I radicali dello Shuowen Jiezi (说文解字部首) sono il primo sistema di classificazione dei sinogrammi/hanzi/caratteri cinesi basato sull'individuazione dei radicali e della chiave di lettura (tipicamente, "componente a sinistra e a destra, in alto e in basso, esterno e interno"). In totale, è formato da 540 radicali (部 bù) ed è alla base della classificazione di oltre 9000 caratteri nello Shuowen Jiezi, un celebre dizionario scritto da Xu Shen (许慎) e completato intorno al 100 d.C., in epoca Han (汉朝). I radicali Shuowen (说文部首, un nome abbreviato come parallelismo con "radicali Kangxi" 康熙部首) si possono considerare gli antenati dei 214 radicali Kangxi contenuti nel Dizionario Kangxi (康熙字典).

Introduzione ai radicali Shuowen I radicali Shuowen sono presenti nello Shuowen Jiezi e sono scritti nella grafia del periodo Han, cioè quella del Piccolo Sigillo (小篆 Xiǎozhuàn). Lo Shuowen Jiezi tuttora viene ristampato con questa grafia. Solo in dei casi Xu Shen cita degli arcaismi gǔwén 古文 presi da alcuni testi pre-Qin nascosti nei muri delle case per farli sfuggire ai roghi di Qin Shi Huangdi e cita dei caratteri in uno stile calligrafico più antico, lo stile Zhòuwén 籀文 (Grande Sigillo). Xu Shen, in ogni carattere dello Shuowen Jiezi (radicali inclusi) inserisce il significato del carattere e, laddove presente (e.g. quando non si è in presenza di un pittogramma), mette la suddivisione tra radicale e chiave di lettura per indicare la pronuncia in modo abbastanza vago (al tempo di Xu Shen si parlava il Cinese degli Han Orientali, intermedio tra il cinese antico/Old Chinese 上古汉语 e il Primo Cinese Medio 中古汉语). In dei casi, offre un'interpretazione dei caratteri, ma lo Shuowen Jiezi contiene degli errori (ragion per cui, nel fare filologia dei caratteri, va consultato con sano spirito critico) siccome non ha potuto consultare le ossa oracolari e i bronzi del periodo Shang e Zhou: queste fonti (甲骨文, 金文) contengono le forme originali dei caratteri e quindi delle forme che sono meno fuorvianti rispetto alla stilizzazione del Piccolo Sigillo. Xu Shen di fatto analizza i caratteri a partire dalla prima stilizzazione risalente al periodo Qin. Solo qualche carattere è anteriore. Le ossa oracolari erano piastre di tartaruga e scapole di bue che venivano incise con dei caratteri o trapanate in dei punti e messe sul fuoco per compiere le piromanzie (dette anche "plastromanzie" e "scapulomanzie"). L'indovino effettuava dunque una previsione sul futuro in base a come le crepature colpivano i caratteri. Le ossa venivano poi interrate. I bronzi invece sono oggetti in bronzo (vasi, tripodi, bacinelle, pettini, specchi, bracieri...) su cui venivano incisi dei caratteri. I sinogrammi quindi erano usati per scrivere piccoli testi formulaici: alla nascita dell'Impero, vennero standardizzati, usati per la burocrazia e scritti su pezzi di seta e listelli di bambù rilegati fino a formare un rotolo. Comunque, alcune definizioni di Xu Shen sono già state già corrette o ampliate e precisate con delle glosse già da prima della riscoperta dei bronzi e delle ossa oracolari (i segnetti su queste ultime sono stati interpretati come caratteri cinesi sono nel fine Ottocento da Wang Yirong 王懿荣).

La prima copia sopravvissuta dell'opera risale al periodo Tang. Il commentario più famoso e autorevole è quello di Xú Xuàn (徐鉉, 916–991), che scrisse a partire dal 986 su ordine diretto dell'Imperatore. Xu Xuan corresse molte annotazioni sbagliate dell'edizione di Li Yangbing e aggiunse la pronuncia in fanqie (siccome Xu Xuan è vissuto sotto la Dinastia Song (宋朝), il suo fanqie riflette la pronuncia del cinese medio). Il secondo più grande commentario all'opera, è quello di Duan Yucai 段玉裁 (1735–1815), vissuto durante il periodo Qing (清朝). Impiegò 30 anni per scriverlo e lo pubblicò poco prima della propria morte. Anche nelle ristampe con le glossature, la grafia originale nello stile del Piccolo Sigillo è rimasta intatta.

