La casa di Niccolò Paganini a Genova era l'edificio nel quale visse in gioventù Niccolò Paganini.

Descrizione

La casa in stile rinascimentale si trovava in Passo di Gattamora, 38 nel quartiere del Colle vicino a via Madre di Dio, a Genova. Niccolò Paganini (27 ottobre 1782) vi trascorse l'infanzia fino al suo trasferimento a Parma, avvenuto all'età di 14 anni.

La facciata ospitava un'edicola del 1610-1620. In occasione del centenario della nascita il comune di Genova fece collocare una targa dettata dall'onorevole Anton Giulio BarriliInserzioni della Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, pag. 4729, 28 febbraio 1883:

Durante la seconda guerra mondiale l'edificio risultava già in cattive condizioni a causa di crolli dovuti ai bombardamenti.

Il "Piano particolareggiato" del 1966 prevedeva il "risanamento edilizio" dei vecchi quartieri marginali, ma l'obiettivo dichiarato celava la volontà di sostituire il tessuto sociale e architettonico stratificato di via Madre di Dio con un centro direzionale moderno, capace di rispondere alle esigenze della crescente classe terziaria genovese.

L'area oggetto dell'intervento era conosciuta popolarmente come "a Cheullia" (il Colle), un quartiere situato sulle pendici di Carignano a ridosso della città vecchia. Si trattava di un nucleo urbano di origine antichissima, sviluppatosi lungo il corso del Rivo Torbido e caratterizzato da una densità abitativa estrema, con case che si arrampicavano l'una sull'altra seguendo la pendenza naturale del terreno. Via Madre di Dio ne costituiva l'asse principale, affiancata da una rete di vicoli come vico dei Librai e passo di Gattamora.

Il progetto originale consisteva in un grande edificio progettato da Marco Dasso, denominato "Centro dei Liguri", allungato verso il mare lungo la valletta del Rivo Torbido, contrapposto al quale è sorto un altro palazzo di uffici, caratterizzato dal rivestimento in pietra artificiale rosa, disegnato da Franco Albini e Franca Helg. L'architetto Dasso, al centro di un'aspra polemica tra "restauratori" e "innovatori", rifiutò le operazioni di restauro, scegliendo la via della totale demolizione delle strutture edilizie.

La casa fu acquistata dalla curia genovese tramite la Società immobiliare San Gallo s.p.a., presieduta da Alberto Pongigllone, che aveva sede in Liechtenstein al di sotto del suo valore per la costruzione del Centro direzionale dei Liguri che costò 60 miliardi di lire prestati dalla CarigeDon Gallo, Io non mi arrendo, Milano, Baldini e Castoldi, 2013. ISBN 978-88-6852-032-8, mentre la società Cemar si occupò, il 3 luglio 1969, della demolizione lasciando solo la facciata fino al primo piano con l'edicola seicentescaIl Secolo XIX 1886-1986, pag. 522. Il resto della facciata venne demolito, la sera del 13 settembre 1971, con mazze e picconi nonostante, nel nuovo piano regolatore, fosse stato promesso di non sacrificare la casa che sarebbe stata risparmiata e inserita in un giardino. Poteva essere salvata con la Legge 1089 del 1939 sulla Tutela delle cose d'interesse Artistico o Storico. L'architetto del comune, Oddi, che si occupava delle Belle Arti disse che la casa era in fase di "disintonacatura" e che doveva rimanere qualche traccia, mentre la dottoressa Terminiello della Sovrintendenza ai Beni Culturali aveva promesso di far svolgere un sopralluogoIl Secolo XIX 1886-1986, pag. 533. La demolizione della casa provocò l'ira degli abitanti del Colle che cercarono di fermare la demolizione.

La società San Gallo s.p.a. fallì e in seguito lasciò uno strascico giudiziario, la targa venne ritrovata in un magazzino comunale e nel 1982 l'amministrazione comunale insieme alla Carige propose la ricostruzione della facciata, ma poi quest'idea venne abbandonataLa Stampa, 29 marzo 1982 pag. 7.

Nel 1981 nella vicina piazza Sarzano l'US Vecchia Genova fece erigere una targa come "colonna infame":

La statua della Madonna Immacolata che si trovava nell'edicola votiva venne trasferita nel Museo di Sant'Agostino.

La targa che si trovava sulla casa è stata trasferita nei Giardini Baltimora, a cui è stata aggiunta una targa nel 1992 dal comune di Genova:

Nel 2005 venne aperta dall'antico complesso conventuale di Santa Maria delle Grazie la Casa Paganini/InfoMus Lab.

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Note

Voci correlate Niccolò Paganini Carignano (Genova) Monumento a Niccolò Paganini

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