in reparti più grandi sotto il comando di doux o katapanōHaldon (1999), pp. 84-85. ma, se questa strategia poteva dare i suoi frutti contro minacce di piccola scala, non avrebbe mai potuto respingere un attacco in forze.Haldon (1999), pp. 85-91.

A tale problema si aggiunse quello del declino dei Themata dovuto ad un progressivo depauperamento della piccola proprietà terriera, principale fornitrice di reclute per le milizie, cosa che indusse i sovrani a fare sempre più ricorso ad unità permanenti indigene o mercenarie, più professionali e con il vantaggio di essere maggiormente affidabili rispetto alle milizie locali, estremamente legate alla nobiltà del territorio di appartenenza.Haldon (1999), pp. 92-93. e, per tali ragioni, furono incrementati gli effettivi di ogni singola unità: probabilmente, infatti, il numero dei soldati oscillava dai 400 o 500, tipici dei reparti mercenari stranieri, agli oltre delle unità più grandi.Haldon (1999), pp. 103-104, 116.

Ciò comportò, nell'XI secolo, la scomparsa della distinzione tra le milizie provinciali dei Themata e le unità professionali e il termine Tagmata prese ad indicare indistintamente ogni unità dell'armata imperiale; le sconfitte subite da Bisanzio nella seconda metà dell'XI secolo, tra cui Manzicerta, sottrassero allo Stato territori e risorse e, fatta eccezione per la Guardia Variaga, i Vestiaritai, lHetaireia, i Vardariotai e le unità delle Scholai, altre unità furono progressivamente abbandonate e ai principi del XII secolo il termine Tagmata assunse definitivamente il significato indistinto di reparto militare.Haldon (1999), pp. 119-120.Treadgold (1995), p. 117.

Fonti contemporanee Elenchi di pubblici uffici, i Taktika, di cui in particolare il Taktikon Uspenskij (ca. 842), il Klētorologion di Filoteo (899), e il Taktikon dell'Escorial (ca. 975). Manuali di arte militare, in particolare i Taktika scritti dall'imperatore Leone VI il Saggio.