L'opera è divisa in 15 parti e gli stessi radicali Shuowen sono divisibili in parti. 34 radicali non hanno caratteri, mentre 159 ne contano solo uno. Solo 350 circa sono produttivi. I criteri usati da Xu Shen per individuare i radicali e classificare i caratteri, nonostante siano evidenti dei pattern, in generale vengono considerati dai lessicografi come criptici. Il sistema di radicali aveva comunque la possibilità di essere rimaneggiato e migliorato in altri dizionari creati ex-novo (nel mentre, era evoluta la grafia portando alla nascita dei caratteri in versione tradizionale, si era affermata l'arte calligrafica e il numero di caratteri cinesi e varianti regionali era cresciuto). Sono stati soppiantati da uno standard di 214 radicali inventato da Mei Yingzuo nel 1615 (tarda epoca Ming 明朝) e usato in un suo dizionario. Il nome con cui sono universalmente noti deriva da un celeberrimo dizionario del 1716, il Dizionario Kangxi (epoca Qing; porta il nome dell'Imperatore che lo ha commissionato): dal nome di quest'opera, prendono il nome di "radicali Kangxi" (come parallelismo, siccome lo Shuowen Jiezi viene spesso abbreviato come "Shuowen", si possono pensare come "radicali Shuowen"). Questo standard è usato anche nella classifica dei caratteri cinesi usati in passato in Vietnam (sistema Chu' Nom, che contiene caratteri nazionali/coniati ex-novo dai vietnamiti e quelli originali cinesi, gli Han tu'), in Corea (hanja) e che sono tuttora usati in Giappone (kanji). In Cina, questo standard si affianca a una nuova lista di radicali con modifiche minori e pubblicata nel 2010. Alcuni radicali Shuowen e Kangxi sono in comune, mentre alcuni radicali individuati da Xu Shen oggi sono usati come caratteri veri e propri. Molti altri sono in disuso. In un caso, Xu Shen duplica un radicale siccome non ha riconosciuto che un carattere era l'evoluzione dell'altro. Dei radicali Shuowen, tramite il fanqie e l'affiancamento delle pronunce nei dialetti cinesi conservativi (cantonese standard e di Taishan, i Minnan come gli Hokkien, Hakka, shanghainese) e nelle lingue sino-xeniche (giapponese, coreano, vietnamita), offrono delle informazioni sulla loro pronuncia arcaica in Primo Cinese Medio, usato a sua volta per ricostruire il cinese antico. La stessa operazione si può svolgere con qualunque carattere cinese, inclusi i radicali Kangxi. Di entrambe le lingue antiche esistono ricostruzioni (e.g. Baxter, 2011; Baxter-Sagart, 2014).

L'opera, insieme al suo sistema di radicali, è oggi disponibile pure online e viene talvolta ristampata insieme alle glosse con eventuali altre aggiunte. Si trovano pure delle riscritture in cinese moderno standard e con i caratteri semplificati, siccome è scritta in Wenyan/cinese classico. Lo Shuowen Jiezi, nonostante contenga degli errori soprattutto nell'interpretazione o divisione di alcuni caratteri dovuti alla sola consultazione della grafia del Piccolo Sigillo, ha i suoi pregi indiscussi e si usa tuttora con spirito critico per fare filologia dei caratteri e paleografia. Le sue pronunce in fanqie e le sue definizioni sono riportate nel Dizionario Kangxi insieme al fanqie del Guangyun (Primo Cinese Medio, espansione del Qieyun) e del Jiyun (Tardo Cinese Medio). Alcuni esempi di studi moderni sui caratteri nello Shuowen Jiezi sono quelli di Weldon South Coblin e Paul Serruys. "Shuowen Jiezi" è anche il nome di un programma cinese su Sun TV in cui ogni giorno una presentatrice spiega l'etimologia di un carattere al giorno al grande pubblico in soli 5 minuti.

Lista dei radicali Shuowen in versione snella Nella tabella sotto, sono riassunti in modo condensato i radicali Shuowen, cioè gli antenati dei radicali Kangxi. Di ogni carattere, è indicata la variante più vicina alla grafia del Piccolo Sigillo. Ogni radicale è raggruppato nel suo rotolo/libro (juan3 卷, "kwan > kan" in giapponese).

+SezioneRadicali Shuowen1(introduzione)2一丄⺬三王玉玨气士丨屮艸蓐茻3小八釆半牛犛吿口凵吅哭走止𣥠歨此正昰辵彳廴㢟行齒牙足疋品龠𠕋4㗊舌干𧮫只㕯句丩古十卅言誩音䇂丵菐𠬞𠬜𠔏𠔱舁𦥑䢅爨革鬲䰜爪丮鬥又𠂇史支𦘒聿畫隶臤臣殳殺𠘧寸𡰻㼱攴敎⺊𤰆爻㸚5𡕥目䀠眉盾𦣹𪞶鼻皕習𦏲隹奞雈𠁥𥄕羊羴瞿雔雥鳥烏𠦒冓幺𢆶叀玄予放𠬪𣦻歺死冎骨肉筋刀刃㓞丯耒𧢲6竹箕丌左工㠭巫𤮺曰𠄎丂可兮号亏𠤔喜𧯛鼓豈豆豊豐䖒虍虎虤皿𠙴去血丶𠂁靑丼皀鬯食亼會倉入缶矢高冂𩫖京亯𣆪畗㐭嗇來麥夊舛䑞韋弟夂久桀7木東林才叒𡳿帀出𣎵𤯓乇𠂹𠌶華𥝌𥠻巢桼束𣠔囗員貝邑𨛜8日旦倝㫃冥晶月有朙囧夕多毌𢎘𠀟𠧪齊朿片鼎𠅏彔禾秝黍𪏽米毇臼凶朩𣏟麻尗耑韭瓜瓠宀宮呂穴㝱𤕫冖𠔼冃㒳网襾巾巿帛白㡀黹9人𠤎匕从比北丘㐺𡈼重臥身𠂣衣裘老毛毳𡰣尺尾𡳐舟方儿兄兂皃𠑹先禿見覞欠㱃㳄㒫頁10𦣻面匃首𥄉須彡彣文髟后司卮卩印色𠨍辟勹包茍鬼甶厶嵬山屾屵广厂丸危石𨱗勿冄而豕㣇彑豚豸𤉡易象11馬𢊁鹿麤㲋兔萈犬㹜鼠能熋火炎𪐗囪焱炙𤆍大𡗕夨夭交𡯁𡔲𡕍幸奢亢夲夰亣夫立竝囟恖心惢12水沝瀕𡿨巜川𤽄灥永𠂢𠔌仌雨雲𤋳𩺰㷼龍飛非卂13𠃉𠀚至卥鹵鹽戶門耳𦣝手𠦬女毋民丿𠂆乁氏氐戈戉我亅𤦡乚亾匸匚曲𠙹瓦弓弜𢎺系14糸𦃃𢇁率虫䖵蟲風它龜黽卵二土垚𡎸里田畕黃男力劦15金幵勺几且斤斗矛車𠂤𨸏𨺅厽𠃢宁叕亞𠄡六𠀁九禸嘼甲乙丙𠆤戊己𢀳庚辛辡壬癸子了孨𠫓𠃠𡩟戼𨑃巳午未𦥔丣酋戌亥

I radicali Shuowen e gli errori diffusi in filologia dei sinogrammi Gli errori Il cinese antico è indissolubilmente legato alla prima attestazione della scrittura cinese (a partire dal 1250 a.C. circa, periodo Shang), ragion per cui la lingua e la scrittura come periodo sono strettamente collegate. I caratteri in origine sono nati per scrivere sulle piastre delle tartarughe e sulle scapole di bue messe a crepare sul fuoco per effettuare predizioni sul futuro più o meno remoto. Dai primi caratteri attestati nelle ossa oracolari (periodo Shang e Zhou) e nei bronzi Shang e Zhou si vedono le versioni originali di molti caratteri diffusi sia in passato che oggi, da cui si può ricostruire la composizione (molti altri caratteri, comunque ricostruibili, sono attestati a partire dal periodo degli Stati Combattenti e periodo Qin e Han e in poi). Le versioni originali permettono di capire meglio la loro composizione, il disegno originario, come sono evoluti e, in dei casi, la pronuncia originaria. Pertanto il cinese antico/Old Chinese è il periodo da cui si parte a fare filologia dei sinogrammi (perlomeno quelli più antichi, come i radicali Kangxi), un'attività direttamente collegata alla paleografia, che a sua volta non è una disciplina isolata da altre come l'archeologia.

Quanto al periodo del Primo Cinese Medio, in questo periodo i sinogrammi assumono grossomodo l'aspetto dei caratteri tradizionali odierni. Questa grafia deriva dall’evoluzione della prima standardizzazione dei caratteri avvenuta durante il periodo Qin (Xu Shen, usando una grafia detta “Piccolo Sigillo”/Xiaozhuan) li descrive nello Shuowen Jiezi. Durante il periodo Tang, le ossa oracolari forse erano state dissotterrate per la prima volta ma i contadini, non capendo cosa fossero e come mai avessero dei segnetti misteriosi incisi sopra, le reinterravano. In un secondo momento, sono state dissotterrate e polverizzate per creare preparati di medicina tradizionale cinese, come avveniva per esempio nel periodo Qing. Il riconoscimento dei caratteri sarebbe avvenuto nel fine Ottocento. L’osservazione delle prime versioni (ossa e bronzi), dell’evoluzione nello stile del Piccolo Sigillo e dell’ulteriore evoluzione nella versione tradizionale (poi eventualmente semplificata nella metà Novecento) permette di capire meglio i caratteri e i loro componenti.